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Gli scacchi come metafora della vita




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Gli scacchi come metafora della vita


GLI SCACCHI COME METAFORA DELLA VITA Gli scacchi sono spesso utilizzati nella



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GLI SCACCHI COME METAFORA DELLA VITA

Gli scacchi sono spesso utilizzati nella comunicazione verbale: espressioni quali 'dare scacco matto', 'arroccarsi sulle proprie posizioni', 'trovarsi in posizione di stallo' sono spesso presenti sia nel linguaggio colloquiale che in quello giornalistico. 'Fai la mossa giusta!' è sicuramente tra gli slogan più usati da chi deve vendere il proprio prodotto. Nel campo quindi della comunicazione attraverso immagini, ad esempio la pubblicità, frequente è l’utilizzo delle parole del gioco degli scacchi, in cui vengono sfruttate le caratteristiche intellettuali che solitamente vengono associate a questo gioco. Gli scacchi fanno parte della nostra vita, seppur inconsapevolmente. Su una semplice scacchiera è rappresentata la sfida che ogni giorno l’uomo deve affrontare nei confronti del mondo.



“Noi siamo i pedoni della misteriosa partita a scacchi giocata da Dio. Egli ci sposta, ci ferma, ci respinge, poi ci getta uno ad uno nella scatola del Nulla. “[1]

Gli scacchi, insomma, sono una metafora della vita; bisogna sapere e spesso domandarsi come fare (strategia) e come farlo (tattica); dobbiamo lottare, avanzare pian piano e cercare di portare a nostro vantaggio situazioni sfavorevoli, cercare di capire quando sia meglio accontentarsi di un pareggio e quando lottare per la vittoria. La scacchiera è vita che si fa oggetto; nessun altro gioco al mondo vede una compenetrazione di scienza e filosofia, matematica e poesia, estetica e psicologia, logica e arte come questo; ed è forse proprio ciò, insieme all'alone di mistero e leggenda che avvolge le sue origini, il motivo dell'interesse che il gioco ha suscitato in filosofi, scrittori e poeti di culture e tempi diversi. Un esempio particolare è rappresentato da Eugenio Montale nella sua celebre composizione, 'Nuove stanze', contenuta nella raccolta 'Le occasioni'.

Poi che gli ultimi fili di tabacco

al tuo gesto si spengono nel piatto

di cristallo, al soffitto lenta sale

la spirale del fumo

che gli alfieri e i cavalli degli scacchi

guardano stupefatti; e nuovi anelli

la seguono, più mobili di quelli

delle tua dita.

La morgana che in cielo liberava

torri e ponti è sparita

al primo soffio; s'apre la finestra

non vista e il fumo s'agita. Là in fondo,

altro stormo si muove: una tregenda

d'uomini che non sa questo tuo incenso,

nella scacchiera di cui puoi tu sola

comporre il senso.

Il mio dubbio d'un tempo era se forse

tu stessa ignori il giuoco che si svolge

sul quadrato e ora è nembo alle tue porte:

follia di morte non si placa a poco

prezzo, se poco è il lampo del tuo sguardo

ma domanda altri fuochi, oltre le fitte

cortine che per te fomenta il dio

del caso, quando assiste.

Oggi so ciò che vuoi; batte il suo fioco

tocco la Martinella ed impaura

le sagome d'avorio in una luce




spettrale di nevaio. Ma resiste

e vince il premio della solitaria

veglia chi può con te allo specchio ustorio

che accieca le pedine opporre i tuoi

occhi d'acciaio.

Si respira l'atmosfera della guerra ormai alle porte e, attraverso il gioco degli scacchi, è introdotta minacciosa, allarmante, la Storia, la tragedia di un destino comune.  Questa lirica è interessante perché non riproduce lo scontato rapporto tra scacchi e vita, ma ribalta questa concezione, presentando Alfieri e Cavalli che si guardano attorno stupefatti, quasi atterriti, non riuscendo a comprendere la follia che si sta per scatenare sulla scacchiera dell’umanità, la poesia è stata scritta poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Una volta tanto la scacchiera non riproduce in miniatura l’esistenza, ma è da quest’ultima sconvolta: i pezzi del gioco sembrano rendersi conto che le loro regole certe, nulla hanno a che vedere con l’irrazionalità della vita.

Montale ha dimostrato in questa poesia come era la condizione dei letterati anti-massificazione che vivevano ai tempi in cui l'opposizione era stata completamente annullata. I poeti, i letterati, ancora non cedevano all'uniformarsi della concezione artistica e soprattutto letteraria. Ma come fare per non soccombere? Montale dà la sua risposta, ricorrendo alla sua musa, Clizia che è l'allegoria della Letteratura, della Cultura e della Civiltà. Costruisce il suo schermo d'acciaio entro il quale tutta quella follia infernale che si scatena al di fuori della finestra della sua stanza, non può irrompere in nessun modo.

Ma forse non è che anche la cultura stessa ignori cosa sia quel pericoloso gioco che si  appresta a diventare realtà?

Tuttavia quando la campanella allarma i pezzi degli scacchi, i soldati ignari coinvolti nella storia, che si uniscono a Clizia, rimangono quieti poiché in loro sopravvivrà sempre la capacità di vedere il vero significato delle cose, poiché illuminati dalla Ragione. 

Il gioco degli scacchi è forse uno dei giochi più interessanti che esistono. Appassiona persone di tutte le età in quanto giocare a scacchi significa anche mettersi alla prova, utilizzando al pieno le proprie facoltà mentali.

Si pensa che questi rappresentino anche una perfetta simulazione del gioco di guerra, dove l’obbiettivo principale è attaccare e difendere e dove è inevitabile che ci siano delle vittime, nel gioco degli scacchi si deve necessariamente sacrificare i propri pezzi per riuscire a vincere.



[1]  Omar Khayyàm;  matematico, astronomo, filosofo,vissuto tra il 1048 e il 1131

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Appunti su: metafora degli scacchi pedagogia, scacco matto nel linguaggio colloquiale, scacchi metafora della vita,







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