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Commutazione telefonica




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COMMUTAZIONE TELEFONICA

In questo capitolo si considera la commutazione, cioè quel complesso di operazioni che consentono la connessione fra due utenti. Si premettono alcune considerazioni sulla teoria del traffico, che ha un ruolo determinante nella scelta delle caratteristiche di un sistema di commutazione

1.Traffico telefonico

La teoria del traffico telefonico studia, con criteri statistici e probabilistici, le caratteristiche delle comunicazioni telefoniche; essa permette di stabilire i criteri con cui determinare il numero delle connessioni necessarie affinché l'utente chiamante abbia la determinata probabilità di mettersi in comunicazione con l'utente desiderato. L’unità fondamentale del traffico è l’Erlang; si definisce come intensità del traffico, in Erlang il numero medio di canali occupati nell'intervallo di un’ora, in particolare durante l'ora di massimo traffico. L'intensità di traffico E si determina mediante la relazione:



 

E =nDt/T

con n;numero di chiamate nell’ora di massimo traffico;            Dt:valore medio della durata delle conversazioni,espresso in ore ; T: intervallo, uguale ad un ora in cui si determina l’intensità del traffico.
Ad esempio, si supponga che nell’ora di massimo traffico si abbiano 40 conversazioni di 5 minuti, 5 conversazioni di 10 minuti e 5 conversazioni di 20 minuti. Il numero di chiamate è n = 50; il valore medio della durata delle conversazioni è:

(40*5 + 5*10+ 5*20)/50= 7 minuti

Dt= 7/60 = 0,1166 ore

 

L'intensità dei traffico é:

 

E =nDt/T =50*0,1166/ 1 = 5,83 Erlang

Il numero di giunzioni impiegate è determinato dall'intensità del traffico e dal grado di servizio che si intende fornire; quest'ultimo è definito specificando la perdita P ammessa, cioè la percentuale di conversazioni che vengono perse, nell'ora di maggiore traffico, perché tutte le giunzioni sono occupate.
Ad esempio, una perdita P = 1% , significa che il sistema, nell'ora di punta, non è in grado di effettuare una giunzione su cento, perché tutti gli organi di connessione sono occupati.

La relazione fra il numero N.di connessioni del gruppo, l'intensità dei traffico E e la percentuale P di chiamate perdute è data dalla fomula di Erlang:

 

  n                                                                     n
P=E  /N!/( 1+E+(E*E/2!)+(E*E*E/3!)+(E/N))

 

 

La XIX.2 è valida nell'ipotesi di sistemi ad accessibilità completa, cioé nel caso che ogni linea di entrata possa accedere ad ogni linea d'uscita.

Sono state costruite tabelle che mettono in relazione P, E e N; in particolare ne danno o il numero di connessioni necessarie N, in funzione del traffico E e della perdita P, oppure il traffico E che si può avere in un sistema di N connessioni, ammessa una certa percentuale di perdita P.

 

2- Generalità sulla commutazione telefonica

La commutazione telefonica è quel complesso di operazioni che avvengono in centrale e che consentono all'utente chiamante di collegarsi con l'utente chiamato,

A) Connessioni fra gli utenti

La connessione con centrale è il sistema più economico di collegare più utenti. Infatti in Fig. XIX.1a è rappresentato il caso di collegamento di 5 utenti senza centrale; ogni telefono deve essere connesso direttamente a tutti gli altri e ciò richiede 10 collegamenti. In generale, per collegare n utenti, occorrerebbero n(n - -1)/2 collegamenti; Se invece si impiega la centrale, lo schema dei collegamenti è riportato in Fig. XIX.1b; le connessioni sono, nell'esempio, 5 ed in generale n, se n è il numero di utenti del sistema. La riduzione di linee di connessione giustifica quindi l'impiego delle centrali. La connessione fra utente e centrale è detta linea d'utente o doppino telefonico.

 

 

B) Funzioni della centrale

La centrale ha il compito di collegare gli utenti. A tale fine, gli organi disposti in devono compiere le seguenti operazioni:

1) Riconoscere la linea dell'utente chiamante, all'atto in cui questi solleva microtelefono.

2)Riconoscere, dagli impulsi generati dal disco combinatore, la linea dell'utente e stabilire la connessione richiesta.
3)Riconoscere se la linea dell'utente chiamato è già occupata e, se lo è, inviare chiamante il segnale di occupato.
4)Inviare all'utente chiamato, se libero, il segnale di chiamata.
5)Registrare, ai fini della tariffazione, la durata della conversazione.
6)Ristabilire le condizioni iniziali al termine della conversazione.

C)Classificazione degli apparati di commutazione

La commutazione può essere manuale o automatica. Nel primo caso un operatore stabilisce la connessione fra utente chiamante e utente chiamato; è usata ormai solo in particolari situazioni, ad esempio nei servizi di emergenza. Nel secondo caso la commutazione avviene automaticamente, senza l'intervento di un operatore.

La commutazione automatica può essere a divisione di spazio o a divisione di tempo.

Nella commutazione a divisione di spazio (Space-Division Switching) per ogni conversazione si stabilisce un circuito fisico di connessione; il sistema è detto del tipo a multiplazione a divisione di spazio o SDM (Space Division Multiplex). La commutazione SDM è realizzata mediante centrali a selettori rotativi o mediante centrali a matrice .

Nella comutazione a divisione di tempo (Time-Division Switching) più conversazioni sono convogliate sullo stesso circuito fisico; affinché non si abbia sovrapposizione delle conversazioni stesse, le informazioni devono essere opportunamente campionate.

Il sistema è detto del tipo a multiplazione a divisione di tempo o TDM (Time Division multiplexer).

I sistemi di commutazione possono essere elettromeccanici o elettronici; questi o di una velocità di commutazione molto più alta.

Trasmissione TDM

Il sistema di trasmissione TDM, o Time Divisíon Multiplex, è caratterizzato dal fatto che ad ogni comunicazione sono assegnati intervalli di tempo, di durata e periodicità, prestabilita; fra un intervallo e l'altro relativi ad una comunicazione, sono convogliati sulla stessa linea segnali relativi ad altre conversazioni.

La tecnica TDM più usata è la modulazione PCM (Pulse Cade' Modulation).

A) Principio della trasmissione PCM

Nella trasmissione PCM il segnale fonico è campionato e codificato in una successione di impulsi binari; negli intervalli fra i gruppi di impulsi relativi ad una conversazione sono inseriti gli impulsi delle altre conversazioni.; in essa i canali da campionare sono solo tre ed i livelli di quantizzazione sono otto.
Gli istanti di campionamento t0, t1, t2 . egualmente intervallati nel tempo, sono determinati dal teorema di Shannon: la minima frequenza di campionamento è 2 fmax, se fmax è la massima frequenza contenuta nel segnale.
All' istante t0 viene prelevato un campione del segnale segnale v1; Il livello quantizzato più vicino è 010 e quindi viene trasmessa la successione di impulsi 010, tenuto conto che ai livelli 0 e 1 corrispondono, rispettivamente, assenza e presenza di impulso.
Il successivo campione del segnale del segnale v1 è prelevato all'istante t3, determinato in base al teorema di Shannon.

Nell'intervallo di tempo fra le serie di impulsi relative al segnale v1, vengono trasmessi gli impulsi corrispondenti ai segnali v2 e v

In ricezione i treni di impulsi relativi ad ogni canale vengono separati e riconvertiti, nel segnale analogico; sono essenziali la precisione nel tempo e la precisione nel nel tempo e la sincronizzazione

 b) Caratteristiche della trasmissione PCM

Nella trasmissione PCM il segnale fonico viene campionato con una frequenza di 8 kHz; infatti la banda di un canale è compresa fra 0 kHz e 4 kHz e di conseguenza, per teorema di Sbannon, il campionamento deve avvenire con una frequenza minima di 8 kHz. L'intervallo fra due campionamenti successivi dello stesso segnale è quindi di 1/8000 = 125µs .

In questo intervallo è inserito un gruppo di canali detto fascio PCM; esso consta generalmente di 32 canali, di cui 30 per le comunicazioni e 2 di servizio. Come si è visto al precedente Par. A, ogni segnale viene quantizzato; in pratica, però, la quantizzazione non avviene come in Fig. XIX.4.15, con differenze di livello di valore costante, ma le differenze fra due livelli successivi sono maggiori per segnali più ampi come riportato in Fig. XIX.4.16. L'operazione è detta compressione del segnale ed è necessaria per mantenere costante la distorsione, al variare dell'ampiezza del segnale.
Infatti il processo di quantizzazione consiste nell'attribuire al segnale campionato il livello quantizzato più vicino. Ad esempio, in Fig. XIX.4.16 all'istante t1 è attribuito al segnale il livello b, con un errore di quantizzazione che è pari al massimo alla metà della differenza di quantizzazione: (a - b)/2.

Se le differenze fossero costanti, l'errore percentuale sarebbe più elevato per segnali piccoli; l'aumento delle differenze di livello per i segnali più ampi (a - c > b - a) consente di rendere l'errore percentuale di quantizzazione relativamente costante.



Il segnale è quantizzato in 28 livelli, e quindi è codificato in una successione di impulsi, detta parola, di 8 bit; il numero di bit per parola, come il numero di canali, dipende peraltro dalle applicazioni della trasmissione PCM.

Il sistema PCM offre il vantaggio di una buona immunità dal rumore. Infatti in un sistema di comunicazione PCM vengono inseriti ripetitori che rigenerano gli impulsi ricevuti e li ritrasmettono esenti dal rumore; il segnale all'uscita di ogni ripetitore ha la stessa qualità del segnale originario, naturalmente purché il mezzo di trasmissione non abbia un rumore così alto da modificare il livello degli impulsi.

Trasmissione FDM

 Il sistema di trasmissione FDM, o Frequeney Division Multiplex, è caratterizzato fatto che ad ogni conversazione è assegnata una porzione della banda di frequenze trasmesse; è così possibile convogliare più conversazioni simultanee su un unico supporto di trasmissione, senza che avvengano interferenze fra le comunicazioni stesse. L'attuazione del sistema FDM si basa sulla possibilità di realizzare alcune condizioni.
In primo luogo è possibile traslare la banda fonica, relativa alla conversazione, ad una porzione di spettro più elevata; ciò si ottiene modulando una portante, detta anche frequenza vettrice, con il segnale fonico.
In secondo luogo esistono supporti in grado di consentire la trasmissione di segnali in alta frequenza: linee aeree, ma soprattutto linee in cavo e ponti radio. Infine è possibile in ricezione ottenere, dal segnale in alta frequenza, la banda fonica relativa alla conversazione.
In questo paragrafo vengono considerate le modalità della traslazione in frequenza, detta anche allocazione, dei canali telefonici e la struttura delle stazioni terminali; per quanto riguarda le tecniche di modulazione si veda la Sez. XII.

 A) Allocazione in frequenza dei canali telefonici

 La gamma di frequenze utili in telefonia è compresa fra 300 Hz e 3400 Hz; si è convenuto, però, di realizzare i canali larghi 4 kHz. Le bande di frequenza non utilizzate, ai margini delle frequenze estreme della gamma utile, consentono una più facile separazione dei canali adiacenti mediante i filtri;
inoltre possono essere utilizzate per segnali di servizio.
Nella trasmissione FDM i canali relativi alle diverse comunicazioni sono traslati in frequenza mediante la modulazione; il procedimento comunemente impiegato è la modulazione d'ampiezza a banda laterale unica e soppressione della portante. In questo modo si ha il vantaggio di occupare una porzione ridotta dello spettro e di impiegare potenze relativamente basse, dato che la portante non è; trasmessa; ciò comporta però l'inconveniente di dovere reintrodurre la portante in ricezione, con generatori molto stabili per contenere gli scarti di frequenza entro pochi hertz e quindi non avere alterazioni nella riproduzione della voce.
La traslazione di frequenza avviene attraverso modulazioni successive.

 1) Gruppo base B e gruppo base A

Secondo la normalizzazione del CCITT, si dividono i canali di 4 kHz in gruppi di 12 e, mediante una prima modulazione, si traslano fra 60 kHz e 108 kHz; la banda ottenutacostituisce il gruppo base B o gruppo primario B. L'operazione può essere effettua direttamente o mediante formazione di pregruppi. La modulazione diretta è schematizzata in Fig. XIX.4.10a. Ogni canale modula una portante in un modulatore bilanciato; si ottiene una modulazione a doppia banda laterale, con portante soppressa, e mediante un filtro passa banda si estrae la banda laterale inferiore.
Le portanti sono distanziate di 4 kHz, e valgono 64 kHz, 68 kHz. 108kHz. Si ottiene così una banda continua compresa fra 60 kHz e 108 kHz , che costituisce il gruppo base B; il canale 1 è traslato fra 104 kHz e 108 kHz e ad esso sono  affiancati ordinatamente gli altri canali.

 La modulazione mediante la formazione di pregruppi è schematizzata in fig.XIX.4.1Ob. I 12 canali vengono divisi in 3 gruppi di 4 e modulati, con i criteri visti, precedentemente, in modo da formare 3 sottogruppi, o pregruppi, che occupano ciascuno la banda da 8 kHz a 24 kHz. La modulazione si ottiene impiegando portanti a 8 kHz, 12 kHz, 16 kHz, 20 kHz ed estraendo dai modulatori bilanciati le bande laterali superiori. I pregruppi a loro volta, modulano portanti a 116 kHz, 100 kHz e 84 kHZ e si estraggono le bande laterali inferiori . Ad esempio, i canali 1 - 4 formano il sottogruppo che modula la portante a 116 kHz; la banda laterale inferiore occupa la porzione di spettro fra 116 - 8 = 108 kHz e 116 - 24 = 92 kHz. I 3 pregruppi risultano pertanto traslati fra 60 kHz e 108 kHz, formando il gruppo base B.       

Un secondo gruppo normalizzato è il gruppo base A, che occupa la, banda 12 -60 kHz. Esso non è usato, in quanto le armoniche delle frequenze più basse sono contenute nella stessa banda e possono causare disturbi.

 

2) Super gruppi o gruppi secondari

 Secondo la normalizzazione del CCITT, 5 gruppi base B possono venire traslati mediante una seconda modulazione, in modo da formare una banda continua di 240 kHz ; si ottengono i supergruppi, allocati nella gamma 312 - 552 kHz.

 3)sistema a 960 canali

 Il sistema a 960 canali si ottiene allocando, con criteri analoghi ai precedenti, 16 supergruppi nella banda 60- 4028 kHz. La formazione è, schematizzata in Fig.XIX.4.12. Il supergruppo 1, formato dai canali 1-60 ,  modula la frequenza di 612kHz e la banda laterale inferiore è compresa fra 60-300 kHz; il supergruppo 2 viene allocato fra 312 kHz e 552 kHz, banda già occupata dal supergruppo stesso; il supergruppo 3 modula la portante di 1116 kHz e si ottiene una banda laterale inferiore compresa fra 564 kHz e 804 kHz. In modo analogo si effettua la traslazione degli altri canali, tenendo presente che le portanti relative ai supergruppi successivi al terzo sono distanziate di 248 kHz. Si noti come, per rendere più semplice la costruzione dei filtri,i supergruppi siano distanziati di 12 kHz il primo e il secondo;
di 12 kHz il secondo e il terzo; di 8 kHz gli altri.

 

4) Vantaggi del sistema a modulazioni successive

 La traslazione dei canali è fatta per modulazioni successive, con i. criteri visti, i quanto si hanno i seguenti vantaggi sulla trasposizione diretta:

a)Riduzione del numero dei filtri e delle portanti generate

Infatti per traslare 960 canali sarebbero necessari 960 filtri ed altrettante frequenze portanti nel caso di modulazione diretta; il sistema delle modulazioni descritto consente di ridurre il numero dei filtri e delle portanti, come si può dedurre dalle Fig. XIX.4.10- 12.

 b) Semplificazione della costituzione dei filtri

 I filtri passa banda necessari per estrarre la banda laterale inferiore sono complessi quanto minore è il rapporto fra la larghezza di banda e la frequenze della banda stessa. Nel caso di modulazione diretta, per ottenere il canale 960 occorrerebbe un filtro che passasse la banda 4020- 4028 kHz, quindi con un rapporto fra larghezza di banda e frequenza centrale di circa 10-
Nel sistema a modulazioni successive, la situazione peggiore è nella formazione diretta del gruppo base rappresentata in Fig. XIX.4.1Oa: per traslare il canale 1 è necessario un filtro avente  rapporto fra larghezza di banda e frequenza centrale di circa 4*10-2 >>10-3 e quindi complessità del filtro è inferiore.




B)Struttura delle stazioni terminali

Il circuito a 2 fili bassa frequenza, che fa capo alla centrale e quindi all'utente, è connesso alla forchetta telefonica F; essa consente di passare da un circuìto a 2 fili ad uno a 4 fili, e quindi di impiegare dispositiva di modulazione e di amplificazione che sono unidirezionali.

La forchetta F1 connessa alla linea artificiale LA, fa passare segnale di bassa frequenza proveniente dall'abbonato al circuito di trasmissione TX segnale proveniente dall'altro terminale, tramite il circuito RX e la stessa forchetta, inviato al circuito in bassa frequenza dell'abbonato stesso.

Si consideri il lato trasmissione TX. Esso è costituito da un attenuatore Variabile che Att1, che consente di regolare l'ampiezza del segnale proveniente dalla forchetta; in questo modo sì ottiene che, all'ingresso del modulatore Mod, il segnale abbia il livello desiderato. Il blocco successivo è il modulatore di canale Mod, cui è applicata la frequenza portante tramite il generatore Gen; comunemente non esiste un generatore per canale, ma le diverse portanti che servono i canali sono ottenute mediante un unico generatore.

Il filtro passa banda F1consente di estrarre la banda desiderata dal seg modulato, come si è vìsto al precedente Par. A. All’uscita del filtro F1 è connessa circuito alta frequenza AF, cui sono collegate, in parallelo, le uscite dei filtri relativi a altri canali del sistema. Nel circuito AF la banda base ottenuta è amplificata, può essere ulteriormente modulata secondo quanto visto al Par. A, ed infine è inviata in linea.

Si consideri ora il lato ricezione RX. Il segnale proviene dal circuito alta frequenza AF, in cui è amplificato ed eventualmente demodulato. Nel circuito AF sono inseriti, inoltre,attenuatore ed un equalizzatore: l'attenuatore consente di regolare il livello di esso del lato ricezione RX in modo che abbia il valore desiderato, indipendentente dalla lunghezza della linea; l'equalizzatore attenua in modo diverso le frequenze gamma, così da compensare le diverse attenuazioni che subiscono le varie frequenze in linea.

Il primo blocco che incontra il segnale nel terminale del canale di Fig. XIX.4.13 è il filtro di canale F2; esso è un filtro passa banda, che lascia passare le frequenze relative al canale considerato. Il segnale ottenuto è applicato al demodulatore Dem, che ha la funzione di estrarre la banda in bassa frequenza dal segnale modulato; esso utilizza la portante dello stesso generatore usato in trasmissione. Il successivo filtro F3 è un passa basso, inserito per eliminare frequenze indesiderate che possono essere o ridotte nell'operazione di demodulazione o inviate, fuori banda, per segnalazione. L'amplificatore Amp e l'attenuatore Att2 hanno lo scopo di regolare il livello del segnale audio demodulato; comunemente l'amplificatore è a guadagno fisso e le variazioni di livello sono ottenute agendo sull'attenuatore, che ha attenuazione variabile. Dall'attenuatore Att2 il segnale è inviato alla forchetta F, da cui passa al circuito a 2 fili BF e quindi alla centrale e all'abbonato.

Lo schema semplificato di Fig. XIX.4.13 non comprende i circuiti relativi alle segnalazioni ed i sistemi di compressione ed espansione di dinamica.

EVOLUZIONE DEL TELEFONO

Negli ultimi 50 anni la tecnologia telefonica ha fatto un enorme cambiamento, non solo dal punto di vista degli apparecchi telefonici ma anche degli impianti di commutazione (infatti si è passati da impianti telefonici e di commutazione manuale sostituiti dagli elettromeccanici, agli ultimi digitali ).A mio giudizio l'argomento più importante comunque è rappresentato dalle nuove tecnologie che sono nate grazie all'invenzione del telefono.Per questo motivo ho classificato queste tecnologie rispetto al

mezzo trasmissivo
o
canale trasmissivo

LA TELEFONIA CELLULARE

Nei primi anni ’80, in Europa, vi fu una rapida crescita delle comunicazioni radio con un aumento giornaliero di utenti che causò problemi non in-differenti; problemi aggravati dalla proliferazione di tecnologie diverse e dalla mancanza di un ente centrale che ne coordinasse la crescita. La maggior parte delle tecnologie esistenti operava a frequenze diverse ed era di tipo analogico. Ci si rese conto che tali reti sarebbero giunte ben presto alla saturazione per quanto riguardava la capacità di gestione degli utenti, che a causa dell’incompatibilità delle tecnologia non vi era possibilità di mobilità al di fuori dei confini nazionali e le infrastrutture e le apparecchiature avevano costi elevati che ne limitavano la grande diffusione.

Negli Stati Uniti, al contrario si era deciso di adottare la sola tecnologia AMPS (Advanced Mobile Phone Service) che consentiva la mobilità degli utenti in quasi tutta la nazione con apparecchi portatili meno costosi.

Al fine di poter avere i vantaggi derivanti dall’utilizzo di una sola tecnologia la CEPT (Conférence Européenne des Postes et des Télecommunications) creò un gruppo di studio GSM (Groupe Speciàl Mobile) con lo scopo di studiare e sviluppare uno standard comune per la fu-tura rete cellulare europea.

 

Il sistema proposto doveva rispettare dei precisi criteri:

- assicurare una buona qualità di conversazione

- bassi costi per i terminali e per la gestione del servizio

- supporto per il roaming internazionale

- supporto per terminali palmari

- supporto per un’ampia gamma di servizi

- compatibilità con il sistema digitale ISDN

- garantire un alto grado di sicurezza e riservatezza nelle comunicazioni

 

Il gruppo decise di assegnare per il sistema due blocchi di frequenze nella banda 900 MHz (890-915 e 935-960) e decise di utilizzare la tecnologia digitale. Il Regno Unito chiese in seguito una versione di GSM che fosse in grado di operare nella banda di 1800 MHz. Tale richiesta prese il nome di DCS 1800 (Digital Cellular System 1800 MHz) ed era inizialmente utilizzata in aree urbane ad alta densità.

 

Un sistema cellulare basato sulla tecnologia digitale offre numerosi vantaggi:

-       consente di utilizzare una frequenza per servire più utenti tramite l’utilizzo di tecniche TDM (Time Division Multiplexing)

-       ha una maggiore capacità sia per quanto sopra detto, sia perché sono meno sensibili a rumore ed interferenze e quindi consentono di ridurre le dimen-sioni delle celle, aumentando il numero di utenti che possono essere serviti contemporaneamente.



-       consentono un alto grado di riservatezza, in quanto le informazioni tra-smesse possono essere cifrate dall’apparato utente.

-       consentono un elevato grado di sicurezza in quando l’identità dell’apparato che chiede l’accesso alla rete può essere controllata tramite l’applicazione di un opportuno algoritmo e di una chiave di autenticazione segreta.

-       consente di effettuare trasmissione dati.

Nel 1987 si arrivò alla stesura di un documento di intesa MoU (Memo-randum of Understanding) con cui si garantiva l’uniformità dei prodotti GSM.

Nel 1989 la responsabilità del gruppo GSM venne trasferita all ETSI (European Telecommunication Standards Institute)    ed in quella sede venne rinominato l’acronimo GSM (Global System for Mobile Comunication).

Nel 1990 venne pubblicata la prima parte delle specifiche relative ai servizi base essenziali e ad alcuni servizi supplementari (PHASE 1) e nel 1991 venne commercializzato il servizio per la prima volta. Nel 1993 si passò alla seconda fase (PHASE 2) in cui vennero integrati i servizi base e supplementari.

 

SERVIZI DEL SISTEMA GSM

ARCHITETTURA DEL SISTEMA GSM

INTERFACCIAMENTO ELETTRICO E CONTATTI

LE INTERFACCIE GSM

EVOLUZIONE DELLE FUNZIONI DEL CELLULARE

UMTS:UNO STANDARD MONDIALE

COMPUTER TELEFONY INTEGRETION

INTEGRAZIONE INTERNET/TELEFONIA WIRELESS

GSM – WAP – GPRS - UMTS

GPRS - UMTS

SERVIZI DI UN SISTEMA GSM 

Come detto in precedenza il gruppo GSM fu fortemente influenzato dai servizi di comunicazione forniti su linee ISDN, ma mentre queste possono ge-stire comunicazioni vocali a 64 Kbps come servizio base, i sistemi GSM non hanno la possibilità di raggiungere queste velocità per via delle limitazioni im-poste dall’interfaccia aria.

I servizi base di un sistema GSM possono essere suddivisi in due catego-rie principali:

-       servizi portanti: sono servizi di trasporto in base ai quali gli utenti GSM possono ricevere ed inviare dati a velocità fino a 9600 bps con utenti di reti telefoniche fisse (PSTN), ISDN, reti a commutazione di pacchetto, o basate su diversi metodi di accesso o protocolli come X25 X32.

-       Non viene richiesto, allo scopo, un modem in quanto la rete GSM è digitale.

-       teleservizi: sono tutti quei servizi che forniscono all’utente le capacità ne-cessarie per comunicare con un altro utente. Tra questi ricordiamo, le chia-mate di emergenze e gli SMS (Short Message Service) che consentono di ricevere e trasmettere brevi messaggi (fino a 160 byte) alfanumerici.

-       Tutti i messaggi vanno indirizzati o provengono da un centro di servizio che agisce come un centro di “accumulo – inoltro” ed è funzionalmente separato dalla rete GSM.

-       Vi sono, inoltre i messaggi di cell broadcast, che consistono nell’invio ci-clico, da parte della rete GSM di particolari messaggi che informano sul traffico, su bollettini meteorologici, su notizie finanziarie etc.

-       servizi supplementari: per la fase 1 e fase 2 ricordiamo, trasferimento di chiamata, blocco delle chiamate entranti o uscenti, identificazione del chiamante, inibizione dell'identificativo, l'avviso di chiamata, gruppo chiuso di utenti, indicazione di addebito, multiparty, etc.

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