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Ergonomia




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Ergonomia


Ergonomia vuol dire far si che l’uomo sia posto al centro del suo ambiente di lavoro e che quindi il lavoro sia organizzato e programmato affinchè sia il più redditizio e il meno usurante possibile per quanto riguarda l’operatore. In odontoiatria di ergonomia c’è tanto, infatti c’è la gestione dello studio, c’è la gestione della propria persona, cioè trovare le corrette posizioni di lavoro, cercando di lavorare in modo ke ha 40 anni non abbiamo problemi fisici con la schiena o altro, bisogna far si ke i nostri mobili, il nostro riunito siano posti in maniera tale ke venga bene lavorare; l’ergonomia riguarda anke tutto il problema della disinfezione della nostre macchine e dei nostri riuniti, ke è molto importante perché nel nostro lavoro ci si sta poco a prendere delle malattie poiché siamo sempre a contatto con saliva, sangue, turbina ke spruzza e da vita a nebule miste con sangue, saliva, e ke ti arrivano in faccia e attraverso la congiuntiva può passare qualcosa; inoltre l’igiene è molto importante anke per il paziente, infatti è la prima cosa ke guardano appena arrivano al tuo studio, perché uno dei grandi crucci dei pazienti quando vanno negli studi è quello di prendersi qualche malattia. L’ergonomia riguarda anke le posizioni di lavoro, lo strumentario di lavoro.




La definizione propria di ergonomia è: “ scienza ke studia e progetta il lavoro umano”, quindi l’uomo al centro del proprio ambiente di lavoro. Come obiettivi si pone quello di aumentare la produzione, aumentare la qualità del proprio lavoro sia per il paziente ke per noi, e migliorare le condizioni di lavoro dell’operatore stesso.

Tra i principi operativi dell’economia abbiamo la standardizzazione della grossa e della piccola strumentazione. Nella grossa strumentazione abbiamo il riunito, gli eventuali laser, e quindi tutta la strumentazione più grande, mentre per piccola strumentazione intendiamo specchietti, specilli, manipolo di micromotore, ecc…

Bisogna ridurre al minimo il tempo delle prestazioni e il dispendio di energie. Per ottenere questi risultati ad esempio molto importante è l’utilizzo di trays, cioè vassoietti di plastica dove possono essere poggiati gli strumenti ke ci servono e quindi se sappiamo ke alle 15 abbiamo un’endodonzia, alle 16 una seconda classe e alle 17 uno scaling possiamo dire alla nostra assistente di andare allo studio un po’ prima e preparare il trays per l’endodonzia con quello e ovviamente gli diremo di mettere secondo le nostre abitudini, quello per la conservativa e quello per la parodontologia, così poi quando c’è il passaggio da un paziente ad un altro a quel punto abbiamo una grossa riduzione dei tempi. Altra cosa ancora più importante e ke riguarda la nostra salute è il problema della postura per avere meno problemi possibili con la schiena; ci sono infatti delle procedure ke rispetto ad altre sono più usuranti, infatti l’odontoiatria è una delle professioni più logoranti, e all’interno dell’odontoiatria le branche peggiori in assoluto sono quelle ke ti costringono ad una posizione fissa e prolungata come l’endodonzia, perché spesso per fare una terapia endodontica stai per un tempo x fermo in una posizione, ancora peggio se usi microscopio o altri ingrandimenti. Quando parliamo di postura parliamo di tante cose, parliamo della posizione del nostro busto, delle nostre mani, dei nostri gomiti, delle nostre spalle, rispetto ad una certa procedura; ad esempio quando dobbiamo fare delle estrazioni, la leva funziona con un certo principio, e cioè solo se è di secondo genere, quindi quando il braccio della potenza è maggiore del braccio della resistenza, e quindi se noi utilizziamo la leva e poi la pinza, e mettiamo il paziente in una certa posizione e ci mettiamo con il gomito inclinato in su verso la bocca del paziente, ecco ke questa è la posizione in cui facciamo il massimo sforzo e minima forza, infatti quando si fa una estrazione e si usano leva e pinza il gomito deve essere parallelo al pavimento, e in questa posizione sfruttiamo al massimo le nostre forze, e applicando questi parametri cambia la qualità del nostro lavoro, infatti un conto è fare dei movimenti molto controllati, lenti ed equilibrati e  tutt’altro è invece quando iniziamo ad arraffare, infatti il paziente non gradisce questo perché soprattutto quando si fanno soprattutto le procedure chirurgiche ci vuole massimo controllo e minimo movimento. Capita spesso di avere l’assistente ke volendosi applicare prende l’aspiratore e inizia a muoversi qua e là nella bocca del paziente e questo è un problema perché già è in tensione e in più si sente quest’aspiratore prima in un punto, poi in un altro e poi in un altro ancora e si agita ancora di più.

Altro aspetto pure molto importante è la progettazione dello studio, e una delle cose ke va evitata è la distanza della strumentazione piccola, ke abbiamo spesso bisogno di prendere e utilizzare, rispetto al nostro posto di lavoro, cioè se abbiamo una stanza molto grande e mettiamo il nostro riunito al centro e il mobile con tutto quello ke ci serve è a 2 metri di distanza dovremo sempre alzarci per prendere o poggiare qualcosa.

Altro aspetto è quello dell’illuminazione generale ( infatti ci sono delle lampade ke ci vendono e costano il triplo, ma basta informarsi su quanto è il lux di queste lampade, cioè ke luce devono fare di potenza e di gradazione e ce la compriamo dall’elettricista); l’illuminazione di una stanza è molto importante infatti noi dobbiamo guardare in un posto ke è tendenzialmente buio e quindi si deve trovare un equilibrio tra luce esterna, luce del riunito e la luce eventuale ke può essere montata nelle fibre ottiche del manipolo; questo perché se ho una stanza con una certa luce e prendo una torcia ke sviluppa la stessa luce non si nota nessuna differenza tra quello ke vedo in generale e quello ke sto puntando con la torcia, mentre se io ho una torcia ke emana luce 4 volte superiore in quel punto vedrò di più perché sarà molto illuminato; quindi se si mette una luce troppo grande all’esterno dobbiamo mettere una luce molto più grande sul riunito, e a sua volta una luce sul manipolo ancora più grande se vogliamo veramente un incremento di luce nel punto in cui lavoriamo, e chiaramente più si aumenta e più costano le cose, e di conseguenza dobbiamo trovare un giusto compromesso.

Ci si sente parlare spesso di posizioni nell’ergonomia, e quando si fanno le posizioni ci si mette in senso orario; quando parliamo di postura corretta a livello lavorativo noi dobbiamo considerare: la posizione oraria in cui ci dobbiamo mettere noi rispetto al paziente e quindi la posizione della strumentazione; la posizione del paziente, e quindi come bisogna mettere lo schienale, come si deve mettere la poltrona in senso di altezza e come si deve mettere la luce in posizione; abbiamo poi la postura dell’operatore, quindi come ci dobbiamo mettere noi e quali sono i seggiolini da preferire, perché costano tantissimo e ce ne sono alcuni ke sono particolarmente ergonomici ke costano ancora di più, però è una di quelle cose su cui passiamo tanto tempo ke non possiamo andare a risparmiare sopra.

Gli obiettivi ke cerchiamo di raggiungere attuando una corretta ergonomia del nostro studio e delle nostre operazioni; cerchiamo di favorire la nostra visione e soprattutto la visione diretta quando è possibile, e all’inizio lavorare in visione indiretta sono un casino, infatti tutti i nostri movimenti sono al contrario e abituarsi non è molto semplice, e ci sono delle posizioni in cui è impossibile la visione diretta e li ci sono dei trucchi ke uno deve seguire per rendere la visione indiretta la più confortevole possibile; bisogna semplificare l’esecuzione  della tecnica ed è chiaro ke se vedi meglio lavori pure meglio; se la postura è scorretta lavoriamo male, vediamo male e si arriva a fine giornata distrutti.



Una posizione corretta è quando si sta diritti con il busto, con il peso ben poggiato sulla zona lombare, e questo è un errore ke si commette sempre, infatti la zona lombare deve essere messa tutta indietro nel seggiolino e lo schienale del seggiolino deve essere leggermente inclinato in avanti per favorire la curvatura normale della nostra colonna; invece quello ke solitamente facciamo è quello di sederci in punta e quindi stiamo contratti senza avere nessun appoggio, e la prima cosa ke si scassa il dentista è la cervicale. Dobbiamo allora cercare di sistemare nel miglior modo possibile il paziente e utilizzare gli occhi e a volte se necessario anke gli ingrandimenti ke possono essere gli occhialini, un caschetto con gli occhialini ke poi cascano in avanti, può essere un microscopio, e sono tutti strumenti ke ci obbligano a stare diritti perché hanno una distanza focale dove funzionano e mettono a fuoco, e se ci si avvicina o ci si allontana non c’è fuoco perché ce l’hanno solo in quel range. È utilissimo avere degli ingrandimenti nel nostro lavoro xkè migliorano drasticamente il nostro lavoro, la nostra qualità e anke la percezione ke ha il paziente di noi, xkè un paziente ke è abituato ad andare negli studi dentistici e vedere quelle 4 cose e poi vede noi ke con estrema calma e precisione lavoriamo con degli ingrandimenti in una certa maniera secondo lui già siamo più bravi. Oltre al microscopio abbiamo altri ingrandimenti, ke sostanzialmente sono di 2 tipi: i galileiani e i prismatici, e questo è il tipo di ottica, poi abbiamo i 2X. I 3X, i 4X, i 5X, e questo ci dice quanto ingrandiscono; tra i galileiani e i prismatici c’è una grande differenza sia di prezzo ke di qualità, infatti i prismatici sono molto più precisi e la resa è decisamente superiore, ma di contro oltre ad avere dei costi superiori hanno una tolleranza di movimento nulla, cioè con il prismatico metto a fuoco a quella determinata distanza focale e appena ti muovi un po’ ti punisce e non vedi più niente. Quando ci compriamo un caschetto quindi gli dobbiamo dire, se lo vogliamo galileiano o prismatico, l’ingrandimento e la distanza focale ( agli inizi lui ci consiglia 350, cioè ke mette a fuoco a 35 cm di distanza dagli occhi). Il galileiano costa intorno a 600 euro mentre il prismatico costa intorno a 1200-1400 euro. Sugli occhialini e sui caschetti si possono montare delle luci a LED ke però pesano.

Le posture scorrette ci provocano dei danni soprattutto quando sono protratte nel tempo; di norma per avere una qualità di lavoro buona si dovrebbe cambiare la propria posizione non più tardi di 15 min; dopo questo tempo limite il più grande studioso di ergonomia in Italia, Carlo Guastamacchia, suggerisce di farne una parte seduto ed una parte in piedi, perché oltre i 15 min si va in affaticamento; le conseguenze possono essere dolori o formicolii alle mani, e visto ke noi con le mani ci lavoriamo non dobbiamo sottovalutarlo.

Tra i fattori ke possono aggravare la nostra condizione, oltre a quelli ovvi ke sono l’età e il numero di pazienti, abbiamo le condizioni fisiche dell’operatore, il tipo di prestazione e anke le attività manuali ke richiedono un’impugnatura e movimenti di precisione. Per quando riguarda il tipo di prestazione, come già detto, l’endodonzia è una delle peggiori per la nostra postura perché ci obbliga a stare per tanto tempo nella stessa posizione, poi abbiamo la durata della prestazione ke come detto si deve cambiare la posizione ogni 15 min, e infine le condizioni fisiche generiche dell’operatore e le attività manuali, infatti ve ne sono alcune ke sono particolarmente logoranti, tipo lo scaling o gli strumenti canalari ke noi usiamo con movimenti di rotazione e controrotazione se sono manuali. Molti odontoiatri sviluppano come problemi principali: cervicalgia, cefalee e molti sviluppano purtroppo il tunnel carpale.

Per una corretta postura bisogna: lavorare dividendo le arcate in sestanti, quindi abbiamo posteriore destro, anteriore e posteriore sinistro superiore e posteriore destro, anteriore e posteriore sinistro inferiore, quindi ci sono 6 sestanti(per posteriori si intende da premolari a molari, mentre il settore anteriore e da canino a canino); poi bisogna avere una corretta posizione nel nostro seggiolino e mettere bene la testa del paziente con la lampada.

Per la posizione dobbiamo immaginare la testa del paziente come se fosse un orologio; le ore 12 è quando ci mettiamo dietro la testa del paziente, e questa posizione viene spesso usata, le ore 11 quasi, e poi le altre 2 più usate sono le ore 8 e le ore 9, e questo naturalmente per chi lavora con la destra, ma per chi è mancino tutto si riflette dalla parte opposta, e le posizioni più usate quindi sono: le ore 12, le 3 e le 4. Le ore 12 è la posizione ke preferiamo nei settori posteriori e a volte anke anteriori, poi 9 e 10 la preferiamo per le posizioni laterali,e le ore 14 per verificare alcune procedure come ad esempio quando stiamo effettuando un limaggio; poi c’è la posizione ke si può assumere per i pazienti non collaboranti ke è quella se frontale, sulle ginocchia del paziente. Quando noi lavoriamo sui vari sestanti della bocca è chiaro ke c’è differenza tra lavorare sulla superficie vestibolare e lavorare sulla superficie linguale; dal punto di vista ergonomico se noi dobbiamo lavorare sui denti posteriori inferiori destri ci dobbiamo mettere a ore 10, divarichiamo la guancia destra e facciamo girare la testa del paziente leggermente verso sinistra così da vedere la parte vestibolare dei denti; a questo punto noi possiamo fare in quella stessa posizione la superficie linguale posteriore sinistra, e poi quando ruoterà leggermente la testa a destra noi faremo il linguale di destra inferiore e il vestibolare di sinistra; in questo modo migliora il confort del paziente ma nello stesso tempo migliora la nostra performance soprattutto a livello di tempo. Ci sono poi delle regole, e cioè se lavoro di sotto la posizione del paziente deve essere semisupina, e solitamente si dice ke la zona dove dobbiamo lavorare, e quindi in questo caso la mandibola, deve essere parallela al pavimento. La lampada del riunito solitamente quando lavoriamo sugli inferiori si deve mettere perpendicolare all’arcata, e quindi si deve mettere quasi sopra la testa del paziente; se invece lavoriamo sul mascellare superiore il paziente deve essere supino e la luce viene messa inclinata quasi a 45 gradi verso la bocca del paziente. Poi la testa si fa girare a destra e a sinistra a seconda di dove dobbiamo lavorare e inoltre molto utile è lo specchietto ke serve a tante cose, infatti oltre a vedere con la visione indiretta se noi gli buttiamo la luce sullo specchietto esso riflette e illumina, quindi quando noi ad esempio facciamo la zona linguale dei denti anteriori e non ci mettiamo alle ore 12 e non la vediamo in maniera diretta ma siamo alle ore 9 e la vediamo con lo specchietto la zona linguale dei denti anteriori noi la luce la puntiamo sullo specchietto e illuminiamo la zona di interesse. Lo specchietto è usato anke per divaricare la guancia o per spostare la lingua e per quest’ultimo compito risulta molto utile lo specchietto doppio.



Il seggiolino più ergonomico è il Bambac, ke ha una postura ke ti obbliga a stare con le gambe divaricate e da l’appoggio perfetto alla zona lombare, inoltre non ha lo schienale ma ti incunea la zona lombare e quindi ti fa stare con la schiena all’indietro diritta.

Altra cosa importante dal punto di vista ergonomico è ke esistono manici di specchietti di tutti i tipi, ottagonali e rotondi, più o meno grandi, e sicuramente quelli da preferire sono le impugnature rotonde e abbastanza grandi.

Altro parametro importante da dire, oltre allo schienale ke deve essere in posizione semisupina per gli inferiori e supina per i superiori, poi abbiamo la posizione della lampada, perpendicolare per gli inferiori e 45° per i superiori, e infine abbiamo la posizione della testa del paziente, infatti quando dobbiamo lavorare sopra è meglio se il paziente iperestende il capo, invece se dobbiamo lavorare sulla mandibola è meglio se il paziente inclini il capo leggermente verso lo sterno; per quanto riguarda invece la rotazione del capo del paziente, poiché noi se siamo destrimani ci mettiamo a destra, quando dobbiamo lavorare sul versante vestibolare sinistro superiore e inferiore la testa del paziente deve essere quasi del tutto inclinata.

Importante è anche l’aspiratore, ke sono di 2 tipi, l’aspiratore chirurgico, ke è più grosso, e l’aspira saliva; l’aspiratore va posizionato sempre in una certa maniera e solitamente va posizionato sempre lateralmente e in fondo. Quando si lavora ad esempio con la nebulizzazione di un ultrasuoni o la saliva normale del paziente, lo si usa normalmente con il beccuccio, ke serve per non farlo attaccare ai tessuti, mentre quando si deve fare un’aspirazione localizzata in un punto, o quando abbiamo qualcosa ke blocca l’aspirazione, come quando usiamo la diga o nella chirurgia, si usa senza beccuccio, perché è un’aspirazione più settorializzata; poi abbiamo delle cannule molto grandi ke li usiamo quando facciamo delle procedure ke liberano molta nebbiolina, come la detartasi, in quanto non ce solo la nebbiolina dell’acqua sbattuta dagli ultrasuoni, ma in più si ha la saliva e l’eventuale sangue ke si può formare, e allora dovremmo usare l’aspirazione chirurgica ke è più grande, con un grande imbocco per prendere quanto il più possibile la nebulizzazione ke la vicino possa esserci.

Poi sempre parlando dell’ergonomia dobbiamo dire ke per quanto riguarda le infezioni, noi possiamo a volte avere i guanti sporchi di sangue o saliva del paziente, dovremmo cercare di non toccare la tastiera di comando per spostare la posizione del paziente, e infatti per questo ci sta il comando nel pedale.

Molto utile è fare lo stretching a casa magari quando finiamo una giornata particolarmente faticosa, oppure se abbiamo la possibilità di 10 min anke fra un paziente e l’altro, e tra i vari esercizi utili per noi ke facciamo questa professione ci sono quelli relativi alla cervicale, come quello con le mani unite ke si vanno ad iperestendere come se dovessi toccare qualcosa in aria, oppure quello sulla sedia dove possiamo ruotare in senso contro laterale per i muscoli della zona lombare; poi ci sono gli stretching della dita ke sono molto utili soprattutto quando si fa scaling, planing, endodonzia, cioè quando usiamo molto le dita.

Adesso andiamo a vedere quali sono le componenti del nostro riunito e per cosa li usiamo; il riunito in maniera generale è formato da: tavoletta dell’odontoiatra, ke si chiama faretra, dove ci stanno i manipoli con tutti i cordoni, ke può essere così a faretra oppure può essere di lato e si chiama cordoni pendenti; poi abbiamo la tavoletta assistente ke è quella dove ci sono gli aspiratori, la lampada per fotopolimerizzare, può esserci pure la videocamera; poi c’è il gruppo idrico con la sputacchiera del paziente; poi abbiamo la poltrona, ke può essere o con un’unione tra la zona superiore e inferiore o ci può essere una separazione tra le 2 zone, e questo non è il massimo perché la separazione ci deve essere tra seduta e schiena deve essere minima e l’appoggio deve essere centrale; poi abbiamo pure la pedaliera e la lampada; per quanto riguarda la lampada è più utile prendere lampade ke si muovono su tutti gli assi, visto ke dobbiamo lavorare in varie posizioni.

Noi abbiamo degli strumenti ke usiamo sempre e sono:turbina e micromotore; la turbina è quel cavo ke esce e finisce con un attacco dove poi si va ad attaccare il manipolo della turbina; quindi non dobbiamo confondere turbina con manipolo della turbina; stessa cosa vale per il micromotore, infatti abbiamo micromotore e manipolo del micromotore. Turbina e micromotore sono strumenti diametralmente opposti, infatti la turbina funziona in maniera pneumatica, cioè con l’aria del compressore ke dobbiamo avere attaccato al riunito, invece il micromotore è elettrico, infatti funziona con la corrente; questa differenza è molto importante dal punto di vista pratico, infatti la turbina ke funziona ad aria è molto veloce, infatti oggi arriva a 400000 giri al min, mentre il micromotore prima andava da 2000 a 40000 giri, mentre oggi nei riuniti digitali con i micromotori ad induzione riescono ad arrivare da 100 giri fino a 40000 giri. Inoltre poiché la turbina va ad aria compressa e gira velocemente abbiamo un controllo limitato dell’oggetto, appena tocca taglia, e quindi è molto buono per chi ha una buona manualità mentre è pericoloso per chi non ha molta manualità; inoltre essendo ad aria compressa, se noi stiamo limando un punto e premi perché a modo tuo vuoi tagliare di più, invece rallenta e si blocca, come una cosa ke gira e si blocca, perché non ha un controllo di forza. Il micromotore invece ha un controllo della forza applicata sulla superficie, e questo si chiama torch, e siccome ha un controllo del torch se tu premi quella si regola e va a tagliare di più; questa è la grande differenza, ed ecco perché oggi i conservatori seri nel loro riunito la turbina non ce l’hanno più perché oggi questa gente ke lavora in una certa maniera sostituisce la turbina con un manipolo ke si chiama anello rosso, ke è un manipolo da micromotore, e questo perché grazie ad esso ke è un moltiplicatore, moltiplica i giri 1:5, quindi se metti a 40000 giri il micromotore questo li moltiplica a 200000 giri, ed inoltre esso gira con questa velocità abbastanza elevata ed essendo un micromotore possiamo controllare la nostra forza, e di conseguenza lavori di precisione come fare il margine di una preparazione protesica o fare il margine di una cavità in conservativa diventa molto più semplice e controllabile. Quindi questa gente ha 2 micromotori nel loro riunito, in uno mette il manipolo anello blu ke è 1:1, quindi sviluppa i giri ke tu gli dai, e nell’altro mette l’anello rosso ke fa da turbina di fatto, ma con i vantaggi del micromotore.



Altri componenti del riunito sono la siringa aria-acqua, ke può essere a 2 vie, a 4 vie, a 6 vie, ma quella oggi più utilizzata è quella a 6 vie ke hanno la possibilità di fare solo aria, solo acqua, aria e acqua freddi, oppure solo aria, solo acqua o aria e acqua insieme caldi, in quanto c’è una micro resistenza all’intero. Poi abbiamo il piezoelettrico, ke sarebbe l’ablatore, ed essi possono essere di 2 tipi come attacchi, e sono l’attacco americano, più comunemente chiamato con il nome della ditta più famosa ke fa questi manipoli e si chiama Satelec, oppure attacco europeo chiamato comunemente con il nome della ditta europea ke fa questi manipoli ke è l’EMS, e quindi se nel nostro riunito abbiamo un cordone per il piezoelettrico ke è fatto con l’attacco europeo quando compriamo il manipolo dobbiamo comprare quello EMS o compatibile, perché se compriamo un manipolo Satelec non ci sta.

Altro componente è il getto per profilassi, ke sono dei manipoli ke si attaccano alla turbina e gettano solitamente a pressione:aria, acqua e delle polveri al bicarbonato per smacchiare i denti, e questa procedura si chiama  air-poliscing, ke non è uno sbiancamento ma uno smacchiamento, cioè fa uscire il colore naturale ke tu hai nei denti.

È molto importante nel nostro studio eliminare il più possibile le eventuali infezioni crociate delle contaminazioni e il modo migliore è utilizzare il monouso per tutte le cose dove è possibile; ad esempio il copri riunito, molto importante perché alcune volte vengono delle persone ke hanno delle borchie nei pantaloni o cose simili e quando si siedono o si alzano possono spaccare la seduta. Poi ci sono i trays di plastica per lo strumentario, e solitamente nel vassoio ke tu hai accanto a te, ce lo spazio per 2 trays oppure per un trays e un foglietto di carta ke ha la stessa forma del trays ke tu utilizzi per poggiare le cose; molto importante soprattutto per chi fa chirurgia sono i copri cordoni; poi ci sono i crostex, ke sono delle plastichine da un lato adesive ke si vanno a mettere su quelle cose ke andiamo a toccare con i guanti come la tastiera, il manico ke fa spostare la faretra del riunito, il manico della lampada, ecc…; poi ci sono i copri manipoli ke sono molto importanti e sono delle guaine in lattice ke si inseriscono, si rompono in punta facendo uscire testina ed eventuale fibra ottica; altra cosa importantissima è il beccuccio della siringa aria-acqua monouso, cioè ci sono degli adattatori ke si attaccano alla tua siringa e su questi si mettono dei puntali di plastica ke hanno 2 benefici, il primo è ke sono monouso e il secondo è ke si possono piegare.

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