Appunti per Scuola e Università
Umanistiche
Appunti e tesine di tutte le materie per gli studenti delle scuole medie riguardanti le materie umanistiche: dall'italiano alla storia riguardanti le materie umanistiche: dall'italiano alla storia 
Scientifiche
Appunti, analisi, compresione per le scuole medie suddivisi per materie scientifiche, per ognuna troverai appunti, dispense, esercitazioni, tesi e riassunti in download.
Tecniche
Gli appunti, le tesine e riassunti di tecnica amministrativa, ingegneria tecnico, costruzione. Tutti gli appunti di AppuntiMania.com gratis!
Appunti
universita
Amministratori Archeologia Commodities Contabilita Diritto
Finanza banche Geologia Gestione Idrologia Marketing
Medicina Meteorologia Musica Ricerche Scienze politiche
Silvicoltura Turismo


AppuntiMania.com » Universita » Appunti di Geologia » La formazione dell’isola di Vulcano

La formazione dell’isola di Vulcano




Visite: 713Gradito: [ Picolo appunti ]
Leggi anche appunti:

Unità cronostratigrafica di Palizzi


Unità cronostratigrafica di Palizzi I depositi dell’Unità Cronostratigrafica

Metodo di lavoro e tecniche analitiche - Grotta dei Palizzi


Metodo di lavoro e tecniche analitiche - Grotta  dei Palizzi 1 Introduzione Quanto

La formazione dell’isola di Vulcano


1. Inquadramento geologico L’arcipelago delle isole Eolie è situato



Scarica gratis La formazione dell’isola di Vulcano

1. Inquadramento geologico



Larcipelago delle isole Eolie è situato a nord della Sicilia, nel Mar Tirreno meridionale e viene considerato  come  un  piccolo  arco insulare  caratterizzato dalla presenza di sette isole e nove  seamounts che formano una struttura sub- circolare di circa 200 km di diametro (fig. 1.1).  Il complesso eoliano si è imposto nel settore nord-occidentale sulla crosta oceanica della piana abissale tirrenica e nel  settore  meridionale  e  orientale  su  crosta  continentale   assottigliata   con spessore di  circa  20-25  km,  appartenente  al  basamento   Calabro-peloritano (Keller, 1982; Ferrucci et al., 1991). La presenza di xenoliti metamorfici (gneiss) (fig.  1.2)  e  rocce  sedimentarie  (marne,  siltiti  ed  argille)  spesso termometamorfosate (cornubianiti)  tra  i  prodotti  delle  isole  indice  che   il basamento  su cui si imposta larco vulcanico è formato da unità metamorfiche e sedimentarie che possono essere associate all’arco calabro (Bargossi et al., 1989).

Figura 1.1 La figura rappresenta la carta batimetrica del terreno meridionale (a sinistra) e quella del settore centrale dellarco oliano (a destra).

Il vulcanismo delle isole Eolie è connesso alla subduzione della placca africana sotto   quella  europea  e   dati  sismologici  definiscono   un   piano  di  Bienoff immergente verso NW. La distribuzione degli ipocentri indica una struttura a cucchiaio con una superficie sub-verticale nei primi 250 km e meno inclinata (45°-

30°) al di sotto (Panza et al. 2003). Dati geologici e geofisici indicano inoltre che le strutture tettoniche e lattività vulcanica delle tre isole più meridionali dell’arco


eoliano,  Salina,  Lipari e  Vulcano,  sono  controllate da  una  faglia trascorrente destra  con  direzione  NW-SE   denominata   Tindari-Letojanni  e  si   sviluppano all’interno di una  struttura  a  graben  con  andamento   da  NNW-SSE  a  NW-SE parallela alla suddetta (Agip et al., 1991; Barberi et al., 1994). Secondo Calanchi et al.  (2002)  questa  faglia rappresenta il  limite  occidentale della placca  ionica attualmente in subduzione. Nel settore occidentale dellarco delle isole Eolie (Sisifo-Filicudi) la subduzione sarebbe cessata a causa dell’avvenuta collisione continentale  tra la  placca  africana  e  quella  europea, persistendo  invece  nel settore orientale dove è presente ancora litosfera oceanica disponibile.

 
                                           Fig. 1.2 La foto mostra uno xenolite quarzoarenitico metamorfosato proveniente dal basamento sedimentario giurassico-quaternario del basso Mar Tirreno sul quale si sono                                                        imposti gli edifici vulcanici dellarcipelago  eoliano. Questo oggetto è stato fotografato in prossimità della scarpata  naturale  formata  dal  mare  sul  conetto  I nella parte                                                 nord-orientale della penisola di Vulcanello.

I prodotti vulcanici più antichi dellarco eoliano appartengono al seamount Sisifo ed hanno unetà di circa 1,3 ± 0,2 Ma (Savelli, 2000, De Rosa et al., 2003), la parte emersa dellarco è vecchia di 0,5-0,6 Ma. La formazione delle isole si è sviluppata in due  stadi  differenti. Durante il primo stadio  (Pleistocene  med-sup)  si  ha la formazione  di Panarea,  Alicudi, Filicudi,  parte di Salina  e la  porzione NW  di Lipari, mentre nel secondo  stadio  (Pleistocene-Olocene  e tuttora attivo) si  ha il completamento di Salina e Lipari e la formazione di Vulcano e Stromboli (Barberi et al., 1974).

Laffinità magmatica dei prodotti eoliani varia da calcalcalina (da basalti ricchi in alluminio a daciti) a shoshonitica  (da  trachibasalti a rioliti), con un andamento sempre più ricco in potassio.  Questo  trend lascia  intendere, anche  se molto cautamente,  che si  ha un progressivo approfondimento del piano di Bienoff  in ambiente compressivo. Le rocce con più alto contenuto  in potassio si trovano a Vulcanello  (porzione  settentrionale  di Vulcano)  e  variano  da  leuciti-tefriti  a trachiti. Rocce con affinità tholeitica sono state trovate solo in alcuni seamounts.




1.1 La formazione dell’isola di Vulcano Vulcano  è l’isola più meridionale dellarcipelago delle Eolie e rappresenta la parte sommitale  di un complesso  vulcanico  sottomarino  che ha la  base a circa

1000 m dalla superfice del mare. La parte subaerea dell’isola si è formata in circa

120 Ka attraverso sei stadi di evoluzione (fig. 1.3), occupa una superficie di 22 km² (De  Astis  et  al., 1997)  e  raggiunge unaltezza  di 500 m  s.l.m.m.  (M.te  Aria). Lattività  vulcanica   inizia  nella  parte  meridionale  dell’attuale  isola   con   la formazione di un largo vulcanostrato, il  Vulcano Primordiale, di 5 km di diametro, a livello mare, e unaltezza stimata intorno ai 1000 m s.l.m.m. Questo cono, di tipo stromboliano è costituito da un’ alternanza di colate laviche e depositi piroclastici con  composizione  variabile da  trachibasalti a trachiandesiti appartenente alla serie shoshonitica,  sono  presenti anche  numerosi  dicchi che  lo attraversano, alcuni dei quali sono stati veri e propri centri eruttivi. Le datazioni effettuate con il metodo  K-Ar forniscono unetà compresa tra i 120 e i 98 Ka (Gillot et al., 1990). Vulcano Primordiale si presenta ora troncato a 300-400 m s.l.m.m a causa dello sprofondamento della parte sommitale che ha formato una caldera subcircolare di 2,5  Km  di diametro conosciuta  come   Caldera del  Piano.  La formazione  della struttura è stata attribuita a collassi multipli avvenuti per drenaggio laterale del magma da una camera magmatica superficiale, suggerito dalla mancanza di depositi piroclastici riferibili all’età di formazione della struttura (Keller, 1980; De Astis, 1989). La caldera è stata successivamente riempita da colate laviche con età compresa tra i 99 e i 78 Ka, da livelli di scorie saldate con età di 48 Ka (Frazzetta et al., 1985) e da unità piroclastiche più recenti, i prodotti hanno una composizione che varia da basalti  shoshonitici,   a tefriti, a leuci-tefriti.   Attualmente  il piano forma una superficie sub-orizzontale circondata da una serie di piccole vette tra cui il M. Aria, la Serra dei Pisani e il M. Saraceno. Le datazioni K-Ar indicano che lattività associata alla Caldera del Piano si è manifestata tra i 99 e i 7 Ka (Gillot et al., 1990) con  periodi più o meno  lunghi di quiescenza  visibili  nelle superfici erosive tra i depositi delle unità vulcano-stratigrafiche. Tra i 50 e i 24 Ka l’attività vulcanica si svolge al di fuori della caldera con la formazione, prima, dei coni di scorie di La Sommata,  di M.  Rosso e di M.  Luccia  e secondariamente  con  la formazione  di Spiaggia  Lunga,  Gelso  e  Quadrara  (De  Astis,  1997). Successivamente,  tra i 24 e i 15 Ka, l’attività vulcanica  migra verso N-W con la formazione del complesso di  Mastro Minico-Lentia composto da colate di lava, con duomi associati,  di composizione  da trachitica a riolitica che giacciono su una sequenza di prodotti latitici sia esplosivi che effusivi. Il complesso è tagliato dalla faglia  bordiera  occidentale della   Caldera della Fossa che  risulta  essere una depressione localizzata a N-NW della Caldera del Piano. Molto discussa rimane lorigine e letà di questa struttura che Keller (1980) considera formatasi in seguito a due fasi di collasso, la prima successiva alle lave leuci-tefritiche del Piano, la seconda dopo la messa in posto delle lave al tetto del complesso del Lentia.

Figura 1.3 L’immagine mostra lisola di vulcano con evidenziati i sei stadi di formazione dellisola. Le linee tratteggiate rappresentano i bordi calderici. La foto satellitare è stata presa da Google earth 2008.





Frazzetta et al. ipotizzano invece che la formazione della caldera si possa inserire in un periodo compreso tra i 15 ka, età delle lave trachitiche sommitali del Lentia, e 11-8.6 ka, età delle pomici inferiori del M. Pilato (Lipari) che coprono i primi depositi post-collasso.  Studi  condotti da Gioncada  et al. (1991),  grazie ai  pozzi geotermici IV1 e VP1 (localizzati rispettivamente a SW e a NE della Fossa), suggeriscono, confermando in parte le teorie di Keller, un collasso differenziale composto  appunto  da due fasi. Inoltre i dati derivati dallo studio condotto  sulle perforazioni consentono  di stimare il volume della parte collassata che si ritiene ammonti  a  circa  10  k.  Possibili  depositi  di  questo  volume  associati  alla formazione   della  caldera  della  Fossa  non  sono  presenti  ne  all’interno,  ne all’esterno della caldera stessa e questo  ha portato a pensare che  il collasso differenziale non sia dovuto  allo svuotamento  della camera magmatica e al successivo crollo della volta ma bensì  a una tettonica regionale di tipo estensionale, che coinvolge anche la parte meridionale dell’isola di Lipari, connessa alla tettonica trastensiva della faglia Tindari-Letojanni (Gioncada et al., (1991). Il collasso è stato accompagnato e seguito da vulcanismo prevalentemente basico  da trachibasaltico a latitico e leuci-tefritico sottomarino.  I depositi   e le unità vulcaniche della caldera della Fossa, eruttati tra i 15 e gli 8 ka, consistono in diverse unità vulcano-stratigrafiche sia piroclastiche che effusive. La sequenza piroclastica più voluminosa  dell’isola  è quella dei Tufi  di Grotte dei Rossi  che affiora prevalentemente sulla caldera del Piano. La composizione delle unità vulcano-stratigrafiche tende a diventare più mafica e alcalina verso lalto, suggerendo che le eruzioni sono state scatenate da input di nuovo magma in un serbatoio superficiale promuovendo processi  di mixing (De  Astis  et al., 1997). Eruzioni   principalmente  stromboliane  al   M.  Saraceno   hanno  chiuso   questo periodo di attività. Attualmente all’interno della caldera della Fossa si erge un tuff cone composito attivo che si eleva per 391 m s.l.m.m. con un diametro basale di 1 km.  Questo  cono,  chiamato  La Fossa, si  è costituito  in tempi storici, circa 6 ka (Frazzetta et al., 1984), ed è essenzialmente composto da un alternanza di prodotti piroclastici e lave  con composizione  variabile da trachitica a riolitica. Lattuale attività del cono è rappresentata da emissioni fumaroliche localizzate essenzialmente  sul  bordo settentrionale  del cratere e da una moderata attività sismica. A seguito della migrazione verso Nord dellattività eruttiva si è originata la penisola di Vulcanello che costituisce appunto il settore settentrionale dellisola di Vulcano.  Emersa  dal mare nel 183 a.C. (Plinius,  Nat.  Historia”  in De Fiore, 1922)  la  penisola  di  Vulcanello è  costituita  dallaccumulo di  lave  e  prodotti piroclastici di composizione variabile da shoshonitica a trachitica che hanno originato 3 piccoli coni ed una piattaforma lavica. Vi è inoltre da puntualizzare che nella zona di Porto di Levante sono presenti dei rilievi  costituiti da un deposito piroclastico fortemente eroso, fumarolizzato e devastato dalle coltivazioni, ormai inattive,  di   zolfo   e   alunite,   il   più  centrale  viene  chiamato   Faraglione. Probabilmente   essi   formano  un  cono   piroclastico,  a  composizione   tefritico leucitica (Keller, 1980), successivo allo sprofondamento della caldera della Fossa e di età paragonabile a quella della formazione di Vulcanello.

Scarica gratis La formazione dell’isola di Vulcano
Appunti su:







Accedi al tuo account
Scarica 100% gratis e Invia appunti, tesine, riassunti

Registrati ora Password dimenticata?
  • Appunti superiori
  • In questa sezione troverai sunti esame, dispense, appunti universitari, esercitazioni e tesi, suddivisi per le principali facoltà.
  • Università
  • Appunti, dispense, esercitazioni, riassunti direttamente dalla tua aula Universitaria
  • all'Informatica
  • Introduzione all'Informatica, Information and Comunication Tecnology, componenti del computer, software, hardware ...

Appunti Silvicoltura Silvicoltura
Tesine Agricoltura agraria Agricoltura agraria
Lezioni Geografia Geografia