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Che cos’È un profumo




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CHE COS’È UN PROFUMO


Il profumo è una soluzione più o meno concentrata di esalazioni odorose, di origine naturale oppure ottenute per sintesi chimica, piuttosto gradevoli, cioè di sostanze che, essendo volatili, si dissolvono facilmente nell’aria, attraverso la quale entrano nel naso e vengono percepite da dei recettori (come spiegherò successivamente).In genere gli odori derivano da sostanze organiche, tuttavia esistono anche alcune sostanze inorganiche, come l’ammoniaca, che possiedono un loro odore caratteristico. Ogni profumo può essere suddiviso in differenti note olfattive; esistono tre tipologie di note olfattive, divise a seconda della durata:




Le note di testa durano soltanto alcuni minuti  ed emanano un profumo leggero ed effimero, in quanto associate ai composti più volatili;corrispondono alla prima impressione e si arricchiscono gradualmente unendosi alle note di cuore, che sono le note dominanti del profumo. Tra le note di testa si possono trovare sostanze come il limone, il mandarino, l’arancio, la salvia, la lavanda o il rosmarino.

Le note di cuore durano alcune ore, la loro fragranza ha bisogno di tempo per svilupparsi e sono quelle che determinano il carattere del profumo. Generalmente corrispondono a profumi fioriti, come la rosa e il mughetto, oppure speziati, come il chiodo di garofano o la cannella.

Le note di fondo sono quelle a durata maggiore, infatti possono permanere anche per 10 ore. Per questa loro caratteristica, intensificano il carattere del profumo e gli  conferiscono la tenuta, in quanto agiscono anche “controllando” le diverse velocità di evaporazione delle note di testa e delle note di cuore. Sono spesso date da sostanze balsamiche come la mirra oppure legnose come vetiver o sandalo.


Esistono quattro diversi metodi principali di estrazione dei profumi dalle sostanze:

  • Macerazione a freddo o enfleurage

Si tratta di un procedimento antico utilizzato per l’estrazione di fiori fragili come quelli di arancia, gelsomino e rosa.

Collocazione dei, petali raccolti manualmente, su lastre di vetro spalmate di grasso da 24 a 72 ore
Ripetizione dell'operazione per diverse settimane

Grasso saturo di olio odoroso

Riscaldamento dell'olio

Lavaggio con alcol

Olio essenziale

Anche se con questo metodo si ottiene il doppio della quantità d'olio essenziale rispetto alla semplice estrazione, è molto costoso ed occorrono migliaia di lastre per ottenere soltanto qualche centinaio di grammi d'essenza. Per questo motivo oggi non viene molto usato.

  • Distillazione

Produzione di vapore che passa attraverso la materia

Il vapore si carica di oli essenziali

Passa in un collo di cigno

Poi nel condensatore

Gli oli essenziali,più leggeri, vengono separati dalle acque aromatiche, più pesanti

Le acque aromatiche sono utilizzate in profumeria, per esempio, per la produzione di tonici; è il caso dell'acqua di rose o dell'acqua di fiori d'arancio.



il vapore attraversa il materiale vegetale e distilla l'olio

RECIPIENTE DISTILLATORE

vapore in ingresso

miscela di vapore e olio

acqua in uscita dal condensatore

CONDENSATORE

acqua fredda in entrata

SEPARATORE

l'idrolato (cioè l’essenza dispersa nell’acqua) esce dal basso del separatore

essenza oleosa raccolta dalla parte alta del distillato

Schema del processo di distillazione in corrente di vapore (steam distillation)

  • Estrazione con il metodo dei solventi volatili

Metodo scoperto da Louis Roure e presentato all' Esposizione Universale di Vienna del 1873.



Un solvente assorbe gli elementi aromatici

Si ottiene una cera chiamata 'concreta', unione di oli essenziali e cere

Si passa la concreta nell'alcol per eliminare la cera

Poi nel refrigeratore per rapprendere la cera

Si filtra e si ottiene l'alcolato
Distillazione dell'alcolato

Assoluta

Ovviamente le materie prime usate per ottenere l’essenza devono essere molto abbondanti e scelte. Per esempio, per ottenere 1kg di assoluta di gelsomino, una delle sostanza più usate nei profumi, occorrono 600kg, cioè 5 milioni, di fiori scelti fra i più freschi.

  • Spremitura

E' un metodo usato per estrarre olio essenziale da sostanze come gli agrumi, che contengono gli oli essenziali all’interno di cellule superficiali ed, essendo profumi freschi, non resistono alle alte temperature. In passato questo processo veniva effettuato manualmente, oggi invece l'operazione è meccanica e viene utilizzata sia per le scorze che per il frutto intero. La scorza viene pressata per ricavarne delle gocce d'olio. Il frutto è pressato ( o inciso leggermente) senza essere deformato. In ogni caso si ottiene un olio essenziale.

Tuttavia, è da precisare che l’origine dei profumi piacevoli e degli odori sgradevoli è sempre la stessa: le molecole. Non tutte le sostanze, però, profumano: molecole come l’azoto, l’ossigeno, l’anidride carbonica passano costantemente attraverso il nostro naso senza che noi ce ne accorgiamo. La maggior parte degli odori, infatti, è causata da molecole organiche, cioè molecole contenenti uno scheletro carbonioso. In particolare, le sostanze che possiedono una loro fragranza caratteristica sono dette composti aromatici o aromi. Dopo aver determinato la struttura di un certo numero di questi composti, si trovò che il termine più semplice comune a tutti questi era il benzene, con formula grezza C6H6.

I chimici discutono ancora oggi su che cosa significhi l’aromaticità, infatti, c’è una certa difficoltà a conciliare l’indubbia tetravalenza del carbonio e la composizione del composto con le sue particolarità chimiche. In un primo momento si attribuirono al benzene due strutture esagonali cicliche e simmetriche rispetto ai doppi legami, in continua trasformazione l’una nell’altra. Questa struttura, però, non giustificava pienamente il comportamento del benzene in quanto si notò che:

Il composto ha una stabilità particolare tale da non dare spontaneamente reazioni di addizione, come un alcatriene ciclico;

Non polimerizza;

Non consente reazioni di apertura dell’anello come i cicloalcheni;

I tre doppi legami hanno una lunghezza di 139pm, intermedia tra quella del legame singolo e quella del legame doppio.

Oggi, invece, il benzene è considerato un ibrido di risonanza tra le due forme limite, simmetriche rispetto i doppi legami; convenzionalmente questa situazione si rappresenta, come in figura, con un cerchio all’interno dell’esagono.

Benzene C6H6

Tale cerchio sta a rappresentare il sestetto aromatico, tipico della struttura del benzene, costituito dalla delocalizzazione delle tre coppie di elettroni del carbonio appartenenti agli orbitali π. Si ritiene, infatti, che gli atomi di C si trovino in uno stato di ibridazione sp2, per cui instaurerebbero

Un legame σ  tra due carboni contigui mediante sovrapposizione frontale di due orbitali sp2;

Un legame σ tra un atomo di H e un atomo di C, che risulta dalla sovrapposizione di un orbitale sp2 del carbonio e un orbitale s dell’idrogeno;

Un’unica nuvola elettronica π, formata dai 6 orbitali p restanti molto vicini tra loro, appartenenti ai 6 atomi di carbonio, che si dispone simmetricamente sotto e sopra rispetto al piano su cui giace l’anello ed entro la quale i sei elettroni coinvolti possono muoversi liberamente.

Questa particolare struttura conferisce al benzene, e ai suoi derivati, una particolare stabilità ed altre caratteristiche tipiche che ne costituiscono l’aromaticità. Tuttavia, non tutti i composti aromatici hanno un proprio odore caratteristico. Tra le sostanze organiche più diffuse all’interno dei composti aromatici troviamo le aldeidi e i chetoni, caratterizzati da un odore intenso. Per esempio, l’acetaldeide è contenuta nell’anice e nel mentolo, l’aldeide butirrica nell’eucalipto, la vanillina o 4-idrossi-3-metossibenzaldeide è la responsabile del profumo di vaniglia, la cinnamaldeide invece della cannella.


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