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Descrizione dei depositi del cono della Fossa presente in letteratura




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Descrizione dei depositi del cono della Fossa presente in letteratura



I depositi principali  che caratterizzano  la  stratigrafia del cono  della Fossa possono  essere interpretati  come:  wet  surges, dry surges, depositi di caduta, lahar, flussi lavici e depositi di flusso piroclastico ed epiclastico.

Wet surges. I depositi di wet surge sono presenti in molti dei cicli vulcanici

che caratterizzano  il cono  della Fossa. Quello che li differenzia fortemente dai depositi di dry surge è il sistema  a tre fasi,  particelle-acqua-vapore.   La loro dispersione è modesta e si impostano sia nelle pareti interne che sui fianchi del cono anche se diminuiscono fortemente in spessore verso il piede, raramente si estendono  fuori dalla base del cono.  Gli spessori maggiori si trovano principalmente vicino all’anello craterico. I depositi si presentano come livelli di cenere fine  varicolore,  vescicolata,  con  stratificazione  planare; i  livelli  sono massivi,   non  gradati  e  raramente  presentano  lamine  interne  con  spessori ricorrenti di circa 1 cm (Frazzetta et al., 1991).

Le caratteristiche tessiturali sono così descritte (Dellino et al., 1988/1990):

    Lapilli accrezionali ( fino a 0,5 cm) dispersi nei livelli o che formano strati continui

    Livelli vescicolati che rappresentano dal 10% al 65% dei depositi

    Strutture di deformazione tipo slump, gravity flowage ripples, load cast

    I livelli  mostrano delle ben  definite superfici di separazione e differenti colori con caratteristiche distintive per ogni singolo letto.

I  letti che  compongono il  deposito sono  formati da  una  mistura  di particelle solide, acqua e gas e le loro caratteristiche tessiturali sono riconducibili all’indurimento/compattazione dovuto alla perdita di acqua. Spesso lindurimento del deposito è dovuto  alla crescita di minerali secondari.   Le strutture di carico dei letti si formano durante o immediatamente dopo la deposizione. Poiché l’interfaccia tra i letti paralleli indeformati e quelli piegati è continua,  i livelli deformati si comportano in maniera plastica dopo la deposizione.

Ci sono due tipi di deformazione dei letti che dipendono dalla forma:

    Il piegamento  dei livelli è  dovuto  alla  pressione  di carico dove  i letti rimangono comunque sub-orizzontali


     Le strutture a ripples sono presenti quando la gravità, durante il trasporto, esercita un sufficiente stress di taglio

Leruzione  che da origine a questo  tipo di deposito è di tipo idromagmatico e l’interazione  magma-acqua   sembra sovrapporsi  ad  una  frammentazione magmatica  iniziale. La scarsità  di componenti  litici  nei depositi suggerisce  che leruzione è avvenuta in un sistema open-vent.

La varietà granulometrica dei depositi è imputabile alla presenza di acqua che agisce  come  aggregante delle  particelle  più  fini  che  quindi  rimangono nel deposito. La presenza dei lapilli accrezionali conferma la presenza di turbolenze in ambiente umido.

Dry  surges. Si  tratta  dei  depositi  più  abbondanti  sul   cono  della  Fossa (Frazzetta et al., 1983), mancano al bordo craterico mentre diventano più spessi man  mano  che  si  procede  sui  versanti  verso il  piede  del  cono.  Sono  non- consolidati  e  consistono   di  piroclasti  freschi  con  granulometria  ceneritico- sabbiosa debolmente coesivi, la deposizione è fortemente condizionata dalla topografia, aumenta la frazione fine muovendosi verso la base del cono. Sono comuni deformazioni da impatto, gradazione inversa, laminazione piano-parallela o  incrociata  a  basso  angolo  (sandwaves)   e  lenti di livelli  massivi.  In  questi depositi si  trovano lamine leggermente ondulate  grigio scuro di cenere sciolta grossolana  alternate  a livelli grigio pallido, letti massivi  di cenere fine giallo- rossastre a spessore costante, lamine color ocra submillimetriche piano parallele, letti di cenere grigia normalmente gradata. Dall’analisi dei componenti (Frazzetta et al., 1984) risulta che i livelli sono formati principalmente da frammenti juvenili (vetri trasparenti, opachi, marroni, neri e cristalli) e da pochi litici. I vetri variano da vescicolati a densi con struttura blocky, a volte angolosi con bolle sferiche ben sviluppate, talora coalescenti. Questi caratteri suggeriscono che l’eruzioni hanno un carattere freatomagmatico e linterazione acqua-magma avviene in condizioni superficiali. Le caratteristiche dimpatto sui livelli piroclastici indicano una forte accelerazione del materiale all’interno e al di sopra del condotto  dovuta all’esplosione vulcanica. Molte caratteristiche del deposito indicano un trasporto all’interno di una nube diluita ad alta velocità tra cui la mancanza del deposito a bordo craterico, la  sottile laminazione  e la  stratificazione  incrociata a piccola scala. Alcuni grani mostrano dei punti di impatto di alta energia dovuti alla forte accelerazione  nel condotto   durante leruzione. Durante il  trasporto invece le collisioni avvengono  a più bassa energia e le modificazioni dei margini dei grani o della loro taglia sono meno  frequenti. I grani che  mostrano più abbondanti modificazioni  dei  margini  sono  comuni   nei  depositi  distali  e  sono   meno abbondanti vicino alla  bocca.  Queste  caratteristiche implicano il trasporto dei piroclasti in una nuvola relativamente diluita.




Depositi  di  caduta.  I  prodotti  piroclastici  di  caduta  sono  un  importante componente del cono della Fossa. La maggior parte di questi depositi consistono di lapilli  angolari e non-vescicolati,  con una componente fortemente litica (litic ash fall deposits) che spesso si presentano in letti stratificati normalmente gradati. Presenti  depositi di scorie (scoria  fall deposits)  costituiti da  blocchi scoriacei talvolta con struttura a spatter e strati o letti di pomici (pumice fall deposits).

Coarse and fine. Un altro deposito distintivo consiste nell’alternanza di livelli grossolani  (lapilli)  e fini (cenere grossolana)  e si  concentra nelle depressioni vicino alla  bocca  e sul  pendio esterno del cono,  è fortemente controllato dalla topografia. Il meccanismo  deposizionale di questi  depositi è controllato da una caduta pressoché balistica per i lapilli e da un collasso gravitativo di una nuvola densa per le ceneri (Frazzetta et al, 1983).

Depositi di colata piroclastica. I flussi piroclastici si presentano o come flussi di cenere (ash flow) osservati  nei depositi di Forgia  Vecchia  o come  flussi  di blocchi e cenere (block and ash flow) osservati  in località cava dei Palizzi  nei depositi del ciclo di Commenda  e verso Punte Nere da Porto di Levante. Questi ultimi possono raggiungere spessori metrici (3-4 m) e spesso contengono pipes di degassamento.

Colate di lava. I flussi lavici si sviluppanbo arealmente attorno al cono della Fossa e hanno composizione da trachitica, quelli dei cicli più vecchi (Punte Nere, Campo Sportivo e Palizzi) a riolitica, i cicli più recenti (Commenda e Pietre Cotte). Solo  le colate  trachitiche raggiungono il piede del cono  e si  presentano con struttura tipo AA”.

Detriti di Lahar. Si trovano principalmente nella parte bassa del cono dove i singoli letti non superano spessori di un metro. Localmente, come nella zona di Palizzi, questi depositi possono raggiungere spessore che superano i 3 m. Questi depositi hanno matrice con granulometria delle sabbie con grossi clasti dispersi. Presenti vescicole formate da bolle daria durante la deposizione a freddo.

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