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Corinebatteri, listeria monocytogenes, gardnella vaginalis




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CORINEBATTERI

·       BACILLI a forma di clava  (x la presenza di una dilatazione della cellula ad uno degli estremi)



·       GRAM + o variabile

·       Sprovvisti di capsula

·       Asporigeni

·       Immobili

·       Aerobi-anaerobi facoltativi

·       Crescono bene in terreni arricchiti con liquidi organici (siero). Crescono in presenza di tellurito di potassio, tossico x la > parte degli altri batteri.

·       Catalasi +

·       Nella divisione cellulare: la separazione delle cellule figlie avviene x progressivo scollamento lungo il piano in cui si sono formate le nuove membrane, le 2 cellule sono portate a ruotare, facendo perno sulla zona il cui distacco avviene + tardivamente , assumendo una disposizione ad L e poi a V per finire, a separazione avvenuta, parallele l’una all’altra.

·       I corinebatteri presentano un aggruppamento a “lettere cinesi”. La tendenza delle cellule a rimanere riunite, parallele l’una all’altra a formare delle “palizzate

·       Il principale Corynebacterium medico è : CORYNEBACTERIUM DIPHTHERIAE

CORYNEBACTERIUM DIPHTHERIAE

EZIOLOGIA

§       o bacillo difterico, è l’agente etiologico della difterite. In natura esso infetta solo la specie umana e pertanto la difterite è un’affezione esclusivamente dell’uomo.

§       La difterite -> consiste nell’infiammazione localizzata di una mucosa, il cui epitelio va incontro a necrosi e viene inglobato in un essudato ricco di leucociti e fibrina, dando luogo alla formazione di una pseudomembrana grigiastra, che aderisce al connettivo sottomucoso. L’infezione difterica si localizza al naso-faringe, alle tonsille, all’ugola, alla congiuntiva e all’orecchio medio. I bacilli difterici rimangono localizzati al focolaio infiammatorio senza alcuna tendenza a invadere il torrente circolatorio.

§       La sorgente di infezione: a) ammalati di difterite; b) portatori (naso-faringei) sani di C. diphtheriae. Sia la condizione di portatore, sia la malattia conclamata sono un appannaggio esclusivo dell’età infantile (in epoca pre-vaccinale).

MECCANISMO D’AZIONE PATOGENA

§       La tossina difterica: che essi producono è l’unico strumento di patogenicità, diffonde x via ematica in tutto l’organismo e provoca gravi lesioni degenerative a carico del miocardio, del fegato, dei reni, delle ghiandole surrenali. Essa è codificata dal gene tox di un fago temperato integrato nel cromosoma batterico che viene trascritto in condizioni di stress da carenza di Ferro. La tossina di tipo A-B (di tipo pantropo); l’oligomero B serve a legare la tossina  ad alcune glicoproteine della superficie cellulare ed a favorire la traslocazione intracellulare del componente A, la quale ha un’azione ADP-ribosil-trasferasica. Il bersaglio è rappresentato dal fattore di allungamento EF-2 che interviene nella sintesi della catena peptidica a livello della traslocazione; il complesso EF-2 -ADP-ribosio è inattivo e di conseguenza la sintesi proteica viene bloccata, portando a morte la cellula.

§       La produzione di tossina è un esempio di conversione lisogenica, l’espressione del gene tox del profago è sotto il controllo di un repressore funzionale solo dopo combinazione con ioni ferro

CARATTERI ANTIGENI

·       Nella parete cellulare, collegate alla porzione peptidoglicanica, si trovano notevoli quantità di polisaccaridi formati da arabinogalactani esterificati con acigi grassi saturi. + superficialmente è presente uno strato proteico e notevole quantità di diesteri del trealoso.

·       La porzione polisaccaridica forma l’antigene O, è un antigene di gruppo (comune a molte specie di corinebatteri)

·       La porzione proteica rappresenta l’antigene K, tipo-specifico, che consente di dividere i corinebatteri in numerosi tipi sierologici.

METODI DI IDENTIFICAZIONE

Ø    L’identificazione microscopica: può trarre vantaggio dall’impiego di sieri immuni anti-tossina coniugati con fluorescina, i quali colorano i corinebatteri tossigeni alla cui superficie è presente una certa quantità di tossina. Con la sola identificazione microscopica non si ha mai la certezza assoluta, la diagnosi va confermata con :

Ø    L’esame colturale: il materiale viene inoculato in terreno di Loffler (siero di vitello coagulato), nel quale i bacilli difterici crescono molto rapidamente (in 4-8 ore); contemporaneamente il materiale viene inoculato in una piastra di terreno selettivo (terreno di Hoyle) costituito da agar-sangue-tellurito di potassio (agar cioccolato -> dopo la preparazione e prima della distribuzione nella piastra, viene scaldato a 60°C fino a che il sangue non prenda un colore rosso-bruno, lo scopo è quello di provocare la fuoriuscita dei globuli rossi dai materiali che diventano disponibili x il batterio) sul quale i corinebatteri crescono producendo colonie (in 24-48 h) di colorito nerastro. Nel terreno al tellutito: le colonie possono avere 2 aspetti:



a)     colonie di (2-3mm) tondeggianti, a margini netti e calotta convessa; queste colonie sono anche dette di “tipo mite” ;

b) colonie di (3-4 mm) con centro rilevato, margini frastagliati e superficie percorsa da pliche radiali;

I batteri sviluppati in terreno di Loffler entro le prime 8 ore dalla semina, vengono esaminate microscopicamente.

Ø     L’identificazione definitiva: è complicata dal fatto che la popolazione batterica normale dell’oro-faringe umano comprende specie non patogene come i corinebatteri pseudodifterici. Quindi l’identificazione si basa sulla dimostrazione della produzione di tossina :

a)     in vivo  -> inoculazione intradermica di 0,2 –0,4 ml di una brodocoltura  del batterio in esame, in 2 cavie, in 1 delle quali si inoculano da 500 a 1000 unità di antitossina difeterica. La comparsa di lesioni e la morte della cavia non protetta consentono di fare una diagnosi sicura;

b)     in vitro  -> mediante la prova di precipitazione in agar; consiste nel deporre al fondo di una piastra una striscia di carta bibula imbevuta di antitossina, versandovi sopra agar-siero (viene fatto gelificare). Il batterio in esame viene in seminato sulla superficie dell’agar, lungo una linea perpendicolare all’asse > della striscia di carta. L’antitossina contenuta nella carta e la tossina (prodotta dal batterio) diffondono lungo direttrici perpendicolari, formando un precipitato (in 24 h) lungo il fronte d’incontro (in corrispondenza della bisettrice dell’angono retto formato dalla coltura e dalla striscia di carta).

REAZIONI SIEROLOGICHE

- La difterite è un’affezione acuta la cui diagnosi è urgente, non è quindi possibile ricercare anticorpi.

- Per stabilire se un soggetto sano è o no immune nei confronti della tossina difterica, si può ricorrere alla reazione di Schick che consiste nell’inoculazione nel derma della faccia volare di un avambraccio di 0,1 ml, una quantità purificata di tossina. Nei soggetti che possiedono anticorpi antitossici, la tossina viene neutralizzata e non si osserva nessuna reazione nel punto di inoculazione; mentre nei soggetti non immuni la tossina provoca un danno localizzato, che si traduce nella comparsa di una papula  e di una piccola zona necrotica.

TERAPIA

I corinebatteri difterici sono sensibili alle: penicilline , cefalosporine, tetracicline, eritromicina. Cmq il solo trattamento antibiotico non è sufficiente, poiché la tossina è la protagonista della lesione. Quindi lo scopo della terapia è impedire che la tossina si leghi alle cellule, ciò si può ottenere tramite la neutralizzazione della tossina mediante la somministrazione dei relativi anticorpi già preformati (siero antidifterico).

METODI DI IMMUNIZZAZIONE

-   L’immunizzazione attiva (vaccinazione) : si pratica mediate la somministrazione di vaccini a base di anatossina.

-   L’immunità passiva (sieroterapia) : nel corso della malattia, si usano sieri di animali di grossa taglia (cavallo o bue) immunizzati artificialmente ; o mediante preparazioni di gamma-globuline umane iperimmuni.

ALTRI CORINEBATTERI PATOGENI X L’UOMO

Ø     C. PSEUDOTUBERCULOSIS → molto simile a C. diphtheriae (può essere lisogenizzato con un fago β a produrre tossina difterica); produce normalmente un’esotossina è causa di linfangiti ulcerative ed infezioni purulente nelle pecore, occasionalmente anche nell’uomo.

Ø     C. ULCERANS → produce una tossina molto simile a quella difterica ed una tossina non distinguibile da quella di C. pseudotuberculosis. Nell’uomo può provocare lesioni faringee e cutanee simili a quelle difteriche classiche.

Ø     C. MINUTISSIMUM → sembra l’agente eziologico dell’eritrasma (una lesione cutanea caratterizzata da ipercheratosi e da una fluorescenza rosso-corallo alla illuminazione con luce di Wood)

Ø     C. PYOGENES → commensale occasionale delle mucose faringea e vaginale, possono causare uretriti e vaginiti.

LISTERIA MONOCYTOGENES

¨     Bacilletti piccoli, pleomorfi

¨     GRAM +

¨     Si dispongono a V o a palizzate (x tali motivi sono stati assimilati ai corinebatteri)

¨     Aerobi-anaerobi facoltativi

¨     Sprovvisti di capsula

¨     Asporigeni

¨     Mobili  (presenza di flagelli polari)

¨     Catalasi +

¨     Idrolizzano l’esclulina

¨     In vitro: in piastre di agar-sangue le colonie sono circondate da uno stretto alone di emolisi completa, dovuto alla produzione di una emolisina listeriolisina-O

¨     Le infezioni da essa provocane nell’uomo e negli animali, sono caratterizzate da un elevato numero di grossi monociti nel sangue circolante.




EZIOLOGIA

-        L’infezione da Listeria è largamente diffusa tra gli animali, buona parte delle infezioni umane sembrano derivare dalla ingestione di carni fresche, insaccati o latticini, prodotti con materiali provenienti da animali infetti.

-        Le forme cliniche + frequentemente isolate: meningiti purulente, meningoencefaliti, setticemie.

MECCANISMO DI AZIONE PATOGENA

·       La listeriosi rappresenterebbe una delle + frequenti cause di aborto negli ultimi periodi della gravidanza.

·       È un parassita intracellulare e ha una profonda influenza sul citoscheletro cell, è  in grado di indurre una drammatica polimerizzazione dell’actina (che il batterio sfrutta x muoversi all’interno della cellula e trasmettersi alle cellule vicine). Dopo pochi minuti dall’ingresso  nella cellula, il batterio si rende libero nel citosol lisando la membrana del vacuolo endosomico; si riveste invece di actina polimerizzata, iniziando a dividersi. La continua polimerizzazione di actina finisce con il formare una “coda” di materiale fibroso che il batterio si trascina movendosi all’interno della cellula. I batteri giunti nei pressi della membrana, utilizzano la spinta della coda di actina, x indurre sulla membrana la formazione di protuberze che si spinge nella membrana di una cellula vicina, forzandone la introflessione, che finisce col dar luogo a una sorta di vescicola ( con doppia membrana) dalla quale il batterio si libera x la dissoluzione di alcuni tratti dell’involucro membranoso.

·       L’azione sull’actina e la motilità intercellulare dipendono da una proteina : ActA, si attiva solo dopo l’ingresso del batterio nella cellula ospite.

·       Nell’azione patogena, intervengono alcuni lipidi collocati nella membrana e nella parete cellulare che sono in grado di provocare alterazioni nel metabolismo dei carboidrati (diminuzione della gluconeogenesi, diminuzione del tasso di glucosio circolante) e aumento dell’azoto ureico nel sangue. Il gliceride A è responsabile dell’intensa risposta monolitica in tutte le infezioni da Listeria.

METODI DI IDENTIFICAZIONE

- L’identificazione nei materiali patologici è possibile solo mediante isolamento colturale. Listeria cresce bene nei comuni terreni di coltura. Per la ricerca colturale si utilizzano piastre di agar-sangue, in cui le colonie sono rotonde, a margini netti, circondate da un alone di emolisi torbida.

- I batteri presenti nelle colonie sospette devono essere differenziati da i corinebatteri pseudodifterici, ciò è possibile esaminando la motilità dei batteri al MO, le Listerie sono mobili. La differenziazione con streptococchi e enterococchi si basa sulla dimostrazione di catalasi, sempre presenti nelle colture di Listeria.

REAZIONI SIEROLOGICHE

- Agglutinazione e fissazione del complemento, hanno poco significato, dato che Listeria monocytogenes presenta alcuni antigeni comuni a vari altri batteri Gram + (Corinebatteri pseudodifterici e stafilococchi)

GARDNELLA VAGINALIS

·       Bacilletto

·       Immobile

·       Asporigeno

·       GRAM variabile (+ nella fase di crescita esponenziale)

·       Cresce solo in terreni arricchiti di liquidi organici (sangue, siero). In agar-sangue le colonie sono circondate da un alone di β-emolisi.

·       Produce acidi da glucoso, maltoso, amido, glicogeno

·       Catalasi –

·       Perossidasi –

·       Ureasi –

EZIOLOGIA

- Causa vaginite, caratterizzata da perdite vaginali grigiastre, con un pH = o > di 4,5, caratteristico odore sgradevole.

- In preparati microscopici a fresco dell’essudato vaginale, è costante il reperto di numerose cellule epiteliali ricoperte da bacilli di piccole dimensioni.

- La specie Gardnella vaginalis comprende 7 diversi gruppi antigeni.

- Occasionalmente presente nella popolazione vaginale anche in soggetti sani, è associata con la presenza di “vaginite aspecifica” è può trasmettersi x contagio sessuale; è stata infetti repertata anche nell’uretra del partner di sesso maschile.

- Numerosi batteri anaerobi Mobiluncus sp, potrebbero giocare un ruolo nell’affezione, in associazione con Gardnella vaginalis, e sarebbero favoriti nello sviluppo proprio dalla presenza di Gardnella.  L’odore sgradevole è causato dalla presenza di amine prodotte ad opera di vari batteri anaerobi e non è causato dall’attività metabolica di Gardnella.

TERAPIA

Questo tipo di vaginite è sensibile al trattamento con metronidazolo, che è un farmaco attivo sui batteri anaerobi

 

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Appunti su: corinebatteri, corinobatteri catalasi, metodi di identificazione corynebacterium diphtheriae, pantropo significato,







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