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I rapporti tra psicologia e turismo




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I rapporti tra psicologia e turismo:


1984: si tiene a S. Pellegrino il 1° convegno nazionale di psicologia e turismo. Da allora si sviluppano anche in Italia gli studi di natura psicologica e antropologica sul turismo.

Di cosa si occupa la psicologia quando studia il turismo?




Bisogno: è la rottura dell’equilibrio omeostatico (situazione ideale in cui l’orga-nismo e la mente sono soddisfatti e senza nessuna necessità).

Negli anni 50/60 Maslow raggruppò e ordinò i bisogni nella cosiddetta Piramide dei bisogni. Oggi non è più attuale in quanto il bisogno di autorealizzazione è importante quasi quanto i bisogni fisiologici, specialmente negli adolescenti (piramide quasi rovesciata o cilindro). I bisogni variano in base alla ricchezza, in funzione dell’età, in relazione al sesso, al livello di cultura, al luogo in cui si abita, all’epoca storica e al gruppo sociale a cui si appartiene.

I bisogni possono essere:

spontanei es. fame

indotti dalla pubblicità, il cui scopo è quello di indurre bisogni che nonostante non siano necessari alla vita ci appaiono come tali (finché non acquisto una determinata cosa ‘sto male’) e dalla società consumistica (più la società si evolve più i bisogni aumentano).

Gli animali soddisfano i bisogni tramite l’istinto e l’azione è immediata (se un animale ha fame va immediatamente in cerca di cibo), mentre nell’uomo la soddisfazione del bisogno è spesso PROCRASTINATA, cioè dilazionata nel tempo. Il tempo che intercorre fra il sorgere del bisogno e la sua soddisfazione fa nascere la cultura. Esempi: il corteggiamento, durante il quale creo significati simbolici fino a far nascere la relazione e soddisfare il bisogno; il cibo viene cucinato e quindi modificato ed elaborato. Lo stesso accade con il viaggio: quando una persona decide di intraprendere un viaggio non parte immediatamente ma progetta il v.


Perché una persona viaggia e decide di recarsi in una determinata località?

PUSH FACTORS (fattori di spinta) PULL FACTORS (f. di attrazione)

bisogno di riposare                       - associo immagini mentali ad

di divertirsi                                   ogni località e la scelgo pen-

per cambiare vita              sando che soddisfi i miei bisogni

per conoscenza

per conoscere altre persone

per curarsi

per lavoro

per mettersi alla prova (sport estremi)

per pregare

per dedicarsi all’arte

per regredire

Dall’incontro delle due categorie deriva la scelta: ad esempio, se amo nuotare e voglio dedicarmi all’attività balneare scelgo nella mia mente luoghi adatti.

IMMAGINI MENTALI: ad ogni concetto che abbiamo in mente associamo un’immagine che condensa e semplifica il concetto (se penso ad una località in cui sono stato non penso ad ogni strada, incrocio, semaforo ma ad un’immagine e per analogia collego gli altri aspetti). Non sono immagini veritiere e complete ma aspetti della località. Se soddisfo il bisogno avrò una QUALITA’ PERCEPITA alta, altrimenti più bassa, anche se si tende a non dire mai che una vacanza non è andata bene.

5 S della vacanza al mare secondo gli inglesi (sea, sun, sand, shopping and sex)


Concetti della psicanalisi utili alla psicologia del turismo




Categorie psicanalitiche:

es inconscio fase orale

io                      subconscio fase anale

superio             conscio fase fallica

Spiegano il funzionamento della nostra mente e le ragioni delle ns. azioni. Il fondatore della psicanalisi è Freud.


L’ES è la sede delle nostre pulsioni fondamentali:

ISTINTO DI VITA O LIBIDO (pulsioni legate all’affettività in senso lato e alla ses-sualità, quali il corteggiare una ragazza, curare il proprio aspetto ecc.)

ISTINTO DI MORTE (es. andare in macchina ad alta velocità, sparare per gioco, picchiarsi ecc.)

Queste due pulsioni si mescolano e non è mai presente solo una di esse. L’uomo non soddisfa sempre le sue pulsioni, poiché intervengono IO e SUPERIO.

L’IO è la parte cosciente nostra, che regola i ns. comportamenti e che fa da mediatore fra le istanze dell’es e le istanze del superio. Secondo un’efficace metafora della psicanalisi, l’io è il cavaliere e l’es il cavallo.

Il SUPERIO sono le regole che la società impone, prima attraverso genitori e educatori e che poi vengono INTROIETTATE (fatte proprie).

L’IO (latino ego) si barcamena tra l’es, le pulsioni, e il superio che lo controlla attraverso le regole sociali. Se una persona non ha un io forte si lascia sopraffare da uno o dall’altro. Se l’es è troppo forte c’è un’istintività eccessiva che rende difficile la convivenza, mentre se il superio è troppo forte si è schiacciati da obblighi e regole sociali e ciò causa infelicità.


L’INCONSCIO corrisponde all’es, è la parte non cosciente, che non è sotto il controllo dell’io, dove ci sono tutte le pulsioni; non sappiamo quali sono le nostre pulsioni dominanti.

Il CONSCIO corrisponde all’io, il cavaliere, è la parte vigile e cosciente.

Il SUBCONSCIO è intermedio fra i due, fra lo stato di vigilanza, coscienza e lo stato che invece permette l’emergere delle pulsioni presenti nell’inconscio (es.: dormiveglia). Durante le sedute di psicanalisi infatti ci si stende su un lettino, lo psicanalista chiede al paziente dei suoi sogni o lo fa parlare per 50’: all’inizio il paziente parla con ordine poi per libera associazione e raggiunge uno stato di dormiveglia. Le pulsioni emergono quando sogniamo; ogni notte si fanno molti sogni anche se ne ricordiamo solo uno o addirittura nessuno. Ciò dipende dalla censura in quanto il nostro io censura i sogni al risveglio. I sogni variano in base all’età e alla fase della vita perché legati alle pulsioni. Ad es. a 18 anni è tipico sognare funerali, fare sogni erotici, sognare di cadere nel vuoto o di non trovare una via d’uscita. Per ricordare i sogni bisogna allungare il dormiveglia. I sogni sono legati al vissuto e danno libera espressione a pulsioni e a cose che non si faranno mai. In psicanalisi a simboli ricorrenti nei sogni si associano dei significati.


FASI DELLO SVILUPPO PSICO-SESSUALE DEGLI INDIVIDUI:

0-2 anni > fase orale: il neonato o bambino piccolo utilizza la bocca come strumento di conoscenza del mondo (i bambini piccoli mettono in bocca tutto ciò che trovano) e collega il piacere alla bocca;

2-4 anni > fase anale: il problema fondamentale per il bambino è il controllo degli sfinteri (muscoli) e l’evacuazione diventa anche un modo per rapportarsi con i genitori e per attirare la loro attenzione. Si consiglia infatti a fare attenzione a non mettere il pannolino troppo presto o troppo tardi perché creerebbe squilibri al bambino;

5-6 anni > fase fallica: tutta l’attenzione dei bimbi si concentra sull’organo genitale maschile, sulla sua presenza o sulla sua assenza.

Alcuni comportamenti sono riconducibili al non aver vissuto serenamente tutte le fasi di sviluppo, anche se ovviamente nessuno le vive in modo perfetto.

In caso di sfasature nella fase orale possono sorgere problemi legati all’alimenta-zione quali anoressia e bulimia. Anche il fumo è una forma di regressione alla fase orale in quanto non provo piacere nel fumo stesso ma è un vizio, una coazione a ripetere e lo faccio meccanicamente. es.: turista che prende tantissimo cibo al buffet, lo prova e butta via tutto il resto (cosa che a casa non farebbe mai).

Eccessi nell’ordine e nella pulizia o nel disordine e nello sporco sono riconducibili alla fase anale. In vacanza il rapporto con la pulizia è diverso: si esagera in un senso o nell’altro, spesso si fanno docce lunghissime o ci si sporca con la sabbia, cose che a casa non si farebbero mai.

REGREDIRE: tornare ad uno stato di sviluppo precedente. Regredire e saper regredire fa parte della vita ma se la regressione è continua diventa patologica (esempio mangiarsi le unghie prima di un esame o continuamente).

Sfasature nella fase fallica: il caso più eclatante (e patologico, da psichiatria) è quello di chi apre l’impermeabile. Nel turista la regressione si manifesta attraverso l’esibizionismo (costume, imbottiture, pareo e abbronzatura). In vacanza si è inoltre più disinibiti e aumentano i consumi anche di natura sessuale; emergono inoltre con più forza le istanze dell’es. Un altro modo di regredire alla fase di sviluppo neonatale è la posizione del morto in acqua: è come se ci si facesse tenere in braccio dall’acqua ed emerge il subconscio. La regressione non è solo negativa, le persone che non sanno regredire e non si lasciano andare neanche in vacanza o sono ossessionate dall’orario (hanno un superio molto forte) non si godono la vacanza.




Psicologia e turismo:


Aspetto cognitivo > è in gioco in ogni esperienza turistica (il termine cognitivo si riferisce alla mente e alle facoltà intellettuali). La psicologia cognitiva è una branca della psicologia che si occupa dei meccanismi di pensiero.

es.: cosa succede a livello mentale, di ragionamento, quando spiego qualcosa ad un bambino di due anni, di 6, di 12 o ad un adulto? Uno dei padri della psicologia cognitiva fu Piaget (CH) che negli anni ’30-40 osservò il comportamen-to intellettuale dei figli nelle diverse fasi di sviluppo: quando si è piccoli si comprendono solo le cose concrete, che si vedono e toccano, poi, circa a 8 anni si comincia a capire le cose anche ‘facendole’ mentalmente, poi crescendo si formulano ipotesi e si lavora su di esse.

TEORIA DEL CONNESSIONISMO: le cellule celebrali sono collegate da sinapsi, quando dico qualcosa si attivano tutte le cellule celebrali collegate. Quali cellule si attivano e ciò che si collega a una parola dipende dal percorso culturale della persona. Quando si legge si saltano delle parole, che ci si aspettano già perché sono collegate alla parola appena letta. Se leggo una cosa che mi piace o che conosco bene, leggo più alla svelta perché posso saltare delle parole.

Il turismo è legato alla psicologia cognitiva in quanto il turismo è spesso fonte di conoscenza anche in fase progettuale. Collegato all’aspetto cognitivo è il problem solving (come l’individuo risolve i suoi problemi). L’esperienza turistica presenta sempre dei problemi, es. se si perdono le coincidenze, se ci si trova in una situazione di overbooking, se si è all’estero e c’è un guasto ecc. è particolarmente importante per l’accompagnatore turistico.

Aspetto relazionale (gregarismo) > sono pochi i turisti che viaggiano da soli. Il gruppo più piccolo è la diade (2), quindi questo aspetto è molto importante per il turismo. All’ interno del gruppo si creano dei rapporti; troviamo sempre leader, contro – leader, antileader e capro espiatorio. Spesso ci sono più leader ognuno per un aspetto diverso. Nel turismo è sempre in gioco il confronto con l’alterità (ciò che è diverso da noi). Mentre alcuni cercano l’identificazione con l’altro (vivere come gli abitanti del paese dove vado, cercare di parlare la loro lingua, mangiare il loro cibo…) alcuni, scelgono alberghi o villaggi di catena perché vi trovano cucina internazionale o italiana, la discoteca, un certo stile, perché non hanno necessità di uscire dalla struttura… la scelta dipende dall’atteggiamento nei confronti dell’alterità e dalla disponibilità o meno di entrare in contatto con l’altro.

Aspetti emotivi > anche le emozioni sono sempre in gioco. es.: il 60-70% delle persone che acquistano un viaggio organizzato con volo charter, hanno paura del volo e all’atterraggio gestiscono la paura e il sollievo applaudendo, cosa che non accade sui voli di linea, dove molti dei passeggeri volano abitualmente. Anche al momento della partenza bisogna gestire il distacco, elaborare l’abbandono, che è paragonato al lutto, in quanto ci si illude di rivedersi ma nel 98% dei casi non ci si rivede più.

Concetto di ben – essere: Si fa turismo per ricostruire uno stato di ben-essere, in cui si sta bene con se stessi (vedi omeostasi). In vacanza si è più spensierati e si sta meglio con se stessi rispetto alle situazioni stressanti del lavoro, in cui si è più cupi, irritabili e meno disponibili a relazioni.


I meccanismi di difesa di Anna freud:

Anna Freud studiò i meccanismi di difesa attuati durante l’adolescenza, messi in atto per contrastare le pulsioni sessuali.

Con il passare del tempo la società diventa sempre più complessa quindi il momento in cui si diventa adulti (in possesso di un’identità sociale, professionale e sessuale) viene spostato in avanti.

Neotenia: periodo di immaturità del piccolo dell’uomo.

Durante l’adolescenza non si ha una vita sessuale regolare, ma la produzione ormonale è molto alta; gli adolescenti cercano quindi delle valvole di sfogo, come lo sport, il bere ecc.

Meccanismi di difesa:

sublimazione: dedicarsi ad attività di un livello intellettuale alto o artistiche

intellettualizzazione: l’adolescente discute per molto più tempo degli adulti ed è meno pratico

compensazione: si sostituisce un oggetto d’amore con un oggetto compensa-torio es.: se ad. non riesce a riversare affetto sulle persone e lo fa su un cucciolo

idealizzazione: l’adolescente è più rigido dell’adulto dal punto di vista morale: per l’adolescente è più facile essere intransigenti, o bianco o nero, mentre l’adulto cerca generalmente un compromesso

formazione reattiva: si manifesta con un atteggiamento contrario al vero stato d’animo, trasformando un sentimento nel suo opposto. es.: paura – aggressività


Collegamento con il turismo:

compensazione: amante durante le vacanze;

sublimazione: dedicarsi a pittura e altre attività artistiche, stage archeologici…



intellettualizzazione turismo culturale, stage di filosofia…

idealizzazione: si idealizza la meta della vacanza desiderando che tutto sia perfetto;

formazione reattiva: con comportamenti opposti a quelli che si hanno generalmente, a casa. es.: a casa a dieta al mare ci si abbuffa, a casa di studia sempre al mare non si apre nemmeno un libro.


NEVROSI DELLA DOMENICA: Concetto introdotto da Ferenczi nel 1940. L’individuo ha delle aspettative molto alte per i giorni festivi e tende a somatizzare, trasferire sul proprio corpo, il disagio di non aver soddisfatto completamente tali aspettative.


Approccio sociologico al turismo


Per studiare il turismo sotto l’aspetto sociologico bisogna fare riferimento alla sociologia della scuola marxista, dove si trova il concetto di alienazione. Alienare significa vendere in senso figurato, rinunciare alla propria personalità, io e desideri perché troppo impegnati in attività produttive lavorative. Nella seconda metà dell’Ottocento le persone lavoravano 14 ore al giorno, erano alienate, utilizzavano il poco tempo in cui non lavoravano per riposare e soddisfare i bisogni primari, quindi non avevano tempo libero Oggi le ore settimanali lavorative sono state ridotte, dalle 84.5 circa dell’800 siamo arrivati alle 40 - 36 (VW) - 32 in base alla realtà industriale o aziendale in cui si opera.

Con la riduzione della quantità di tempo occupato dalle attività lavorative nasce il problema di riempire e gestire il tempo libero; nascono anche la nevrosi della domenica e patologie dei pensionati e delle casalinghe che non riescono a occupare il tempo libero.

Il modo di occupare il tempo libero viene imposto oggi dalla società ed è divenuto una forma di consumo; nel tempo libero fanno tutti le stesse cose e ci si sente spesso obbligati a farle per non sentirsi tagliati fuori. Questa è nuovamente una forma di alienazione, non più ai processi produttivi ma al mercato. Le società di produzione si occupano anche di spingere a consumare nel tempo libero e di indurre dei bisogni.

Alcuni studiosi fanno una distinzione di tipo sociologico fra turisti e viaggiatori.

Il turista fa viaggi organizzati, non progetta, non pensa, non fa e diventa la metafora dell’uomo consumatore (sottoposto alle leggi della società consumi-stica), un libro francese si intitola l’Idiota du voyage riferendosi al turista. Oggi questa distinzione non esiste più in quanto anche chi vuole essere viaggiatore viene trattato dalla gente come un turista, non esiste più una distinzione netta ma gradazioni diverse. Fra turista o viaggiatore e locali non ci sono vero contatto e conoscenza reciproca perché ci sono impediti dagli stereotipi.

TURISMO OFTALMICO: il turista vede la realtà solo con gli occhi e spesso gli occhi sono in realtà la macchina fotografica o la cinepresa. Il turista perde l’abitudine di ricordare gli odori, i cibi, di toccare le cose…

Per essere potenziali turisti bisogna avere sia TEMPO che DENARO, le variabili sociologiche in gioco. Le categorie socio-professionali che fanno più turismo sono:

1. liberi professionisti

2. quadri

3. impiegati/operai

4. agricoltori, anche se stanno risalendo perché con la destagionalizzazione hanno la possibilità di fare le vacanze durante l’inverno.


La DESTAGIONALIZZAZIONE ha lo scopo di riequilibrare il flusso dei turisti durante l’anno; si attua attraverso l’offerta di servizi innovativi, la differenziazione dei prezzi, proponendo i servizi a target particolari es.: turismo della terza età… in Francia sono stati introdotti periodi di vacanze scolastiche nel corso dell’anno per incentivare al turismo… anche qui in Italia molti sfruttano la possibilità di scegliersi il periodo di ferie scegliendo diversi periodi più brevi nel corso dell’anno.


I mezzi di comunicazione e la divulgazione delle notizie in tutto il mondo hanno una notevole influenza sul turismo, es.: con lo scoppio della guerra in Afghanistan è calato il numero dei turisti giapponesi che vengono in Europa perché devono volare sopra l’Afghanistan; quando la rivista tedesca ‘der Spiegel’ ha pubblicato in copertina la foto di una bella donna associata alla Romagna ha fatto una buona pubblicità, al contrario quando ha pubblicato la foto di un piatto di spaghetti con una pistola infilata dentro ha fatto calare le vendite. Dopo il rapimento di alcuni tedeschi in Egitto, ci fu una grande propaganda sulla sicurezza dell’Egitto.

TURISMO NECROFILO: con lo scopo di visitare i luoghi della morte, presto a NY la gente vorrà vedere i resti delle torri gemelle, luogo di morte.


La cultura e le abitudini influiscono sul turismo: nei paesi del nord le vacanze vengono pianificate e prenotate con largo anticipo, anche sei mesi mentre in I si tende a prenotare più tardi, tanto che i T.O. hanno introdotto sconti sulle prenotazioni effettuate prima di aprile (hanno grossi vantaggi perché possono effettuare programmazioni a lungo termine). La diffusione del LAST MINUTE (esaltazione del consumo inconsapevole) è tipicamente italiana, in quanto gli italiani vogliono spendere meno e arrangiarsi per vivere bene.

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