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Nascita di Internet




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Nascita di Internet


Nascita di Internet Internet nacque nel 1969 come rete sperimentale costruita



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Nascita di Internet

Internet nacque nel 1969 come rete sperimentale costruita per il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti dall'ARPA (Advanced Research Project Agency). La rete fu chiamata ARPANET e il progetto aveva due obiettivi principali:

  1. consentire la comunicazione e lo scambio dei dati tra computer aventi diverse architetture hardware e differenti sistemi operativi;
  2. garantire comunicazioni affidabili tra computer persino quando parti della rete erano danneggiate, come sarebbe potuto accadere nel caso di un conflitto mondiale.

Internet ha trent'anni, anche se in effetti sono solo gli ultimi anni a fare la vera storia del web almeno a livello di mass media.



Internet alla fine degli anni Cinquanta fu un'iniziativa del Dipartimento della Difesa USA, nota come ARPAnet, Advanced Research Project Agency Network. Doveva servire a collegare i computer del governo con i fornitori della difesa, in una struttura abbastanza flessibile. Negli anni successivi, dalla Difesa internet passò all'Università e quindi la rete venne impiegata per la ricerca. 

A fine anni Settanta, venne introdotto lo standard di comunicazione TCP/IP: ciò vuol dire che le migliaia di reti che compongono internet da allora usano Trasmission Control Protocol per suddividere le informazioni in pacchetti da trasferire e riassemblearle all'arrivo, mentre Internet Protocol assicura l'invio dei dati alla destinazione esatta.

Con l'aumentare del traffico, internet divenne più lenta. E' alla fine degli anni Ottanta che nasce il World Wide Web e quindi viene introdotto Mosaic, il primo browser simile a quelli attuali: Netscape e Internet Explorer. Ma la saturazione di internet continua, sia a causa del numero maggiore di utenti, sia della maggiore dimensione dei file che vengono scambiati, in quanto sempre più spesso contengono anche immagini e suoni. Si parla perciò spesso di utilizzare l'ISDN, o Integrated Services Digital Network, servizio di comunicazione digitale per la trasmissione voce e dati che corre lungo le normali linee telefoniche, con velocità fino a 128 kps.

I computer che costituiscono i nodi della rete internet (gli omologhi delle centrali telefoniche, per riprendere l'analogia) si chiamano Server; su di essi risiedono le informazioni che i loro gestori umani vi inseriscono man mano.

Le informazioni contenute nei Server sono accessibili da chiunque abbia accesso alla rete tramite un personal computer su cui si trovi un adeguato Software di collegamento, un Modem ed abbia stipulato un accordo con un Fornitore di accesso a internet (come per poter utilizzare il telefono occorre possedere un telefono e sottoscrivere un contratto con una compagnia telefonica, per esempio Telecom Italia).

Come per poter comunicare con qualcuno mediante telefono, è necessario conoscere il suo numero telefonico, così per poter accedere alle informazioni contenute su un Server è necessario conoscere il suo indirizzo. L'utente scriverà sul proprio computer (sul quale si troverà un software di collegamento alla rete) l'indirizzo del Server da contattare e in pochi secondi apparirà sul video la pagina desiderata.

L'utente che accede a internet può 'vedere' le informazioni che desidera in due modi distinti: HOST o SLIP, cioè in formato testuale o in formato grafico, dipendentemente dalle caratteristiche tecniche dell'attrezzatura di cui dispone (computer, Modem e Software di collegamento).

Cronologia sommaria di internet

1957 L'USSR lancia il suo primo satellite artificiale, lo Sputnik. per risposta, gli USA costituiscono l'Agenzia di ricerca per progetti avanzati (ARPA), che si servirà di un'apposita rete di computer per comunicare

1961 primo opuscolo sulla teoria PS 'packet-switching' di Leonard Kleinrock, MIT: 'Information Flow in Large Communication Nets' (July) 

1966 Larry Roberts, MIT: 'Towards a Cooperative Network of Time-Shared Computers'

(October) - Primo progetto ARPANET

1967 ARPANET, saggio di Lawrence G. Roberts,

1969 Il Pentagono crea Arpanet fra l'Università Ucla di Los Angeles, L'Istituto di ricerca di Standoford, L'Università di Santa Barbara e l'Università dello Utah.

1972 Primo software per la posta elettronica - Conferenza internazionale sulla comunicazione via computer con dimostrazione di ARPANET fra 40 macchine.

1973 Prima connessione internazionale ARPANET: University College of London (England) - Royal Radar Establishment (Norway) 

1974 Vint Cerf e Bob Kahn pubblicano 'A Protocol for Packet Network Intercommunication' sul Transmission Control Program (TCP).

1976 Elizabeth II, regina d'Inghilterra spedisce la sua prima e-mail.

1981 Nascita di BITNET, 'Because It's Time NETwork' come rete collaborativa alla City University of New York, con la prima connessione a Yale 

1982 DCA e ARPA stabiliscono il Transmission Control Protocol (TCP) e l' Internet Protocol (IP), come standard (TCP/IP), for ARPANET.

1984 Ef introdotto il DNS (Domain Name System)

William Gibson scrive 'Neuromancer'

1985 Nasce WELL (Whole Earth 'Lectronic Link)

1987 BITNET supera i 1,000 host

1988 Nasce l'Internet Relay Chat (IRC) sviluppato da Jarkko Oikarinen. FidoNet si connette alla Net, con possibilità di scambio di e-mail e news. Paesi 'connessi' a questo momento: Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Norvegia, Svezia.

1989 Numero di host: 100.000 . Connessione di Australia, Germania, Israele, Italia, Giappone, Messico, Olanda, Nuova Zelanda, Portorico, Regno Unito.

1990 ARPANET chiude. Nasce l'Electronic Frontier Foundation (EFF) 

1991 Nasce il World-Wide Web (WWW) presso il CERN per opera di Tim Berners-Lee.

1992 Numero di host: 1.000.000 . Nascono Veronica, strumento di ricerca in linea e la World Bank on-line e il termine 'Surfing the Internet' 

1993 Nasce il consorzio InterNIC. E' in linea la Casa Bianca (https://www.whitehouse.gov ) - Bill Clinton: president@whitehouse.gov - Al Gore: vice-president@whitehouse.gov. Irrompe il browser Mosaic; il WWW cresce del 341% l'anno

1994 ARPANET/internet celebra il 25 anniversario

1995 La polizia di Hong Kong disconnette i providers, alla ricerca di hackers. Il Vaticano ha il suo sito https://www.vatican.va

Tecnologie dell'anno: WWW, motori di ricerca; tecnologie emergenti: codice mobile (JAVA, JAVAscript), ambienti virtuali (VRML).

1996 La telefonia internet comincia a preoccupare le compagnie USA. La pornografia preoccupa famiglie e polizia. (accanto, la copertina 'filtrata' del libro 'Galateo per internet', 1996; sì c'è un galateo anche per internet e si chiama netiquette).

La guerra dei browser fra Netscape e Microsoft si fa intensa.

1997 17 luglio: crash che lascia al buio milioni di utenti internet. Tecnologie dell'anno: Push, Multicasting. Tecnologie emergenti: Push, Streaming Media.

1998 La Francia celebra i giorni 20-21 marzo, la 'Fête de l'Internet', cui prende parte anche il presidente.

STORIA  DI  INTERNET

     Internet è una rete di portata mondiale.
Il suo scopo originario era quello di garantire comunicazioni stabili ed efficienti tra le sedi delle forze armate statunitensi oltre che tra le università e i centri di ricerca che lavoravano a progetti di natura militare. Col tempo, si è evoluta in una rete prettamente universitaria e oggi, dopo l'avvento dell'interfaccia grafica che ne facilita la navigazione, sta diventando uno strumento di massa, aperto alla divulgazione di notizie e alla vendita di prodotti e servizi (anche se questo tipo di attività è ancora proibito in molte delle sue aree). Chiunque disponga di un personal computer o di un modem finirà per utilizzarla un giorno o l'altro. Non è una questione di moda e non si tratta neppure di un semplice strumento per divertirsi e raccogliere programmi gratis, come avveniva per le bbs, si tratta di una fonte d'informazioni talmente ampia e variegata che può produrre benefici considerevoli tanto nel lavoro quanto nello studio, se ben utilizzata. L'importante è non perdersi nella navigazione ed evitare la frequentazione di zone equivoche, la cui esistenza tra l'altro dovrà essere necessariamente limitata o per lo meno regolamentata.

La prima apparizione di questa forma d'interconnessione risale al 1969 quando il Ministero della Difesa Statunitense creò un'agenzia, arpa, preposta allo sviluppo di una rete che potesse reggere al bombardamento nucleare, garantendo la continuità di comunicazione tra località diverse. Il progetto coinvolse centri di ricerca, università e qualche azienda privata, tutti in qualche modo legati all'attività militare e dotati di computer che all'epoca costituivano quanto di più moderno la tecnologia informatica americana potesse offrire. Contestualmente i Bell Laboratories (famoso centro di ricerca americano di proprietà di AT&T) stavano lavorando allo sviluppo del sistema operativo Unix, che sarebbe diventato uno standard per il mondo accademico e della ricerca e anche per molte applicazioni militari. L'unione di questi filoni avrebbe portato a quello che oggi è Internet, ma il percorso è costellato di alcuni eventi determinanti.
Il primo appalto per la costruzione della rete fu concesso a una società chiamata Bolt, Beranak and Newman (BBN) che collegò quattro università diverse: Stanford University, ucla (University of California at Los Angeles), ucsb (Univesity of California at Santa Barbara) e la University of Utah, usando linee telefoniche e installò in ciascuna di queste un imp (Information Message Processor), vale a dire un particolare computer che gestiva il traffico in rete. L'imp fungeva da intermediario tra linee di connessione e mainframe, i grandi elaboratori centralizzati su cui all'epoca residevano tutte le informazioni e tutti i programmi. L'impianto divenne attivo il 2 settembre 1969 e così nacque arpanet. Tutto il traffico che viaggiava su queste connessioni non era confidenziale e serviva prevalentemente a titolo di ricerca e sperimentazione. All'epoca i sistemi per trasmettere messaggi da una località all'altra non erano molto efficaci e il primo obiettivo dei ricercatori fu proprio quello di trovare soluzioni funzionali per convogliare i pacchetti su arpanet. Decisero di adottare un modello il cui sviluppo era già iniziato in Europa (per opera del National Physics Lab inglese e della Sociètè Internationale de Tèlècommunications Aeronatiques francese) e che sarebbe poi diventato comune in molti altri sistemi di comunicazione: la commutazione di pacchetto. Mediante questa tecnica, i messaggi e le informazioni vengono suddivisi in pacchetti di lunghezza fissa e ogni singolo pacchetto diventa un'entità a se stante, capace di viaggiare sulla rete in modo completamente autonomo perchè dotata al proprio interno dell'indirizzo sia di provenienza sia di destinazione.
Non è importante che tutti i pacchetti che compongono un determinato messaggio rimangano uniti durante il percorso e non è nemmeno indispensabile che arrivino nella sequenza giusta. Le informazioni che essi convogliano al proprio interno sono sufficienti per ricostruire, una volta arrivati a destinazione, l'esatto messaggio originale, indipendentemente dal percorso seguito da ciascuno dei suoi frammenti. Grazie a questo sistema si ottengono due benefici immediati: qualunque sia lo stato della rete, il pacchetto può sempre trovare una via alternativa per giungere alla propria destinazione (requisito utile per gli obiettivi militari e per chiunque desideri avere un impianto il più possibile resistente ai guasti, anche a quelli accidentali). Inoltre i vari pacchetti provenienti da fonti diverse possono essere convogliati tutti assieme su una singola linea ad alta velocità anzichè dover ricorrere a tante linee separate, usate solo parzialmente. Si riesce in questo modo a condensare il traffico su una linea collegata in permanenza che ripartisce dinamicamente la propria capienza tra i vari computer collegati e che, in ogni caso, è quasi sempre attraversata da qualche tipo di traffico e perciò giustifica il proprio costo. Se la linea venisse usata da una singola macchina o da poche macchine, resterebbe quasi sempre inattiva visto che anche l'utente più veloce passa la maggior parte del tempo a lavorare in locale (leggendo quello che gli è arrivato dalla rete o preparando una risposta) e solo molto sporadicamente trasmette o riceve qualcosa. In effetti Internet usata con un modem su linea commutata, cioè la linea normale telefonica, non è molto efficiente poichè esistono numerosi tempi morti dovuti al nostro personale modo di lavorare e al ritardo di reazione dei server con cui chiediamo di collegarci.
Il primo protocollo sviluppato per la commutazione di pacchetto su arpanet si chiamava ncp (Network Control Protocol), ma non era particolarmente efficiente. Col passare del tempo i progettisti di arpanet definirono un insieme di circa 100 protocolli per regolare il trasferimento dei pacchetti e questo insieme si è evoluto in quella che noi oggi conosciamo con il nome di Internet Protocol Suite: una raccolta di standard trasmissivi che verte su due protocolli primari, il Transmission Control Protocol (tcp) e l'Internet Protocol (ip), più molti altri secondari che consentono la comunicazione tra computer e reti molto diverse. La prima definizione di tali protocolli risale al 1973 e nel 1974 Vincent Cerf e Robert Kahn ne stilarono le caratteristiche su un documento intitolato IEEE Transactions on Communications (l'Institute of Electrical and Electronics Engineers è l'associazione di categoria che riunisce tutti gli ingegneri americani). Quello stesso anno fu pubblicata la prima specifica per i protocolli da utilizzare su Internet. Si dovette attendere fino al 1 gennaio 1983 per l'adozione ufficiale dell'intera Internet Protocol Suite.
Tornando un attimo indietro nel tempo vediamo che il 1972 rappresentò un'altra tappa importante: l'Università dello Utah realizzò un sistema per controllare un computer a distanza su arpanet e divenne possibile trasferire file da un computer all'altro per mezzo del protocollo ftp (File Transfer Protocol). Combinando tcp/ip ed ftp si era giunti al coronamento dell'obiettivo tecnologico di arpanet: trasferire dati da un punto all'altro della rete. Quel che ancora rimaneva da dimostrare era se i dati sarebbero potuti fluire tra due macchine di tipo anche diverso, utilizzando i tipi più disparati di collegamento (incluso l'etere). L'esperimento chiave in questo senso fu condotto nel 1978: un computer che viaggiava a bordo di un camion su un'autostrada californiana inviò dati a un altro computer che si trovava a Londra. Il camion era collegato via radio con un terzo computer in California, il quale inoltrava le informazioni sulla rete, queste attraversavano l'intero continente nordamericano su linee terrestri e infine superavano l'Atlantico per mezzo di una connessione satellitare. Già nel 1980 arpanet si trasformò in uno strumento vitale per le università e per i centri di ricerca americani, che avevano un bisogno sempre maggiore di scambiare informazioni e di coordinare le proprie attività. Nacque così la posta elettronica che si affiancava al semplice trasferimento di file, che aveva costituito la prima applicazione di arpanet. Nel 1983 Internet divenne a tutti gli effetti la rete delle reti, utilizzando arpanet come dorsale (rete ad alta velocità che unisce tra loro altre reti locali).
Tuttavia restavano ancora esclusi tutti quegli atenei che non avevano rapporti con il Dipartimento della Difesa. Al fine di risolvere questo problema e di estendere l'accesso a tutti gli interessati, il Dipartimento della Difesa creò una propria rete alternativa, detta milnet, così da non dover più dipendere esso stesso da arpanet e da lasciare campo libero al mondo accademico, mentre il governo americano istituì la National Science Foundation (nsf) con il duplice scopo di fornire risorse di elaborazione alle università (mediante l'uso centralizzato di supercomputer) e di favorire la crescita di un sistema di comunicazione veloce tra queste ultime.
Nei primi anni Ottanta la nsf costruì csnet, una rete che univa le varie facoltà d'informatica statunitensi; alla fine degli anni Ottanta costituì nsfnet con lo scopo dichiarato di rimpiazzare arpanet per mezzo di una rete dorsale alternativa. La transizione è stata relativamente lunga e in effetti arpanet è stata smantellata definitivamente solo nel 1990.
Nel 1991 il governo degli Stati Uniti ha emanato una legge, l'High Performance Computing Act, che decretava la nascita della National Research and Education Network (nren - detta anche 'autostrada elettronica') il cui scopo è quello di costituire reti ad alta velocità che uniscano le varie università e i vari centri di ricerca americani, fornendo anche l'infrastruttura per eventuali attività commerciali. Sempre quello stesso anno, il cern (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare) poneva le basi per una nuova architettura capace di semplificare enormemente la navigazione di Internet, la World Wide Web. Nel 1993 è stato inventato il primo strumento grafico per esplorare Internet, il programma Mosaic. A partire dal 1994 la World Wide Web ha trasformato Internet in un fenomeno di massa e oggi esistono dorsali alternative a nsfnet che servono sia per aumentare la quantità di traffico che può circolare su Internet sia per consentire la presenza di servizi commerciali che sono vietati nel contesto accademico definito dalla National Science Foundation.



A differenza delle quattro università che parteciparono alla versione originale di arpanet, l'Internet moderna si compone di migliaia di singole reti, ciascuna che raccoglie a sua volta un numero più o meno grande di host (macchine individuali). Il termine non si riferisce ai singoli oggetti fisici al suo interno, bensì allo spazio complessivo che questo insieme di computer rappresenta e che può essere attraversato in lungo e in largo da chi cerca notizie, documenti, messaggi e file da scaricare. La natura dei protocolli tcp/ip è tale da consentire l'interconnessione dei network più eterogenei: dalle lan convenzionali (come Ethernet) alle reti geografiche che si spargono sul territorio attraverso l'impiego di linee telefoniche più o meno veloci, governate coi metodi trasmissivi più disparati. Non esiste computer al mondo che non possa dialogare con il tcp/ip e questo comprende i personal computer, i mini computer e i grandi mainframe (i mostri da centro di calcolo). Il sistema fisico di connessione può essere il più vario: fibra ottica per le grandi distanze, cavo coassiale e doppino telefonico, satellite, onde radio, raggi infrarossi. Si tratta di un mondo in continua trasformazione, con pezzi che si aggiungono e pezzi che scompaiono, ma nel suo insieme lo spazio Internet è sempre disponibile, a qualsiasi ora, e la sua esistenza non dipende dall'iniziativa di una singola azienda oppure di un singolo governo. L'universalità di questa rete consente agli utenti di scegliere il computer e i programmi che preferiscono, di decidere liberamente il tipo di connessione da utilizzare (modem su linea privata, linea isdn, rete locale con collegamento geografico ad alta velocità).
 
 
 
 
 
 

  •  NSFnet, la prima vera grande dorsale

Nella prima metà degli anni Ottanta, negli Stati Uniti esistevano svariate reti d'interconnessione, tutte finanziate dal governo, ma ciascuna indipendente dalle altre. La più importante storicamente era arpanet, la precorritrice di Internet finanziata dal Department of Defense (Dipartimento della Difesa) ed estesa a tutte le università e i centri di ricerca che all'epoca lavoravano su progetti militari o federali.
La prerogativa primaria di arpanet era quella di aver dimostrato, in vent'anni di attività, la possibilità di collegare tra loro sistemi diversi e reti diverse utilizzando un nuovo tipo di protocollo suddiviso in due componenti: tcp (Transmission Control Protocol) e ip (Internet Protocol).
Il grande difetto di arpanet derivava dalla sua dipendenza da strutture burocraticamente complesse e poco agili. Finché la sua attività si era concentrata su quattro università-polo, come nella configurazione originale del 1969, o comunque era rimasta asservita a progetti militari, non erano emersi problemi. Tuttavia dal 1983 la componente militare si era separata (trasformandosi in milnet) e arpanet aveva assunto le caratteristiche e il nome di Internet, vale a dire uno strumento al servizio dei ricercatori e docenti universitari di qualsiasi genere e provenienza. All'inizio del 1985 vi si collegavano già 100 reti diverse ed era già fortemente congestionata, all'inizio del 1987 questa cifra era salita a 200 e nel 1989 ce ne sarebbero state 500. arpanet stentava a reggere il passo con una crescita esponenziale di questo tipo. Le università scoprivano le grandi potenzialità offerte dalla posta elettronica, dallo scambio di file a distanza e dall'impiego condiviso di supercalcolatori. I ricercatori non dovevano più viaggiare da una città all'altra oppure da una nazione all'altra per scambiare informazioni con i loro colleghi e potevano accedere a risorse di calcolo prima irraggiungibili. Nel 1989 la National Science Foundation (un ente governativo creato per finanziare lo sviluppo della ricerca americana) aveva assegnato ad arpanet uno stanziamento di 4 milioni di dollari al fine d'installare nodi in 40 nuovi college e università che dovevano collegarsi alla Rete. La Defense Communications Agency, che aveva da poco rilevato la gestione di arpanet ereditandola da darpa (Defense Advanced Research Projects Agency), impiegò ben cinque anni prima di far arrivare questi terminali a destinazione. Le apparecchiature erano diventate talmente vecchie che quando arrivarono a destinazione erano già obsolete e in alcuni casi furono installate e disinstallate nella medesima settimana perché il loro arrivo coincise con il varo della nuova dorsale ad alta velocità che li rendeva di fatto inutilizzabili.

La prima dorsale nsfnet funzionava a 56 Kbit per secondo e collegava sei centri di supercalcolo in diverse regioni degli USA. A questi centri accedevano numerose università e centri di ricerca.
Nel periodo di massimo splendore solo il cinquanta per cento delle università primarie negli Stati Uniti erano collegate ad arpanet.
Per colmare la forte richiesta di comunicazione e di servizi a cui l'arrivo di arpanet aveva dato la stura, senza poi farvi fronte, erano nate altre reti parallele.
Nel 1981 la National Science Foundation aveva costituito una propria dorsale chiamata csnet (Computer Science NETwork) che collegava tra loro ricercatori e ingegneri informatici e che aveva consentito dal 1983 in avanti il collegamento a Internet per molti centri di ricerca non raggiunti da milnet o da arpanet.
Con larrivo di MCI, IBM e Merit Network, fu costruita una nuova dorsale con linee da 1,5 Mbps. Questa dorsale usava i protocolli tcp/ip per affiancarsi ad arpanet e progressivamente sostituirla.
Parallelamente esistevano anche una rete del Department of Energy, una rete della nasa (National Aeronautics and Space Administration), hepnet (High Energy Physics network) che riuniva i ricercatori della fisica delle alte energie, mfenet (Magnetic Fusion Energy Network), e bitnet (Because It's Time NETwork) una rete creata nel 1981 con tecnologia IBM per lo scambio di messaggi tra le università. C'era ben poca integrazione tra tutti questi vari ambienti che utilizzavano anche talvolta protocolli diversi. Occorreva trovare un legante universale che fosse anche in qualche modo svincolato dagli obiettivi militari che avevano caratterizzato arpanet (nata come sistema di comunicazione capace di resistere a un bombardamento nucleare). L'unificazione di queste varie risorse fu demandata alla National Science Foundation che nel luglio del 1986 costruì una dorsale che collegava sei città negli Stati Uniti dove risiedevano altrettanti centri di supercalcolo. La dorsale usava uno speciale software di gestione chiamato Fuzzball (dal nome di un fungo che esplode per disseminare i suoi semi) e funzionava a 56 Kbit per secondo, una velocità modesta secondo i nostri standard attuali, ma adatta per quell'epoca, dove ancora la grafica non era in uso.
I nodi erano il San Diego SuperComputer Center in California (https://www.sdsc.edu), il National Center for Supercomputing Applications a Urbana-Champaign nell'Illinois (luogo dove nel 1993 sarebbe nato il browser Mosaic antesignano di Netscape - https://www.ncsa.uiuc.edu), il Cornell Theory Center di Itacha nello stato di New York (https://www.tc.cornell.edu), il Pittsburgh Supercomputing Center in Pennsylvania (https://www.pscinfo.psc.edu), il John von Neumann Supercomputer Center a Plainsboro nel New Jersey (vicino a Princeton) e il National Center for Atmospheric Research a Boulder nel Colorado (https://http.ucar.edu).

Lo sviluppo della rete era demandato al Cornell Theory Center e al ncsa, col supporto tecnico di Dave Mills dell'Università del Delaware e di Hans-Werner Braun di Merit Metwork, un corsorzio formato dalle università del Michigan e gestore di una rete Internet regionale (MichNet). Questa struttura già costituiva un'alternativa interessante ad arpanet come terreno di prova per la costruzione di una nuova dorsale più potente visto che dall'inizio del 1986 aveva già riunito intorno a sé un consorzio di 13 università statunitensi, interessate a fruire dei servizi offerti dai cinque centri di supercalcolo appena menzionati.
Il consorzio comprendeva l'Università dell'Arizona (https://www.arizona.edu), la Brown University (https://www.brown.edu), l'Università del Colorado (https://www.colorado.edu), la Columbia University (https://www.columbia.edu - inventrice del noto protocollo di comunicazione Kermit), l'Harvard University (https://www.harvard.edu), l'Institute for Advanced Study (https://www.ias.edu), il MIT (Massachusetts Institute of Technology - https://web.mit.edu), la New York University (https://www.nyu.edu), la Pennsylvania State University (https://www.psu.edu), l'Università della Pennsylvania (https://www.upenn.edu), la Princeton University (https://www.princeton.edu), l'Università di Rochester (https://www.rochester.edu) e la Rutgers University (https://www-ns.rutgers.edu).
A ciascuna di queste università si sarebbero poi collegate altre università e altri centri locali, formando una rete capillare dedicata interamente alla ricerca che partiva da una dorsale comune alla quale si sarebbero allacciate diverse reti regionali (successivamente identificate col nome di Regional Network Provider). Tra l'altro, mediante una di queste reti, la JvNCnet (John von Neumann Center network) abbinata al centro di supercalcolo di Plainsboro, la NSFnet aveva attivato già nel 1987 due connessioni verso l'Europa: janet (Joint Academic NETwork) in Gran Bretagna e NORDUnet per tutti i paesi Scandinavi a cominciare dalla Norvegia. La connessione transatlantica usava inizialmente una linea a 64 Kbps che sarebbe passata a 128 Kbps nel 1989.

Sempre mediante jvncnet, quello stesso anno nsf aveva attivato una connessione diretta con arpanet permettendo in tal modo il libero scambio di traffico tra quest'ultima ed nsfnet, usando protocolli comuni. Per questi motivi il governo statunitense affidò all'nsf il compito di continuare lo sviluppo di Internet per i successivi cinque anni. D'altro canto la stessa nsf aveva bisogno di migliorare il rendimento della propria rete che già nella prima metà del 1987 era arrivata alla saturazione.
Di conseguenza il 15 giugno 1987 nsf pubblicò un bando di appalto per la realizzazione di una nuova dorsale che recepisse i protocolli tcp/ip già impiegati in arpanet, ma che modificasse l'architettura di quest'ultima trasformandola da una sola dorsale alla quale si collegavano le singole reti componenti Internet, a una serie di dorsali regionali da far confluire su una dorsale nazionale, distribuendo meglio il traffico e favorendo la diffusione dei nodi.
La nuova dorsale si sarebbe chiamata nsfnet, avrebbe usato linee ad alta velocità T1 (1,5 Mbit per secondo) e avrebbe collegato, tanto per iniziare, le tredici reti regionali e i centri di supercalcolo visti in precedenza. nsfnet sarebbe stata al servizio di qualsiasi istituto universitario e di qualsiasi centro di ricerca, senza distinzione, ma sarebbe rimasta preclusa al traffico di tipo commerciale. 
Queste regole furono definite in un documento passato alla storia con il nome di aup (Acceptable User Policy). Le università avrebbero avuto voce in capitolo nella scelta delle soluzioni tecnologiche e implementative della rete, così da raccogliere il massimo consenso e la piena cooperazione di chi avrebbe dovuto promuoverne l'uso a livello locale (anche questo era un cambiamento importante rispetto all'impostazione di arpanet). L'appalto quinquennale del valore di 57,9 milioni di dollari fu concesso a un pool di quattro aziende. IBM avrebbe fornito i sistemi di commutazione necessari per interconnettere i vari nodi (Nodal Switching Subsystem), MCI avrebbe provveduto alle linee fisiche di connessione organizzando anche un centro di gestione operativo.
Merit Network si sarebbe occupata della gestione operativa dei servizi e del supporto agli utenti finali. Lo stato del Michigan contribuì anch'esso con uno stanziamento di 5 milioni di dollari che andava ad arricchire il budget a disposizione di nsf e che avrebbe favorito strategicamente lo sviluppo di know how e di risorse d'interconnessione. La linea di connessione da 1,5 Mbps veniva suddivisa in diversi canali da 448 Kbps ciascuno, così da consentire la massima comunicazione simultanea tra i diversi nodi. La rete entrò fisicamente in funzione nel luglio del 1988 e restò attiva fino al luglio del 1989 quando fu rimpiazzata da una nuova dorsale capace di fornire 1,5 Mbps pieni su ciascuna connessione. Furono anche aggiunti due nodi nuovi.



Nel 1990 IBM, MCI e Merit Network crearono un'organizzazione senza fini di lucro chiamata Advanced Network and Services (ans) che aveva la missione di gestire e commercializzare i servizi di nsfnet oltre che di potenziare, assieme a Merit Network, la dorsale già esistente. Nel gennaio 1991 entra in gioco un altro contendente, Sprint, a cui viene affidato il compito di sviluppare le connessioni con le reti della ricerca in Europa, e successivamente con l'Asia, attraverso quello che all'epoca si chiamava nsf icm (International Connections Manager). Già nel 1992 gran parte delle istituzioni accademiche e di ricerca americane erano collegate a nsfnet e la comunicazione con le reti Internet governative veniva garantita dalla presenza di speciali nodi di scambio (Federal Internet Exchange) sulle due coste: fix-East e fix-West. La connessione con l'Europa e con l'Asia veniva garantita da Sprint (https://www.sprint.com). Le organizzazioni commerciali, non potendo transitare su nsfnet, avevano creato il cix (Commercial Internet Exchange) a San Francisco e Sprint offriva la connessione tra la dorsale americana e le reti della ricerca in Europa e in Asia.

Nel novembre del 1992 fu attivata una terza versione della dorsale dotata di linee T3 a 45 Mbit per secondo. Questa sarebbe stata la versione finale di nsfnet destinata a rimanere in funzione fino all'aprile del 1995, data in cui sarebbe stata rimpiazzata da una nuova architettura d'interconnessione. Nei sette anni di durata dell'appalto (se n'erano aggiunti due rispetto ai cinque previsti inizialmente) IBM, MCI e Merit Network collaborarono ricavando know how fondamentale per lo sviluppo futuro della propria presenza su Internet. Durante la sua vita, nsfnet ha consolidato la crescita di grandi dorsali regionali, ciascuna delle quali è diventata di fatto una piccola Internet che serve una particolare porzione degli Stati Uniti.

Nel maggio del 1993 lo staff tecnico della National Science Foundation ipotizzò una trasformazione nell'architettura di nfsnet che avrebbe dovuto portare alla costruzione di una dorsale ad altissima velocità vbns (very high-speed Backbone Network Service) e diversi nap (Network Access Point) per consentire alle singole reti regionali di collegarsi alla dorsale servendosi e al tempo stesso di scambiare traffico tra loro. I nap e la vbns avrebbero continuato a ricevere sovvenzioni governative rispettivamente per quattro e cinque anni, mentre le reti regionali si sarebbero trasformate da rsp (Regional Service Provider) in nsp (Network Service Provider) fornendo i propri servizi a pagamento e ricevendo sovvenzioni pubbliche quadriennali solo se si fossero agganciate ad almeno tre nap. In questo modo veniva garantita la connessione a Internet per tutte le università statunitensi e al tempo stesso si favoriva un'evoluzione commerciale dell'infrastruttura esterna alla dorsale così da svincolarla entro quattro anni dai finanziamenti governativi. Un'altra componente chiave dell'architettura era la creazione di un Routing Arbiter (ra) per gestire tabelle e database d'instradamento globali a beneficio delle varie reti periferiche.

La dorsale vbns è entrata in funzione nell'aprile del 1995 e collega i cinque centri di supercalcolo statunitensi con linee ottiche a 155 Mbps gestite da MCI (tutti quelli già connessi da nsfnet nel 1986 con la sola eccezione del John von Neumann Supercomputer Center).
L'accesso alla vbns è consentito solo a quelle organizzazioni che devono eseguire applicazioni ad altissima velocità come il calcolo scientifico e la visualizzazione d'immagini in movimento. La gestione del Routing Arbiter è stata invece affidata a Merit Network con uno stanziamento quinquennale iniziato nel luglio del 1994.
I nap regionali sono gestiti da Pacific Bell a San Francisco (https://www.pacbell.com), Ameritech Advanced Data Services (aads) a Chicago (https://www.ameritech.com), Sprint nel New Jersey, vicino a New York (https://www.sprint.com) e Metropolitan Fiber Systems (mfs) nella cittadina di Vienna in Virginia, nei pressi della capitale Washington (https://www.mfsdatanet.com).

La nuova vbns costituisce la prima realizzazione della nren (National Research and Education Network) che costituisce a sua volta il primo tassello della Electronic Information Infrastructure (infrastruttura informativa elettronica) che il presidente Bill Clinton ha definito in una legge del 1991 chiamata High Performance Computing Act. Le singole università usano i loro provider regionali per arrivare alla dorsale e ai nap, in questo modo sono autonome nella scelta del servizio e del tipo di supporto che ricevono, e al tempo stesso viene garantito loro l'accesso privilegiato alle risorse della vbns qualora le rispettive applicazioni lo richiedano. Entro il 2000 la vbns dovrà raggiungere velocità di 2,2 Gbit per secondo così da costituire una piattaforma di prova per la diffusione su Internet di servizi a larga banda (televisione interattiva, film su richiesta, suono di qualità e altro). Dovrà anche valutare la bontà d'interazione tra sistemi informativi e rete atm. Nel frattempo MCI sta anche gestendo una rete sperimentale ATM da 622,8 Mbps che unisce i poli di Reston (Virginia), Dallas e Pittsburgh, anch'essa costruita in collegamento con nsf. Infatti il programma governativo che nsf segue per la creazione di questa nuova infrastruttura dedicata alla ricerca che la dorsale vbns arrivi a 2,5 Gbps (2,5 milioni di bit per secondo) vale a dire una velocità trasmissiva sufficiente a trasmettere l'intero contenuto di due biblioteche ogni secondo. Il programma si chiama hpcc (High Performance Computing and Communications) e viene coordinato dal nlanr (National Laboratory for Applied Network Research - https://www.nlanr.net) che riunisce tutti i cinque centri di supercalcolo americani. Sono stati i tecnici del nlanr a curare tra il marzo e l'aprile del 1995 la posa della fibra ottica sia della tratta principale della vbns sia della tratta secondaria di test e, successivamente, a realizzare il collaudo e le prove di rendimento della rete. Il Pittsburgh Supercomputing Center ha provato a collegare il proprio anello fddi interno ai corrispondenti anelli del San Diego Supercomputer Center e del National Center for Atmospheric Research usando la vbns come intermediario e dimostrando che era possibile arrivare alla piena velocità di 100 Mbps su rete geografica.

Con l'avvento della vbns, il primo passo verso la trasformazione della rete Internet americana è stata la creazione dei quattro nap (Network Access Point) ciascuno incaricato di presidiare una porzione del territorio statunitense. Il primo di questi nap che s'incontra venendo dall'Europa è quello di New York (in realtà nel New Jersey) gestito da Sprint, la società che dal 1991 costituisce l'interfaccia primaria tra le reti della ricerca sui due continenti.
Le prime connessioni erano verso Stoccolma e Sophia Antipolis (polo tecnologico sulle telecomunicazioni costruito nei pressi di Nizza e che riunisce i centri di ricerca di svariate multinazionali americane), e si affiancavano alle linee verso il Regno Unito e verso la Scandinavia già create dalla JvNCnet. Successivamente le linee intercontinentali di Sprint sono state estese a Londra, Parigi, Tokyo, Bonn, Milano, la Cina, la Malesia, il Sud Africa e il Medio Oriente. Benché il ruolo non sia più ufficiale, questa presenza diffusa conserva a Sprint il ruolo di ponte verso gli altri continenti per la rete della ricerca statunitense, anche dopo lo scioglimento della nsfnet.

Nel 1992 Sprint è stata la prima a lanciare un servizio di accesso per i privati, denominato SprintLink, con 320 punti di presenza nei soli Stati Uniti e con numerose ramificazioni in Europa e in Italia. La topologia è a due livelli, con un primo livello dedicato ai clienti privati e un secondo livello costituito da una dorsale che interconnette i nodi della rete SprintLink. All'interno di ciascuno di questi ultimi viene impiegata una rete locale fddi (Fiber Distributed Data Interface) in fibra ottica a 100 Mbps. La rete SprintLink si collega anche ai vari punti d'interscambio del traffico esterni alla dorsale per la ricerca: fix-East e fix-West per l'interconnessione con le strutture governative americane, cix (Commercial Internet Exchange) a Santa Clara e mae-East (Metropolitan Area Exchange) per il traffico commerciale. Proseguendo verso l'interno troviamo Ameritech Advanced Data Services responsabile del nodo di Chicago assieme a Bellcore (https://www.belcore.com) di cui è una controllata. Questo nodo serve tutti i Network Service Provider dell'area urbana di Chicago con linee telefoniche dedicate a 45 Mbps oppure linee ottiche a 155 Mbps. Il protocollo trasmissivo è atm. Oltre a garantire la connessione diretta per l'Università di Chicago (https://www.uchicago.edu), l'Università dell'Illinois (sempre a Chicago, https://www.uic.edu), il Fermi National Laboratory (https://www.fnal.gov) l'Argonne National Library (https://www.anl.gov), Ameritech si aggancia alla rete commerciale di Sprint negli USA (https://www.sprintlink.net), a MCI (https://www.internetmci.com), alla dorsale vbns (https://www.widdehren.reston.mci.net) e al Routing Arbiter gestito da Merit (https://www.ra.net) più ad altri fornitori di accesso locali.

A Washington troviamo la mfs Communications Company che offre una copertura nazionale piuttosto ampia (più di quaranta città americane collegate direttamente in fibra ottica) che si estende anche a Londra, Francoforte, Parigi, Zurigo e Stoccolma, oltre che Città del Messico. Anche questo nap è costruito su tecnologia atm e si collega da una parte alla dorsale vbns e dall'altra a una serie di fornitori di accesso regionali e locali che hanno il vincolo di agganciarsi a mfs con linee della velocità minima di 1,5 Mbps. Quest'ultima ha costruito e sta costruendo una propria rete di mae (Metropolitan Area Exchange) che coprono le città di Chicago, Dallas, Houston, Los Angeles (in cogestione con l'Information Sciences Institute), New York, San Jose, Parigi e Francoforte. Il nap più remoto è quello di San Francisco dove Pacific Bell interconnette svariati Network Service Provider regionali usando linee ad alta velocità da 36 Mbps e 139 Mbps con tecnologia atm. Il valore è più basso della velocità nominale delle linee ds3 e oc-3 (45 Mbps e 155 Mbps) perché tiene conto dell'effettivo volume di traffico che riesce a convogliare su una di queste linee usando il protocollo atm. Non a caso Pacific Bell si sta specializzando nei test di ottimizzazione del traffico tcp/ip su dorsale atm. Dovendosi collegare ai nap per accedere alla dorsale della ricerca e dovendo al tempo stesso contare sulle proprie forze per la reciproca interconnessione, le singole reti regionali si sono riunite in diversi consorzi, oppure si sono attrezzate per presentarsi sul mercato per proprio conto. Uno dei primi consorzi creati allo scopo di far fronte all'imminente scioglimento della nsfnet è stato il coren (Corporation for Research and Enterprise Networking), nato nel 1992 su iniziativa di MCI per riunire tutte le principali otto delle reti regionali attive all'epoca barrnet, cicnet, midnet, nearnet, nysernet, NorthWestNet, suranet, Westnet (con la sola eccezione di pcsnet). Il coren, a cui successivamente si è aggiunta anche Sequinet, aveva lo scopo di creare una dorsale comune per scambiare traffico al di fuori di nsfnet. Oggi alcune di queste reti regionali sono state acquistate da società private, ma la struttura d'interconnessione funziona ancora e vi si sono aggiunte altre strutture interregionali tra cui i numerosi Metropolitan Area Exchange allestiti da mfs. La tendenza è verso velocità sempre maggiori e verso un impiego diffuso della fibra ottica. L'autostrada elettronica americana sta prendendo forma di mese in mese.
 
 

ebone (European Backbone Network - rete dorsale europea)

Dorsale Internet paneuropea creata nel 1991 e che oggi collega tra loro 52 Internet Service Provider in 27 nazioni, agganciandoli alla rete Internet statunitense. L'organizzazione che la gestisce non ha fini di lucro e si trova in Francia. Non esiste nessun vincolo sul tipo di traffico trasmesso, perciò può essere utilizzata anche per attività di natura commerciale. La dorsale ha il suo centro a Parigi, da qui si diramano a stella connessioni dirette verso Vienna (2 Mit per secondo), Monaco (1 Mbps), Stoccolma (4 Mbps), Ginevra (2 Mbps) e Amsterdam (4 Mbps) dove ebone dispone di nodi propri a cui sono collegate altre reti nazionali. Al nodo di Parigi si collegano direttamente anche diverse reti italiane tra quella del cineca e InterBusiness di Telecom Italia. La capacità trasmissiva globale all'interno dell'Europa è di 28 Mbps. Per la connessione transatlantica verso gli Stati Uniti vengono impiegate diverse linee ad alta velcoità per un totale di 13 MBps. I costi di collegamento vengono condivisi da ciascuno dei partecipanti. L'indirizzo del sito Web è https://www.ebone.net, l'indirizzo di posta elettronica è info@ebone.net.
 
EUnet

Un grande fornitore di accesso olandese con 250 Point of Presence (punti di presenza) e con migliaia di siti collegati in tutto il continente, inclusi i paesi dell'Est. È nato come consorzio di svariati fornitori di accesso nazionali, ciascuno dei quali concorre al suo finanziamento.
Oltre a fornire servizi alle aziende, questa rete viene anche utilizzata nel mondo dell'istruzione e della ricerca. L'indirizzo del suo sito Web è https://www.eu.net. Il nome della rete è InterEUnet.
Serve come punto di accesso internazionale per il fornitore di accesso italiano IUnet, gestito da Olivetti.
 
 
La dorsale per la ricerca nsfnet che gli Stati Uniti hanno utilizzato dal 1986 al 1995 serviva una serie di reti regionali che a loro volta portavano l'accesso alle università e ai centri di ricerca sul territorio. Dal 1995, con il taglio degli stanziamenti governativi e la necessaria chiusura di nsfnet, tutte queste reti regionali (Regional Network Provider) si stanno trasformando in fornitori di accesso commerciali (Network Service Provider), potendo contare su uno stanziamento federale di quattro anni che favorirà la transizione e di cui possono usufruire solo a patto di continuare a fornire la connessione per le università pubbliche alla nuova dorsale che si chiama vbns (very high-speed Backbone Network Service). Vediamo i nomi di ciascuna di queste reti e le aziende che vi sono collegate.

barrnet (Bay Area Regional Research network - rete regionale per la ricerca nell'area di San Francisco) 
Era al servizio delle università, dei centri di ricerca e delle aziende private nell'area di San Francisco.
È stata acquisita dalla bbn (Bolt, Beranek and Newman) per creare un grande network service provider che accorpi anche altre reti prima gestite da associazioni accademiche o di ricerca, come nearnet e suranet.
È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).



bbn (Bolt, Beranek and Newman)
Detta anche bbn Systems and Technologies.
Una società di Cambridge (sobborgo di Boston) che ha sviluppato il primo modem, ha contribuito in modo determinante alla creazione di arpanet, la precorritrice di Internet costruita con stanziamenti militari, e reso popolare il formato standard per gli indirizzi di posta elettronica.
Per arpanet sviluppò il protocollo a commutazione di pacchetto ncp (Network Control Protocol), in seguito rimpiazzato dal tcp/ip, e ideò primi Interface Message Processor (imp), grosso modo corrispondenti agli odierni router, installandoli nelle quattro università che componevano la prima realizzazione di arpanet. Successivamente ha lavorato allo sviluppo del protocollo TCP/IP, ha assunto la responsabilità di gestire le reti csnet (Computer Science NETwork) e nearnet oltre che la gestione del nnsc (nsf Network Service Center - l'indice di tutte le risorse disponibili su nsfnet). Ha gestito il primo nic (Network Information Center) per nfsnet.
Tra il 1994 e il 1995 si è trasformato in un nsp (Network Service Provider) acquisendo nearnet (New England Academic and Research network), barrnet (Bay Area Regional Research network), suranet (Southeastern University Research Association network) stringendo un accordo con AT&T. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks). L'indirizzo del suo sito Web è https://www.bbn.com.

cerfnet (California Education and Research Foundation network - rete della fondazione di ricerca e di pubblica istruzione della California)
Fornisce servizi di accesso alle università e alle aziende private della California meridionale e dell'Arizona. cerfnet incoraggia i propri soci a realizzare servizi commerciali su Internet svincolati dall'aup imposta su nsfnet. È uno dei principali Network Service Provider statunitensi e anche uno dei membri fondatori del cix (Commercial Internet Exchange). Scambia dati anche con mae-west, mae-la, il New York nap (Network Access Point) e numerosi altri provider. cerfnet dispone di una dorsale ad alta velocità basata su linee T3 (45 Mbps). L'indirizzo del suo sito Web è https://www.cerf.net.

cicnet (Commitee on Institutional Cooperation Network - Comitato per una rete istituzionale cooperativa)
Si tratta di un'organizzazione senza fini di lucro che fornisce servizi di rete agli stati centrali degli USA. Quest'area, detta anche Midwest, comprende Minnesota, Wisconsin, Iowa, Indiana, Illinois, Michigan e Ohio. L'indirizzo di posta elettronica per raggiungerlo è info@cic.net.
Il cicnet ha creato una dorsale ad alta velocità (T1) che unisce università, college, scuole elementari e medie, oltre che società private, supportando i protocolli slip, FTP, Telnet, Gopher, Usenet. L'indirizzo del suo server Web è https://www.cic.net. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

jvncnet (John von Neumann supercomputer Center network - Northeast Research Regional network - rete regionale della ricerca per il Nord-Est)
Collega le istituzioni di ricerca degli Stati Uniti nordorientali e dispone di connessioni la Gran Bretagna e i principali paesi scandinavi: Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia. Ha sede a Princeton nel New Jersey. È stata acquisita dalla Global Enetrprise Services. L'indirizzo del suo server Web è https://www.ges.com che può essere contattato anche all'indirizzo https://www.jvnc.net. Il suo indirizzo di posta elettronica è market@jvnc.net.

Los Nettos (Greater Los Angeles Area Regional Network - rete regionale della grande Los Angeles)
Ha sede a Los Angeles e collega università e laboratori di ricerca residenti in quell'area. Viene gestita dall'isi (Information Sciences Institute) della University of Southern California e si collega direttamente al mae-la (Metropolitan Area Exchange-Los Angeles), gestito in parte sempre dall'isi, per scambiare traffico con tutti altri fornitori di accesso americani.
L'indirizzo del suo sito Web è https://www.isi.edu. Il suo indirizzo di posta elettronica è los-nettos-request@isi.edu.

MichNet (Michigan Network - rete del Michigan)
Viene gestita da Merit Network, un consorzio senza fini di lucro che riunisce le varie università del Michigan e formato nel novembre del 1966 e che ha partecipato a diversi progetti federali tra cui la creazione e la gestione della dorsale nfsnet dal 1987 all'aprile del 1995.

midnet (Midwestern States network - rete degli stati del Midwest)
Fornisce accesso alle risorse di supercalcolo a sette stati del Midwest: Nebraska, Oklahoma, Arkansas, Missouri, Iowa, Kansas, South Dakota. L'indirizzo del suo server Web è https://www.mid.net. Il suo indirizzo di posta elettronica è info@gi.net.

mrnet (Minnesota Regional Network - rete regionale del Minnesota)
È stata costituita nel 1987 e offre connessione al Minnesota Supercomputer Center, alla University of Minnesota e ad altre isituzioni accademiche e di ricerca. Ha sede tecnica a Minneapolis. L'indirizzo del suo server Web è https://www.mr.net. Il suo indirizzo di posta elettronica è sales@mr.net. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

ncsanet (National Center for Supercomputing Applications network - rete del centro nazionale per le applicazioni di supercalcolo)
Viene gestita dall'ncsa e collega centri di ricerca governativi e varie università dell'Illinois, del Wisconsin e dell'Indiana. Ha sede a Champaign nell'Illinois e gestisce anche una rete di accesso commerciale di scala nazionale. Il suo indirizzo di posta elettronica è network@ncsa.uiuc.edu.

nearnet (New England Academic and Research network - rete accademica e della ricerca per il New England)
Una delle reti regionali primarie (Regional Network Provider) che componevano Internet negli Stati Uniti al tempo di nfsnet. Serve le università e i centri di ricerca del New England (area Nord-Est degli USA) ed è stata acquisita dalla bbn (Bolt, Beranek and Newman) per creare un grande network service provider che accorpi anche altre reti prima gestite da associazioni accademiche o di ricerca, come barrnet e suranet.
Serve i seguenti stati: Maine, New Hampshire, Vermont, Connecticut, Rhode Island, Massachusetts.

NorthWestNet (Northwestern States Network - rete degli stati del Nord-Ovest)
Detta anche NWNet. Una delle reti regionali di livello intermedio (Regional Network Provider) che componevano Internet negli Stati Uniti al tempo di nfsnet. È stata creata nel 1987 per collegare tra loro nove università e la Boeing Company. Fornisce connessione alle università e centri di ricerca dell'Alaska, dalla California, dell'Idaho, del Montana, del North Dakota, dell'Oregon e dello stato di Washington per un totale di 180 organizzazioni, di tipo sia accademico sia commerciale. La sede tecnica è a Seattle. Il suo sito Web è https://www.nwnet.net. L'indirizzo di posta elettronica è info@nwnet.net. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

nysernet (New York State Education and Research Network - rete accademica e della ricerca dello stato di New York)
Una delle reti regionali di livello intermedio (Regional Network Provider) che componevano Internet negli Stati Uniti al tempo di nfsnet. Ha sede a Troy nello stato di New York. È stata la prima tra le reti regionali a costruire una propria dorsale a 90 Mbps (due linee T3 da 45 Mbps ciascuna) e si è già trasformata in un fornitore di accesso per la clientela privata stringendo un accordo di partnership con Sprint. L'indirizzo del suo sito Web è https://nysernet.org. L'indirizzo di posta elettronica è sales@nysernet.org. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

oarnet (Ohio Academic Resources Network - rete accademica e della ricerca dell'Ohio)
Serve tutte le comunità accademiche dello stato dell'Ohio. L'indirizzo del suo server Web è https://www.oar.net. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

pscnet (Pittsburgh Supercomputing Center network - rete del centro di supercalcolo di Pittsburgh)
Si collega uno dei cinque centri di supercalcolo americani.
È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

prepnet (Pennsylvania Research and Economic Partnership network - rete della ricerca e della collaborazione economica della Pennsylvania)
Una delle reti regionali di livello intermedio (Regional Network Provider) che componevano Internet negli Stati Uniti al tempo di nfsnet. È stata fondata nel 1988 da un consorzio di università che riuniva la Carnegie Mellon University, la Drexel University, la Lehigh University, la Penn State University, la Temple University, l'Università della Pennsylvania e l'Università di Pittsburgh. Serve la comunità accademica della Pennsylvania. Ha sede a Pittsburgh e continua a servire la sua comunità accademica oltre a fornire accesso a pagamento per la clientela privata. Il suo sito Web è https://www.prep.net. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

sdscnet (San Diego Supercomputer Center network - rete del centro di supercalcolo di San Diego)
Collega al centro di supercalcolo centri accademici, società e organi governativi. Ha sede a San Diego. Per avere informazioni si può contattare il sito del centro di supercalcolo all'indirizzo https://www.sdsc.edu.

Sesquinet
Serve le università, i laboratori di ricerca e diverse società del Texas. Ha sede a Houston e viene gestita dalla Rice University. Offre accesso a Internet per tutto lo stato del Texas con nodi di appoggio a Dallas, Austin, San Antonio e Waco e si collega alla dorsale nazionale gestita da MCI attraverso una linea da 25 Mbps. L'indirizzo del suo server Web è https://www.sequi.net.
Il suo indirizzo di posta elettronica è info@sequi.net. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

suranet (Southeastern Universities Research Association network - rete dell'associazione di ricerca delle università del Sud-Est)
La più grande tra le reti regionali (Regional Network Provider) che componevano Internet negli Stati Uniti al tempo di nfsnet. Serve gli stati dell'Alabama, Delaware, Florida, Georgia, Kentucky, Louisiana, Maryland, North Carolina, South Carolina, Tennessee, Virginia, West Virginia e la città di Washington. Ha sede presso il Computer Science Center dell'Università del Maryland. È stata acquisita dalla bbn (Bolt, Beranek and Newman) per creare un grande network service provider che accorpi anche altre reti prima gestite da associazioni accademiche o di ricerca, come barrnet e nearnet.
L'indirizzo del suo sito Web è https://www.sura.net ma sarete comunque rimandati al sito della bbn all'indirizzo https://www.bbn.com. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).

thenet (The Texas Higher Education network - la rete per college e università del Texas)
Copre lo stato del Texas con connessioni all'Instituto Tecnologico y de Estudios Superiores de Monterrey a Monterrey in Messico. Non offre accesso ai privati e il suo traffico è unicamente di tipo accademico. La sua gestione è a cura dell'Università del Texas ad Austin.
Il server Web è all'indirizzo https://www.the.net. L'indirizzo di posta elettronica è info@nic.the.net.

vernet (Virginia Education and Research Network - rete accademica e della ricerca della Virginia)
Serve lo stato della Virginia.
È membro di farnet et (Federation of American Research NETworks).

Westnet (Southwestern States network - rete degli stati del Sud-Ovest)
Una delle reti regionali primarie (Regional Network Provider) che componevano Internet negli Stati Uniti al tempo di nfsnet. Serve l'area centro-occidentale degli Stati Uniti e in particolare Arizona, Colorado, Idaho, New Mexico, Utah, Wyoming. L'indirizzo del suo sito Web è https://westnet.net. È membro di farnet (Federation of American Research NETworks).
 
 
 
 


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