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La clonazione




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LA CLONAZIONE



Che cosa s’intende per clonazione?




Processo che porta alla formazione di una o più copie geneticamente identiche di una cellula o di un intero organismo. Gli individui identici risultanti da un processo di clonazione sono detti cloni. In natura, si ottengono individui identici attraverso i processi di riproduzione, comuni soprattutto nei procarioti, nei protisti, nel regno vegetale e nei gruppi animali meno evoluti; in tal senso, si può parlare di clonazione anche in natura. La comune accezione di questo termine è però più circoscritta, e comprende le tecniche operate dall’uomo nell’ambito della biologia molecolare e dell’ingegneria genetica, per produrre cloni in laboratorio.

Organismi pluricellulari clonati sono stati ottenuti a partire da una cellula uovo privata del nucleo in cui è stato inserito il nucleo di una cellula somatica (cioè, una cellula non riproduttiva) di un individuo appartenente alla stessa specie.

Alla primavera del 1997 risale la prima vera clonazione, eseguita cioè mediante trasferimento di nucleo, di un mammifero, la famosa pecora Dolly, ottenuta al Roslin Institute di Edimburgo. L’animale fu ottenuto inoculando in una cellula uovo, privata del nucleo, il nucleo di una cellula prelevata dalle mammelle; tale cellula fu stimolata a dividersi per mitosi mediante stimolazione elettrica; si ottenne un embrione di poche cellule che fu impiantato nell’utero di una pecora. La nascita di Dolly in realtà seguì una lunga serie di insuccessi: 277 tentativi furono compiuti prima dell’ottenimento di questa pecora e, in seguito, nessuna delle prove successive di clonazione di un mammifero adulto sembrò dare esito positivo. Alcuni ritennero che la riuscita di questa clonazione fosse da ritenersi fortuita e che la clonazione dei mammiferi fosse ancora di lontana realizzazione.

Nel luglio 1998 vi fu l’annuncio dell’ottenimento di circa 50 topi-cloni da parte di un gruppo di ricerca hawaiano, guidato da biologi delle università di Tokyo e delle Hawaii. La tecnica impiegata in questo esperimento fu denominata tecnica di Honolulu: il procedimento si basò ancora, come nel caso di Dolly, sull’inoculazione del nucleo di una cellula somatica entro una cellula uovo denucleata. A differenza della tecnica usata a Edimburgo, però, la divisione cellulare della cellula uovo dopo l’inoculazione, per ottenere un embrione, fu ottenuta con stimolazione chimica. L’embrione fu impiantato quindi nell’utero di una femmina di topo. Il successo degli esperimenti sui topi suscitò sorpresa nella comunità scientifica, sia perchè si riteneva che questi roditori fossero inadatti a essere clonati, per la rapidità con cui evolvono le prime fasi embrionali, rendendone difficoltosa la manipolazione, sia perché nel corso di tale esperimento furono anche creati cloni da animali clonati.

Oltre a topi e pecore, in corea sarebbe avvenuta  la prima clonazione di una mucca quattro anni fa. Inoltre il 14 gennaio 2000 la rivista 'Science' ha annunciato la nascita del primo esemplare di primate riprodotto con la tecnica della clonazione: una scimmia Rhesus chiamata Tetra. Gli autori dell'esperimento, i ricercatori dell'Oregon Regional Primate Research Center di Beaverton, Oregon, e della Oregon Health Sciences University di Portland, Oregon, hanno adottato una tecnica nuova rispetto a quelle finora sperimentate, riproducendo quanto avviene in natura quando da un'unica cellula uovo si sviluppano gemelli identici. Hanno infatti suddiviso 107 embrioni formati da otto cellule, ottenendo 368 embrioni geneticamente identici a quelli di partenza; 13 sono stati impiantati nell'utero di altrettante scimmie, quattro delle quali sono state fecondate; solo una delle quattro gravidanze ha avuto esito positivo.


Quali imminenti esperimenti sono stati annunciati e da chi?

Pochi giorni fa i proff. Severino Antinori e Panayiotis Zavos hanno annunciato, all’università “La Sapienza” di Roma, di essere pronti a clonare l’uomo. Parlano di clonazione “terapeutica”, mirante cioè ad aiutare le coppie sterili e incapaci di ripeodursi anche attraverso altre tecniche. Il 70% delle 300 coppie interrogate dal gruppo Antinori ha affermato di essere favorevole, perché il desiderio di avere figli con il patrimonio genetico dei genitori vince ogni riluttanza.

Già nel dicembre 1998 l’Università Kyunghee della Corea del Sud annunciò di avere prodotto un embrione umano a partire da una cellula somatica adulta, e di averlo però distrutto dopo la quarta divisione cellulare. Anche in tale esperimento fu utilizzata la tecnica di Honolulu. La cellula somatica impiegata sarebbe stata prelevata da una donna sottoposta in precedenza senza successo a tentativi di riproduzione assistita. Sempre nel dicembre 1998, un gruppo di studio giapponese dell’Università Kinki di Nara riuscì a ottenere otto vitelli clonati a partire da cellule somatiche di mucche adulte; in questo caso, il nucleo da impiantare nelle cellule uovo fu prelevato da alcune cellule delle ovaie (cellule del cumulo ooforo, che circondano le cellule uovo nel follicolo di Graaf, e cellule epiteliali che rivestono il lume delle tube di Falloppio). In questa ricerca fu ottenuta un’alta percentuale di embrioni: circa il 50% delle cellule del cumulo ooforo e il 23% delle cellule epiteliali si svilupparono in vitro in embrioni pronti per l’impianto nell’utero di mucche portatrici.

Inoltre a febbraio 2001 la biochimica francese Brigitte Boisselier della setta dei raeliani (che attribuiscono l’origine della vita sulla Terra all’intervento di extraterrestri) ha annunciato di aver cominciato a clonare un bimbo in una località segreta degli USA. Altri esperimenti sono in corso per produrre cloni di maiali (Scozia) e cavalli da corsa (Corea).


Quali potrebbero essere le conseguenze?

I problemi sia etici che scientifici sono molti e per nulla trascurabili. Molti temono che si possa arrivare a creare cloni di figli deceduti per sostituire l’originale, oppure che questi cloni diventino fabbriche viventi di organi, espiantati in caso di necessità. Sia gli scienziati che la chiesa si schierano contro, difendendo la dignità dell’uomo e la sua irriproducibilità. Come si fa poi a pensare di clonare un embrione, introdurlo nell’utero di una donna e aspettare di vedere cosa avviene? E comunque la clonazione dell’uomo secondo molti non è giustificabile. Ci sono vari tipi di sterilità. Se la donna non ha ovuli, non si può procedere in tal senso e poi, perché non orientarsi verso l’adozione?

Ma non serve scomodare l’etica per dire di no a queste iniziative, la realtà biologica della clonazione riproduttiva è bastante. Il prof. Renato Dulbecco (Nobel per la medicina) afferma: “Dubito che possano [Antinori e Zavos] riuscire a clonare un essere umano […] ci sono ancora difficoltà tecniche.



Non vi è infatti un solo dato scientifico per sostenere di poter produrre un clone umano in tutta sicurezza. I cloni nascono infatti portatori di malformazioni e patologie di ogni tipo, la mortalità è elevatissima. Solo in rari casi qualcuno riesce sano: per Dolly 1 su 277.

Questo è dovuto al fatto che si porta un individuo, che normalmente si riproduce per via sessuata, a riprodursi per via asessuata, eliminando quella che è la “selezione” naturale che normalmente scarta i portatori di mutazioni. Così il nascituro erediterà tutte  le patologie del genitore…insomma, non vi è nulla di terapeutico.

Per non parlare poi del problema irrisolto dell’età degli esseri clonati:  chi risarcirà un uomo clonato che a 20 anni dovesse scoprirsi come un settantenne?


Quali vantaggi porta la clonazione?

Tessuti umani clonati a partire da cellule staminali prelevate da embrioni al di sotto dei 14 giorni di vita e derivanti da tecniche di fecondazione assistita potranno essere utilizzati a scopo terapeutico in malattie degenerative quali il morbo di Alzheimer.

Antinori e Zavos parlano di “clonazione terapeutica”, mirante a dare la possibilità, alle coppie sterili, di avere figli con il proprio patrimonio genetico.


Qual è il parere della Chiesa sulla clonazione?

Il Vaticano è un feroce oppositore della clonazione in ogni sua forma, soprattutto riproduttiva. Il cardinale Martini (arcivescovo di Milano) afferma: “Gli scienziati devono tener presente che la dignità dell’uomo è la prima cosa. L’uomo non può essere una realtà fabbricata solo con la tecnica”.


A che punto è la legge nei diversi paesi: Italia, Francia, Gran Bretagna, Usa?


In Italia vige un’ordinanza reiterata più volte. Il Parlamento ha detto no alla clonazione umana. La Camera ha infatti definitivamente approvato a larghissima maggioranza (385 voti a favore, 3 contrari e 13 astenuti) il protocollo del Consiglio d'Europa che vieta la riproduzione fotocopia degli esseri umani. Un documento, questo, messo a punto nel gennaio del '98 ed entrato in vigore il primo marzo perchè già ratificato da cinque paesi (Spagna, Georgia, Slovenia, Slovacchia e Grecia).

È solo «un grande polverone» per un problema che non esiste: il ministro della Sanità Umberto Veronesi, taglia corto e giudica così l'annuncio del ginecologo Severino Antinori di arrivare alla clonazione dell'uomo. Veronesi ha spiegato che «la clonazione non ha futuro nell'uomo. Inoltre è proibita per legge e non ha senso discuterne. Dal punto di vista delle prospettive lontane - ha aggiunto - non può essere neanche considerata un bisogno o una richiesta reale della società». Per Veronesi «si tratta solo di una bizzarria».


FRANCIA: il Comitato nazionale d'etica è a favore della clonazione terapeutica. Il professore Didier Sicard, presidente del Comitato consultivo nazionale d'etica (Ccne), ha reso pubblico un documento con il quale vuole 'rivedere le leggi del 1994 in materia di etica biomedica'. Il comitato si e' espresso all'unanimità a favore della ricerca sugli embrioni umani a condizione, pero', che il governo approvi in tempi brevi le nuove leggi in materia.


La Francia segue le orme della Gran Bretagna, sia pure con maggior prudenza, e autorizza la ricerca sull'embrione umano. Il primo ministro Lionel Jospin ha rivelato ieri mattina la revisione della legge sulla bioetica (la prima risale al 1994) e, in questo quadro, ha aperto la strada alla clonazione. Non quella ´riproduttivaS che è oggi proibita e lo resterà, ma quella che consenta di migliorare le tecniche di procreazione assistita e le ricerche di nuovi trattamenti medici.

La legge, che verrà discussa in parlamento nei primi mesi del prossimo anno, autorizza le ricerche condotte a partire da embrioni soprannumerari congelati. Il governo propone, inoltre, la creazione di un'alta istanza di controllo competente nei campi della riproduzione umana, della ricerca biologica e genetica. Dovrebbe essere composta da 18 membri, designati da diversi organismi pubblici di ricerca, il Consiglio di Stato, la Corte di cassazione, le associazioni dei malati e il comitato nazionale di etica. Questa struttura avrà in seno un Alto Consiglio incaricato di dare il suo parere sulle richieste di autorizzazione. Il nuovo progetto di legge modifica alcune disposizioni riguardanti la procreazione assistita in una coppia formata da un uomo e una donna viventi




Per quanto riguarda l’Europa il 10 settembre 2000 il Parlamento europeo ha approvato - con 237 voti favorevoli, 230 contrari e 43 astensioni - una mozione presentata dei deputati del Partito popolare europeo (PPE) intesa a vietare la clonazione terapeutica che utilizzi embrioni umani. La decisione del Parlamento europeo non sarà legalmente vincolante per gli stati membri dell’Unione Europea, che sono comunque stati invitati “a introdurre normative vincolanti che vietino tutte le forme di ricerca su qualsiasi tipo di clonazione umana e prevedano sanzioni penali per ogni violazione”. Il Parlamento europeo ha anche vietato la ricerca che utilizza embrioni creati mediante trasferimento del nucleo cellulare e ha richiesto l’uso di tecniche di fecondazione artificiale che non producano un numero troppo elevato di embrioni superflui.

GRAN BRETAGNA: il 16 agosto 2000 il governo britannico ha           autorizzato la produzione di tessuti umani a partire da cellule staminali prelevate da embrioni al di sotto dei 14 giorni di vita e derivanti da tecniche di fecondazione assistita. Tali tessuti potranno essere utilizzati a scopo terapeutico in malattie degenerative quali il morbo di Alzheimer. Il decreto autorizza anche la produzione di embrioni con la tecnica della clonazione. La decisione del governo britannico, che dovrà ora essere approvata dal Parlamento, ha suscitato proteste da parte delle organizzazioni che si battono contro la clonazione e perplessità legali. Dovrà infatti essere valutato se essa è conforme alla normativa europea entrata in vigore il 31 luglio 2000, che vieta “la concessione di brevetti per la clonazione umana, la modificazione dell’entità genetica germinale dell’essere umano e l’utilizzazione di embrioni umani a fini commerciali o industriali”.

USA: il 24 agosto anche il presidente degli Stati Uniti ha autorizzato l’impiego, a fini scientifici, delle cellule staminali prelevate da embrioni umani derivanti da tecniche di fecondazione assistita. Negli Stati Uniti sarà possibile utilizzare “materiale abortivo”, ma non produrre embrioni con la tecnica della clonazione.

Secondo te  è giusto vietare la clonazione umana o sarebbe meglio limitarla con leggi precise?


Sono fermamente contraria alla clonazione dell’uomo, almeno per quanto riguarda “l’intero essere vivente”. Penso che sia orribile clonare un uomo come fabbrica vivente di organi, anche se non vitali, come lo è anche clonare un figlio in sostituzione di un originale morto  precocemente. Se fossi io il clone non potrei sopportare di essere amato dai miei genitori perché sono l’esatta copia del mio fratello-gemello. Vorrei essere amato perché essere unico e quindi penso che sia necessario proteggere l’irriproducilbilità dell’uomo. Poi il fatto di voler generare a tutti i costi, senza nessuno scrupolo un figlio con il proprio patrimonio genetico, penso sia indige di un grandissimo egocentrismo che mi disgusta. Sarebbe molto più nobile decidere ad esempio di adottare un bambino, donando un po’ del nostro amore a un bambino che ne ha molto bisogno.


Per quanto riguardala clonazione teapeutica di tessuti o cellule particolari sono favorevole perché grazie ad essa le malattie incurabili conosceranno, domani, un trattamento. Bambini immobili potranno di nuovo camminare, uomini e donne oggi spezzati dalla vita potranno alla fine ricominciare una nuova esistenza . L’unica nota negativa è quella che sia questa un apristrada per la lucrosa attività della clonazione riproduttiva.


Clonazione animale: sperimentata una nuova tecnica

Aprile 2000

Il 28 aprile 2000 la rivista “Science” ha annunciato che una nuova tecnica di clonazione sembrerebbe avere come effetto collaterale l’allungamento del ciclo vitale delle cellule dell’animale clonato. Nei sei vitelli clonati dai ricercatori della società statunitense Advanced Cell Technologies a partire da cellule del tessuto connettivo, infatti, i telomeri (le terminazioni dei cromosomi, che riducendosi a ogni nuova divisione cellulare indicano quando la cellula smetterà di replicarsi) appaiono più lunghi sia di quanto si potrebbe ipotizzare, data l’età degli animali, sia di quelli di vitelli più giovani. Secondo i ricercatori, che non sono ancora riusciti a spiegare come avvenga il fenomeno, la scoperta potrebbe portare allo sviluppo di terapie per la cura di patologie quali il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson e a trattamenti da utilizzare nel caso di trapianti di organi.




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