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Arti figurative nella seconda meta’ del 500




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ARTI FIGURATIVE NELLA SECONDA META’ DEL 500

(Italia centrale )

Il controllo della chiesa è molto più serrato sull’arte figurativa in quanto essa  ha un ruolo fondamentale nella diffusione di un messaggio.



-epoca di grande analfabetismo e per questo motivo i utilizzavano le immagini per parlare al popolo.

-periodo del Concilio di Trento :concilio tra fede cristiana e fede protestante

-il concilio fu visto però solo come un mezzo per opporsi al protestantesimo.

-REAZIONI: indice dei libri proibiti, tribunale dell’inquisizione

-si stabilirono degli schemi per una precisa iconografia cioè come dovevano essere realizzate le immagini sacre ;nascite delle immagini prescritte

-i trattati furono scritti da degli uomini della chiesa come per esempio il Cardinale Paleotti e De Giugno: prescrizioni su come doveva essere realizzata l’immagine sacre.

GIGLI: scrisse i “Due dialoghi degli errori dei pittori”

Bolognesi scrisse “Discorso intorno le immagini sacre e profane”

-clima di forte tensione nei paesi in cui la chiesa domina incontrastata cioè Italia e Spagna

-nel 600 il controllo della Spagna viene esteso sino in Italia (pace di Catò-Cambresì)

-governo parassitario che specula su i meno abbienti le tasse rovinano i ceti popolari, i privilegi vengono stabiliti solo per l’aristocrazia> subentò la peste ,le numerose carestie, la crisi economica conseguente alla crescita demografica ,crescita del latifondo.

-avvenne la ricaduta verso un regime retrivo che non è in grado d’incentivare le risorse della nazione.

-il commercio non era protetto ne favorito e viene incentrato solo verso i paesi atlantici, verso l’America da parte dei Paesi Bassi ,della Francia e dell’Inghilterra.

-il governo non favorisce gli interessi della borghesia che s’impoverisce

-aumenta il latifondo e le attività più danarose si perdono a favore dell’aristocrazia.

-CHIESA che reprime il libero pensiero, gestisce la cultura, impedisce all’uomo di pensare (Galilei, Bruno, Campanella ,Bacone).

-i pensatori sono ostacolati e viene meno la classe degli intellettuali

-non c’è impegno politico perché la situazione non lo permette (600 secolo buio)

-nell’Italia centrale c’è una produzione artistica ma è controllata dalla Chiesa.

-nascita e diffusione degli ordini dei gesuiti.

-la Chiesa aumenta il suo potere politico perché inizia a condurre una politica di diffusione della fede a partire dall’educazione dei bambini.

Gesuiti: diffondono una cultura religiosa tramite insegnamento privato nella famiglie, creano rapporti con le famiglie emergenti.

-Chiesa alleata con lo Stato che le concede la max libertà

(opere di carattere mitologico) sono ideali perché celebrano l’importanza del committente ma non c’è trasparenza

-Paesi Bassi :avviene la max affermazione della ritrattistica e dei generi non impegnativi.

-paesaggi “natura morta” opere ideologicamente non importanti così come il ritratto che serve solo a celebrare il singolo individuo

ARTE DEL BAROCCO: produzione artistica che nasce a Roma nel 1640e coincide con la max egemonia della Chiesa Barocco non è l’arte del 600 perché è un secolo influenzato da molte correnti

PROBLEMA DELLA IMMAGINI SACRE:

-periodo che vede dilagare in Europa la Riforma Protestante e ciò comporta una serie di problemi alla chiesa

luterani che vanno conto l’utilizzo delle immagini sacre.

-Posizione dei  luterani appoggiati anche dai calvinisti: considerano il culto dell immagini religiose una pratica che esclude il contatto tra l’uomo e Dio (su cui si fonda il principio del sacerdozio universale)




-Posizione della chiesa di roma: riconosce all’immagine sacre un valore didattico e morale e rifiutando il principio del sacerdozio universale afferma la necessità della mediazione del clero e dell’intercessione dei santi.;immagini che fanno parte della tradizione della chiesa.

-Concilio di Trento: stabilisce delle indicazioni per la salvaguardia della tradizione e la comprensibilità delle immagini sacre; si sfocia in una presa di posizione a favore del controllo delle immagini sacre da parte dell’autorità ecclesiastica e nella richiesta di soggetti chiari ,semplici ,adatti alla comprensione di tutti

-dagi anni 70 cominciano ad apparire trattati sull’arte sacra: nel 1580 il cardinale Paleotti pubblica il suo “discorso intorno le immagini sacre e profane” dove spiega le nuove esigenze di chiarezza e semplificazione

-contestazione contro le licenze manieristiche che avevano introdotto nell’arte sacre temi e motivi profani che allontanavano i soggetti religiosi dalla necessaria chiarezza di rappresentazione.

-le critiche più aspre coinvolgono l’opera michelangiolesca del “Giudizio Universale”: considerato un ‘opera simbolo solo per la sua collocazione nella cappella dei papi ma lontana dalla tradizione iconografica consolidata; critica per la nudità dei corpi definita indegna e invereconda e tesa solo al virtuosismo.

-Gilio: scrive  i suoi “Due dialoghi….degli errori de’ pittori”: Giudizio Universale che ricopre il ruolo di principale bersaglio; egli ritiene che l’arte si debba fondare sulla tradizione  dettata dagli antichi; Gilio si azzarda a raccomandare ai pittori l’uso di una “regolata mescolanza”  degli stili ricavata dall’eclettica selezione degli stili anteriori a Michelangelo

-nel 1560 si registra nell’arte sacra un deciso rifiuto delle licenze manieristiche per una chiarezza espositiva che ponga fine alla polemica protestante e che contemporaneamente fornisca ai cattolici chiari modelli di devozione

-NASCITA DELL’ORDINE DEI GESUITI:

-nel 1540 ci fu il riconoscimento ufficiale dell’ordine dei gesuiti da parte di Paolo III Farnese ; promossero la costruzione delle chiese antiche e oratori in tutto il mondo per indottrinare e convertire nuove schiere di fedeli

CONCILIO DI TRENTO:

-al termine del quale si pronuncia frettolosamente un decreto ufficiale sul problema delle immagini sacre; la formulazione sancisce la presa di posizione ufficiale della Chiesa  nei confronti dell’annoso problema delle immagini.

-decreto che però riguardò solo le immagini pubbliche, quelle cioè esposte nelle chiese e nei luoghi aperti….il decreto tridentino ribadisce la legittimità del culto tributato alle immagini sacre,(l’adorazione del fedele no è mai rivolta all’immagine ma al suo prototypum cioè l’essenza divina che è rappresentata nell’immagine sacra….sancito il valore strumentale dell’immagine sacra, il suo essere un “mezzo” utile all’educazione e al coinvolgimento dei fedeli.

-per il suo scopo puramente didattico  l’immagine ci deve essere necessariamente un controllo dell’ortodossia dei contenuti; il decreto stabilì inoltre che le immagini  “insolitae” recanti una nuova o rara iconografia dovessero avere l’approvazione dei vescovi .

BAROCCO:

ha una visione trionfalmente vitalistica, è un periodo caratterizzato dalla recrudescenza delle guerre di religione e dal mutare dei rapporti di forza tra le maggiori potenze.

-queste inquietudini e contrasti agitano in modo drammatico la vita religiosa e culturale del secolo; il processo a Galilei sta proprio a indicare il tentativo della Chiesa a far valere il proprio principio di autorità a spese della libertà di ricerca : la condanna però non impedì che sostanziali progressi venissero compiuti nell’ambito della ricerca sperimentale

-in campo artistico ci fu la rivoluzione naturale di Caravaggio che ribaltò i canoni dell’estetica rinascimentale

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