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Internet - la rete delle reti - tesina elettronica e telecomunicazioni




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Internet - la rete delle reti - tesina elettronica e telecomunicazioni


INTERNET LA RETE DELLE RETI TESINA PER ITIS SPECIALIZZ. ELETTRONICA



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INTERNET
LA RETE DELLE RETI
TESINA PER ITIS
SPECIALIZZ. ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONI
INDICE




TELECOMUNICAZIONI
STORIA
DIRITTO
ELETTRONICA
T.D.P
SISTEMI



















INTRODUZIONE

Cos'è Internet e a che cosa serve? Sono questi probabilmente i primi interrogativi che si pone chi si  avvicina alla 'rete delle reti' .

La risposta più semplice è che la rete Internet è uno strumento di comunicazione e come tale permette di comunicare e scambiare informazioni in modo rapido e capillare.

Le informazioni scambiate su Internet sono dello stesso tipo di quelle che un qualunque personal computer è in grado di utilizzare e manipolare : testi scritti ma anche immagini e suoni digitalizzati e naturalmente programmi cioè un insieme di istruzioni che il nostro computer potrà a richiesta eseguire.

Accanto all'informazione 'organizzata' di una banca dati, Internet offre una ricchezza enorme, anche se di più difficile fruizione, di informazione occasionale, non organizzata, dispersa. La vera rivoluzione di Internet consiste nel fatto che chiunque può mettere informazione in rete.














STORIA


Come è nato il più grande mezzo di comunicazione esistente al mondo?


Internet è frutto indiretto della 'Guerra fredda'. Nei primi anni sessanta si era diffuso nel mondo il terrore di una guerra nucleare a causa della grande rivalità tra le due grandi potenze nucleari Russia e America in continua rivalità militare. Inoltre nel 1964 anche la Cina sperimentava la propria bomba atomica.

Il Ministero della Difesa americano avviò quindi un progetto di ricerca che aveva il fine di preservare le telecomunicazioni in caso di guerra nucleare. Per la realizzazione di questo progetto nacque l'agenzia governativa ARPA (Advantaced Research Projects Agency), che coordinava e finanziava la ricerca nel campo delle telecomunicazioni militari.

Un punto fondamentale da considerare era la completa indipendenza di ogni postazione dall’altra, in modo che, in caso di attacco se una postazione veniva distrutta non si determinasse l’impossibilità di comunicare tra le altre postazioni.

Se vi fosse stato un nodo centrale, un calcolatore “madre” con il compito di dirigere gli altri calcolatori della rete questo avrebbe potuto essere individuato e distrutto dal nemico come bersaglio strategico prioritario isolando completamente la rete.

Fu Paul Baran, una delle intelligenze di spicco del centro studi dell’ARPA a proporre nel 1964 una “rete” composta da nodi indipendenti con pari gerarchia e capaci di originare, passare e ricevere i messaggi.

I messaggi a loro volta sarebbero stati scomposti in pacchetti opportunamente targati per non perdersi lungo la via e ogni pacchetto separatamente indirizzato verso la propria destinazione. Soltanto una volta raggiunta la meta finale i diversi moduli sarebbero stati finalmente ricomposti. La strada da percorrere era una loro scelta, suggerita da una serie di computer appositamente programmati per monitorare tutti gli snodi e incanalare i dati lungo le vie più sgombre e sicure. Se per qualsiasi motivo si fosse verificato un blocco lungo una della arterie della rete, il pacchetto sarebbe stato immediatamente re-indirizzato per una strada meno accidentata.

Le ricerche sulla comunicazione tra calcolatori effettuate nell'ambito del progetto portano, in conclusione, a tre concetti fondamentali:

L'introduzione del protocollo TCP/IP

Il Packet Switching (commutazione di pacchetto);

Il Routing (attraversamento di più macchine per raggiungere il nodo di destinazione).

Nel 1965 ARPA sponsorizzò un primo studio sui cooperative network of time-sharing computers. Nel 1968 il Pentagono stanziò somme importanti per una sperimentazione del sistema su larga scala.

Il primo nodo di questa rete, che fu di lì a poco battezzata con il nome di Arpanet, fu attivato nell'autunno del 1969 mettendo in connessione quattro elaboratori Honeywell 516 dotati di 12 KB di memoria. (Fig. 1)


Fig. 1 - La rete ARPANET nel 1969



Nel 1972 Arpanet contava già trentasette nodi (Fig. 2). Negli anni seguenti la rete crebbe in maniera esponenziale, grazie alla sua struttura volutamente decentrata, che rendeva tecnicamente semplice aggiungere nuovi collegamenti, e grazie anche all'uso di protocolli standard di trasmissione dati.

Fig. 2 – La rete ARPANET nel 1972


Il crescente utilizzo portò successivamente negli anni ’80 alla nascita in Europa di EUNET la prima rete europea.

Ma la vera novità venne alla ribalta un anno più tardi, e fu rappresentata dallo scheletro del World-Wide Web (WWW), un sistema multimediale ad ipertesto con tecnologia client/server, concepito al Cern di Ginevra.

Grazie a programmi in grado di 'navigare' sul World Wide Web (come Netscape e Internet Explorer.) è possibile, oltre a visualizzare testi, immagini e filmati, riprodurre suoni digitalizzati e gestire documenti ipertestuali. Chiunque disponga di un computer dotato di normali capacità di calcolo e di memoria può sfogliare un libro, vedere un quadro esposto al Louvre (o meglio una sua riproduzione digitale) o ascoltare brani musicali on-line.

Alla base del World Wide Web ci sono vere e proprie “ragnatele” di pagine interattive o ipertesto scritte in un linguaggio particolare ( HTML ma sempre di più JAVA) che rende possibile creare dei “link” ovvero collegamenti fra un ipertesto e     l ’altro o anche con file di altro tipo.

Il futuro di Internet sembra , ancora una volta, venire principalmente dagli USA. Il nome Internet II designa infatti un ambizioso progetto che coinvolge istituzioni governative e federali americane, decine di università, grandi aziende del calibro di IBM, Cisco Systems, SUN, MCI, AT&T. Il programma Internet II si propone come primo scopo quello di aumentare in maniera sensibile la portata delle linee della rete. Come già avvenuto nel primo periodo di attività di Internet, le università servitanno da 'testa di ponte' sperimentale per una serie di nuove applicazioni telematiche che dovranno in seguito essere diffuse su scala globale. L'idea di fondo è quella di potenziare al massimo grado l'interattività e la multimedialità della rete: traffico vocale (in alternativa alle normali linee telefoniche), videoconferenze, TV interattiva, dovrebbero essere resi possibili (a livelli qualitativi assai migliori di quelli attuali) da linee di portata molto maggiore di quelle alle quali siamo oggi abituati.


COME COMUNICARE CON LA RETE


Per poterci collegare ad Internet, prima di tutto dobbiamo disporre di un computer, una linea telefonica o collegamento dedicato, un modem, un software di connessione e la nostra abilitazione ad accedere ad Internet tramite un provider (Fig. 3).



Fig. 3 - Schema di un collegamento alla rete


La più semplice rete di calcolatori può essere riassunta in 3 principali apparati:

Il DTE (Data Terminal Equipment) : è l’apparato informatico che genera o utilizza i dati scambiati, può essere un qualsiasi personal computer ma anche un super-calcolatore di una banca dati o un PC portatile

Il DCE (Data Circuit-terminating Equipment) : è l’apparato di telecomunicazioni che preleva il segnale digitale fornito dal DTE e lo adatta alle caratteristiche del canale di comunicazione che si utilizza e viceversa.

Il canale trasmissivo cioè il mezzo fisico sul quale è trasmesso il segnale che può essere una normale linea telefonica pubblica , un collegamento dedicato o un collegamento satellitare.

Lo schema di questa rete si può vedere nella figura sottostante (fig.4):



Fig. 4 - Connessione tra due computers tramite rete telefonica


I messaggi tra il DTE e il DCE sono espressi da un linguaggio che adotta simboli binari, basati su cifra binaria (binary digit) a due stati : o “zero” (0) o “uno” (1) ; nel caso i due stati siano equiparabili si ha un ’informazione la cui quantità vale 1 bit.

Ciascun computer accede (sia in entrata che in uscita) alla linea attraverso una apparecchiatura di modulazione-demodulazione, detta modem.


IL MODEM


L’azione di queste apparecchiature può essere sintetizzata come una trasformazione di segnali numerici (digitali ), emessi dalla sorgente di dati, in segnali analogici adatti a transitare sul canale trasmissivo senza subire degradazioni tali da compromettere la ricostruzione dei segnali digitali da “consegnare” a destinazione.

In un modem debbono esistere, oltre all’interfaccia verso la linea, anche l ‘interfaccia verso la sorgente. Quest’ultima interfaccia si occupa poi anche dello scambio di segnali di controllo fra il DTE e il modem (segnali di richiesta della trasmissione, di controllo del senso della trasmissione etc..) (Fig. 5) .













Fig. 5 - Schema di un modem



INTERFACCIA DTE / DCE


Per consentire il collegamento tra DTE e DCE di costruttori diversi sono state definite delle interfacce standard. La standardizzazione comporta la definizione delle caratteristiche  funzionali , elettriche , meccaniche e procedurali che consentono di stabilire , mantenere e abbattere un circuito fisico tra DTE e DCE. A seconda delle applicazioni ( linee su rete telefonica , reti di dati o isdn) sono state definite diverse interfacce , che spesso prendono il nome della Raccomandazione ITU-T che le definisce come ad esempio la V90 (Fig. 6).

In generale i circuiti di interfaccia possono essere suddivisi per funzioni nel seguente modo:

terra e massa di segnale : C101 e C102 ;

circuiti per lo scambio dati : C103 e C104 ;

circuiti di controllo principali : C105 , C106 ,C107 , C108 , C109 , C125 ;

circuiti per lo scambio della temporizzazione (clock) in collegamenti DTE-DCE sincroni : C113 , C114 , C115 ;

altri circuiti di controllo ausiliari ;


FUNZIONE DEI CIRCUITI PRINCIPALI


C108 o DTR (Data Terminal Ready, terminale dati pronto) : attivando questo circuito il DTE comunica al DCE di essere acceso e di avere il software di comunicazione caricato. Il DCE ricevuto questo comando si connette alla linea.

C107 o DSR (Data Set Ready, apparato dati pronto) : con questo circuito il DCE comunica al DTE che è connesso alla linea , quindi questo è una sorta di risposta al C108.

C105 o RTS (Request To Send richiesta di trasmissione) : serve al DTE per comunicare al DCE che intende trasmettere dati , la reazione del DCE è l’inizio della trasmissione della sua portante.

C106 o CTS (Clear To Send , Pronto a trasmettere) : con questo circuito il DCE  comunica al DTE che è pronto a trasmettere i dati che gli vengono trasmessi tramite il C103 cioè il Data TX cioè il circuito che “scrive” i dati.

C109 o DCD (Data Carrier Detector , rilevatore di portante in linea) : viene usato dal DCE per comunicare al DTE che dalla linea giunge un segnale avente i requisiti prescritti per essere interpretato come segnale utile. Viene quindi inibito il C104 cioè il Data RX cioè il circuito che riceve i dati demodulati dal DCE.






Fig. 6 - Interfaccia DTE / DCE



TIPI DI COLLEGAMENTO


Le modalità di collegamento possono essere classificate in base alla direzione dei flussi dei dati che si scambiano i terminali. Da questo punto di vista sono possibili tre modalità di collegamento :

Simplex

Half-duplex

Full-duplex



COLLEGAMENTO SIMPLEX


E’ un collegamento unidirezionale, nel quale un DTE trasmette e l’altro DTE riceve, senza che esista la possibilità né di inviare riscontri né di invertire il senso della trasmissione. Per via delle evidenti limitazioni, questo tipo di collegamento trova scarsissime applicazioni.


COLLEGAMENTO HALF-DUPLEX


E’ un collegamento bidirezionale in cui può trasmettere un solo DTE alla volta,esso viene anche denominato collegamento bidirezionale alternato.


COLLEGAMENTO FULL-DUPLEX


E’ un collegamento bidirezionale nel quale possono trasmettere contemporaneamente entrambi i DTE. Questo tipo di collegamento si può realizzare con tre diverse realizzazioni:


a 4 fili : è realizzabile solamente su collegamento dedicato , in quanto la normale rete telefonica mette a disposizione una normale linea a due fili.

A divisione di banda : si opera con una linea a due fili ma si suddivide la banda del canale in due sottobande uguali. Nel corso di uno scambio dati su linea telefonica il DTE, da cui ha origine la chiamata, trasmette nella sottobanda inferiore mentre, quello che risponde alla chiamata, nella sottobanda superiore; questo determina lo svantaggio principale del metodo descritto, infatti per ogni verso di comunicazione si può utilizzare solo metà dell’effettiva banda di canale e quindi la velocità di trasmissione è relativamente bassa.

A cancellazione d’eco : è un metodo che permette di discriminare fra due segnali presenti sulla stessa banda di canale. In questo caso, infatti, due DCE possono trasmettere contemporaneamente occupando entrambi l’intera banda ; è però necessario adottare sofisticate tecniche di elaborazione digitale dei segnali per cancellare in ogni DCE il segnale indesiderato, sovrapposto a quello utile.


TIPI DI CANALE UTILIZZABILI


La scelta del tipo di canale per realizzare i collegamenti dati è condizionata essenzialmente da diversi fattori tra cui il genere e la qualità dei servizi, i tempi di connessione giornaliera previsti e il numero e la distribuzione dei DTE che si intendono collegare.

Uno scambio di dati fra calcolatori può essere generalmente effettuato tramite :

Collegamenti commutati

Collegamenti dedicati


COLLEGAMENTI COMMUTATI


Un collegamento viene definito commutato quando viene instaurato da una rete a seguito di una chiamata effettuata da chi necessita della connessione; il chiamante deve fornire alla rete il numero del corrispondente con il quale intende collegarsi.

Come per una normale chiamata telefonica vi è quindi una fase preliminare di instaurazione della connessione dopodiché gli utenti possono scambiarsi i dati.

Le tecniche di commutazione attualmente utilizzate nelle reti pubbliche di telecomunicazione sono fondamentalmente:

Commutazione di circuito

Commutazione di pacchetto

Attualmente la commutazione di circuito viene utilizzata da reti che devono offrire sia servizi di tipo trasmissione dati sia servizi di tipo telefonico e di tipo avanzato come la video conferenza.

La commutazione di pacchetto viene invece utilizzata da reti che offrono essenzialmente servizi per le trasmissioni dati.


Rete PSTN (Public Switched Telephone Network):

e una normale rete telefonica, a commutazione di circuito, la quale mette a disposizione un canale (passa banda) avente banda lorda pari a 4 KHz (300-3400 Hz).

Il vantaggio fondamentale che presenta la rete PSTN è dato dalla diffusione capillare, che permette a un qualsiasi utente telefonico di effettuare trasmissione dati semplicemente dotandosi di un modem fonico (DCE) collegato alla presa del telefono. Per la rete PSTN una chiamata dati equivale ad una chiamata fonica.


Rete ISDN (Integrated Service Digital Network):

E’ la nuova rete di telecomunicazione che utilizza e fornisce canali digitali (passa basso). L’abbonamento a linea ISDN mette a disposizione dell’utente due canali a 64Kbit/s , noti come canali B (Bearer , di trasporto) , e un canale a 16Kbit/s noto come canale D (Data) utilizzato normalmente per lo scambio delle informazioni di servizio tra terminale di utente e rete (segnalazione utente-rete) , ma che può essere reso disponibile agli utenti per effettuare uno scambio dati a bassa velocità.

I due canali B sono bidirezionali e tra loro indipendenti , in particolare permettono di effettuare contemporaneamente due chiamate. Un utente ISDN può effettuare una trasmissione dati sia a commutazione di circuito sia a commutazione di pacchetto.



Rete ITAPAC:

E’ la rete pubblica Italiana a commutazione di pacchetto che è stata progettata appositamente e esclusivamente per le esigenze della trasmissione dati. Una sua peculiarità è che il costo dell’abbonamento e la tariffa dipende dal volume dei dati e non dalla distanza tra chiamante e chiamato.


COLLEGAMENTI DEDICATI


Sono collegamenti che non richiedono la fase preliminare d’instaurazione della connessione in quanto i canali che li realizzano sono permanentemente riservati al collegamento tra i DTE interessati. Essi sono anche noti come linee affittate o circuiti diretti. Un circuito diretto è di qualità migliore rispetto ad un collegamento commutato in quanto si impiegano linee selezionate e opportunamente condizionate.

Esso risulta conveniente quando si richiede una elevata qualità trasmissiva e i tempi di impiego giornalieri sono consistenti.

Linea urbana fisica: è una coppia simmetrica vera e propria ,consiste in un collegamento che mette a disposizione un canale passa basso sul quale si può trasmettere in digitale impiegando un DCE in banda base.



Circuiti diretti numerici (CDN): permettono di affittare canali numerici a 64Kbit/sec caratterizzati da una elevata qualità per collegare permanentemente i DTE interessati. Un singolo canale a 64Kbit/sec può essere utilizzato da un solo DTE o condiviso da diversi a bassa velocità che vi accedono tramite un apposito dispositivo (submultiplexer).

Circuiti virtuali permanenti (PVC): sono collegamenti a pacchetto permanenti realizzati sulla rete ITAPAC.



MEZZI TRASMISSIVI


Una linea di trasmissione per l’invio a distanza di segnali elettrici è costituita da due conduttori, uno per l’andata e l’altro per il ritorno della corrente elettrica.

Le linee di trasmissione usate nelle telecomunicazioni si posso dividere in tre categorie:

Linee simmetriche cioè composte da due conduttori identici che corrono l’ uno di fianco all’altro, come le coppie twistate o doppini;

Linee coassiali composte da un conduttore tubolare esterno e da un conduttore centrale.

Linee a fibre ottiche cioè con cavi ottici nei quelli scorrono impulsi luminosi generati da appositi diodi laser.

Coppie simmetriche twistate (fig. 7): vengono oggi usate per portare il segnale vocale a bassa frequenza cioè sino a 3400 Hz e per sistemi multicanali a basso numero di canali (non oltre i 10 canali). Queste linee sono poco ingombranti e poco costose ma presentano l’inconveniente di non avere un buon comportamento alle alte frequenze.

Questi collegamenti costituiscono la quasi totalità della rete telefonica urbana e settoriale. Cavi con grandissimo numero di coppie ( fino a 2400) partono dalle centrali di commutazione, si diramano successivamente in cavi più piccoli. Anche i collegamenti tra le diverse centrali di una stessa città e di uno stesso settore telefonico sono fatti mediante cavi a coppie.


Fig. 7 - Cavo telefonico a 2400 coppie

Cavi coassiali (Fig. 8): nelle linee coassiali uno dei due conduttori è sistemato all’interno dell’altro che ha forma tubolare; in questo tipo di linea la protezione contro le interferenze esterne è data dal cosiddetto “effetto pelle” , cioè da quel fenomeno consistente nell’addensarsi della corrente elettrica solo sulla superficie dei conduttori. La corrente utile resta quindi localizzata sulla superficie interna del conduttore tubolare mentre le correnti di disturbo scorrono solo sulla superficie esterna. L’immunità alle interferenze esterne è buona comunque solo alle alte frequenze.


Fig. 8 - Cavo coassiale a 24 coppie mircocoassiali


Fibre ottiche: le fibre ottiche rappresentano lo sviluppo delle telecomunicazioni su cavo. Essenzialmente , il concetto su cui ci si fonda è l’invio, in appositi cavi ottici, di impulsi luminosi nei quali possono essere codificati messaggi. Poiché la frequenza delle onde elettromagnetiche della luce è altissima, ne consegue che la quantità di informazioni che si possono trasmettere è enorme. La luce infatti è costituita da oscillazzioni elettromagnetiche di frequenza pari a 100'000 miliardi di cicli al secondo: questa frequenza è circa 10'000 volte superiore a quelle delle onde radio di frequenza più elevata.

Lo sviluppo delle fibre ottiche non si sarebbe comunque realizzato se non grazie alla realizzazione , nel 1960, del LASER. Questo dispositivo è in grado di produrre un intenso raggio di luce coerente o in altri termini molto direttivo e di colore quasi puro (monocromatico).

Una pesante limitazione era posta però dall’attenuazione presentata dalle vecchie fibre disponibili in quanto erano fabbricate con vetro di scarsa qualità. Con la realizzazione delle fibre ottiche a bassa perdita, cioè fibre composte di vetro talmente puro che si potrebbe vedere attraverso un blocco spesso 35 Km con la stessa chiarezza che si avrebbe guardando attraverso un normalissima finestra si arrivo ad avete una attenuazione di appena 20 dB/Km. Queste innovazioni hanno permesso alle fibre ottiche di imporsi al top dei mezzi trasmissivi per la trasmissione di dati.

Altri pregi delle fibre ottiche sono la grande larghezza di banda, l’immunità alle interferenze esterne e la facilità di posa. Inoltre un’interruzione in una fibra non costituisce un pericolo come nel caso di un cavo elettrico, che potrebbe provocare corto circuiti , poiché ne uscirebbe solo luce e comunque il guasto della linea sarebbe più facilmente individuato.

L’unico difetto di un sistema a fibre ottiche e che, a differenza dei normali cavi di rame , necessita di un apposito generatore di onde luminose (diodo laser) che converta il segnale elettrico in luce. Il DCE ricevente a sua volta avrà bisogno di un dispositivo chiamato rilevatore che trasformi gli impulsi luminosi in un segnale elettrico.



Fig. 9

Le fibre ottiche sono costituite da un cilindro di materiale dielettrico (nucleo) , trasparente nella regione del visibile e del vicino infrarosso, circondato da un altro strato di dielettrico, uniforme sia come spessore che come composizione, che si può denominare mantello o guaina. Le dimensioni esterne tipiche sono paragonabili quelle di un capello ossia circa 0,1 mm.


Tipi di fibre ottiche: vi sono due diversi tipi di fibre ottiche (fig. 10): la monomodale e la multimodale; quella migliore, la monomodale è un core molto sottile nel quale gli impulsi luminosi seguono il corso , senza quasi mai essere riflessi; il secondo tipo, il multimodale invece ha un core più largo dove i raggi di luce rimbalzano sulla guaina ad un certo angolo, questo determina una minore velocità di trasmissione e una maggiore attenuazione.


Fig. 10 - Tipi di fibre ottiche


LA  CODIFICA DEI SEGNALI ANALOGICI


Nella pratica è risultato conveniente sviluppare sistemi che consentano di trasmettere in forma numerica anche segnali in origine analogici.

A questo scopo sono state introdotte delle tecniche che consentono di trasformare un segnale analogico in digitale (e viceversa) senza un degrado importante dell’informazione trasmessa. Inizialmente nelle telecomunicazioni tale conversione era effettuata all’interno delle centrali di commutazione telefoniche, per cui in pratica il solo segnale ad essere codificato in digitale era la voce.

Attualmente, invece, vi sono molti sistemi o reti di telecomunicazione che trasmettono segnali analogici in forma digitale.

In generale una rete digitale (come la rete ISDN) consente di trasmettere informa numerica segnali di natura diversa: voce, immagini, testi , dati.

Sono stati quindi definiti diversi CODEC (codificatore/decodificatore) basati su tecniche diverse con prestazioni diverse e ottimizzati in relazione al tipo di utilizzo che se ne deve fare.

In ogni CODEC sono comunque identificabili due funzioni base:

Conversione A/D del segnale analogico

Elaborazione digitale del segnale

Il tipo di modulazione scelto per i canali PSTN cioè della rete telefonica pubblica è la modulazione PCM.


LA  MODULAZIONE PCM


Nella figura 11 viene riportato lo schema a blocchi di un CODEC PCM il quale lato trasmissione effettua la codifica di un segnale analogico caratterizzato da una banda inferiore a 4KHz in un segnale digitale PCM caratterizzato da una velocità di emissione (Bit rate) pari a 64Kbit/sec, mentre dal lato ricezione effettua la decodifica.

CODIFICA PCM


Dal lato trasmissione la codifica in digitale di un segnale secondo la tecnica PCM avviene in due fasi:

Conversione analogico/digitale che implica le operazioni di campionamento del segnale analogico con frequenza pari a 8KHz e di codifica di ogni campione effettuata con almeno 12bit/campione.

Compressione digitale del segnale: la dinamica del segnale viene compressa in modo digitale per consentire la riduzione da 12 a 8 del numero di bit con cui si codifica ogni campione

La velocità di emissione (bit rate) di un codificatore PCM risulta pari a:


VPCM = 8000 camp./sec 8 bit/camp = 64 Kbit/sec



Fig. 12 - Modulazione PCM




IL PROTOCOLLO DI TRASMISSIONE TCP/IP


Il sistema di protocolli TCP/IP è l’insieme delle regole utilizzate per la trasmissione su Internet. Il nome completo è TCP/IP Internet Protocol Suite ed è un insieme di protocolli di trasmissione di cui i due principali sono appunto il TCP ( Trasmission Control Protocol) e l’ IP (Internet Protocol).

Un protocollo è una serie di regole per comporre dei messaggi e per far si che essi possano essere scambiati tra due macchine, non necessariamente computer, anche una centralina telefonica meccanica può utilizzare questi protocolli.

Un protocollo può inoltre contenere regole estremamente dettagliate ,come quelle che identificano il significato di ogni singolo bit nella costruzione di un messaggio, oppure fornire uno scenario di alto livello, come per esempio definire come avviene il trasferimento di un file da un computer ad un altro.

Il TCP/IP nato per volontà dell’azienda americana DARPA è poi diventato di fatto il maggior sistema di protocolli per l’interconnnessione di reti a livello mondiale. Internet è fatto a strati ed è basato su tre livelli concettuali : il livello applicativo (Application Service) , quello del trasporto (Reliable Stream Trasport Service) e quello della spedizione dei pacchetti ( Connectionless Packet Delivery Service).

Per capire il TPC/IP è necessario a questo punto aver capito bene cos’è internet. Con Internet si possono collegare fra loro reti anche molto diverse, fornendone agli utenti una visione comune. Questa è la forza di Internet rispetto alle altre reti.

Il TCP/IP è un insieme di regole pubbliche , aperte a tutti , o come si dice nell’ambiente , un sistema aperto che permette l’interconnessione di reti anche molto differenti, indipendentemente dalla tecnologia usata da ogni rete. I suoi principali vantaggi sono appunto l’indipendenza dalle tecnologie delle singole reti interconnesse, la possibilità di far comunicare fra di loro i computer connessi al sistema , la possibilità di poter trasmettere conferme di ricezione direttamente dal destinatario al mittente , e soprattutto uno grande quantità di protocolli applicativi per qualunque possibile bisogno.

Il TCP/IP definisce quindi una unità di trasmissione dati chiamata datagramma e le regole da seguire per trasmettere un datagramma in una particolare rete.

La connessione tra due reti avviene attraverso macchine opportune che sono collegate fisicamente a entrambe le reti, e hanno la responsabilità di far passare i vari pacchetti da una rete all’altra e viceversa.

Tali macchine sono dette Internet Gateway o anche IP Router. Sono loro il loro il vero elemento portante di Internet. Ogni Router non solo deve sapere quali pacchetti vanno passati da una rete all’altra ma deve passare anche pacchetti destinati a ulteriori reti connesse attraverso altri Router. I Router però ragionano solo in termini di reti, non di destinazione finale : non interessa che è effettivamente il destinatario del pacchetto ma solo a quale rete appartiene. Questo semplifica molto l’implementazione di un Router. Alla base del loro macchinismo c’è l’ IP ovvero l’indirizzo. Affinché Internet possa rappresentare un sistema universale di comunicazione , permetta cioè di far comunicare qualunque macchina connessa ad una delle sue reti con una qualsiasi altra macchina connessa alla stessa o ad un'altra rete è necessario fornire ogni macchina di un nome unico a livello globale. Internet fornisce ogni sistema di un nome , che identifica il sistema stesso di un indirizzo che dice dove si trova il sistema e di un “cammino” che dice come raggiungerlo.





INTERNET ED ECONOMIA


Un fatto molto positivo della rete è che non importa possedere grandi capitali per intraprendere attività lucrative in rete difatti sono importanti le idee ,si possono infatti ottenere domini a poco più di 50000 lire al mese e con un po’ di inventiva e una modesta conoscenza di grafica si può realizzare un buon sito Internet da soli.

Il grande boom economico dovuto a Internet è l' E-COMMERCE anche detto commercio elettronico.




COS'È IL COMMERCIO ELETTRONICO?


La definizione migliore per capire le caratteristiche e le potenzialità del Commercio Elettronico è quella data dal Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato: 'L'EC [] consiste nello svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica e comprende attività diverse quali: la commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, la distribuzione on-line di contenuti digitali, l'effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, gli appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo della pubblica Amministrazione'.

1.Commercio Elettronico '[] qualsiasi forma di transazione economica nella quale le parti, avvalendosi di reti di telecomunicazione, interagiscono elettronicamente piuttosto che attraverso un diretto contatto fisico'.

2. Si chiama 'Internet Commerce', 'E-Commerce', 'Commercio Elettronico', 'Commercio in Rete' o 'Commercio on-line' una transazione economica condotta attraverso Internet e composta da alcune o da tutte queste fasi: Visualizzazione catalogo Ordine del bene/servizio Processo dell'ordine Consegna fisica o elettronica del bene/servizio acquistato Processing del pagamento

Inoltre, l'accesso al sito commerciale deve avvenire via Internet attraverso un browser software o un motore di ricerca. Il commercio elettronico, quindi, non comprende soltanto il puro e semplice atto della vendita, ma tutte le fasi dell'attività commerciale: l'accesso all'informazione commerciale, il momento della negoziazione e della formalizzazione del contratto d'acquisto, la nascita della relazione domanda/offerta e del relativo scambio di informazioni, le attività logistiche connesse alla soddisfazione dell'ordine.


ESISTE UN SOLO TIPO DI COMMERCIO ELETTRONICO?


Il Commercio Elettronico si può classificare in diverse tipologie. Le due categorie principali sono:

Business to Consumer (B2C)

Si parla di categoria Business to Consumer tutte le volte che il rapporto commerciale si svolge direttamente fra l'azienda e il consumatore finale. Questo tipo di commercio elettronico è nato grazie al cambiamento delle caratteristiche degli stessi siti aziendali in rete: da siti esclusivamente informativi (storia e presentazione dell'azienda, elenco prodotti, contatti, etc) si è arrivati a siti che permettono la vendita diretta ai consumatori finali (cataloghi prodotti attivi, creazione ordini, pagamento con carte di credito, etc).

Per quanto riguarda la consegna al consumatore di beni e servizi si può procedere a una ulteriore distinzione:

Commercio Elettronico Indiretto: il bene materiale viene recapitato al consumatore tramite corriere, posta, etc..

Commercio Elettronico Diretto: il bene immateriale (software, dati storici, opere digitali) viene reso disponibile al consumatore tramite Internet.



Business to Business (B2B)

Fanno parte della categoria Business to Business i rapporti commerciali fra due o più aziende, senza nessun contatto diretto con il consumatore finale. Un'azienda può effettuare ordini ai propri fornitori e pagare tramite Internet la merce ricevuta. Questo tipo di commercio elettronico applica in rete i principi dell'EDI (Electronic Data Interchange): i bassi costi d'esercizio e la possibilità di cambiare l'azienda controparte con investimenti minimi portano il vantaggio di non essere sempre legati agli stessi partner. Questa evoluzione consente alle aziende riduzioni notevoli dei costi d'esercizio e di conseguenza un incremento significativo dei margini.


QUALI SONO I VANTAGGI DEL COMMERCIO ELETTRONICO?


I vantaggi del commercio elettronico sono sia di carattere generale (a livello di sistema) sia specifici per il venditore o l'acquirente.

Vantaggi per il sistema

E' un fenomeno globale che riguarda un mercato potenzialmente planetario; I rapporti commerciali possono avvenire per tutto l'arco della giornata senza interruzioni ed in tempo reale; I rapporti fra le parti possono avvenire nello stesso tempo oppure no. Di conseguenza, la gestione dei rapporti fra le parti diviene più flessibile.

Vantaggi per l'acquirente

Le possibilità di acquisto di prodotti indipendentemente dalla localizzazione dei venditori crescono. Possibilità di accedere a prodotti molto diversificati a costi inferiori; Miglioramento dell'assistenza (assistenza on-line e richiesta di supporto tramite Internet).

Vantaggi per il venditore

Presenza in un mercato globale; La distribuzione delle vendite è migliore: la vendita diretta al pubblico permette di avere dei costi assai ridotti che consentono di vendere sul mercato prodotti a prezzi competitivi. Acquisizione di nuove quote di mercato non raggiungibili con i canali di vendita tradizionali; Miglioramento della Supply Chain (catena di fornitura); Riduzione dei costi generali di gestione; Notevole flessibilità nel modificare il mix distributivo per rispondere in tempi rapidi alle richieste di mercato.

La tecnologia di Internet permette a ogni acquirente, indipendentemente dalla sua localizzazione, di accedere a prodotti e servizi offerti da aziende situate in qualsiasi parte del mondo, attraverso siti commerciali multilingua.


IL TELELAVORO


Le nuove tecnologie hanno avuto un grande impatto sulla vita professionale e personale di tutti noi e il computer è ormai uno strumento fondamentale e di uso comune in quasi tutte le realtà lavorative.

Trovare un’offerta di lavoro che non richieda, come requisito indispensabile per l’assunzione, l’uso del PC e delle nuove tecnologie, almeno nelle applicazioni di base, è oggi davvero una cosa rara.

Il telelavoro può essere spiegato, infatti , come un sistema che consente di lavorare stando lontani dall’ufficio, grazie all’uso di sistemi informatici e , naturalmente , ad Internet.

Ma il telelavoro è qualcosa di più di una semplice delocalizzazione degli uffici e delle aziende : esso abbatte completamente le barriere geografiche e permette di decidere liberamente dove e quando lavorare.

Il telelavoro è applicabile sia alle professioni autonome che a quelle dipendenti. Qualsiasi tipo di professionista può sfruttare le reti telematiche svolgendo il proprio lavoro.

Esistono diversi tipi di telelavoro a seconda del luogo dove questo viene svolto.

In alcuni casi i lavoratori si recano in uffici geograficamente lontani dall’azienda madre e con essa si mettono in contatto sfruttando una rete telematica. Tali centri sono attrezzati dall’azienda stessa.

All’operatore vengono di volta in volta assegnati i compiti da svolgere e infine il lavoro viene trasferito in sede tramite l’ausilio di un programma ,di un microfono e una “web-cam” (cioè una piccola videocamera collegabile al PC) per poter tenere videoconferenze con persone in qualsiasi parte del mondo, se munite dello stesso equipaggiamento.

Grazie al telelavoro sono nate anche aziende “virtuali” che di fatto esistono solo in rete. Tra i numerosi vantaggi di un azienda virtuale il più evidente è il risparmio ,i costi fissi sono ridotti al minimo. Negli ultimi anni il telelavoro si è diffuso moltissimo grazie anche ai progetti finanziati dalla comunità europea. E’ sicuramente un nuovo modo di lavorare che interessa i datori di lavoro, i lavoratori autonomi e chi ha problemi a spostarsi da casa.


INTERNET E LA SOCIETÀ


Nel mondo occidentale, a partire dai primi anni Ottanta, lo straordinario sviluppo delle tecnologie elettroniche e la progressiva diffusione della rete telematica mondiale Internet hanno prodotto effetti rilevanti nelle abitudini e negli stili di vita di milioni di persone: la fruizione di beni e servizi materiali e culturali, le pratiche e l'organizzazione del lavoro, le modalità della comunicazione intersoggettiva, hanno subito rapide ed innovative trasformazioni paragonabili a quelle introdotte dalle grandi innovazioni tecnologiche del passato.

Ma gli effetti di questa rivoluzione tecnologica hanno investito anche la sfera pubblica e quella politica, quindi la democrazia. Se nel modello giuridico la democrazia è un insieme di procedure che consentono la partecipazione dei cittadini alle decisioni politiche e se queste scelte sono rese pubbliche nell'agorà elettronica, allora l'accesso all'informazione diventa un nuovo diritto di cittadinanza.

Di fronte alle nuove opportunità non è tuttavia irrilevante porsi alcuni interrogativi: chi controllerà in futuro le autostrade elettroniche, quali categorie sociali avranno a disposizione le risorse economiche ed intellettuali necessarie per fruire di queste nuove risorse? Si sta forse delineando un'altra forma di esclusione, una nuova povertà di informazione non meno grave di quella materiale? Lo scenario di un mondo diviso in due, tra inclusi ed esclusi dall'utilizzo dei nuovi media telematici, sta ridimensionando i facili entusiasmi riguardanti le trasformazioni in atto. Il riconoscimento del carattere universale dei servizi telematici, l'alfabetizzazione informatica, l'istituzione di reti civiche sono alcune delle iniziative da programmare per evitare l'affermarsi di una apartheid tecnologica che aumenterebbe il già profondo solco che divide ampi strati sociali della popolazione.

A partire dalla seconda metà del Novecento, nelle società avanzate, le relazioni sociali, i processi economici, la produzione e la diffusione della cultura sono investite da profondi cambiamenti dovuti allo sviluppo delle tecnologie della comunicazione. La radio, la televisione, il personal computer connesso via modem ad Internet fanno riferimento a due diversi modelli di funzionamento del processo comunicativo: quello verticale o unidirezionale e quello orizzontale o reticolare. Ogni processo comunicativo reticolare assume la forma del dialogo: in esso esistono molti mittenti e molti destinatari che possono scambiarsi di ruolo. Il medium che incarna questo tipo di interazione è la rete telematica Internet, almeno nella forma che essa ha avuto fino ad ora. Il quadretto familiare composto da genitori e figli seduti sul divano davanti al televisore evoca invece un modello di comunicazione verticale: l'unico mittente, la tv, produce il messaggio, i molti destinatari, i telespettatori, non possono fare altro che riceverlo e decodificarlo. In questo caso il dialogo, lo scambio comunicativo non sono possibili.

Il passaggio da una decisione di tipo piramidale ad una decisione in rete moltiplica dunque le possibilità di intervenire, valorizza i punti di vista personali favorendo la partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica delle comunità ;si crea così un confronto, un dialogo aperto tra le parti, in quanto ogni scambio informativo è una forma di iterazione sociale, e la rete è dunque luogo di innumerevoli interazioni sociali.


VERSO UN’APARTHEID TECNOLOGICA?


Oggi giorno la circolazione delle informazioni fluisce attraverso le maglie della rete telematica, è su questa nuova frontiera che va riaffermato il diritto di cittadinanza. La presenza nella società di dislivelli di conoscenza, di reddito, di collocazione territoriale altera il sistema della comunicazione distorcendo l'intero processo democratico.

Lo scenario che vede le nuove tecnologie a disposizione di ristrette élites comporta un’esclusione non solo tra Nord e Sud del mondo ma anche tra generazioni e classi sociali dello stesso mondo occidentale. Come in passato c'era un processo di esclusione per cui chi non sapeva leggere e scrivere non poteva votare, così oggi esiste il rischio che il nuovo analfabetismo tecnologico emargini ampie fasce di popolazione da processi sociali che diventano poi politicamente rilevanti. Se non si eviteranno questi rischi, la democrazia stessa sarà in discussione, visto che essa non può essere disgiunta da un ininterrotto processo di inclusione dei cittadini.

Nondimeno vanno trascurati gli interessi di mercato delle grandi aziende private la cui azione mira a dominare i servizi telematici. Oggi Internet è una struttura sostanzialmente anarchica, aperta e interattiva lungo le cui dorsali si sviluppano senza sosta nuove comunità elettroniche potenzialmente in grado di partecipare e di influire sulla vita amministrativa e politica. Ma che cosa succederà se in futuro qualche grande azienda introdurrà nuove tecnologie ed userà le proprie risorse finanziarie, le economie di scala e il potere politico per mandare in fallimento le aziende che danno collegamenti economici a Internet? É in corso infatti, negli Stati Uniti, il processo nel quale il gigante informatico Microsoft è accusato di abuso di posizione dominante. Chiunque controllerà l'enorme flusso delle comunicazioni circolanti sulla Rete mondiale potrà consolidare il proprio potere assoggettando alle leggi di mercato milioni di utenti.

Lo scenario prospettato, quello di una Rete monopolizzata ed assoggettata agli interessi privati di un sola grande azienda, delinea un quadro in cui l'universalità di un servizio viene messa in discussione. L'accesso ad un servizio di telecomunicazioni, va invece considerato 'un diritto fondamentale di tutti i cittadini, essenziale per la piena appartenenza alla collettività sociale, ed elemento costitutivo del diritto alla libertà d'espressione e di comunicazione. Tale diritto, come il servizio sanitario e l'istruzione, deve essere assicurato dal potere centrale con le risorse fiscali”.

È necessario quindi regolare il mercato affinché la fruibilità delle risorse sia diffusa rendendo il servizio telematico alla portata del maggior numero possibile di cittadini. La via da seguire è quella di intervenire con politiche tariffarie e con la localizzazione dei servizi promuovendo iniziative di alfabetizzazione informatica.

Così la Rete aperta non sarà soltanto un'utopia o un obiettivo lontano. Da qualche anno un centinaio di Comuni italiani ha istituito delle reti civiche che forniscono libero accesso ai servizi telematici. Iperbole, la rete civica di Bologna, nata nel 1995, consente a cittadini, ed associazioni l'accesso ad oltre 17 mila informazioni riguardanti l'ambito municipale e provinciale. Dal prossimo settembre il comune attiverà una serie di servizi on-line fruibili dai cittadini direttamente sul personal computer domestico o presso gli uffici comunali, le circoscrizioni ed i principali luoghi pubblici. Il front office, lo sportello della rete civica, è il servizio terminale all'utente presso il quale si ottengono gli account gratuiti alla rete civica ed a Internet, il software di collegamento, tutta la manualistica, informazioni dettagliate sul funzionamento del servizio, un aiuto tecnico assieme ad una alfabetizzazione di base. La struttura fornisce ai cittadini una serie di informazioni riguardanti l'organizzazione complessiva dell'amministrazione, le modalità per ottenere prestazioni scolastiche, sanitarie, certificazioni e documenti. Sarà garantito inoltre l'accesso agli atti amministrativi prodotti dal consiglio e dalla giunta comunale.

Questi nuovi spazi possono allargare la cerchia della partecipazione democratica, migliorare il rapporto cittadini - istituzioni e divenire luogo in cui i membri delle comunità si incontrano e rendono visibili i loro bisogni. Così la cittadinanza elettronica inizia a fare concretamente le sue prove. È solo l'inizio di un percorso da intraprendere; da qui può partire la sfida per porre le tecnologie telematiche al servizio della democrazia.













BIBLIOGRAFIA


Onelio BERTAZZIOLI, “Telecomunicazioni”, Ed. Zanichelli



Salvatore BARBIERI, “Il villaggio mondiale della comunicazione”, Piero Bianucci, Ed. Sarin


Altre notizie sono state ricavate da Internet.

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