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Tesina di Sedimentologia: “La crisi erosiva delle spiagge italiane”




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Tesina di Sedimentologia: “La crisi erosiva delle spiagge italiane”


ISTITUTO UNIVERSITARIO NAVALE Facoltà di Scienze Nautiche C.d.L. in Scienze



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ISTITUTO UNIVERSITARIO NAVALE

Facoltà di Scienze Nautiche



C.d.L. in Scienze Ambientali

-Indirizzo Marino-

Tesina di Sedimentologia :

“La crisi erosiva delle spiagge italiane”

 

 

 

 

 

 

 

Indice

 

1- Introduzione

2- Fattori che regolano gli spostamenti della linea di riva :

·    processi naturali

·    interventi antropici

3- Il problema dell’ erosione dei litorali

4- La difesa dei litorali

5- Conclusioni

Par 1 : Introduzione

La spiaggia è una entità fisica in evoluzione , regolata da un equilibrio dinamico tra materiale clastico a disposizione e sua distribuzione ad opera delle correnti generate dal moto ondoso.

I materiali provengono dal continente attraverso i corsi d’acqua e, in misura minore , dall’ erosione di falesie o di spiagge contigue ; possono invece essere allontanati :

·    per deflazione , originando i cordoni dunari litoranei cui il mare può attingere nei periodi di maggiore dinamismo

·    per il trasporto da correnti di compensazione dirette verso il largo oltre le linee di frangente duranti le mareggiate

·    per la cattura da parte di canyon sottomarini che si trovano in prossimità della costa.

In termini di bilancio , se la quantità di materiale che perviene alla spiaggia è maggiore di quello che se ne allontana si avranno fenomeni rispettivamente di protendimento o arretramento ; se la quantità è pari vi sarà stabilità.

Par 2 : Fattori che regolano gli spostamenti della linea di riva :

 

2.1 : Processi naturali

Le variazioni nelle posizioni relative delle terre emerse e delle masse marine sono state, nei tempi geologici , determinate da processi naturali i quali si svolgono in tempi molto lunghi, sono di difficile quantificazione ed estranei all’ azione umana nonché alla possibilità di essere da essa regolati :

·    fenomeni orogenetici ed epirogenetici (movimenti di dislocazione delle crosta in senso sia verticale che orizzontale)

·    fenomeni isostatici ( spinta isostatica verso l’alto di zolle continentali un tempo ricoperte da ghiacci , per effetto della deglaciazione)

·    abbassamento del suolo per subsidenza ( per il costipamento  dei sedimenti o per movimenti di tipo tettonico)

·    fenomeni eustatici (contrazione ed espansione delle masse glaciali con conseguenti variazioni del livello del mare )

·    dislocazioni di tipo tettonico ( vulcanismo )

In tempi storici - ultimi 20-25 secoli - gli spostamenti della linea di riva sono stati governati da due processi antagonistici :

eustatismo ( cui localmente si aggiunge la subsidenza ) , che dà luogo ad un effetto ingressivo del mare , e alluvionamento fluviale  , che innesca invece un trend regressivo ( del mare ) , arricchendo di sedimenti i litorali.

La conformazione planimetrica della linea di riva è il risultato dell’ equilibrio dinamico tra processi naturali :

da un lato  il processo alluvionale tende ad accumulare sedimenti alle foci sviluppando strutture di varia forma  (promontori, barre ) ; dall’ alto l’ azione del moto ondoso tende a spianare tali strutture spostando i materiali nei tratti di litorale introflessi.

Occorre evidenziare che i fenomeni di subsidenza ed eustatismo non hanno registrato , negli ultimi 2 millenni, sensibili mutamenti di ritmi e regimi in quanto processi di lungo periodo ; quanto al moto ondoso , è un aspetto del regime meteo-marino che è funzione di parametri invariabili come la circolazione generale della atmosfera e la conformazione dei bacini.

Da ciò si evince che l’unico processo che sia esplicato in maniera incostante e che quindi , prevaricando o meno sui processi antagonisti  , abbia determinato l’ evoluzione delle coste basse , è quello alluvionale.

 

 

 

 

Par 2.2 : Interventi antropici

In epoca storica l’ intervento antropico sul territorio si è generalmente risolto in un aumento dell’ input sedimentario dei corsi d’ acqua  e nella conseguente progradazione delle spiagge.

Il disboscamento delle aree collinari ( iniziato molti secoli prima del periodo romano e attuato in modo massiccio nel Medioevo  e fino agli inizi del XIX secolo), l’ arginatura

dei fiumi ( attuata già dai Romani e successivamente accompagnata dalla loro rettificazione) sono interventi che hanno aumentato la portata solida dei fiumi alla foce  e permesso  lo sviluppo di ampie spiagge rappresentate sulla cartografia di fine ‘800.

Ma alla fine della prima metà del secolo scorso la necessità di coltivare nuove terre , unitamente a quella di sconfiggere la malaria  , ha portato al recupero delle aree palustri , abbondanti lungo le coste basse , mediante interventi di bonifica effettuati deviando i corsi d’ acqua nelle casse colmata dove venne deposta per decenni la maggior parte del carico fluviale.

Gli effetti negativi di questi interventi furono evidenti  quando le spiagge laterali alle foci iniziarono quel processo erosivo che le interessa tuttora.

Par 3 : Il problema dell’ erosione dei litorali

Infatti nel più recente periodo ( ultimi 60-90 anni circa ) si è registrata una inversione di tendenza , quindi un sensibile e brusco decremento del processo alluvionale che si è tradotto in un sostanziale arretramento della linea di costa .

Esiste oggi sufficiente documentazione per valutare , tratto per tratto , l’ entità di questo fenomeno.

TRATTI DI SPIAGGIA IN :

avanzamento

arretramento

stabili

Liguria

3

24

73

Toscana

16

43

41

Lazio

4

56

40



Campania

--

20

80

Sicilia

11

14

75

Basilicata

--

100

--

Molise

--

76

24

Abruzzo

2

51

47

Marche

4

38

58

Emilia-Romagna

12

40

48

Veneto

9

42

49

Friuli

--

3

97

Calabria

2

81

17

I valori sono espressi in percentuali ( % )

( Da uno studio condotto da Consigli Nazionale delle Ricerche C.N.R. )

E’ iniziato nei decenni attorno al 1900 , e si è in gran parte concluso negli anni ’70 , un fenomeno di depopolamento delle aree collinari  e montane , che ha portato a forte riduzione degli spazi arativi ed agricoli in genere, ha ricostituito in vaste aree una copertura vegetale permanente , ha incoraggiato la riforestazione artificiale.

L’ erosione dei versanti è stata contenuta , specie negli anni ’30 con un ‘ ampia gamma di opere : briglie , difese di sponde , scoline , canalette , cementazione dei versanti , gabbionate . ( Fabbri , 1988 )

In numerosi bacini , acqua e sedimenti sono stati bloccati dalla costruzione di invasi artificiali per scopo energetico e/o irriguo , iniziata negli anni ’30.

Al sensibilissimo aumento della domanda di materiale da costruzione ( Ghiaia , sabbia e granisello ) nel secondo dopoguerra si è risposto con l’ estrazione di questo materiali dagli alvei fluviali.

Si stima che in quasi tutti i fiumi italiani sono stati estratti fra gli anni ’50 e ’70 , volumi di gran lunga superiori al trasporto solido del fiumi stessi.

( Bodensan e Dal Cin , 1975 ) & ( Cocco et al. , 1978 )

Ciò ha determinato , tra l’altro , un notevole abbassamento dell’ alveo e gravi problemi di stabilità dei ponti .

Anche dopo l’interruzione delle escavazioni , decisa da quasi tutte le Regioni italiane , i fiumi  non hanno ristabilito l’ input  sedimentario precedente , dovendo prima riportare i loro alvei alle condizioni preesistenti.

Fra le cause dell’ erosione del litorale le più evidenti , perché più prossime fisicamente e sistemicamente alle spiagge erose , sono le opere realizzate proprio sulle coste .

Nono solo i porti e i pennelli di foce dei fiumi , costruiti per tutt’altra ragione , ma anche alcune strutture poste allo scopo di difendere un certo tratto del litorale possono innescare l’ erosione delle spiagge lomitrofe, determinando una diversa distribuzione delle sabbie del litorale.

Nel primo caso o il trasporto lungo costa è interrotto ostacolato da opere perpendicolari (porti e pennelli) , o le opere costruite determinano una diversa distribuzione dell’energia del moto ondoso che insiste sulla costa.

Porti che hanno determinato una forte espansione della spiaggia sopraflutto sono presenti lungo tutto il litorale italiano ed hanno imposto imponenti difese costiere che ancora oggi rendono non fruibili ampi tratti di spiaggia sia nel Tirreno che nell’ Adriatico.

In altri casi opere portuali sui limiti di unità fisiografiche hanno determinato una diversa distribuzione dell’energia del moto ondoso con conseguenti erosioni ed avanzamenti della linea di riva, come è avvenuto ad esempio a seguito della costruzione del porto di Cala Galera ( Bartolini et al. ,1977) , di quello di Marina di Campo ( Pranzini , 1985).

La riduzione globale di sabbia in un’ unità fisiografica è determinata , in genere , da opere che spostano il flusso detritico sui fondali di maggiore profondità , dei quali solo una piccola porzione riesce a riguadagnare la spiaggia.

Questo può essere causato, non solo da lunghe opere perpendicolari alla riva , ma anche da opere parallele altamente riflettenti come i moli foranei di alcuni porti ad anche imponenti difese aderenti e parallele.

Par 4 : La difesa dei litorali

Abbiamo visto che l’erosione delle spiagge è per lo più causata dalla riduzione dell’input sedimentario dei fiumi ; tuttavia non è pensabile che essi riacquisiscano  , nonostante alcune misure adottate per ristabilire il trasporto solido , quella capacità di apporto che aveva determinato l’espansione delle spiagge nei secoli passati .

La soluzione al problema non va , dunque , cercata da dove la causa trae origine , cioè all’interno dei bacini idrografici , ma da misure finalizzate a ridurre l’ energia del moto ondoso incidente sulla costa o la dispersione del materiale verso il largo :

·     Difese aderenti : opere posizionate a terra per la protezione di costruzione presenti in prossimità della linea di riva o per difendere l’entroterra da inondazioni marine conseguenti a mareggiate .

·     Difese parallele distaccate dalla riva : sono le difese più diffuse sulle coste italiane , realizzate in genere con scogliere  ad asse principale parallelo  o poco inclinato rispetto alla linea di riva , poste tra di loro ad una distanza tale da consentire il ricambio d’acqua nella zona protetta.

·     La funzione di un sistema a barriere parallele è quella di provocare una dissipazione dell’ energia del moto ondoso favorendo così i processi di sedimentazione con conseguente aumento della superficie della spiaggia.

·     Pennelli ortogonali alla riva : strutture che arrestano in parte o completamente il trasporto litoraneo.

·     Molto diffusi in Italia e nel mondo , risultano però insufficienti su quei tratti di spiaggia interessati da una dinamica trasversale.

·     Setti sommersi : scogli o sacchi di sabbia , hanno effetto simile a quello dei pennelli nell’ intercettazione dei materiali in transito lungo la riva, ma , e differenza di essi  , non causano un’evidente deviazione del flusso detritico verso il largo , infatti una volta che il setto ha causato l’innalzamento del profilo delle spiagge nell’area sopraflutto , i sedimenti fluiscono nelle spiagge sottoflutto scavalcando la struttura. Per questo il loro uso ha spesso risolto con successo i problemi derivanti dall’uso dei pennelli ( spiagge laziali , litorali di Cecina ).

·     Ripascimento artificiale : rifornimento di una spiaggia con sedimenti trsportati con mezzi meccanici sia da terra che da mare.

Sul piano normativo , la legge sulla difesa del suolo ( n° 183 del 1989 ) trasferisce le competenze in materia di difesa del litorale alle Regioni  , per cui è auspicabile che organi più snelli e decentrati promuovano interventi supportati da una azione di monitoraggio continua  sistematica che ne permetta la migliore pianificazione e realizzazione.

Par 5 : Conclusioni

In realtà il bilancio dello Stato attuale delle coste italiane  appare meno drammatico di quanto sia evidenziato da più parti .

Per il futuro , infatti , può addirittura prevedersi un aumento degli apporti sedimentari o almeno una non diminuzione . ( P. Fabbri , 1988 )

Ciò sulla base di alcune considerazione :

·     per le varie opere di sistemazione montana si va verso una maggiore stabilizzazione dei dissesti ed una conseguente diminuzione dell’effetto frenante.

·     per quanto riguarda gli invasi , il loro effetto di ritenuta va attenuandosi sia perché molti di essi sono colmi di sedimenti e necessitano di periodici espurghi , sia perché se ne costruiscono molto meno a scopi energetici ( le soluzioni del petrolio e del carbone tornano a prospettarsi più economiche come fonti di energia elettrica).

·     infine si riscontra una maggiore sensibilità tesa a limitare le attività di estrazione in alveo.

Bibliografia essenziale

P. Aminti ed E. Pranzini , 1993 “La difesa dei litorali in Italia”

E. Cocco , 1992 “ L’ erosione delle coste mediterranee”

P. Fabbri , 1988  “ Rapporto  sul problema dell’erosione costiera in Italia”

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