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Evoluzione storica dell’economia aziendale




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Evoluzione storica dell’economia aziendale


Ottant’anni fa , il 13 novembre 1926, Gino Zappa proclamava la sua famosa “prolusione” in occasione dell’inaugurazione dell’anno Accademico 1926-27 del Regio Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali di Venezia ma già a cavallo tra il ‘400 e il ‘500, Luca Pacioli introduce la Partita Doppia



All’origine della contabilità tenuta nella forma della partita doppia ci sono alcune situazioni di fatto connesse allo sviluppo dei commerci, che determinano particolari esigenze. Il passaggio dall’azienda personale alla compagnia di soci, pone chi ha la responsabilità di amministrare la società nella condizione del tutto nuova di non poter più considerare una compravendita soltanto come un fatto personale di dare e di avere verso il contraente, bensì come una variazione della situazione della società nei confronti dei compagni, i capitali dei quali sono impegnati nel negozio stesso.

La contabilità rende funzionali al nuovo assetto le scritture già in uso, modificandole ove occorra: la prima nota, il giornale con le registrazioni quotidiane in rigoroso ordine cronologico, e il mastro con il riepilogo delle partite con i vari corrispondenti. Le maggiori trasformazioni riguardano soprattutto il Mastro, in quanto, in esso all’inizio sono considerati i beni patrimoniali e strumentali e il capitale della società poi via via tutte le operazioni di compravendita non più in relazione all’altro contraente, ma alle merci che, con le spese, le perdite e i profitti, divengono altrettante voci a debito o a credito, da registrarsi in due serie complete e antitetiche di dare/avere, nelle quali, al finale, il bilancio dovrà chiudersi sempre alla pari.

Luca Pacioli, attraverso la sua diretta esperienza nella cultura professionale del mercante nella città di Venezia, elabora e pubblica la Summa de aritmetica,una gran parte della quale è dedicata alle applicazioni della matematica ai commerci, e comprende , inoltre, il trattato sulla partita doppia De Computis et scripturis e una Tariffa.

La materia è svolta analiticamente e con grande efficacia didattica, con numerosi esempi e suggerimenti e consigli per il mercante; anche i procedimenti della partita doppia e le finalità di essa sono esposti in modo chiaro e convincente, dalla prima scrittura sino alla chiusura del bilancio.


La teoria di Fabio Besta:

Fabio Besta, così come i suoi più illustri contemporanei, Cerboni e Rossi, nonché come gli allievi e successori, primo fra tutti Gino Zappa, concentra gran parte della sua riflessione scientifica sul problema della definizione dell'oggetto della Ragioneria o, come diremmo oggi, dell'Economia aziendale.

I due concetti chiave utilizzati per definire tale oggetto sono quelli di azienda e di amministrazione:

  • L'azienda è vista da Besta come un insieme di fenomeni, negozi o rapporti mediante i quali i capitali divengono strumenti di produzione e le persone e le società tendono a raggiungere il proprio fine.
  • L'amministrazione è l'insieme degli atti di governo di tali fenomeni, negozi e rapporti; si compone sia di atti economici sia di atti non economici.

L'originalità di Fabio Besta sta nell'affermare che l'oggetto della ragioneria è l'amministrazione in senso lato e non solo quella economica; solo indagando tutta l'amministrazione si può infatti interpretare correttamente il suo sottoinsieme che è l'amministrazione economica e il suo oggetto che è l'azienda.

Assunta la visione allargata di amministrazione, Besta fa osservare che, per l'analisi e per la corretta formulazione delle scelte di governo delle aziende, si deve ricorrere ai contributi di una pluralità di scienze, tra cui la Ragioneria.

In ogni caso, secondo Besta, l'amministrazione suddetta può essere distinta in tre momenti interdipendenti:

a) la gestione, ossia l'attività direttamente volta ai fini dell'azienda (le operazioni di acquisizione, di trasformazione e di impiego della ricchezza);

b) la direzione, ossia l'attività di impostazione, di guida e di coordinamento della gestione;

c) il controllo (o riscontro), ossia l'attività di studio e di rilevazione della gestione orientata a comprendere la natura della gestione stessa e le relazioni di causa ed effetto che ne collegano le manifestazioni. Le conoscenze derivanti dall'attività di controllo alimentano l'attività di direzione. Quanto a tale controllo, esso viene inteso in senso molto ampio e non si limita alla rilevazione e alla verifica a posteriori, ma si estende all'analisi profonda del tessuto causale della gestione.



In sostanza, la definizione bestiana della Ragioneria come scienza del controllo porta comunque la Ragioneria stessa ad allargare notevolmente i propri orizzonti e a compiere un decisivo passo in direzione dell'Economia aziendale moderna.

La teoria di Gino Zappa:

La tripartizione di Zappa

Zappa individuò tre grandi settori di studio dell’ec.aziendale:

  • La scienza dell'organizzazione o tecnica organizzativa, che si occupa del problema del coordinamento dei vari fattori produttivi che operano nell'azienda;
  • La tecnica economica, che studia le gestione dell'azienda, vale a dire la razionalizzazione delle operazioni e dei fatti aziendali in modo da indirizzare il soggetto economico verso il raggiungimento delle sue finalità con il miglior impiego dei mezzi a sua disposizione;
  • La ragioneria, ossia lo studio delle rilevazioni aziendali riguardante, in particolare, l'analisi anche interpretativa e la trascrizione, secondo la normativa vigente, dei fenomeni aziendali.

Visione sistemica d'azienda e concetti chiave del sistema contabile

Definita dal grande studioso come una 'coordinazione economica in atto', nata per soddisfare i bisogni umani e destinata a perdurare nel tempo. Tale definizione consente all'autore di superare il proprio maestro (Fabio Besta) che definiva l'azienda come 'insieme di negozi, rapporti, fenomeni'.

Con Zappa il complesso aziendale è superiore rispetto alla semplice somma delle sue parti componenti, il 'tutto coordinato', proprio in virtù del coordinamento delle singole parti al fine di raggiungere gli obiettivi aziendali, fa sì che l'azienda stessa assuma un valore che va al di là della somma dei suoi componenti elementari.

La visione sistemica di Zappa è riscontrabile anche nei due concetti chiave del sistema contabile (il Sistema del Reddito) impostato dall'autore: il capitale ed il reddito.

Il capitale

È un 'fondo di valori, riferito ad un determinato istante': il capitale non può essere ridotto semplicemente alla somma dei singoli elementi patrimoniali, come avviene nel pensiero di Besta, in quanto tali elementi sono fortemente interdipendenti tra di loro e, cooperando e interrelandosi tra di loro per raggiungere i fini aziendali, fanno sì che il valore del capitale superi quello scaturente dalla somma dei suoi componenti.

Gli elementi che compongono il capitale sono sia di natura materiale (come ad esempio fabbricati, terreni, arredamenti per gli uffici) che di natura immateriale (come marchi e brevetti): si noti anche in questo caso la distanza dal pensiero del Besta, che considerava beni capitali solamente i primi, mentre i beni immateriali erano visti non come ricchezza in sé, ma come 'condizioni per la futura produzione di ricchezza'.

Nella visione zappiana, se da un punto di vista 'contabile' il capitale appare come un fondo di valori, dal quale il reddito scaturisce e al quale periodicamente il reddito si aggiunge, da un punto di vista 'economico' la prospettiva risulta ribaltata: infatti il valore del capitale è dato, secondo la definizione dell'autore, dalla 'capitalizzazione dei redditi futuri'. Con tale definizione Zappa afferma che il capitale trova nel reddito la propria giustificazione, in quanto il suo valore dipende direttamente dalla sua capacità di fornire redditi futuri: gli investimenti aziendali assumono valore in virtù della loro attitudine a generare redditi.



Il reddito

Viene definito come 'la variazione che il capitale subisce per effetto della gestione in un determinato periodo di tempo'. Anche il reddito deve essere considerato solo nel suo complesso e non come somma delle sue singole parti componenti (vale di nuovo una visione sistemica), e non può essere riferito ad uno o più elementi patrimoniali, dato che esso scaturisce dall'interrelazione complessa di tutti i beni capitali.

Analizzando la definizione di reddito fornita da Zappa si evince che esso è legato strettamente alla gestione; ne consegue che non fa parte del reddito stesso tutto ciò che non scaturisce dalla gestione e dalle decisioni dell'imprenditore. In più, per poter misurare il reddito è necessario considerare un preciso intervallo di tempo: considerando il momento iniziale (T1) e finale (T2) di tale intervallo, il reddito sarà dato dalla differenza tra il valore del capitale al tempo T1 ed il valore del capitale stesso al tempo T2.

Per la misurazione del reddito è essenziale attendere la fine del periodo considerato per l'osservazione: infatti, cercare di misurare il reddito mentre esso si forma richiede approssimazioni e stime che rendono poco sicuro il risultato finale. Secondo Zappa, anche la suddivisione della vita aziendale in tanti esercizi comporta stime che riducono l'affidabilità del valore reddituale calcolato: il momento migliore per calcolare il reddito prodotto dall'azienda si ha quando l'azienda cessa di esistere.



OGGI:

Questo breve excursus evidenzia come siano stati numerosi i cambiamenti e le attribuzioni assegnate alle scritture contabili, frutto delle diverse esigenze informative dei diversi interessi. A seconda delle esigenze e degli interessi, infatti, sono venuti a modificarsi procedure applicative e contenuti delle scritture contabili.

Oggi l’azienda coinvolge una moltitudine di soggetti che a vario titolo hanno interessi economici (azionisti, clienti, fornitori, dipendenti, Enti Pubblici, etc.): in un tale contesto dinamico si è affermata la “teoria dell’impresa” in cui l’azienda non è più concepita come entità autonoma, esistente a beneficio del titolare-proprietario, ma come istituzione sociale. L’impresa è divenuta parte in causa delle conflittualità che caratterizzano la società moderna proprio per la natura degli interessi contrapposti che in essa confluiscono. Diventa pertanto evidente l’importanza di un orientamento contabile che sappia garantire coloro che da una gestione sana dell’impresa, fondata sull’interpretazione equilibrata dei dati contabili, vedano tutelati i propri interessi. In questo senso vanno lette le molte istanze tese a favorire una più accurata informazione aziendale. L’odierno obiettivo della contabilità è, quindi, quello di offrire all’esterno un'informazione chiara, veritiera e corretta del reddito prodotto.

É sulla base di queste considerazioni che si fa sempre più strada l’uso di metodiche che prescindono dai dati storici di conto, per fornire dati e informazioni sul valore economico della realtà aziendale, soprattutto in considerazione dell’importanza assunta dai componenti immateriali del capitale.


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