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I processi di sottotitolazione interlinguistica




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I processi di sottotitolazione interlinguistica







La sottotitolazione è un lavoro di squadra che varia a seconda delle esigenze delle agenzie e dei clienti. Come ha notato Diana Sánchez: “standard procedure is not a term which is really applicable to this field and most studios would seem to have developed and honed their own procedures over the year . Il processo di sottotitolazione, dunque, segue passaggi diversi a seconda delle esigenze del cliente e del mezzo mediante il quale i sottotitoli stessi sono creati. La commercializzazione di nuovi software, infatti, ha notevolmente semplificato le tappe che fino a qualche anno fa erano necessarie ai fini della sottotitolazione.

L’avvento del digitale ha portato a un uso sempre maggiore della sottotitolazione elettronica, la quale, ad esempio, non prevede l’impressione dei sottotitoli sulla pellicola. Quest’ultima procedura consisteva nell imprimere, in maniera particolare con il laser, i sottotitoli sulla pellicola in modo da farli apparire e scomparire sullo schermo al momento desiderato. Per i motivi sopra descritti, l’impressione è stata del tutto eliminata dal processo di sottotitolazione.

La fase del lavaggio è un’altra tappa divenuta ormai superflua: essa consisteva nel lavare la pellicola con i sottotitoli in un macchinario speciale (i sottotitoli impressi con il laser, infatti, apparivano scuri a causa di una polvere che si creava durante il processo).

Anche se ogni agenzia ha i propri standard, il processo di sottotitolazione avviene, generalmente, secondo due varianti principali



) Adattamento – Spotting – Traduzione oppure

2) Traduzione/Adattamento – Spotting



È necessario precisare che con il termine “adattamento” si intende il processo mediante il quale il testo di partenza o di arrivo, a seconda della procedura adottata, viene diviso e ordinato in sottotitoli (generalmente tenendo anche conto di vincoli spazio-temporali e velocità di lettura).

Il primo metodo è quello più diffuso per la creazione di sottotitoli interlinguistici destinati al mercato internazionale; è il caso dei DVD di film americani94 che possono essere sottotitolati in lingue diverse, fino a un massimo di 3 .

In questo caso, le case di distribuzione o le reti televisive non avrebbero nessun vantaggio nel commissionare il lavoro di sottotitolazione a una agenzia diversa per ogni lingua. Il processo, infatti, risulterebbe lungo, non omogeneo e costoso.

Si preferisce dunque procedere con l’adattamento e lo spotting nella lingua di partenza; i sottotitoli così creati (tutti con gli stessi tempi di entrata e uscita) vengono poi tradotti nelle lingue richieste. Il vantaggio di questo metodo consiste nel fatto che i sottotitoli possono esser tradotti simultaneamente in italiano, francese, spagnolo e così via, senza il bisogno di effettuare lo spotting in ogni singola lingua. Inoltre, le traduzioni possono essere commissionate a traduttori freelance, in grado di svolgere il lavoro da casa con il proprio computer, oppure a un’unica grande agenzia specializzata in più lingue.

Tuttavia, questa procedura presenta anche degli svantaggi: essa, infatti, non tiene conto delle diverse strutture sintattiche delle lingue in cui sono tradotti i sottotitoli (si pensi alla natura complessa e ipotattica dell italiano a confronto con quella più semplice e spesso paratattica dell’inglese).

I traduttori, dunque, se lasciati liberi di operare modifiche su adattamento e


spotting, preferirebbero forse creare sottotitoli più consoni alla propria lingua di arrivo.


Nel seguente esempio, riportiamo due sottotitoli, ciascuno con tempi di entrata e uscita, durata totale sullo schermo e numero massimo di caratteri permessi



0 00. 3 0 : 0:02.06 2:03 25

Could you please explain why?


0 02. 9 01:0 :0 21 2: 2 4


It was completed a month ago.




Ai traduttori è dunque richiesto di tradurre il primo sottotitolo rispettando il limite di 25 caratteri e lasciando tutti gli altri dati invariati. Inoltre, al traduttore non è in alcun modo concesso di unire i due sottotitoli.



Il secondo processo di sottotitolazione prevede che la traduzione e l’adattamento siano effettuati simultaneamente prima dello spotting, o viceversa. Una sola persona, quindi, si occupa di tutti i passaggi, sia della parte di traduzione, sia di quella tecnica.

Il vantaggio principale consiste nel fatto che il sottotitolatore è libero di dividere il prototesto come più ritiene opportuno, a prescindere dai sottotitoli in lingua originale: egli, in base alle circostanze, può dunque valutare se riportare un dialogo o ricorrere a sottotitoli brevi di una sola riga. Questo secondo metodo sembrerebbe essere migliore, poiché condurrebbe alla realizzazione di sottotitoli di alta qualità sia da un punto di vista linguistico che tecnico. Secondo Sánchez questa tecnica di sottotitolazione presenta un unico svantaggio: non sempre i traduttori possiedono le conoscenze tecniche

adeguate per fare lo spotting Tuttavia, i nuovi software reperibili in rete presentano


delle interfacce user-friendly che li rendono accessibili anche a chi non è esperto in ambito tecnico-informatico.

I sottotitoli proposti nella seconda parte di questa tesi sono stati realizzati secondo l ultimo metodo descritto; ci siamo dunque occupati di tutte le fasi necessarie alla loro realizzazione. Si intende inoltre precisare che, in mancanza della lista con i dialoghi originali, si è provveduto a trascrivere il testo di partenza a partire dalla colonna sonora inglese, tenendo anche conto di elementi acustici e visivi come canzoni, cartelli, lettere, titoli di giornali, voci provenienti da radio e televisioni, voci fuori campo, ecc.









1. Le competenze del sottotitolatore




Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo dei software, è nata la figura del sottotitolatore, ovvero una persona con competenze sia linguistiche che tecniche, in grado di operare nelle tre fasi elencate precedentemente: traduzione, adattamento e spotting.

Da un punto di vista linguistico, dunque, al sottotitolatore è richiesta innanzitutto la competenza nella comprensione orale del testo audiovisivo originale e l’abilità di interpretare i riferimenti culturali, anche impliciti, le eventuali varietà sociolinguistiche con cui si esprimono i personaggi, le connotazioni associate alla loro pronuncia e le componenti pragmatiche del discorso

Il   sottotitolatore, inoltre, deve saper riconoscere nel prototesto i nuclei


informativi essenziali e sintetizzarli eliminando le informazioni superflue che non consentirebbero al sottotitolo di rispettare i limiti di spazio cui è costretto. Per concludere, a questa figura professionale è richiesto il difficile compito di trasportare un messaggio orale in uno scritto.

Da un punto di vista tecnico, il sottotitolatore deve dimostrare competenza nell uso di software per la sottotitolazione e abilità nel trasformare la traduzione in veri e propri sottotitoli (il processo di adattamento descritto nel paragrafo precedente

Anche se “ideally the translation and subtitling functions should be combined in one person which will reduce the risk of error due to the inaccurate communication of concepts” nel caso dell industria del DVD, come già descritto, è spesso richiesta la collaborazione di più figure professionali: spotter, adattatore e traduttore, ossia tre professionisti che svolgono i compiti che il sottotitolatore, in generale, opera da solo.

In questo caso, lo spotter fornisce al traduttore template e master titles, ovvero i documenti che contengono i sottotitoli dei dialoghi nella lingua originale e i tempi di entrata e uscita di questi ultimi. In questo modo, spotter e adattatore (che possono anche essere la stessa persona) garantiscono ai traduttori sottotitoli segmentati tutti alla stessa maniera e con uno spotting identico.




. Software per la sottotitolazione




I primi software per la sottotitolazione risalgono alla metà degli anni ’ 0; da allora sono stati perfezionati sempre di più fino ad arrivare a quelli di ultima generazione, che consentono di fare lo spotting dei dialoghi, di usare il controllo ortografico per evitare refusi nel testo tradotto, di sincronizzare immagini e testo e di vedere una simulazione del risultato finale.



In Italia, i programmi più utilizzati a livello professionale sono Swift e Wincaps, commercializzati rispettivamente dalla Softel e dalla SysMedia . Questi software hanno un prezzo di mercato che supera i mille euro; per questo motivo, in genere, vengono utilizzati dal sottotitolatore freelance solamente nel caso in cui sia l’agenzia o la casa distributrice che commissiona il lavoro a fornirglieli.

Per la realizzazione dei sottotitoli proposti nella seconda parte della tesi si è utilizzato il programma Subtitle Workshop, commercializzato dalla Urosoft e scaricabile gratuitamente dal web. Si tratta di un programma intuitivo e facile da usare: supporta uninstallazione multi language, offre la funzione di video preview, che consente di controllare in tempo reale l’entrata e l’uscita dei sottotitoli con la sincronizzazione (da noi) impostata, permette di editare il testo e di personalizzare colore, sfondo e dimensioni dei sottotitoli stessi. Per questi motivi, Subtitle Workshop è tuttora considerato tra i software non professionali più efficienti e completi presenti in rete.

Come si può vedere nella Figura 4, il programma presenta un’interfaccia user- friendly: nella finestra di dialogo superiore è visualizzabile il video, mentre in quella inferiore i sottotitoli in traduzione, i quali compaiono anche sullo schermo in sincronia con le immagini.

Sotto la finestra del video, a destra, è collocato il timecode, che riporta l’ora, i minuti, i secondi e i frame (fotogrammi al secondo). Questi ultimi sono essenziali per la sincronizzazione dei sottotitoli e la loro corretta successione sullo schermo (è infatti opportuno che tra un sottotitolo e l’altro ci siano almeno 200 frame).






(Figura 4)




Sotto la finestra dei sottotitoli, in basso a sinistra, possiamo vedere i menù a scorrimento: show (che indica il momento dell entrata del sottotitolo), hide (che ne segnala luscita) e duration (la durata complessiva sullo schermo).

Prima di passare alla fase di sottotitolazione vera e propria, è necessario caricare il video da sottotitolare tramite il menù Movie > Open (Figura 5) e attivare la schermatadei sottotitoli tramite File > New Subtitle (Figura 6).








 
(Figura 5) (Figura 6)



Si clicca dunque sui pulsanti Start subtitle (il dodicesimo a partire da sinistra) e End subtitle, collocati sotto il video, per determinare l’inizio e la fine del sottotitolo, i cui tempi compariranno poi sui menù show, hide e duration.

Dopo aver effettuato lo spotting, si può passare alla scrittura dei sottotitoli in traduzione nella finestra di inserimento collocata in fondo a destra (Figura ).













 
(Figura 7)






Tramite l’opzione Settings della barra dei men , è possibile scegliere la posizione del sottotitolo sullo schermo, il numero massimo di caratteri per riga, il tipo e il colore di questi ultimi e il minimo di frame che deve intercorrere tra un sottotitolo e l’altro.








 
(Figura 7) (Figura 8)



Selezionando invece l’opzione Tools, è possibile impostare il correttore ortografico (spell check) e utilizzare la funzione di unione o di divisione del sottotitolo (split/join subtitles), nel caso si volesse modificare lo spotting iniziale. Per concludere, una volta terminato il lavoro, si può ottenere una simulazione del risultato finale tramite la funzione external preview, selezionabile anch’essa dal menù Tools (Figura 9).







(Figura 9)




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