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Rifiuti




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RIFIUTI 1 INTRODUZIONE I rifiuti possono essere definiti come sostanze o



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RIFIUTI

1 INTRODUZIONE



I rifiuti possono essere definiti come sostanze o  oggetti che derivano da attività umane o da cicli naturali, di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi. I rifiuti vengono classificati secondo l’origine, in rifiuti urbani e rifiuti speciali, e, secondo le caratteristiche in rifiuti pericolosi e non pericolosi:

    I rifiuti urbani sono rifiuti domestici ed ingombranti. Sapere qual è la composizione dei rifiuti urbani permette di programmare meglio la gestione, quindi lo smaltimento e il riciclaggio.

    I rifiuti speciali sono in generale  i rifiuti da lavorazione industriale quelli provenienti da attività commerciali e quelli derivanti dallattività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti da trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi, i rifiuti derivanti da attività sanitarie, i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti e i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti.

    I rifiuti urbani pericolosi (RUP), i rifiuti urbani pericolosi sono costituiti da tutta quella serie di rifiuti che, pur avendo un’origine civile, contengono al loro interno un’elevata dose di sostanze pericolose e che quindi devono essere gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani “normali”. Tra i RUP, i principali sono i medicinali scaduti e le pile.

    I  rifiuti  speciali  pericolosi  sono  quelli  provenienti  da  raffinazione  del  petrolio,  da processi chimici, dall’industria fotografica, dall’industria metallurgica, oli esauriti, solventi. I rifiuti speciali pericolosi sono quei rifiuti generati dalle attività produttive che contengono al loro interno un’elevata dose di sostanze inquinanti. Per questo motivo occorre renderli innocui, cioè trattarli in modo da ridurne drasticamente la pericolosità.

La gestione di un rifiuto può essere intesa come una serie di operazioni, fra loro coordinate, volte alla tutela ambientale ed al rispetto della normativa tecnica e legislativa vigente. Le operazioni che caratterizzano la gestione possono riguardare cinque fasi:

1.   Luogo di produzione;

2.   Conferimento al deposito temporaneo;


3.   Deposito temporaneo;

4.   Trasporto;

5.   Smaltimento.

Si dovranno definire con estrema precisione i seguenti aspetti operativi: Individuazione dei rifiuti da raccogliere in modo differenziato; Caratteristiche dei contenitori per la raccolta;

Locali ove dislocare i contenitori;

Ubicazione e numero dei contenitori nei vari locali

Informazioni  che  si  debbono  fornire  per  una  corretta  gestione  del  rifiuto  (manuali, segnaletica di pericolo, istruzioni comportamentali, sensibilizzazione, ecc..).


2 NORMATIVA NAZIONALE  DI RIFERIMENTO PER I RIFIUTI

In Italia la materia “rifiuti”è regolata dal D.L. 5 febbraio 1997 n. 22, detto anche Decreto Ronchi, dal nome del Ministro dell’Ambiente che lo ha proposto. Il decreto, più volte modificato, si prefigge lo scopo di migliorare la qualità dell’ambiente e tutelare la salute delle persone e classifica i rifiuti nelle quattro categorie. Aspetto principale di tale decreto è rappresentato dal Piano regionale di gestione dei rifiuti per gli Ambiti territoriali ottimali (ATO) che tutte le regioni devono predisporre. Le leggi in vigore fino a qualche tempo fa si preoccupavano prevalentemente del problema dello smaltimento dei rifiuti, senza porsi l’obiettivo del recupero, sia di materia che di energia.

La nuova normativa invece si preoccupa dell’intero problema della gestione dei rifiuti.. La politica Ambientale si pone come obiettivo prioritario la riduzione sia della quantità che della pericolosità dei rifiuti prodotti, sia del flusso dei rifiuti avviati allo smaltimento. A tal fine prevede e disciplina specifiche azioni per intervenire alla fonte nel processo produttivo e per agevolare ed incentivare nell'ordine il riciclaggio ed il recupero dei rifiuti prodotti. (Principio della  Prevenzione, riciclaggio e  Recupero). Infine i  rifiuti non  recuperati né recepiti devono essere smaltiti in condizioni di sicurezza, con una progressiva riduzione del flusso dei rifiuti avviati in discarica.

La Prevenzione richiede il controllo ed il miglioramento continuo delle prestazioni e dell'efficienza ambientale, a tal fine le imprese produttrici dovranno provvedere alla:

    introduzione di sistemi di gestione ambientale all'interno dei processi industriali e dei servizi (certificazioni ambientali);

    modificazione delle tecnologie di processo per ridurre l'inquinamento (eco-efficienza dei cicli di produzione e di consumo);

 miglioramento dei sistemi di abbattimento delle emissioni (aria, acqua, suolo);

 perseguimento dell'efficienza energetica e della riduzione della produzione dei rifiuti;

    innovazione ambientale di prodotto, oltre che di processo, attraverso il miglioramento delle prestazioni ambientali del prodotto e delle potenzialità di riutilizzo e recupero anche a fine vita.

Il Decreto Legislativo 22/97, dopo la prevenzione e la riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti, assegna un ruolo centrale alla Gestione Integrata dei Rifiuti, il rifiuto deve, quindi, essere gestito in modo da conseguire obiettivi di riciclaggio e di recupero e,




ridurre il flusso dei rifiuti avviati allo smaltimento. Per i rifiuti urbani la gestione integrata richiede la realizzazione di obiettivi minimi di raccolta differenziata e di riciclaggio e, in secondo luogo, la produzione e l'utilizzo di combustibile da rifiuto. Sotto il profilo organizzativo, inoltre, è necessario che in ciascun ambito territoriale i Comuni attivino adeguate forme di cooperazione e coordinamento per razionalizzare la gestione dei rifiuti. Per quanto riguarda i rifiuti speciali, le attività di riciclaggio e recupero sono favorite con apposite semplificazioni delle procedure amministrative di autorizzazione. Infine, sono stabiliti specifici obiettivi di recupero e riciclaggio dei rifiuti da imballaggio ed è dettata una specifica disciplina per la gestione di tali rifiuti.

Le strategie del RIUSO e del RECUPERO, in definitiva, si concentrano su due azioni:

    ottimizzazione dei sistemi di raccolta dei rifiuti urbani che dovranno risultare efficaci sotto il profilo tecnico, economico e ambientale.

 sviluppo del mercato del riuso e del recupero dei rifiuti.

Il D.lgs. n. 22/97, come noto, ha, tra l’altro, dettato i principi per una corretta gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, prevedendo in proposito l’attivazione di un vero e proprio sistema di gestione.

Nell’ambito  di  questo  complesso,  i  produttori  e  gli  utilizzatori  di  imballaggi  sono responsabili della corretta gestione ambientale:

    degli imballaggi che producono e usano;

    dei rifiuti di imballaggio che derivano dal consumo dei propri prodotti.

Hanno, inoltre, l’obbligo specifico di raggiungere i prefissati obiettivi di recupero e riciclaggio. Sono obblighi comuni:

    la responsabilità della corretta gestione ambientale degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio generati dal consumo dei rispettivi prodotti;

    l’obbligo della raccolta dei rifiuti di imballaggio primari (cioè gli imballaggi che avvolgono la singola unità di prodotto al consumo) e degli altri rifiuti di imballaggio, comunque, conferiti al servizio pubblico; a questo compito devono adempiere tramite il gestore del servizio stesso;

    l’obbligo di partecipare CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi).


Nella pratica, la responsabilità dei produttori e degli utilizzatori vengono assolte al meglio tramite la partecipazione al CONAI e, per i soli produttori, anche ai  consorzi di filiera. Com’è noto, il CONAI è il soggetto cui è affidato il compito di raggiungere gli obiettivi di recupero e  di  riciclo delle  confezioni usate,  raccordandosi con  i  servizi pubblici e  gli operatori del riciclaggio, con specifico riferimento agli imballaggi primari. Al CONAI, quindi, vanno obbligatoriamente conferiti gli imballaggi di carta e cartone, stante il disposto di cui agli att. 34 e segg. Del D.lgs. n. 22/1997.

Per  il  recupero degli imballaggi  secondari e  terziari, è  obbligatorio il  conferimento ai consorzi delle “filiere”.

Quanto al trasporto dei rifiuti da imballaggio all’interno di una stessa rete commerciale (cioè tra punti vendita e magazzini centrali appartenenti alla stessa impresa distributiva), può essere liberamente realizzato da mezzi aziendali.

Se gli automezzi sono di un’altra ditta, questa deve essere in possesso di iscrizione all’Albo nazionale delle imprese che effettuano la gestione dei rifiuti per la categoria 4.

Per quanto riguarda il sistema di tassazione, la tassa sui rifiuti solidi urbani, denominata TARSU, sta per essere accantonata in tutti i Comuni e sostituita dalla “tariffa” di cui al D.P.R. 27 aprile 1999, n. 158.

Il principio nuovo è che la tariffa non rappresenta più il corrispettivo del servizio svolto dal Comune, ma lo scopo essenziale è quello di coprire tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani, con l’obbligo di rispettare l’equivalenza che il D.P.R. n. 158/1999 indica al punto 1 dell’Allegato I.

La tariffa, pertanto, si compone di una parte fissa, determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio (riferite in particolare agli investimenti per le opere e ai relativi ammortamenti) e da una parte variabile, rapportata alla quantità dei rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione.

A livello territoriale, la tariffa è articolata con riferimento alle caratteristiche delle diverse zone del territorio comunale e, in particolare, alla loro destinazione a livello di pianificazione urbanistica e territoriale, alla densità abitativa, alla frequenza e alla qualità dei servizi da fornire, secondo modalità predeterminate dal Comune.

Nelle  more  dell'emanazione del  provvedimento interministeriale che  riguarda  la trasposizione dai codici CER di cui agli allegati al Decreto legislativo 22/97, ai codici del


nuovo elenco dei rifiuti, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ha emanato la direttiva 9 aprile 2002 recante 'Indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario n. 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo elenco dei rifiuti'.




La suddetta direttiva è finalizzata a fornire indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento della Commissione n. 2557/2001 sulle spedizioni dei rifiuti ed in relazione al nuovo Elenco dei rifiuti. Le indicazioni sono necessarie affinché ogni rifiuto fin dalla sua produzione ed in ogni successiva fase di gestione, incluso il trasporto, sia correttamente identificato con i codici del nuovo elenco dei rifiuti di cui alla decisione della Commissione

2000/532 modificata da ultimo con decisione 2001/573. Ciò in vista di una eventuale movimentazione dei rifiuti stessi soggetta al regolamento 2557/2001, la cui adozione ha effetti diretti sulla normativa vigente in materia di rifiuti:

    modifiche introdotte dalla normativa comunitaria al Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 22

 ed ai Decreti Ministeriali 141/98, 145/98, 148/98 e 219/2000.

La legge 21 dicembre 2001 n. 443, 'Delega al Governo in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed altri interventi per il rilancio delle attività produttive', ha   emanato  disposizioni  ai   soggetti  che  effettuano  la  gestione  dei   rifiuti,  la   cui classificazione è stata modificata dalla decisione 2000/532/CE del 3 maggio 2000 e successive modifiche, concernenti la presentazione agli enti competenti, entro il 10 febbraio

2002, della domanda di autorizzazione ai sensi dell'articolo 28 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni, o iscrizione ai sensi dell'articolo 30 del medesimo decreto legislativo, con l'indicazione dei nuovi codici per i quali si intende proseguire l'attività di gestione dei rifiuti. In tal modo è stato possibile proseguire l'attività fino all'emanazione o al rilascio delle relative autorizzazioni od iscrizioni.


3 NORMATIVA COMUNITARIA DI RIFERIMENTO PER I RIFIUTI

Con  l'emanazione  della  Decisione  della  Commissione  2000/532/CE,  successivamente modificata dalle decisioni 2001/118/CE e 2001/119/CE della Commissione e dalla decisione

2001/573/CE del Consiglio, sono state introdotte nuove disposizioni comunitarie in materia di classificazione dei rifiuti.

Le modifiche hanno principalmente interessato:

-    l'unificazione del Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER) con l'elenco dei rifiuti pericolosi con l'inserimento di nuovi codici;

-    l'introduzione del codice 'pericoloso' e codice 'non pericoloso' per il medesimo rifiuto, in funzione della concentrazione di sostanze pericolose;

-    l'introduzione di nuovi capitoli riferiti a processi produttivi non presenti nel precedente

'Catalogo';

-    l'introduzione di specifici capitoli in cui confluiscono 'gruppi di rifiuti' secondo il ciclo produttivo di provenienza.

Si riportano, di seguito, i riferimenti alle relative decisioni comunitarie:

    Decisione della Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000 (G.U.C.E. n. L 226 del

6/9/2000) che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco dei rifiuti

    Decisione 2001/118/CE della Commissione del 16 gennaio 2001 che modifica l'elenco dei rifiuti istituito dalla decisione 2000/532/CE (G.U.C.E. n. L 47 del 16/2/2001)

    Decisione  della  Commissione  2001/119/CE  del  22  gennaio  2001  che  modifica  la decisione 2000/532/CE che sostituisce la decisione 94/3/CE che istituisce un elenco dei rifiuti conformemente all'art. 1, lett. a) della direttiva 75/442/CEE del Consiglio relativa ai rifiuti e la decisione 94/904 del Consiglio che istituisce un elenco di rifiuti pericolosi ai sensi dell'art. 1, paragrafo 4, della direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi (G.U.C.E. n. L 47 del 16/2/2001)

    Decisione del Consiglio 2001/573/CE del 23 luglio 2001 che modifica l'elenco dei rifiuti contenuto nella decisione 2000/532/CE (G.U.C.E. n. L203 del 28/7/2001).


4 RIEPILOGO NORMATIVA DI RIFERIMENTO

L’insieme delle normative comunitarie e nazionali che regolano la gestione delle risorse idriche sono riassunte nella tabella seguente:

NORMATIVA COMUNITARIA

NARMATIVA NAZIONALE

D.P.R. n. 915 del 10/09/82 e successivi,

ABROGATO dal D.Lgs n. 22 del 05/02/97

DIR 75/442/CEE modificata dalla DIR 91/156/CEE Rifiuti

D. Lgs. n. 22 del 05/02/97 (Decreto Ronchi) e

successive modifiche:

D.Lgs n. 389 del 08/11/97 (Ronchi bis)

L. n.128 del 24/04/98 (Comunitaria 95-97) L. n. 426 del 09/12/98 (Ronchi ter)

L. n. 488 del 23/12/99 (Finanziaria 2000) L. n. 342 del 21/11/00 (collegato fiscale alla



finanziaria 2000)

L. n. 93 del 23/03/01 (Disposizioni in campo ambientale)

D.L. n. 286 del 16/07/2001 (proroga discariche e

POLIECO)

DIR 91/689/CEE Rifiuti pericolosi DIR 94/62/CE

Imballaggi e rifiuti di imballaggio

D.L. n. 452 del 28/12/2001 convertito nella L. n.

16 del 27/02/02

L. n. 448 del 28/12/01 (finanziaria 2002) D.L. n. 22 del 07/03/02 convertito nella L. n. 82

del 06/05/02

L. n. 39 del 01/03/02 (legge comunitaria 2001) L. n. 179 del 31/07/02 (collegato ambientale alla

finanziaria 2002)

D.L. n. 138 del 08/07/02 convertito nella L. n.

138 del 08/08/02

DIR 75/439/CEE modificata

dalla DIR 87/101/CEE Eliminazione degli oli usati

D. Lgs n. 95 del 27/01/92

DIR 90/667/CEE

Norme sanitarie per l’eliminazione, la trasformazione e limmissione sul mercato dei rifiuti di origine animale e la protezione dagli agenti patogeni degli alimenti per animali di origine animale o a base di pesce

D. Lgs. n. 508 del 14/12/92

DIR 91/157/CEE modificata

dalla DIR 93/86/CEE

Pile e accumulatori contenenti sostanze pericolose

Decreto n. 476 del 20/11/97

Regolamento recante norme in materia di pile e accumulatori contenenti sostanze pericolose

DIR 94/67/CEE Incenerimento dei rifiuti

In via di recepimento


pericolosi

DIR 96/59/CEE

Smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili

D. Lgs n. 209 del 22/05/99

DIR 99/31

Relativa alle discariche di rifiuti

In via di recepimento

DIR 2000/53/CE

Veicoli fuori uso

Da recepire entro il 2003

DIR 2000/59/CE

Impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico

Da recepire entro il 2003

DIR 2000/76

Incenerimento dei rifiuti

Da recepire entro il 2003

DECISIONE 2000/532 così come modificata dalle Decisioni

2001/118/CE, 2001/119/CE e

2001/573/CE Nuovo Catalogo Europeo

Direttiva del Ministero dell’Ambiente e della

Tutela del Territorio 09/04/02

Indicazioni per la corretta e piena applicazione del regolamento comunitario 2557/2001 sulle spedizioni di rifiuti ed in relazione al nuovo

elenco dei rifiuti


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