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Rumore




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RUMORE



1 INTRODUZIONE

Il rumore è definito come un suono non desiderato e disturbante avente le seguenti proprietà fisiche:

-    frequenza: numero di vibrazioni complete nell’unità di tempo misurate in Hertz;

-    periodo : definito come il tempo necessario per un ciclo completo

-    velocità di propagazione: dipende dalla natura del mezzo e dalla temperatura;

-    lunghezza d’onda: distanza percorsa nell’atmosfera da un’onda in un periodo;

-    potenza  sonora  di  una  sorgente:  energia  sonora  totale  irradiata  dalla  sorgenta nell’unità di tempo;

Nell’ambito delle grandezze sonore, oltre ai parametri oggettivi, cioè misurabili fisicamente con uno strumento, occorre mettere in conto le grandezze di tipo soggettivo, cioè legate ai meccanismi fisiologici della percezione uditiva.

In particolare interessa valutare, a partire dal livello sonoro oggettivo, il livello soggettivo corrispondente.

Quando si considerano grandezze di tipo soggettivo occorre fare riferimento all’ascoltatore medio, determinato su base statistica su un campione di popolazione giovane e priva di difetti uditivi.

L’insieme dei suoni percepibili dall’orecchio umano è racchiuso in un’ampia area dell’audiogramma normale delimitata dalle soglie di udibilità e del dolore.

Al fine di valutare la sensazione derivante da un rumore  viene utilizzato un misuratore del livello di pressione sonora, il fonometro. In tale strumento la pressione sonora viene trasformata in un segnale elettrico, che subisce una pesatura opportuna. Nelle pesature di livello sonoro sono incluse 4 curve di ponderazione A, B, C, D. La curva di peso A è quella più utilizzata per la valutazione del disturbo e del danno derivanti dall’esposizione al rumore.


2 NORMATIVA COMUNITARIA DI RIFERIMENTO PER L’INQUINAMENTO ACUSTICO..

Nell'ambito della lotta all'inquinamento acustico, l'Unione europea definisce un approccio comune per evitare, prevenire o ridurre, secondo le rispettive priorità, gli effetti nocivi dell'esposizione al rumore ambientale. L'approccio si fonda sulla determinazione dell'esposizione al rumore ambientale mediante la mappatura acustica realizzata sulla base di metodi comuni, sull'informazione del pubblico e sull'attuazione di piani di azione a livello locale. Questa direttiva fornisce anche una base per lo sviluppo di misure comunitarie relative alle principali sorgenti di rumore.

Direttiva  2002/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale mira a combattere il rumore cui sono esposte le persone nelle zone edificate, nei parchi pubblici o in altre zone silenziose degli agglomerati, nelle zone silenziose in aperta campagna, nei pressi delle scuole, degli ospedali e di altri edifici e zone particolarmente sensibili al rumore. Non si applica al rumore generato dalla persona esposta stessa, dalle attività domestiche o dal vicinato, al rumore sul posto di lavoro o a bordo dei mezzi di trasporto o dovuto ad attività militari svolte nelle zone militari. In tale direttiva vengono definiti i descrittori acustici, che devono essere utilizzati, ed i loro metodi di determinazione.

Una mappa acustica strategica permette la determinazione globale dell'esposizione al rumore in una zona esposta a varie sorgenti di rumore e la definizione di previsioni generali per questa zona. Le mappe strategiche devono rispondere ai requisiti minimi descritti all'allegato IV della direttiva. Gli Stati membri devono rendere pubbliche le informazioni relative alle autorità e agli enti responsabili dell'elaborazione e, se del caso, dell'adozione delle mappe acustiche strategiche. Ogni  5 anni, gli Stati membri devono notificare alla Commissione gli assi stradali principali su cui transitano più di 6 milioni di veicoli l'anno, gli assi ferroviari principali su cui transitano più di 60 000 convogli l'anno, gli aeroporti principali e gli agglomerati urbani con più di 250 000 abitanti situati nel loro territorio. Entro il 30 giugno

2007 al più tardi, devono essere elaborate e adottate mappe acustiche strategiche relative al precedente anno solare delle infrastrutture e degli agglomerati sopra citati.

I piani di azione mirano a gestire i problemi di inquinamento acustico e i relativi effetti, compresa, se necessario, la sua riduzione. Le misure dei piani di azione sono lasciate a


discrezione delle autorità competenti, ma devono corrispondere alle priorità che possono derivare dal superamento dei valori limite pertinenti o di altri criteri scelti dagli Stati membri e  sono  applicate  in  particolare  alle  zone  più  importanti  determinate  dalla  mappatura strategica. Entro il 18 luglio 2008, devono essere elaborati i piani di azione per gli assi stradali principali su cui transitano più di 6 milioni di veicoli l'anno, gli assi ferroviari principali su cui transitano più di 60 000 convogli l'anno, gli aeroporti principali e gli agglomerati urbani con più di 250 000 abitanti.  Entro il 18 luglio 2013 si devono stabilire piani di azione per tutti i grandi agglomerati e gli aeroporti, gli assi stradali e ferroviari principali. I piani di azione sono rielaborati ogniqualvolta sviluppi sostanziali si ripercuotono sulla situazione acustica esistente e, in ogni caso, ogni cinque anni.



Gli Stati membri devono provvedere affinché sia realizzata una consultazione pubblica e i suoi risultati siano esaminati, prima dell'adozione dei piani d'azione. Inoltre devono provvedere affinché le mappe acustiche strategiche e i piani di azione siano resi accessibili al pubblico conformemente agli allegati IV e V della direttiva 2002/49/CE e alle disposizioni della direttiva concernente la libertà di accesso all'informazione in materia di ambiente.

Il 10 marzo 2004 la Commissione ha presentato una relazione al Consiglio e al Parlamento sulle misure comunitarie esistenti relative alle sorgenti di rumore nell'ambiente. Gli Stati membri raccolgono le mappe acustiche e i piani di azione e trasmettono alla Commissione l'informazione contenuta nelle mappe acustiche e una sintesi dei piani di azione. Ogni cinque anni la Commissione deve pubblicare una relazione di sintesi dei dati relativi alle mappe acustiche e ai piani di azione. La prima relazione sarà presentata il 18 luglio 2009. Entro il

18 luglio 2009, la Commissione deve presentare al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'attuazione della presente direttiva. La relazione deve individuare la necessità di ulteriori azioni comunitarie in materia di rumore ambientale e, se necessario, deve proporre strategie per attuarle.

3         NORMATIVA   NAZIONALE   DI   RIFERIMENTO   PER   L’INQUINAMENTO ACUSTICO

In Italia la normativa di riferimento risale al Decreto Presidenziale del Consiglio dei Ministri del 1/03/1991 all’interno del quale vengono definite sei classi acustiche a cui corrispondono i valori di immissione massimi sia diurni che notturni.


In seguito al DPCM del 1/03/1991 viene affiacato la legge quadro n.447 del 1995 dove viene introdotto l'obbligo di una zonizzazione del territorio con la divisione in classi acustiche, con lo scopo primario di prevenzione e risanamento dall’inquinamento acustico. Tocca all’ Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) il compito di un coordinamento nazionale per la zonizzazione del territorio.

Ai comuni viene dato l'obbligo di attuare la classificazione in zone acustiche del proprio territorio definendo i limiti di accettabilità in funzione della destinazione d'uso dello stesso. La legge 447/95, all'art. 7, prevede che la Giunta Comunale debba presentare al Consiglio Comunale una relazione biennale sullo stato acustico della città; il Consiglio, una volta approvata la relazione, la trasmette alla Regione e alla Provincia. Nel caso di superamento dei valori di attenzione, ovvero quel valore che fa scattare l’allarme di un potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente, i comuni devono provvedere all'adozione di piani di risanamento acustico

I piani di risanamento acustico devono contenere l'individuazione della tipologia e l'entità dei rumori presenti, devono specificare i soggetti a cui compete l'intervento, le priorità, le modalità e i tempi per il risanamento, deve essere presente anche una stima degli oneri finanziari, le eventuali misure cautelari a carattere d'urgenza.

Mentre la legge 447/95, all'art. 2, riporta le definizioni di valori limite di emissione, valori limiti di immissione, valori di attenzione e valori di qualità, con il successivo DPCM del 14 novembre 1997 vengono fissati i valori limite e di qualità riferiti alle classi di destinazione d'uso del territorio.


4  RIEPILOGO NORMATIVA DI RIFERIMENTO

L’insieme delle normative comunitarie e nazionali che regolano la gestione dell’inquinamento acustico sono riassunte nella tabella seguente:

NORMATIVA COMUNITARIA

NORMATIVA NAZIONALE

DPCM 1/03/1991

Legge Quadro n°447 del 1995

Direttiva CEE 2004/49


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