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L'islam




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L'ISLAM









Introduzione


Quasi tutte le religioni del mondo prendono il nome da quello del loro fondatore o da quello del popolo in cui esse hanno avuto origine. Per esempio, il cristianesimo è così denominato dal nome di colui che lo ha predicato, il Cristo; il buddismo, da Budda, il suo fondatore; lo zoroastrismo da Zoroastro; il giudaismo, la religione degli Ebrei, dal nome della tribù di Giuda. E così via.

Con l'Islàm è tutta un'altra cosa: esso non è associato a nessun uomo né a un popolo in particolare. Esso non è il prodotto di uno spirito umano, né si limita ad una comunità particolare. L'Islàm è una religione che ha per fine quello di suscitare e di coltivare nell'uomo la qualità e l'atteggiamento dell'Islàm.

Islàm è, in effetti, un attributo. Colui che lo possiede è musulmano, quale che sia la razza, la comunità, il paese o il clan cui egli appartiene. Secondo il Corano, il Libro Sacro rivelato al profeta Muhàmmad, l'Islàm è esistito in tutti i tempi, ed in mezzo a tutti i popoli sono vissuti uomini buoni e virtuosi che hanno posseduto questo attributo; essi erano e sono dei buoni musulmani.

Questi rilievi conducono, naturalmente, a porre questa domanda: che cosa significa la parola “Islàm”? Che cosa è un musulmano?

Islàm è una parola araba che significa sottomissione, obbedienza. Nel suo aspetto di religione, l’Islàm predica la sottomissione e l'obbedienza totali al Allah. Questo è il motivo della denominazione Islàm.



Storia


E’ la religione fondata da Maometto nei primi decenni del VII sec. La rivelazione dell'unicità, della sovranità e dell'onnipotenza di Allah (il nome arabo di Dio) fu comunicata a Maometto dall'arcangelo Gabriele. L'islamismo si presenta come restaurazione e rettifica della religione che Dio aveva rivelato ai profeti (Adamo, Abramo, Mosè, Gesù) e Maometto è l'ultimo e il più grande dei profeti stessi. L'islamismo è un monoteismo assoluto: Allah è l'unico Dio trascendente e onnipotente, clemente e misericordioso, causa unica e diretta della realtà. Gli uomini 'acquistano' le proprie azioni, che sono create da Dio. Tuttavia il Corano afferma la responsabilità umana: nel Giudizio finale gli uomini saranno destinati al paradiso o all'inferno in base alle loro scelte e alle azioni. Di fondamentale importanza è il valore della legge divina, e quindi l'obbedienza a Dio che, attraverso Maometto, ha fatto conoscere le norme cui attenersi in ogni aspetto della vita, nei rapporti con Dio ma anche nei rapporti tra uomo e uomo, nella politica, nel diritto, nell'igiene. Il libro per eccellenza è il Corano, che raccoglie i messaggi di Dio a Maometto. Il secondo libro è la Sunna (tradizione, prassi usuale del profeta), che raccoglie la tradizione autentica relativa alle parole e alla vita di Maometto. Poiché il Corano non contiene la soluzione di tutti i problemi pratici, il comportamento e l'insegnamento di Maometto, raccolti nella Sunna, assumono un valore esemplare per ogni credente. In base alla concezione islamica, in cui non c'è spazio per i sacerdoti e per i sacramenti, godono di altissimo prestigio i dottori della legge (muftì), i cui pareri in materia giuridica devono basarsi sui libri sacri. La sharia (legge) indica i cinque 'pilastri' o precetti irrinunciabili per ogni buon musulmano adulto: 1) la Shahada (professione di fede) è la formula coranica che introduce nella comunità islamica: «Non c'è alcun Dio all'infuori di Allah: Maometto è il suo profeta»; 2) la preghiera rituale (salat) da compiersi in cinque momenti fissi della giornata: il venerdì, a mezzogiorno, deve essere recitata nelle moschee più importanti; 3) “l'elemosina di legge”, espressione della solidarietà islamica; 4) il digiuno del mese di Ramadan, che consiste nell'astenersi, dall'alba al tramonto, dal mangiare, dal bere e dall'avere rapporti sessuali; 5) il pellegrinaggio alla Mecca, da compiersi almeno una volta nella vita. Un ulteriore impegno per il credente è la “guerra santa” (gihad) contro i pagani che rifiutano la conversione (ma non contro i fedeli delle religioni monoteistiche: cristiani, ebrei e zoroastriani). Diffuso nel Medio Oriente e nell'Africa dagli Arabi, nel 661 l'islamismo conobbe il grande scisma tra Sunniti e Sciiti, mentre al suo interno si sviluppò la corrente mistica del sufismo. Oggi l'islamismo è, dopo il cristianesimo, la seconda grande religione mondiale con oltre 837.000.000 di praticanti.



Parloe cruciali


Sciiti: denominazione di alcune sette musulmane sorte nel I sec. dell'Egira, durante le guerre civili per la successione al califfato. Gli Sciiti riconoscono Alì e i suoi discendenti in linea maschile come unici successori legittimi di Maometto e accettano solo la tradizione trasmessa da Alì. Essi non riconobbero quindi le dinastie abbaside e omayyade e sono in contrasto coi Sunniti.

Sunniti: seguaci della corrente ortodossa dell’islamismo che si proclamano i soli veri seguaci delle pratiche e del metodo di vita di Maometto. Essi riconoscono solo la tradizione trasmessa da Maometto ai califfi.

Integralismo: l'applicazione rigida ed esclusiva di una ideologia o di una religione, rifiutando il dialogo con le altre correnti di pensiero e politiche, così da modellare la vita sociale e le strutture civili e pubbliche sui principi di una ideologia. In campo religioso si parla anche di fondamentalismo (v. anche fondamentalismo islamico).



Fondamentalisti islamici: nel mondo islamico, i gruppi più integralisti sul piano religioso-politico, diffusisi soprattutto dopo l'instaurazione della Repubblica islamica in Iran nel 1979.



Le donne nell’Islàm


Il primo segnale d'allarme e' venuto dalle donne, prima ancora che l'ondata islamista assumesse le dimensioni che ha oggi raggiunto dal Marocco all'Egitto fino all'oriente passando attraverso le repubbliche islamiche dell'ex-Unione sovietica. Le donne non hanno solo lanciato l'allarme, ma si sono mobilitate, hanno combattuto e indagato un fenomeno che a molti appare come una crisi di crescita sulla via della modernizzazione, ma che per le donne, per la maggioranza delle donne che vivono in questi paesi, rappresenta una condizione inaccettabile.

La battaglia per la democrazia nel nostro paese - affermano - passa attraverso il riconoscimento dei nostri diritti, la nostra esclusione è la negazione della democrazia. Alcune donne vivono ogni giorno sulla propria pelle, sul proprio corpo, gli effetti dell'intolleranza dei fondamentalisti. Ma altre donne senza lasciarsi paralizzare dal terrore, dagli stupri, dagli sgozzamenti, dagli assassini, hanno trovato la capacita' di reagire, di trasformare la paura in forza di lotta, volontà di resistere: 'Ci sforziamo di avere una vita normale in una situazione anormale'. Le situazioni dei paesi del Nordafrica sono diverse nonostante elementi comuni e sono in molti a sostenere che se il Fronte islamico di salvezza (Fis) dovesse conquistare il potere in Algeria, la reazione a catena coinvolgerebbe in breve tempo Egitto, Marocco, Tunisia, e cosi' via. Tanto più che l'Algeria e' stato un punto di riferimento per i paesi africani. E le conseguenze si vedrebbero anche su questo lato del Mediterraneo. Le situazioni diverse e le differenti storie dei movimenti delle donne in questi paesi hanno prodotto approcci diversificati alla questione del fondamentalismo.

Le marocchine, nella loro impostazione, dedicano una parte importante allo studio del Corano: la donna esclusa e subalterna è l'unica rappresentazione femminile prevista dal testo sacro? Su questo terreno si stanno ormai cimentando da anni le femministe seguendo la via aperta dalla più nota tra loro, Fatima Mernissi: 'gli uomini politici non possono nascondere la loro violenza sotto la maschera del sacro'. Il confronto più aspro si sta vivendo però in Algeria.

Le algerine, soprattutto quelle della generazione cresciuta dopo la guerra di liberazione, si sono conquistate spazi importanti, continuamente minacciati dai compromessi che il potere stringeva con le componenti fondamentaliste. L'accesso all'educazione, all'università, ha reso molte donne indipendenti. La percentuale di donne che lavorano in Algeria è estremamente bassa, ma la maggior parte delle lavoratrici occupano posti che richiedono un livello di preparazione medio-alto (insegnanti, medici, magistrati, giornaliste, etc.). Anche sul piano delle libertà personali, dei costumi, fino a qualche anno fa, le donne, spesso entrando in conflitto con la famiglia tradizionale, avevano sufficienti possibilità di movimento. Tuttavia, il regime algerino non ha mai risolto la questione cruciale della separazione tra stato e religione, tanto più che l'islam viene ufficialmente considerato elemento costitutivo della identità algerina. Solo i rapporti di forza tra le varie componenti del Fronte di liberazione nazionale (Fln, ex partito unico) facevano pendere la bilancia da una parte o dall'altra. Tuttavia, le componenti islamico- nazionaliste sono sempre state usate dal regime per contrastare e isolare la componente laica e di sinistra. L'arabizzazione, che ha chiamato dall'oriente insegnanti spesso poco preparati come docenti ma ben indottrinati dai Fratelli musulmani egiziani, e' stata un'altra testa di ponte per l'avanzata integralista che ha trovato l'ultima e decisiva spinta nel deterioramento della situazione economica, dopo il crollo del prezzo del petrolio nel 1986. E' a partire dal 1988, con la rivolta della semola, la repressione del regime, l'introduzione del multipartitismo, la legalizzazione del Fronte islamico di salvezza, che l'integralismo occupa la scena politica algerina e comincia ad imporre sempre più drasticamente i suoi diktat alle donne. Ma il primo 'esperimento' di compromesso tra regime e integralisti era stato già stipulato sulla pelle delle donne. Il codice di famiglia approvato dal presidente Chadli Bendjedid nel 1984, introduceva la sharia - che ora gli integralisti vorrebbero estendere a tutti i campi - per quanto riguarda lo status della donna. La donna algerina diventava una cittadina di serie b, come del resto era già in molti altri paesi musulmani. Contro il codice di famiglia nascevano varie associazioni di donne indipendenti, (che oggi si battono contro l'integralismo sempre più violento e aggressivo. Alcune di queste donne hanno pagato con la vita, e ancora prima che il Fis decidesse di passare alla clandestinità e alla lotta armata. Le prime vittime risalgono agli anni i80. Il caso più noto e' forse quello della donna di Ouargla, che viveva sola con i suoi figli: la sua casa fu incendiata e il figlio più piccolo mori' carbonizzato nel sonno mentre la madre invocava i soccorsi. Era il marzo del 1989. Da allora il mese di marzo e' diventato per le algerine una ricorrenza tutt'altro che simbolica. Una sfida continua contro chi vuole imporre una 'epurazione' dei costumi.

Il 'fascino perverso' dell'integralismo si insedia in una situazione di grande repressione sessuale. Una repressione sublimata nella religione ma che nella vita quotidiana viene repressa attraverso la 'mutilazione' del corpo nascosto dal higiab (velo) o con la teorizzazione della separazione dei sessi, provocando diversi condizionamenti psicologici determinanti sugli adolescenti la cui portata è per ora difficilmente valutabile, come lo è quella del terrore che attanaglia sempre più i bambini, entrati anche loro nel mirino dei gruppi armati. Tutti questi aspetti, così come la rappresentazione della donna nella stampa degli islamisti, sono ben sviluppati negli scritti delle algerine, tante Taslima Nasrin, e come lei condannate a morte. La centralità della loro esperienza e l'evoluzione della vicenda algerina può avere effetto sugli altri paesi nordafricani e non solo.

Innanzitutto l'Egitto, dove l'attività dei gruppi armati riuniti nella Gamaat al Islamya sta assumendo dimensioni preoccupanti; sebbene la loro attività sia rivolta ancora prevalentemente contro l'esercito, non sono mancati casi clamorosi di attacchi a intellettuali come lo scrittore Farag Foda, assassinato, o il premio Nobel Maghib Mahfuz, per fortuna solo ferito. 'Il Galileo del 2000, che destabilizzerà l'autorita' politica nel mondo musulmano sarà una donna?' si chiedeva Fatima Mernissi.

Se la presunzione dei politici tradizionalisti è quella di poter esercitare il loro autoritarismo grazie al silenzio delle donne, quel che è certo è che questo silenzio e' già stato rotto. E anche da questa parte del Mediterraneo si è sentito questo grido.





Cosa c'è di sbagliato

nell'ISLAM?

alcuni aiuti per capire i musulmani da un punto di vista Cristiano.


L’ISLAM NEGA GESÙ FIGLIO DI DIO

I musulmani fraintendono totalmente il titolo regale ed il significato di 'Figlio di Dio'. Pensano, infatti, che noi crediamo che Gesù sia il frutto dell’unione sessuale fra Dio e Maria (!) e ne concludono che noi crediamo che la trinità consista in Dio, Maria e Gesù.

Una tale bestemmia è per noi impensabile e mostruosa. Come vedrete qui di seguito i musulmani sono dottrinalmente arretrati di quattordici secoli, sono fermi al tempo dell’instaurazione dell’Islam.

Quando un musulmano ci chiede: 'Tu credi che Gesù è il Figlio di Dio?' se rispondiamo subito sì, noi gli confermiamo questa bugia del Corano. È quindi meglio che rispondiamo con la domanda: 'Cosa pensi che io creda?' Egli ci dirà che noi crediamo che Gesù è il 'figlio carnale' di Dio. A questo punto, cioè solo dopo la sua risposta, diremo che non crediamo questo, ma a ciò che è scritto nella Bibbia, ribadendo che Gesù non è nato da una relazione sessuale come pensano loro.

Il motivo di questa loro opinione ha radici storiche. In breve: al tempo di Maometto (ca. 600 d.C.) non esisteva il Nuovo Testamento in lingua araba e, di conseguenza, tra gli arabi mancava la buona dottrina cristiana. Certi cristiani arabi, non conoscendo la Bibbia, si misero ad insegnare che Gesù era il figlio 'fisico' di Dio e questa non era che una delle dottrine fondamentali che fraintesero.

Al di fuori dell’Arabia intanto, a tutto questo si aggiungeva la triste contesa fra i padri del Cattolicesimo, Cirillo e Nestorio, intorno a Maria. Alla fine, il primo riuscì a far prevalere la dottrina e il titolo di 'madre di Dio' per Maria. Maometto considerò tutte queste eresie e le divisioni nella chiesa come il 'vero Cristianesimo' e lanciò la sua alternativa: l’Islam.

NEGA CHE GESÙ È DIO

Sul Corano è scritto che chi mette un uomo al pari di Dio è un bestemmiatore.

Fonti islamiche intanto riportano l’adorazione per la creatura Maometto (anche se non lo ammettono apertamente).

Per timori infondati, provenienti dalle bugie del Corano, queste anime andranno all’inferno.

Se Dio poteva rivelarsi a Mosè attraverso un cespuglio perché è impossibile per Dio diventare uomo? Questo argomento con i musulmani può prendere varie direzioni.


NEGA LA MORTE VICARIA DI GESÙ

Il Corano rifiuta di accettare la morte di Gesù Cristo sulla croce e riporta: 'Loro (i giudei) non l’hanno frustato; non l’hanno crocifisso è sembrato a loro così; ma Dio lo ha chiamato in cielo prima della crocifissione e qualcun altro, Giuda, è morto al posto suo.'

Chiediamo loro: perché Giuda il traditore, appeso in croce, avrebbe detto: 'Padre perdona loro perché non sanno quel che fanno'?


NEGA LA RISURREZIONE BIBLICA

I musulmani credono che Gesù ritornerà, si sposerà e avrà dei figli, morirà, sarà seppellito a la Mecca accanto a Maometto e un giorno resusciterà. Tutto questo, però, non è ciò che è scritto nella Bibbia. Essi credono che Gesù distruggerà i non musulmani e Maometto trionferà.

Paolo scrive: 'Se Cristo non è risuscitato, voi siete ancora nei vostri peccati' (1 Cor. 15:17


A PROPOSITO DELLO SPIRITO SANTO

I musulmani credono che lo Spirito Santo sia l’angelo Gabriele. Per aiutarli un cristiano può leggere con loro il brano in Luca 1:35 in cui l’angelo fa una precisa distinzione fra se stesso e lo Spirito Santo. Dice infatti: 'Lo Spirito Santo verrà su di te' e non 'Io, Gabriele su di te'. Questa distinzione esiste anche nel Corano nel dialogo fra Gabriele e Maria, anche se nel versetto non è specificato Spirito Santo ma 'uno spirito da Dio' che entra nel grembo di Maria.


NEGA LA TRINITÀ

I cristiani sono accusati di politeismo dall’Islam.

Certo è vero che il concetto della Trinità non è facile da comprendere. Se noi comprendessimo t-u-t-t-o di Dio, Lui sarebbe veramente un dio piccolo quanto noi, perché 'fatto da noi'. Ma Egli è Infinito! Può l’Onnipotente rientrare nella logica umana oppure è libero di rivelare se stesso come Egli è, al di là di tutta l’immaginazione umana? Gesù si riferisce alla 'Trinità nell’unità' quando comanda di essere battezzati '… nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo' (Matteo 28:19). È perciò corretto da parte loro accusare i cristiani di politeismo?


LA BIBBIA È CAMBIATA

I mussulmani credono che le Sacre Scritture (specialmente il Nuovo Testamento) siano state alterate dai cristiani e dai giudei per eliminarvi le prove 'dell’ufficio profetico di Maometto'. Essi sostengono che l’originale, che non esiste più, contenesse le predizioni profetiche della venuta di Maometto date per bocca di Gesù nel Vangelo. Tuttavia esistono un’abbondanza di manoscritti antichi (circa 14.000) anteriori alla nascita di Maometto, che sono uguali alle copie attuali e che dimostrano quindi che non c’è stata alcuna alterazione. È comprensibile che i musulmani desiderino trovare una profezia nella Bibbia a tutti i costi, perché sanno che altrimenti Maometto non trova prove esterne al Corano per dimostraci il suo 'ufficio profetico'.




E IL CORANO REGGE ALL’ESAME?

I musulmani invece di attaccare la Bibbia dovrebbero innanzitutto risolvere i problemi riguardanti la stesura del Corano. Ne cito almeno due fondamentali:

dopo la morte di Maometto vennero distrutti e bruciati tutti i manoscritti coranici originali dai quali furono 'estratti' tre Corani, ma con vistose discrepanze tra loro. Ancora oggi i musulmani non sanno cosa contenessero queste prime tre copie 'originali'

Per saperlo basta investigare nella loro tradizione, nei volumi Al-Bukhari (nota: i maestri musulmani, anche se non lo ammettono apertamente, ritengono questa collezione di libri più autorevole del Corano stesso). Da questi testi, che narrano la storia islamica scritta dai primi musulmani, apprendiamo che il testo del Corano è stato arso.

Riportiamo il testo da Al-Bukhari vol. 6, pag. 479; 61.3.510: 'Anas figlio di Malik raccontava: Othman mandò a ogni provincia una copia del Corano che aveva fatto copiare e ordinava che tutti gli altri manoscritti (3) coranici originali, sia frammenti che intere pagine, fossero bruciati.' (nota: Othman fu il terzo califfo a 19 anni dalla morte di Maometto. Othman si incaricò di realizzare la 'propria' versione del Corano nel 650 d.C. Venne poi ucciso dai suoi compagni per aver distrutto i creduti 'veri originali'.)

Perché bruciati? Anche i musulmani si chiedono oggi giustamente del perché Othman bruciò e distrusse i manoscritti coranici realizzati e copiati dai primi discepoli di Maometto. Un’ipotesi valida è che questo estremo atto di distruzione assicurasse di ottenere la versione definitiva di un Corano (il quarto) fra altre tre versioni che già si contraddicevano fra loro (ci saranno state molte differenze nei testi) Il Concilio Coranico aveva così deciso per tutelare l’Islam da future indagini. Ancora chiediamo loro, perché?

La vulnerabilità dell’Islam è così resa ovvia dalla stessa 'autorevole tradizione' perfino a un fanciullo

La versione 'othmanica' del Corano è oggi scomparsa e praticamente inesistente. Le prove si trovano nei manoscritti restanti ai Musei Islamici di Istanbul (Turchia) e a Samarkanda (Turkmenistan). Dall’esito degli esami svolti, studiosi esperti hanno le prove che questi manoscritti sono stati 'riscritti' almeno 170 anni dopo la scomparsa del Corano 'versione Othman'.

L’Islam nasconde questi fatti storici all’esame del mondo ancora oggi. Noi dobbiamo porre loro queste questioni!

Alla luce di questi dati di fatto, i musulmani non possono più insistere con noi su almeno tre cose:

1) che l’attuale copia del Corano sia l’esatta copia depositata in cielo e discesa direttamente da Allah.

2) che sia l’esatta versione che Maometto abbia lasciato loro e tantomeno che sia considerata il 'miracolo di Maometto'

3) che il Vangelo sia stato cambiato!



LE SETTE NELL'ISLAM

Le sette e divisioni nell'islam sono molte (più di 110), sia nelle differenze teologiche che nelle loro tradizioni. Il 70% dell’Islam è popolare, cioè è un modo di vivere orientato verso la fede animista, divinazione, magia, amuleti, malocchi, adorazione di santi, pratiche per la fertilità, ecc. I musulmani Sunniti ci vogliono far credere che sono contrari a queste cose, ma rimane lo stesso la loro pratica più diffusa nel mondo, specialmente fra le loro stesse donne. La setta Isma’ili, per importanza dopo i Sunniti e Sciiti, pratica la preghiera 3 volte al giorno (non 5) e fumare è strettamente vietato (del tutto impensabile per i Sunniti e Sciiti).

Maometto per alcune sette islamiche non è nemmeno l’ultimo profeta: gli Ahmadia, per esempio, sono musulmani che da due secoli hanno stabilito il loro ultimo profeta pachistano, Mirza Ghulam Ahmad, che ritengono superiore a Maometto. Sono perseguitati a morte dai Sunniti. Ancora da 1400 anni, i musulmani Sunniti e Sciiti, nemici fra loro, si contendono la discendenza diretta di Maometto a prezzo del sangue (guerra Irak - Iran)



Le repubbliche islamiche


L’Islam è una della religioni più diffuse al mondo e la possiamo trovare nei seguenti Paesi: l’Afghanistan, l’Algeria, il Bangladesh, l’Egitto, l’Iran, la Giordania, il Libano, la Malaysia, il Niger, l’Oman, l’Arabia Saudita, la Somalia, la Siria, gli Emirati Arabi Uniti, l’Albania, il Bahrain, il Brunei, l’Indonesia, l’Iraq, il Kuwait, la Libia, il Marocco, la Nigeria, il Pakistan, la Palestina, il Sudan, la Turchia, lo Yemen.


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