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Appunti del corso - prevenzione e cura delle malattie cronico-degenerative di interesse medico e chirurgico




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APPUNTI DEL CORSO


PREVENZIONE E CURA DELLE MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE

DI INTERESSE MEDICO E CHIRURGICO




Poiché il sistema gastroenterico nelle sue molteplici e complesse funzioni coinvolge altri organi ed apparati, è necessario che la cura delle malattie cronico-degenerative preveda uno suo studio clinico approfondito. Tali patologie possono essere prevedibili e prevenibili. Se la previsione è possibile attraverso lo studio clinico dello stomaco indagando non solo la sua funzione digestiva, ma soprattutto quella metabolica, la prevenzione è realizzabile attraverso il dosaggio di quei nutrienti che intervengono nei meccanismi della moltiplicazione cellulare e correggendo le carenze o gli eccessi.


Premessa: le malattie cronico-degenerative si distinguono da quelle dovute esclusivamente o prevalentemente a infezioni, perché, a differenza di queste ultime, la loro origine non è legata primariamente alla presenza di germi, ma ad alterazioni delle vie metaboliche che sono alla base della funzione degli organi ed apparati. Se l’intervento terapeutico non comporterà la risoluzione del processo morboso iniziale, che ne ha determinato la comparsa, cioè l’infiammazione non dovuta a germi, esse assumeranno le caratteristiche delle malattie cronico-degenerative: la patologia si manifesterà in maniera costante e duratura ,quindi cronica, e con un andamento progressivo che rifletterà le variabili cliniche della flogosi, individuabili in: flogosi plus, degenerazione, fino alla trasformazione della cellula in cancro.



el 1989 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) proclamò l'anno dell'Europa contro il cancro, emanando un decalogo di natura alimentare che prevedeva un maggior consumo di cereali, frutta e verdura rispetto ai prodotti e derivati animali.

Ricerche condotte da Doll e Peto misero in risalto come una alimentazione non idonea incideva sulle morti per cancro di un 5% in più, rispetto al fumo.

Infatti, il confronto tra i consumi alimentari, nelle regioni prese a campione, aveva registrato una maggiore incidenza di neoplasie gastriche nei casi in cui era più alto il consumo di grassi animali e derivati rispetto alle popolazioni che consumavano in prevalenza cereali.

Uno studio europeo pubblicato nel giugno 2005 sul Journal of the National Cancer Institute, ha confermato che il consumo di carne rossa favorisce l’ incidenza di carcinomi del colon-retto, mentre l’ elevata assunzione di pesce riduce il rischio di sviluppare tali neoplasie.

Gli studi di biologia molecolare hanno contributo a interpretare quali sono i meccanismi di tale correlazione. Esiste un’ intimo legame tra geni e recettori nucleari. Il gene che è una piccola parte del DNA (fig.1), per poter trasmettere l’informazione, deve essere attivato dai recettori nucleari a b, e g

fig.1


La funzione di questi ultimi può essere paragonata a quella che svolgono le antenne radio: ricevere il segnale per poi trasmetterlo.


COMPITI DELLE VITAMINE E DEGLI OLIGOELEMENTI

Alcune vitamine e alcuni oligoelementi entrano nei meccanismi dell’ espressione dei geni. Il ruolo più importante è svolto dalla vitamina B12, detta anche cianocobalamina per la presenza nella sua struttura dell'oligoelemento cobalto.


Infatti, le funzioni del sistema nervoso di relazione e autonomo, del sistema cardiovascolare e della muscolatura, nonché la formazione del materiale genetico dipendono dalla conversione dell’omocisteina in metionina , reazione catalizzata dalla vitamina B12. Poiché quest’ultima, per essere utilizzata dall’organismo necessita del fattore intrinseco di Castle, glicoproteina secreta dalla mucosa gastrica, ne consegue che eventuali patologie dei sistemi precedentemente indicati possono riconoscere una loro origine in una sofferenza della mucosa gastrica. (fig. 2).


fig.2


Dalla conversione dell'omocisteina in metionina e da altre reazioni che a questa seguono, si giunge alla formazione del composto, S-nitroso-omocisteina, in grado di prevenire la formazione dei radicali liberi, cioè di molecole altamente nocive per la cellula, che, in condizioni fisiologiche, vengono neutralizzate da numerosi sistemi enzimatici, tra cui le superossidodismutasi manganese rame-zinco dipendenti, la glutation-perossidasi selenio dipendente, perché da questi oligoelementi dipende la loro attività.


Infatti, in condizioni fisiologiche l’ossido nitrico reagisce con l’omocisteina circolante, formando S-nitroso-omocisteina (SNOHO). Quest’ultima esercita una potente attività antiaggregante piastrinica e vasodilatatrice ed ha un’emivita di 15 minuti, ben superiore a quella dell’ossido nitrico che è di pochi secondi. La nitrosilazione dei gruppi sulfidrilici dell’ omocisteina, ne previene l’autossidazione e, quindi, la generazione di radicali liberi.(fig.3).


(fig.3)


Quando, invece, i livelli di omocisteina sono cronicamente elevati, le quantità di ossido nitrico sono saturate e l’omocisteina, in eccesso, produce danno endoteliale con conseguente riduzione della produzione stessa di ossido nitrico, e, quindi, della formazione di S-nitroso-omocisteina. Oltre a rendere insufficiente un meccanismo di detossificazione fisiologica, ciò si traduce, anche, in un ridotto potenziale antiaggregante piastrinico e vasodilatatore (fig.4).


fig.4


La ridotta o mancata formazione di S-nitroso-omocisteina comporta l’autoossidazione dei gruppi tiolici dell’omocisteina con formazione di omocistina, disulfidi misti e omocisteina tiolattone, generando alcune molecole reattive dell’ossigeno,come il superossido e il perossido. Queste ultime comportano un aumento dell’ adesione molecolare e di citochine, danni al DNA, citotossicità, citolisi, perossidazione dei lipidi, danni endoteliali e diminuzione dell’espressione della NO-sintetasi endoteliale e infine, degradazione del ossido nitrico (fig.5).Studi recenti, condotti dal Dipartimento di Biochimica della II Facoltà di Medicina e Chirurgia di Napoli, in associazione con l’Istituto di Genetica e di Biofisica del CNR, hanno confermato come un aumento dell’omocisteina in circolo possa modificare l’espressione dei geni attraverso la metilazione del DNA.


fig.5



STOMACO METABOLICO


La mucosa gastrica secerne acido cloridrico, pepsinogeno, muco, una glicoproteina nota come fattore intrinseco di Castle e la gastrina.

Quest’ultima stimola il pancreas endocrino a produrre l’ insulina e la tiroide a secernere la calcitonina, evitando la comparsa del diabete e dell’osteoporosi. Il fattore intrinseco di Castle, invece è indispensabile

per l’utilizzazione della vitamina B12. (fig.6).



Fig.6



Pertanto, la mucosa gastrica assume un ruolo centrale nel mantenimento dello stato di salute. Quando la sua funzione sarà alterata e le manifestazioni cliniche conseguenti non saranno collegate a tale origine, numerose saranno quelle patologie, di natura neurovascolare, muscolare, cardiovascolare e neoplastica (fig.7) che dovranno, innanzitutto, prevedere un trattamento anche dell’apparato digerente.



Fig.7


Quanto riportato è confermato,anche, dalle ricerche del dott. Young-In Kim dell'Università di Toronto. Esse riconoscono il ruolo indiretto dello stomaco nella genesi di numerose patologie cronico-degenerative quali la depressione la demenza la malattia di Alzheimer, l’aterosclerosi, l'ictus, l'osteoporosi, la formazione del labbro leporino e la mancata saldatura del tubo neurale ed altre ancora malformazioni.


Ma non sono da trascurare le funzioni dell’ ecosistema intestinale che comprende la mucosa dell'intestino, i sistemi neuro-ormonale e linfatico intestinale (placche del Peyer) ,della flora batterica intestinale, che nelle sue molteplici funzioni coinvolge altri organi ed apparati. Pertanto, questo sistema riveste un’ importanza non secondaria nella genesi delle affezioni cronico-degenerative .




VITA DELLA CELLULA

La vita della cellula si snoda in 4 fasi: nascita, differenziazione, invecchiamento e morte per apoptosi. La sua riproduzione dipende dal gene. Quando esso non si deve esprimere, rimane compresso da una proteina detta corepressore; quando invece deve trasmettere l'informazione, il corepressore deve “andare via” e deve “entrare” una proteina che svolge funzione di attivatore, detta appunto coattivatore.

La dinamica è la seguente: i geni, che sono regolati dai PPARs, hanno una sequenza di regolazione chiamata PPRE (Peroxisome proliferator responsive element).Il PPAR eterodimerizza con RXR, recettore dell’acido retinoico cis (cioè la vitamina A). Il complesso PPAR-RXR diventa attivo in seguito al legame con i rispettivi ligandi fisiologici o attivatori , che sono i lipidi per i PPARs e l’ acido retinoico cis per l’RXR. Una volta attivo, l’eterodimero e’ in grado di innescare dei meccanismi che comportano l’allontanamento del corepressori e il successivo ingresso dei coattivatori a livello del DNA, rendendo, quindi, quest’ultimo accessibile ai fattori di trascrizione. Poiché la deossiadenosilcobalamina, un coenzima della vitamina B12, interviene nella isomerizzazione del malonil coenzima A e del succinil coenzima A, quest’ultimo fondamentale per il metabolismo lipidico, l’attivazione dei PPARs dipende dalla vitamina B12 e, quindi, dall’integrità della mucosa gastrica. La vitamina E, per la sua attività antiossidante sia sui retinoidi sia sugli acidi grassi polinsaturi, ha, anch’essa, un ruolo importante nell’equilibrio tra gli elementi che intervengono nei meccanismi di attivazione dei PPARs e del loro legame al DNA (fig.8). Attraverso questo meccanismo la cellula conserva le sue caratteristiche morfologiche e, quindi, le sue specifiche funzioni.


Fig.8

L'apoptosi, o morte programmata della cellula, è un fenomeno naturale e fondamentale perché garantisce l'equilibrio tra la produzione delle cellule e la loro morte. Attraverso questo meccanismo il numero delle cellule rimane sempre costante (fig. 9). L'apoptosi diventa patologica se avviene precocemente o tardivamente

Fig.9

L'apoptosi è, solitamente, un congegno attivato dall'azione combinata tra recettori e geni e da sistemi enzimatici, come le DNA polimerasi-zinco dipendenti.

LA PRIMA LESIONE PRENEOPLASTICA: L’INFIAMMAZIONE

L'infiammazione o flogosi deve essere ritenuta la prima lesione preneoplastica. Essa è la spia clinica che delinea la sofferenza dei meccanismi preposti al ciclo cellulare, per l’influenza che essa esercita sull’espressione dei geni.

Esiste, infatti, una relazione tra infiammazione cronica e cancro: la sensibilità al cancro aumenta se i tessuti sono cronicamente sede dell’ infiammazione. Il meccanismo è legato alla liberazione dal focolaio infiammatorio del tumor necrosi factor alfa (TNFa), che, stimolando il fattore di trascrizione genica NFKB, aumenta l’espressione dei geni antiapoptotici IKKb, GADD45b, CJUN (fig.10).

Fig.10


Pertanto, la flogosi deve essere ritenuta la madre di tutte le lesioni, perché, generando il blocco della morte per apoptosi comporterà una spinta proliferativa non più fisiologica e controllata e ciò rappresenterà il primo momento dell’iter che comporterà il viraggio della cellula verso lo stato neoplastico (fig. 11).

Gli studi sull'importanza dell'ossido nitrico e sui meccanismi biologici che conducono al cancro sono valsi il premio Nobel per la medicina agli scienziati rispettivamente Louis Ignarro, Robert F.Furchott e Ferid Murad nell'anno 1998 e Robert Hortvitz, John Sulston e Sidney Brenner, nell'anno 2002.



fig.11


IL RAPPORTO TRA ALIMENTAZIONE E CANCRO

Gli studi sui recettori cellulari hanno chiarito il rapporto tra alimentazione e cancro. Un'alimentazione ricca di acidi grassi saturi, cioè di prodotti e derivati animali, induce un’ eccessiva stimolazione dei recettori PPAR β con conseguente spinta proliferativa per blocco dell’apoptosi. Un’ eccessiva proliferazione, rendendo la cellula più vulnerabile ai processi di mutazione, rappresenta la premessa per la comparsa del cancro. Il consumo prevalente di glicidi complessi, cioè di cereali, ma anche di acidi grassi polinsaturi, protegge dall'insorgenza di neoplasie, in quanto tali alimenti, stimolano i PPARg che, bloccando il gene bcl2, promuovono la inattivazione del gene 26kdα, favorendo l’apoptosi. Pertanto, un consumo di cibo secondo il modello alimentare basato sul principio proporzionale dell’alimentazione umana, è il primo strumento di protezione per l’insorgenza delle malattie cronico-degenerative, ed in particolare, di quelle neoplastiche.

In conclusione, alla luce di queste ricerche, i punti di riferimento, insostituibili in un programma di assistenza sanitaria, saranno:

1) consigliare un modello alimentare che preveda un consumo secondo il principio dell’alimentazione umana;


2) estendere lo studio clinico dello stomaco non solo alla funzione digestiva ma anche a quella metabolica;


3) dosare quegli elementi che svolgono un ruolo fondamentale nella vita della cellula: vitamina A,E,B9,B12,trigliceridi, colesterolo e omocisteina e oligoelementi manganese, zinco, cobalto,rame e selenio e prevedere la loro eventuale correzione;


4) intervenire sull’apparato digerente mediante pulizia e igiene intestinale;


5) bloccare l’infiammazione mediante la somministrazione di prodotti che liberano il TGF-β (trasforming grow factor beta) per neutralizzare il TNF-a (tumor necrosi factor alfa)



UN MODELLO ALIMENTARE

na corretta alimentazione deve prevedere la regolazione dell’assunzione dei cibi che diventano dannosi per la flora batterica intestinale se consumati in eccesso: in particolare il pomodoro e il latte e derivati, per la presenza rispettivamente di tomatina e di lactenina, sostanze ad attività antibiotica naturale dannose per la flora batterica intestinale; la carne e derivati per evitare fenomeni di putrefazione intestinale; le spezie, in particolare il pepe per la presenza di piperina e il peperoncino per la di capsaicina, entrambe sostanze che inducono l’ infiammazione della mucosa gastroenterica; l’ alcool per l'elevato contenuto in acido acetico, il caffè, che può comportare un aumento del tasso di omocisteina nel sangue.

Pertanto un uso razionale di alimenti prevede il 60-70% di cereali; il 20-25 % di lipidi, prevalentemente insaturi; il 10-15% di proteine di cui il 5% di origine animale ed il 5% di origine vegetale, ed un giusto apporto di vitamine, minerali ed acqua (fig.12).

Fig.12

L’attivazione dei recettori PPARg, oltre a bloccare i geni bcl2 e bclx correlati, evitano l’insorgenza dell’obesità e del diabete, intervenendo nei meccanismi biologici che regolano l’ adipogenesi e il metabolismo degli zuccheri. Per tali motivi il consumo di cereali non induce obesità e diabete e rappresenta un importante mezzo di prevenzione delle malattie cronico-degenerative.

VALORE PREDITTIVO DELLO STUDIO CLINICO DELLA FUNZIONALITA’ GASTRICA

n virtù della doppia funzione, digestiva e metabolica,lo studio clinico dello stomaco deve essere orientato all’indagine di spie cliniche dirette se riferite alla sofferenza della funzione digestiva e indirette se riguardanti quella metabolica. Sono sintomi gastrici diretti la dispepsia, la gastralgia, la pirosi, la digestione lenta, l'aerofagia, la nausea e il vomito. Sono, invece, sintomi gastrici indiretti, la difficoltà di transito o la risalita del cibo nell'esofago; la sensazione di addome gonfio; il meteorismo e l'alvo irregolare; l’arrossamento o il colorito cianotico, la sensazione di freddo o di caldo, le parestesie agli arti superiori o inferiori; ed ancora la cefalea, i dolori articolari, muscolari, cervicali, lombari, la mestruazione dolorosa ed infine i segni e i sintomi preneoplastici e paraneoplastici. Un’altra importante spia clinica per la carenza di vitamina A e/o di bioflavonoidi è la sensazione di fastidio avvertita quando gli occhi sono colpiti dalla luce.




VALORE PREVENTIVO DEL DOSAGGIO EMATICO DEGLI ELEMENTI CHE INTERVENGONO NEL CICLO CELLULARE

Per la prevenzione delle malattie cronico-degenerative è indispensabile rilevare eventuali carenze o eccessi di quei nutrienti che intervengono nei meccanismi della moltiplicazione delle cellule come le già citate vitamine: A; E; B9; B12; ed alcuni minerali quali il cobalto, il manganese, lo zinco ed il rame, nonché i trigliceridi, il colesterolo e l'omocisteina.


IN SINTESI


1 TALE METODOLOGIA E’ APPLICABILE:


a coloro che vogliono:


acculturarsi per far fronte alle incertezze che si presentano a tanti di noi quando lo stato di salute vacilla;

inoltre:

al soggetto portatore di affezioni che non richiedono ancora un intervento chirurgico, per intervenire in maniera causale e non sintomatica, pur affiancando il trattamento delle patologie cronico - degenerative a quello in corso;

al paziente ricoverato in ambiente sia medico sia chirurgico specialistico, per valutare lo stato di nutrizione;

a tutti i pazienti dimessi, per bloccare l’evoluzione della patologia di partenza verso forme più gravi.


2 COSA VUOL DIRE CRONICO-DEGENERATIVE?


Quando la causa iniziale, cioè l’infiammazione, non è rimossa con idonea terapia, la sua presenza, costante e duratura, comporterà l’ evoluzione anatomo-patologica dell’infiammazione nelle sue fasi successive quali flogosi plus, degenerazione, fino alla trasformazione della cellula in cancro, la cui correlazione clinica sarà definita dallo specifico quadro morboso che alla fine risulterà incurabile.


3QUAL E’ LA CAUSA INIZIALE?


L’infiammazione dell’apparato gastroenterico, ma, in particolare, dello stomaco.


4 PERCHE’ L’INFIAMMAZIONE?


Il termine “infiammazione o flogosi” indica una lesione della cellula con perdita della morfologia e della funzione, a causa di un’ iniziale sofferenza dei meccanismi del ciclo cellulare.


5QUALE RUOLO SVOLGE LO STOMACO NELLA GENESI DELLE MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE?


La mucosa gastrica secerne, succhi gastrici (acido cloridrico, pepsinogeno, muco e gastrina), ed una particolare sostanza, nota come fattore intrinseco di Castle.

La gastrina stimola il pancreas endocrino a secernere l’insulina e la tiroide la calcitonina, evitando la comparsa del diabete e dell’osteoporosi. Il fattore intrinseco di Castle, invece, è indispensabile per l’utilizzazione della vitamina B12, che interviene nella conversione dell’aminoacido omocisteina in metionina, fondamentale per le funzioni svolte dal sistema nervoso vegetativo e di relazione, dal sistema cardiovascolare (fig.5), partecipando anche alla formazione dei geni. Da qui il termine “stomaco metabolico”per le funzioni che non sono solo di natura digestiva. L’infiammazione della mucosa dello stomaco si rifletterà indirettamente e negativamente sulla funzione di questi organi ed apparati, per una difettosa o mancata conversione dell’omocisteina in metionina a cui seguirà, secondo una variabile dipendente dalla predisposizione individuale, la comparsa delle spie cliniche che in seguito muteranno in segni e sintomi di quadri clinici ben definiti. L’oligoelemento cobalto è coinvolto in questo meccanismo perché è parte della struttura biochimica della vitamina B12.


6LA LORO COMPARSA PUO’ ESSERE PREVISTA?


Sì, attraverso lo studio clinico della funzionalità dello stomaco orientato all’indagine delle spie cliniche: dirette se riferite alla sofferenza della funzione digestiva e indirette se riguardanti quella metabolica. Sono sintomi gastrici diretti la dispepsia, la gastralgia, la pirosi, la digestione lenta, l'aerofagia, la nausea e il vomito. Sono, invece, sintomi gastrici indiretti, la difficoltà di transito o la risalita del cibo nell'esofago; la sensazione di addome gonfio; il meteorismo e l'alvo irregolare; l’arrossamento o il colorito cianotico, la sensazione di freddo o di caldo, le parestesie agli arti superiori o inferiori; ed ancora la cefalea, i dolori articolari, muscolari, cervicali, lombari, la mestruazione dolorosa ed infine i segni e i sintomi preneoplastici e paraneoplastici. Un’altra importante spia clinica per carenza di vitamina A e/o di bioflavonoidi è la sensazione di fastidio avvertita quando gli occhi sono colpiti dalla luce.

7…E ANCHE PREVENUTA?


Sì, dosando elementi che entrano nel ciclo cellulare: le vitamine: A; E; B9; B12; ed alcuni minerali:il cobalto, il manganese, lo zinco ed il rame, nonché i trigliceridi, il colesterolo e l'omocisteina e correggendo le carenze o gli eccessi.


8SECONDO QUALE MECCANISMO QUESTI ELEMENTI INFLUENZANO IL CICLO CELLULARE?


Generando, liberando e attivando i geni dallo stato di attesa quando viene richiesto il loro intervento per trasmettere l’informazione per rinnovare, nella morfologia e quindi nella loro funzione, il numero delle cellule che deve rimanere costante (fig.8).


9 QUAL E’ IL METODO DI CURA DELLE MALATTIE CRONICO-DEGENERATIVE?


Uno studio clinico approfondito dell’apparato gastroenterico per le sue molteplici e complesse funzioni sugli organi ed apparati attraverso una terapia che preveda i seguenti tempi:

l’insegnamento di un modello alimentare, secondo il principio dell’alimentazione umana , che preveda la conoscenza del cibo e dell’importante ruolo che svolgono i cereali (pasta, riso, farro, ecc.), sulla moltiplicazione delle cellule, sulla regolarità dell’alvo, onde evitare la comparsa del diabete, dell’ obesità e delle neoplasie;



il dosaggio delle vitamine A,E,B9,B12 e degli oligoelementi, manganese, zinco, cobalto,rame e trigliceridi, colesterolo e omocisteina per prevedere carenze o eventuali eccessi per una possibile correzione;


la pulizia intestinale per via orale o rettale per detergere la superficie dell’intestino migliorandone la funzione;




l’igiene dell’intestino somministrando prebiotici e probiotici per potenziare l’attività metabolica dell’intestino;


il trattamento dell’infiammazione utilizzando prodotti che liberano sostanze quali il TGF-β (trasforming grow factor beta) che neutralizzano il TNF-a,(tumor necrosi factor alfa) vero responsabile dei processi infiammatori.




CONCLUSIONI

In sintesi, una lettura, anche veloce, di questo lavoro e delle singole sue parti evidenzia il tentativo dell’autore di aprire validi spiragli verso orizzonti più orientati e nel tentativo di colmare , quelle incertezze che coinvolgono medici e pazienti quando lo stato di salute vacilla.


Anche quando l’approccio medico oggi più diffuso, in particolare nell’aspetto diagnostico, dà risultati notevoli per indagare ed esplorare lo stato di malattia, non possiamo nascondere che lo stesso ha dei limiti in campo terapeutico, come emerge chiaramente dai dati epidemiologici.

Delusione ed incertezza si avvertono, anche, nei medici più attenti che non riescono ad aprirsi a nuove prospettive, perché inconsciamente bloccati da una pratica medica spesso non basata sull’evidenza.

I giovani studenti, inoltre, anche se particolarmente attratti dalle continue scoperte della biologia molecolare , entrano in un grosso disagio quando si accorgono che nella progressione dei loro studi non trovano quella intima correlazione, che esiste, ma che invano cercano, tra le dottrine precliniche e la clinica stessa.

Tale disagio si perpetua nello svolgimento dell’attività del medico che alla fine adotta applicazioni terapeutiche che sono svuotate dal vero significato della medicina: interpretare i meccanismi biologici alla base del buon funzionamento dell’organismo e correggerli in caso di alterazioni.

Questo risultato può essere fornito soprattutto dalla genetica e dalla biologia molecolare. Entrambe possono essere considerate la guida sia per il medico al fine di individuare la giusta terapia – che, per le premesse, dovrebbe essere più biofarmacologica e meno xeno farmacologica – sia per il chirurgo per rendere più certo l’atto operatorio e meno traumatico il decorso post-operatorio.

L’autore, senza alcuna presunzione ma con meditata convinzione, vuole offrire a tutti i risultati della sua appassionata ricerca, per contribuire a migliorare la pratica medica e chirurgica, e consentire che essa sia sempre più adeguata alle reali esigenze biologiche dell’uomo.

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