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Igiene




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IGIENE



L’ anziano è una persona di età compresa tra i 60 e i 75 anni, mentre un vecchio è di età superiore ai 75 anni. A senescenza dipende dal soggetto se è più o meno attivo o passivo.



I primi sintomi di invecchiamento sono un rallentamento del metabolismo basale, della funzionalità renale, epatica e digestiva (già a 45-50 anni).

E’ diverso l’invecchiamento tra maschi e femmine. L’alimentazione nell’anziano non deve scostarsi da quella dell’adulto. Ha bisogno di 1 gr di proteine per kg di peso corporeo, e se non vengono assunte in modo equilibrato si va incontro a denutrizione.

Assunzione:

carne magra bianca

uova

legumi

latte e formaggi

i grassi vegetali sono migliori di quelli animali per prevenire l’arteriosclerosi

verdure, meglio crude per la presenza di vitamine che aiutano i processi metabolici e prevengono le malattie

tipo diabete

Problematiche dell’anziano

Per molti anziani alimentarsi può essere un problema socio – economico e talvolta psicologico, determinato dalle abitudini alimentari e dai gusti del passato. Influenzano ancora sull’alimentazione le abitudini della famiglia, l’ambiente e la religione, oltre che lo stato di salute. L’anziano viene influenzato e condizionato dalle sue opinioni sulla nutrizione e da esperienze personali di tolleranza e intolleranza. E’ difficile correggere errori fatti, perché sono sicuri delle loro convinzioni.

L’alimentazione è influenzata anche dalla residenza in comunità o se sono soli, dalla città o dalla campagna.

L’anziano spesso va incontro a carenze alimentari vivendo da solo o in comunità (in comunità deve essere presente la figura di un economo dietista che cura le problematiche individuali del soggetto).

Gli apporti calorici sono più soddisfacenti che nel passato e più equilibrati, da 1300 a 3000 cal. Oggi tra 1700 e 2100 cal.)

Il problema maggiore sono i rischi da carenze alimentari, soprattutto calcio, ferro, vitamine ecc. Le conseguenze sono legate ad abitudini alimentari causa di dimagramento, anoressia e astenia.. Gli studi fatti sulla maggior parte di questi soggetti hanno dimostrato che hanno dei pregiudizi nei confronti del cibo: es. la carne che provoca problemi a livello renale, il sale che nuoce al sistema vascolare, l’intolleranza digestiva verso il latte e i suoi derivati, la frutta e la verdura cruda ecc. Tutti questi pregiudizi possono determinare un comportamento sbagliato e crea una dieta monotona, squilibrata e carenziale.

Un secondo problema che condiziona la dieta.

- scarse risorse economiche, carovita, forte problema sociale che coinvolge sia l’anziano che vive solo che quello che vive in comunità, perché sia l’anziano che l’economo di un istituto tendono a comprare alimenti con prezzi modici ( e quindi si prediligono gli alimenti con valori biologici bassi, ad es. più verdura meno carne, e più prosciutto meno prosciutto crudo, ecc. La dieta dell’anziano necessita di cibi leggeri, facili da digerire che portino all’organismo tutti i nutrimenti e gli elementi necessari con un giusto valore energetico. La mancanza di informazione riguardo il valore nutrizionale degli alimenti in relazione al loro valore di mercato non deve essere però dell’economo di un istituto.

un altro elemento che condiziona le abitudini alimentati : l’intolleranza digestiva che porta ad eliminare dalla dieta alimenti utili determinando errori alimentari talvolta gravi.

- un altro elemento è la dentatura che condiziona la linea guida alimentare ( la scarsa dentatura, o assente, non ama cibi integri ma centrifugati, tritati o macinati).

Oggi l’anziano è meglio alimentato perché è più informato sul modo giusto di alimentarsi.


BISOGNI NUTRIZIONALI DELL’ANZIANO


Nell’anziano le modificazioni fisiologiche ormonali e metaboliche agiscono sugli organi e sui tessuti.

La senescenza produce una progressiva diminuzione di cellule nobili, cioè attive, con una progressiva diminuzione di cellule rimpiazzate da tessuti adiposi e correttivi (tessuti esclusi dall’attività metabolica). Talvolta il peso resta costante anche se c’è questo cambiamento di tessuti nell’organismo, meno massa muscolare più adipe (causato dal rallentamento del rinnovo cellulare, diminuisce anche l’efficienza funzionale, prevale il catabolismo attiva il processo di distribuzione delle proteine sull’anabolismo attiva la produzione di proteine, diminuisce l’attività fisica e lavorativa. Arrivati a 80 anni il metabolismo basale è meno del 20/30% rispetto l’adulto).



Un altro regola importante che l’anziano deve seguire:

orario dei pasti regolari

cucina semplice e leggera, poco elaborata, facile nella digestione

pasti piccoli e frazionati


1) la razione calorica deve essere assunta in base al consumo energetico e al riposo: può rimanere simile o uguale a        

quando era adulto se ha mantenuto una adeguata attività fisica.

2) (la diminuzione della massa cellulare attiva si manifesta a carico di tutti gli organi addominali e soprattutto a carico del tubo digerente).La peristalsi, la quantità di succhi gastrici, lo spessore muscolare della parte del tubo digerente, la secrezione salivare e la difficoltà a digerire le proteine introdotte, la stipsi, la presenza di diverticoli, la flora intestinale, lo sviluppo dei batteri che in alcuni casi determina la diarrea.

Apporto nutriente in un ansioso:

ipoprotidemia - introduzione di proteine - albumina 40%

ipovolemia – introduzione dei volumi (H2O)

ipo di vitamine - sali minerali (azoto)

Il fabbisogno di protidi nell’ anziano si aggira all’incirca su 1,5 gr per kg.

Glicemia = intolleranza al glucosio, da cui l’incidenza del diabete ( più nella donna). Iperglicemia è causata dall’intolleranza al glucosio. Il diabete è causato non dalla cattiva produzione di insulina ma dall’incapacità di usare insulina a livello periferico.

La quota di carboidrati introdotta è uguale o circa il 50% delle calorie totali della dieta.

Inoltre :

i lipidi, indispensabili per l’equilibrio alimentare, utili per l’apporto di acidi grassi essenziali, meglio se consumati. grassi di tipo vegetale, utili anche nel trasporto delle vitamine liposolubili. VIT. A – E – D e rendono anche i cibi più saporiti e gustosi.. La quantità consigliata è di circa ! gr per kg die = 25-30% delle calorie totali della dieta.

Vitamine : il bisogno nella terza età di vit. B – C – A – D per es. la vit. D fissa il calcio aiutato dalla luce solare. Se un soggetto segue una dieta di 1500 cal.die ha sicuramente una carenza vitaminica

Sali minerali : i più importanti sono il ferro, il calcio, il magnesio, lo zinco e il ferro. La non in traduzione causa anemia, che può essere causata: 1) dall’introduzione con la dieta   2) dall’assorbimento a livello intestinale.

Il ferro usato è circa 1,5 mg die quindi bisogna introdurne circa 12 mg, introduzione di 250-280 mg die, mentre il fabbisogno è di ca. 400 mg die, così concentrato: ossa, muscoli. La carenza determina tremore, convulsioni, disfunzioni neuromuscolari.. La mancata introduzione o assorbimento causa fragilità delle ossa e alterazioni dentarie, soprattutto nella donna, legato al problema ormonale (menopausa). Il calcio interviene anche nel meccanismo della coagulazione del sangue, nella regolarità dell’attività miocardica e de sistema nervoso.. Viene introdotto facilmente con la dieta, latte e derivati, soprattutto quelli stagionati, ortaggi a foglia verde e pesce.

Il fosforo è presente in ossa e denti in quantità maggiori con il calcio, una piccola quota è presente nei tessuti molli, latte, uova ecc. Il solfato di calcio è il calcio più assorbito. H2O con solfato di calcio è una maggiore concentrazione di calcio.

La vitamina D3: la mancata introduzione determina osteoporosi, questa proteina introduce l’assorbimento del calcio a livello intestinale e aiuta la fissazione del calcio nei tessuti e regola il livello di calcemia nel sangue ( circa 800 – 1200 )

Lo zinco: la carenza di zinco genera dermatiti. Esiste una cura topica con creme, ma anche con l’introduzione alimentare aumentata.

Il sale di sodio non deve superare 8 gr die, il giusto consumo è di 2,3 gr die L’uso sconsiderato genera ipertensione, ritenzione idrica.

I liquidi introdotti giornalmente devono essere 1,5 – 2 litri al giorno.

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