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Un edificazione pragmatica




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UN EDIFICAZIONE PRAGMATICA




L’edificazione dell’unione europea è un processo ancora in atto, avvenuta in modo graduale, ossia gli stati partecipanti, apportate delle novità in settore economico (come la moneta unica), hanno atteso i risultati positivi prima di procedere.



Il numero dei partecipanti si è gradualmente ampliato e, a partire ai primi 6 membri, l’U.E. riunisce oggi 15 stati (di cui solo 11 hanno aderito all’Euro).



IL CONSIGLIO EUROPEO


E’ il più importante organo decisionale e, formato dai capi di stato o capi di governo dei 15 paese e dai loro ministri degli esteri, si riunisce 2 volte l’anno in una capitale a scelta. Ogni membro, oltre a discutere gli obiettivi comuni, cerca di garantire gli interessi nazionali e fino a qualche anno fa possedeva il diritto di veto. Oggi invece se il progetto riguarda il mercato unico, il progetto può essere approvato a maggioranza di due terzi.

Il Consiglio decide le politiche comunitarie e adotta le leggi proposta dalla Commissione; le leggi diventano esecutive quando il Consiglio impartisce le direttive alla Commissione.



IL CONSIGLIO DEI MINISTRI


Assiste il C.E. nel prendere le decisioni politiche ed è formato da 15 ministri (uno per stato). Questi partecipano in base a un tema specifico (ex.:Eco-Fin).
La presidenza è esercitata a turno da ciascuno degli stati membri per  6 mesi.
Le decisioni del Consiglio vengono prese a maggioranza e il presidente ha il compito di negoziare l’accordo tra le diverse esigenze di tutti gli stati dell’U.


LA COMMISSIONE EUROPEA


La Commissione Europea è il più importante esecutore; ha sede a Bruxelles e si riunisce una volta alla settimana.

È composta da 19 commissari nominati per 5 anni dai governi degli stati membri (le nazioni più popolose hanno 2 commissari), mentre il presidente della commissione viene scelto dai 15 capi di stato o di governo.

La Commissione Europea è la depositaria dei trattati dell’unione e vigila che essi vengano rispettati da tutti gli stati membri

Quindi, ha il compito di sottoporre al consiglio e al parlamento delle proposte di legge atte a soddisfarle.


Prodi avrà il compito di promuovere un grande progetto di riforma delle istituzioni europee.

Infine, la commissione ha il compito di eseguire le leggi del consiglio.



IL PARLAMENTO EUROPEO


Composto dai rappresentanti dei popoli degli Stati dell’U.(in tutto 642) ha sede a Strasburgo. Il Parlamento non ha il potere legislativo, bensì comunica il suo parere sulle proposte di legge avanzate della Commissione, propone delle modifiche e collabora con il Consiglio per la formulazione definitiva. Inoltre controlla e approva il Bilancio dell’U. (che diventa ufficiale solo dopo la ratifica parlamentare) e decide i nuovi ingressi nell’U. Si prevede infine che, con l’elezione del nuovo Parlamento, i deputati voteranno la fiducia alla nuova Commissione Europea.



LA CORTE DEI CONTI


Composta da 15 funzionari, ha il compito di verificare che tutte le operazioni economiche (entrate e uscite) condotte dagli organi dell’U. si siano svolte correttamente.



LA CORTE DI GIUSTIZIA


Ha sede in Lussemburgo ed è composta da 15 giudici e 9 avvocati nominati per sei anni dai governi degli Stati dell’U. La Corte fornisce la corretta interpretazione delle norme contenute nei trattati e ha il compito di appianare e risolvere le controversie che possono sorgere tra il diritto comunitario e il diritto nazionale.


LA NASCITA DI UNA LEGGE


L’iniziativa viene presa dalla Commissione Europea; dopo aver elaborato il progetto di legge, la Commissione lo sottopone sia al Consiglio d’Europa sia al Parlamento.Il parlamento formula il suo parere sulle proposte di legge e propone alla Commissione e al Consiglio eventuali modifiche.  Il Consiglio riceve dalla Commissione la proposta di legge. Se la legge risponde all’esigenze dell’Unione, il Consiglio l’adotta e la rende ufficiali pubblicandola nella Raccolta delle Leggi e Regolamenti dell’Unione. Infine una legge europea, per diventare anche legge di una nazione, deve essere votata e ratificata dal parlamento di quella nazione o addirittura essere approvata con un referendum popolare.





IL BILANCIO COMUNITARIO (1999: 85 miliardi di Euro)



L’unione incassa sia i proventi di alcune tasse comunitarie, sia le quote comunitarie versate dagli stati membri in base alla loro produttività annua. Per favorire lo sviluppo, ridistribuisce gli incassi a quelle regioni di ogni stato che sono in ritardo economico rispetto alla media U.E. La metà del bilancio proviene dall’incasso di una quota dell’IVA (attualmente dell’1%), un terzo viene versato sotto forma di contributi dagli stati membri in proporzione al loro PIL (quota dell’1,27%). Il resto viene incassato con i diritti di dogana sui prodotti importati.





I MAGGIORI CONTRIBUENTI E LA RIDISTRIBUZIONE



Nel 1995 (Europa dei 12) la Germania (33,3%), la Francia, l’Italia(12,1%), e il Regno Unito che versavano i contribuenti più elevati, erano coloro che ricevevano indietro di meno, mentre quelli che contribuivano poco o assolutamente niente, ricevevano di più. Facendo così la differenza tra i finanziamenti ricevuti e i contributi versati, si ottengono i saldi (Italia1995: -3,4%).Con l’Europa dei 15, i 4 stati con forti saldi negativi sono la Germania, i Paesi Bassi, l’Austria e la Svizzera. Nel 1999, durante il Consiglio, la Germania ha chiesto di ridurre i versamenti; così i 15 capi di stato hanno ridefinito per i prossimi 7 anni il bilancio e l’impiego delle risorse (agenda 2000).



LE POLITICHE SOCIO ECONOMICHE



Il bilancio viene predisposto dalla Commissione Europea che lo sottopone al Consiglio Europeo per l’approvazione. Il Consiglio apporta eventuali emendamenti quindi adotta il Bilancio dell’U. e lo trasmette al Parlamento per il controllo. Il parlamento può fare le sue osservazioni oppure approvare il bilancio e restituirlo alla Commissione.





COME VENGONO ESEGUITE LE POLITICHE SOCIO-ECONOMICHE DELL’U.E.



Una volta individuato il settore d’intervento, la Commissione prepara un programma di attuazione da sottoporre al Consiglio. Se il programma è appropriato, il Consiglio prende la decisione esecutiva e impartisce alla Commissione le direttive per metterlo in pratica.      Per eseguire il mandato ricevuto, la Commissione, gestisce il bilancio e provvede alla distribuzione delle risorse. Attraverso la gestione del bilancio l’Unione Europea attua un trasferimento controllato di risorse dalle regioni più ricche a quelle meno sviluppate per riequilibrarle.



LE POLITICHE EUROPEE



Fino agli anni ‘80 il 60% del bilancio comunitario veniva destinato alle politiche agricole, poi hanno preso sempre più importanza le politiche di coesione. Sono anche cresciute le spese per l’educazione, l’ambiente e per le reti trans-europee. Di conseguenza le spese per l’agricoltura sono scese sotto il 50% dando spazio alla politiche strutturali (obiettivi: promuovere lo sviluppo delle regioni con PIL inferiore al 75% della media U.E., favorire la riconversione produttiva dei distretti afflitti dal declino industriale, lottare contro la disoccupazione e organizzare dei corsi di riqualificazione).







POLITICHE DI COESIONE



In realtà il trasferimento di ricchezza non è un atto di solidarietà ma ha come obbiettivo un ravvicinamento del reddito dei vari paesi che comporta vantaggi per tutti: se una regione periferica comincia a svilupparsi offre nuovi sbocchi a tutte le merci europee, inoltre le industrie più agili dei paesi sviluppati hanno la possibilità di dislocare in quella regione nuovi impianti.





LA POSIZIONE DELL’ITALIA



Anche in Italia ci sono le regioni meridionali che hanno un reddito nettamente inferiore alla media comunitaria e sono aggravate da un elevata disoccupazione. Abbiamo constatato che l’Italia del 1995 era una dei primi finanziatori dell’U.E., ma questa generosità dipendeva dal fatto che il nostro paese non riesce a spendere i soldi che la Commissione ci assegna per le regioni più disagiate. Nel 1994 otto regioni meridionali hanno ottenuto un’assegnazione dei fondi; ebbene fino al 1997 quelle regioni hanno speso solo il 6% dell’intera somma. L’incapacità è dovuta all’inefficienza dell’apparato amministrativo delle regioni interessate che non riescono ad ammodernarsi. In poche parole ci mancano funzionari preparati e addestrati alle politiche comunitarie. 



LA POLITICA INTERNA



La politica interna comune è stata avviata con la convenzione di Schengen. Questa prevede la libera circolazione dei cittadini di ogni stato membro in tutti gli altri stati dell’Unione. È stata anche istituita la cittadinanza europea che comporta dei diritti e che ogni cittadino dei paesi membri aggiungerà a quella della propria nazione.altri aspetti della politica interna riguardano la necessità di concordare le politiche dell’immigrazione; le regole comuni per il diritto d’asilo; la collaborazione giudiziaria nella lotta contro la criminalità organizzata.





LA POLITICA ESTERA



La guerra nella ex Iugoslavia ha reso evidente la mancanza di una politica estera dell’Unione. Nel 1997 il Consiglio ha perciò stabilito che le nazioni dell’Unione debbono sviluppare una P.E.S.C. Gli obbiettivi sono la salvaguardia dei valori comuni e l’integrità territoriale dell’U.E.

L’U.E. non dispone di un esercito comunitario di difesa e neppure di alcun mezzo militare: pertanto alcuni esponenti della Comunità ritengono sia giunto il momento di avviare la costruzione di un esercito federale.

(L’unione non ha rappresentanza legale all’ONU anche se con l’Euro è diventata un colosso dell’economia mondiale).


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