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Storia dei media da gutember a internet




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STORIA DEI MEDIA DA GUTEMBER A INTERNET



CAP.1

LA RIVOLUZIONE DELLA STAMPA E IL SUO CONTESTO




L'età moderna in Europa va dal 1450 (anno dell'invenzione della stampa) fino al 1789 (anno della rivoluzione francese). Il torchio tipografico fu inventato approssimativamente in questa data ad opera di Gutemberg di Magonza e utilizzava caratteri mobili di metallo. In Cina e in Giappone la stampa era già praticata da molto tempo ma con la tecnica della xilografia, un metodo adatto per civiltà che utilizzano un migliaio di ideogrammi. Dunque l'invenzione occidentale può essere stata stimolata dalle notizie che giungevano dall'Oriente. Nel vecchio continente la stampa si diffuse grazie alla diaspora degli stampatori tedeschi. Nell'Europa del nord e in quella centrale la stampa penetrò prima che in Russia , Serbia, Romania, Bulgaria dove c'era l'alfabeto cirillico e solo il clero era alfabetizzato. Non c'erano condizioni sociali e culturali favorevoli, in Russia mancava la presenza di un laicato alfabetizzato. Il tardo approdo e diffusione in Russia dimostra che la stampa non è un agente indipendente e che la rivoluzione da essa portata non è solo ascrivibile alla tecnologia ma anche a fattori sociali e economici. Il mondo musulmano operò una grande resistenza alla stampa per tutta l'era moderna. La stampa assieme alla bussola e alla polvere da sparo segnavano l'inizio di un epoca. Per alcuni la stampa era un problema: amanuensi (persero via via lavoro), il clero (la stampa permetteva a lettori posti agli ultimi livelli della gerarchia sociale di studiare da soli i testi religiosi invece di affidarsi al loro insegnamento). Nel medioevo il problema era la scarsità di libri. Nel 600 invece ve ne erano così tanto che avevano bisogno di essere inseriti in bibliografie e cataloghi e nacquero in seguito le recensioni per aiutare a scegliere fra un libro e un altro. LORD ACTON valutò gli effetti positivi e negativi della stampa:

l'accesso di un pubblico più ampio alle conoscenze

la possibilità per ciascuna generazione di costruire sul lavoro intellettuale di quelle che l'hanno preceduta

la stampa mutò anche la situazione occupazionale delle città europee. Si affermarono nuovi mestieri come quello del tipografo oppure quello inerente la correzione delle bozze. Un caso interessante sempre in quel periodo è il diffondersi dei cosiddetti libri della BIBLIOTHEQUE BLEUE, così chiamata perchè le sue pubblicazioni erano rivestite con la stessa carta grossolana che si usava per avvolgere lo zucchero. Grazie alla sua rete di venditori ambulanti i libri venivano diffusi sia nelle campagne che nelle città. Era comunque ancora forte e radicata nel 600 la cultura orale. ELIZABETH EISENSTEIN nel 1979 sosteneva il ruolo della stampa come “agente del mutamento” che era stato sottovalutato, sottolinea le conseguenze a lungo termine della stampa:

standardizza e conserva un sapere che era stato molto più fluido nell'età della sua diffusione orale

favorisce la critica dell'autorità, rendendo più accessibili visioni di uno stesso argomento


la rivoluzione della stampa teorizzata dalla Eisentstein andrebbe riconsiderata e ridimensionata. I mutamenti da lei osservati sono avvenuti in 3 secoli , l'adattamento a questo nuovo medium fu graduale. Fu una RIVOLUZIONE LUNGA (espressione del critico inglese Raymond Williams). La domanda che si pone è: può una rivoluzione che non avviene rapidamente essere considerata come una rivoluzione?. E' meglio osservare la stampa come un CATALIZZATORE che favorisce mutamenti sociali, piuttosto che vederlo come agente attivo di quest'ultimi. In terzo luogo la studiosa tende a considerare la stampa isolatamente mentre invece per valutare le conseguenze sociali e culturali è utile vedere i media nel loro insieme.


I flussi di comunicazione seguivano i flussi commerciali. La stampa si era diffusa in Europa seguendo il corso del Reno. Nel 600 nasce la questione delle vie fisiche di comunicazione, sopratutto in un Europa in cui si rafforzavano gli stati centralizzati, comunicare con le province era di vitale importanza. L'interesse dello stato per le comunicazioni fu uno dei principali motivi della nascita delle poste anche se ne trassero vantaggio anche i mercanti e i privati. Il trasporto via acqua era molto più economico di quello via terra. Le comunicazioni sono secondo DEUTSCH i “nervi del governo”, particolarmente importanti negli stati grandi. Era arrivata nel 600 l'età dell'impero di carta, si abbandonava il nomadismo regio, del re che viaggiava per tenere unito l'impero. Come dimostra l'esempio del rey papellero ovvero Filippo II, egli sedeva alla scrivania per molte ore al giorno e spediva e leggeva ordini e posta.

La comunicazione orale permaneva anche dopo l'invenzione della stampa, fonti orali erano i pulpiti delle chiese (considerati da Bauman come il primo mass media), le università, le canzoni e le ballate. Un altro media importanti sono “le voci che circolano” che sono un vero e proprio servizio postale orale, alcuni esempi sono la “grande paura delle campagne francesi”. Questo non è un residuo orale, ma si formarono dei veri e propri gruppi che istituzionalizzavano la comunicazione orale come accademie, salotti, società scientifiche, club, caffe . Dal punto di vista degli eventi multimediali ovvero che univano vista, udito, musica ecc vi erano i RITI e gli spettacoli. I riti erano messaggi ma allo stesso tempo qualcosa di più e qualcosa di meno, è improbabile che la maggioranza degli spettatori assimilasse molte delle informazioni codificate nell'azione, non potendo capire le allusioni alla storia antica e alla mitologia. D'altra parte i riti erano qualcosa di più di un mezzo per trasmettere informazioni nel senso che creavano solidarietà , inoltre prima vi era la convinzione che fossero un mezzo per far avvenire cambiamenti nel mondo. La circolazione in forma manoscritta di opere non cessò. Nel 500-600 gli uomini e le donne di alto rango erano restii a pubblicare libri perchè sarebbero stati venduti al pubblico comune e avrebbero fatto apparire gli autori come mercanti. La circolazione in forma manoscritta era diversa dalla diffusione a mezzo stampa. Era un modo per stabilire un legame sociale tra gli interessati, spesso un gruppo di amici. Grazie alla calligrafia questi manoscritti erano vere e proprie opere d'arte. Il manoscritto permetteva di evadere la censura. Il manoscritto era dunque un medium “interattivo”. Era presente il cosidetto “alfabetismo mediato” ovvero gli usi dell'alfabetismo per analfabeti, come ad esempio il mestiere di scrivano. Vi era anche uno stretto rapporto fra oralità e stampa. Spesso la stampa assumeva i toni della cultura e della comunicazione orale e l'oralità si serviva della stampa, vi erano persone che recitavano poemi e poi ne vendevano copie stampate.

Il sistema più famoso di censura era quello della chiesa cattolica, l'Indice. Un catalogo dei libri stampati che ai fedeli era proibito leggere. Fu inventato come antidoto al protestantesimo e alla stampa. Il sistema censorio poteva avere conseguenze contrarie alle intenzioni delle autorità, risvegliando l'interesse di libri proibiti di cui alcuni lettori avrebbero potuto ignorare l'esistenza. Stampare poteva essere pericoloso, ma redditizio. Alcuni stampatori erano mercenari: durante le guerre di religione alcuni lavoravano sia per i cattolici che per i protestanti. I romanzi del 700 offrivano la possibilità di godere per interposto personaggio di beni di consumo costosi e li incoraggiavano anche a comprare operando come levatrici in quella che è stata chiamata la “ nascita della società dei consumi”. L'avvento della PROPRIETA' INTELLETTUALE fu una risposta sia alla società dei consumi che alla diffusione della stampa. Le forze del mercato favorirono l'idea della paternità individuale. In Gran Bretagna nel 1709 passo il COPYRIGHT ACT che consentiva agli autori o ai loro cessionari il diritto esclusivo di pubblicare le loro opere per 14 anni. Valeva solo per gli scrittori.

VENEZIA (400): in questo anno furono pubblicati più libri qui che in qualsiasi altra città d'Europa. L'industria del libro aveva una struttura capitalistica controllata da un piccolo gruppo col sostegno finanziario di alcuni mercanti. Aldo Manuzio era lo stampatore più celebre. Pubblicava libri in piccolo formato di modo che gli studenti e la gente li potesse maneggiare e leggere con piu facilità. Vi erano alcuni letterati detti POLIGRAFI che per sopravvivere scrivevano molto e su una grande varietà di argomenti. I letterati si potevano mantenere. Gli stampatori stampavano anche nelle lingue degli immigrati che erano presenti in città. Guardavano al di fuori dell'Europa. La controriforma compromise questo clima.

AMSTERDAM (600): rimpiazzo Venezia come isola di relativa tolleranza e diversità religiosa e divenne un grande centro e mercato dell'informazione. Era già il primo centro europeo principale per i giornali che simboleggiano la commercializzazione dell'informazione. I primi atlanti del mondo furono stampati qui dalla famiglia Bleau.

LONDRA (700): qui per proteggersi dalla contraffazione e dalla pirateria gli stampatori cominciarono ad associarsi dividendo spese e profitti, era un metodo simili a quello della società per azioni. Anche qui si afferma la figura dei letterati di professione.

Si affermano 5 tipi di letture:

LETTURA CRITICA: si ampliò l'abitudine di leggere criticamente i testi grazie al moltiplicarsi delle occasioni di confrontare le varie opinioni su uno stesso tema in libri diversi. La alettura non era sempre critica anzi vi era molta reverenza nei confronti dei libri che si leggevano sopratutto la Bibbia.

LETTURA PERICOLOSA: la lettura privata poteva essere pericolosa soprattutto per i gruppi subordinati come le donne e la gente comune.

LETTURA CREATIVA: i testi a volte venivano letti in modi che erano contrari alle intenzioni dell'autore. Un esempio e il mugnaio Menocchio che fu accusato di eresia .

LETTURA AMPIA: nel 700 si è iniziato un nuovo stile di lettura. Si è iniziato a sfogliare e saltare da un capitolo all'altro consultando i libri alla ricerca di informazioni su un particolare argomento. Prima i libri erano meno numerosi ed erano qualcosa di sacro. Adesso c'è la desacralizzazione delle scritture, con la lettura ampia

LETTURA PRIVATA


C'è chi critica la rivoluzione della stampa dicono che la stampa non è un soggetto agente ma una tecnologia utilizzata da individui o gruppi per situazioni e scopi diversi. Per questo preferiscono uno studio degli usi della stampa nei diversi contesti sociali. Per i difensori della rivoluzione la stampa aiuta a decontestualizzare. Dal punto di vista geografico è più prudente affermare che la stampa abbia avuto effetti simili in luoghi diversi piuttosto che effetti ovunque identici o completamente differenti a seconda del posto. Dal punto di vista cronologico è utile distinguere le conseguenze immediate dell'introduzione della stampa da quelle a lungo termine. Il mutamento culturale si prefigura piu come un aggiunta che come una sostituzione.


CAP. 2

I MEDIA E LA SFERA PUBBLICA NELL'EUROPA DELL'ETÀ MODERNA


La riforma si sviluppo nella città stato tedesca e fu il primo grande conflitto ideologico in cui il materiale stampato giocò un ruolo rilevante. Lutero era contro il dominio italiano della Chiesa, alla sua “magia” e alla commercializzazione. Per favorire una partecipazione diretta del laicato alle attività religiose, promosse la lettura della Bibbia in volgare e la liturgia in volgare. Eliminava la mediazione del clero praticando il sacerdozio universale secondo cui ognuno accede direttamente a Dio. HABERMAS sottolinea gli effetti di PRIVATIZZAZIONE delle riforma, un ritiro dei credenti nel mondo interiore, dall'altra parte vi fu la nascita di pensiero critico e opinione pubblica. La partecipazione del popolo alla Riforma fu allo stesso tempo causa e conseguenza dell'intervento dei media. L'invenzione della stampa mise in crisi il monopolio dell'informazione della chiesa medievale. Grazie al nuovo medium Lutero non potè essere messo a tacere come gli eretici del passato. Bruciare Lutero sarebbe servito a poco dopo che i suoi scritti furono disponibili in grandi quantità. Non essendovi una lingua tedesca unificata, Lutero scrisse in una sorta di minimo comune denominatore linguistico, spezzando il circolo vizioso dei dialetti. Il pubblico divenne più vasto e gli stampatori ebbero vantaggi economici nello stampare quelle opere. Per capire il diffondersi della riforma non si deve considerare solo la stampa, ma il sistema dei media nel suo complesso. Solo una minoranza della popolazione sapeva leggere e ancora meno avevano la possibilità di comprare i phamplet, la comunicazione orale e la lettura in pubblico restavano predominanti. Le immagini a stampa, la predicazione, l'incontro nei luoghi pubblici come taverne o la composizione di inni in volgare permisero il diffondersi della riforma. La facilità dell'utilizzo di questi media pagò il suo prezzo nella diluizione del messaggio della riforma. LA PROPAGANDA E LA CENSURA FURONO RELIGIOSE PRIMA DI DIVENTARE POLITICHE. Contro Habermas si può dire che la Riforma tedesca abbia contribuito alla nascita di una sfera pubblica “almeno per un pò”. Gli stampatori di phamplet si servivano coscientemente di strategie di persuasione per ottenere un pubblico più ampio . Vi sono analogie rilevanti fra ciò che accadde nel mondo di lingua tedesca e ciò che sta avvenendo oggi nel mondo islamico: l'avvento di una sfera pubblica prevalentemente religiosa legata alla comparsa dei nuovi media.

Nel frattempo nella prima metà del 1600 il giornale stava diventando un istituzione popolare nella repubblica olandese. A differenza dei phamplet i giornali uscivano a intervalli regolari. Nella società urbana insolitamente alfabetizzata della repubblica olandese la sfera pubblica temporanea stava diventando permanente. Nel decennio compreso fra il 1640-1650 i media avevano molte notizie da riferire. La guerra civile inglese fu condotta con i media. Di nuovo troviamo una situazione in cui le elite erano divise e entrambe le parte facevano appello al popolo con conseguenze che non potevano ne prevedere ne dominare. La guerra civile inglese fu anche una guerra di religione dove i sostenitori di una chiesa inglese prossima a quella cattolica si scontravano con i cosiddetti puritani che aderivano a forme di culto più semplici. Vi furono poi degli scontri interni al partito dei puritani che si frantumò in molte correnti. Il clero perde il controllo dei media e si trova a competere con predicatori laici, donne ecc. c'è chi parla in questi anni di nascita delle POLITICA DI MASSA. Un problema è in che misura i media e i loro messaggi cambiarono le idee e le mentalità delle persone. La politica nazionale entrò nella vita quotidiana, seppur in forma banalizzata. . Si allarga dunque la sfera pubblica, ovvero coloro che hanno un opinione pubblica e la fanno valere criticamente. Alla fine della guerra vi fu il ritorno a un sistema chiuso e ai censori della stampa si ripropose il problema se combattere gli oppositori con le stesse armi oppure ignorare le critiche pubbliche. I governi furono costretti a contribuire al crescere di una coscienza politica popolare. Nasceva il quarto potere: i giornalisti.

Il funzionamento del regime dei media sotto la Restaurazione inglese si rivela in occasione di un importante evento comunicativo il POPISH PLOT (complotto papista). Titua Oates si presentò al magistrato Godfrey per denunciare il complotto. Poco dopo Godfrey fu trovato morto, assassinato. Il giorno del suo corteo funebre la Camera dei Comuni dichiarò che c'era stato un complotto ordito dai cattolici che si rifiutavano di assistere alle pratiche liturgiche della chiesa anglicana per assassinare il re. I media ebbero un ruolo importante in tutto questo. Come in tante altre crisi politiche gli stereotipi ebbero grande importanza: il cattolico infido, l'insidioso gesuita e via dicendo. La gazzetta ufficiale non menzionò nemmeno questa notizia che si diffuse sotto forma di voci, ampliandone la risonanza. Anche quando fu dimostrata l'infondatezza di tutto ciò il partito WHIG che era ostile ai cattolici e voleva limitare i poteri del monarca continuò a sfruttare questa tematica. Nel 1685 il LICENSING ACT pose fine alla censura. Nacquero giornali indipendenti e periodici che trasformarono la sfera pubblica in una istituzione permanente. La politica entrava definitivamente nella vita quotidiana

Nell'Europa continentale a parte la repubblica olandese c'era un ritardo rispetto all'Inghilterra nella formazione della sfera pubblica, a causa dei periodi repressivi successivi alle rivolte e ritorno a situazioni pre rivoluzionarie. Comunque la forza dei media sta nel riattivare i ricordi del passato rivoluzionario.


Habermas ha risposto a chi lo ha criticato che applicare il concetto di sfera pubblica alle realtà del 500 e del 600 vuol dire mutare il concetto mutare il concetto stesso. Abbiamo diviso comunque in 2 tipi di sfera pubblica, la PERMANENTE e la TEMPORANEA. Da tutti questi conflitti il processo di critica dell'autorità è divenuto CUMULATIVO. Fu comunque un processo a zig zag.


CAP.3

DAL VAPORE ALL'ELETTRICITÀ


la macchina a vapore di Watt (1769) può essere considerata l'invenzione più importante. In seguito vi una rivoluzione industriale ma anche una vera e propria rivoluzione dei trasporti. Marx vedeva l'invenzione della macchina a vapore come una grande svolta nella storia umana. I giornali iniziano a essere definiti come locomotive sociali, per il forte impatto che avevano sull'opinione pubblica.

Alla scadenza dei brevetti di JAMMES WATT, nel 1800. la macchina a vapore si era affermata come l’invenzione più importante. Trattando dell’avvento della forza vapore, david Landes, si è concentrato sulla sostituzione delle capacità umane con congegni meccanici. Il processo di invenzione al centro di quello che per l maggior parte dei contemporanei era il progresso, spesso esaltato dai media. A molte invenzioni si arrivò nello stesso tempo in luoghi diversi. Nei discorsi però, il tema ricorrente era la vittoria sulla natura. Per ERASMUS DARWIN, i trasporti erano la chiave più importante del mondo futuro. Membro della LUNAR SOCIETY: la forma di trasporto che più interessava ai membri era la navigazione sui canali.GB 1790-93: febbre dei canali che anticipò quella delle ferrovie. Il problema dell’opportunità al ricorso alla legge per regolare i processi delle comunicazioni era già fondamentale . EU continentale: età dei canali alla fine del 600.



KARL MARX: vedeva l’invenzione della macchina a vapore come una grande svolta nella storia umana, che separava passato dal presente e schiudeva un futuro rivoluzionario. Il MANIFESTO DEL PARTITO COUNISTA (1848) si soffermava sulle “meraviglie” dell’industrializzazione. Nei GRUNDRISSE Marx elencava i principali mutamenti industriali avvenuti dalla rivoluzione francese. I “telegrafi elettrici” citati erano la prima invenzione elettrica alla base del processo che avrebbe dato nuova forma ai media. Marx però, si concentrava ancora sul vapore e sul rapporto tra questo e la stampa. Nel 1814 John Walter II aveva installato al “Times” un torchio a vapore permettendo di tirare 1000 copie all’ora.. Nel 1828 fu installata una nuova macchina: i giornali venivano definiti “locomotive sociali”. Sia Marx che Engels comprendevano il potere dei media stampati e scrissero per i giornali. I marxisti avrebbero stabilito una distinzione fra la struttura economica e la sovrastruttura culturale: ANTONIO GRAMSCI. Si concentravano anche sul divario tra i datori di lavoro e i salariati, e non previdero né l’aumento generale della ricchezza materiale, né l’avvento dei mass media. Il loro era un mondo mediatico soprattutto dai libri e da altre forme di stampa (libri di viaggi). Romanzi: SAMUEL JOHNSON distingue la nuova narrativa dal vecchio “romance” eroico. Aveva una bassa opinione dei giornalisti che si occupavano del flusso degli avvenimenti reali.

1700-1750 Grandi mutamenti nel campo dell’editoria: “Gentleman’s magazine” informazione + intrattenimento. Più tardi: distinzione tra librai ed editori grazie al progresso della tecnologia.

1851: grande esposizione al Crystal Palace di Londra. Grande rilievo alle novità tecniche nel campo delle comunicazioni. HERBERT SPENCER (sociologo): progresso come necessità, parte della natura. Con la concentrazione di tanti operai sotto il tetto di un’unica fabbrica si svilupparono nuove forme di comunicazione collettiva. Verso la fine dell’800 si cominciò a studiare la folla dal punto di vista psicologico e sociale.

1895 LE BON: “psicologia delle folle” 1901 G. TARDE: “L’opinione e la folla”. Differenze: TARDE era consapevole dell’importanza dei media. Idea della società di massa. BRYCE: rapporto di azione e reazione reciproca tra coloro che creano e guidano l’opinione e la massa.


CAP. 4 PROCESSI E MODELLI


FERROVIE

gli ultimi decenni dell ‘ 80 videro un industrializzazione massiccia in USA. Il 10 Maggio del 1869 fu il momento più spettacolare di tutta la storia della ferrovia, fu piantato un chiodo d'oro nel punto in cui si incontrarono 2 locomotive, una proveniente dall'ovest e una dell'est degli Stati Uniti. Era stata completata la prima linea ferroviaria transcontinentale. Il medium dei trasporti ferroviari trovò grande entusiasmo e fu supportato da scrittori, manifesti e film, musica e poesia. In Europa si sviluppò una vera e propria letteratura ferroviaria. Era il trionfo dell'età del vapore e coloro che erano vissuti prima dell'età del vapore erano i “sopravissuti del mondo antico”. La UK fu il paese guida nello sviluppo delle ferrovie. Lo sviluppo e la diffusione della ferrovia non solo aveva dotato i passeggeri di una maggiore velocità ma aveva anche generato una immensa domanda di carbone e ferro, diminuito i costi delle imprese, aperto mercati, stimolato l'occupazione. L'esigenza di una regolamentazione dell'interesse pubblico divenne sempre più evidente con l'aumentare del numero delle linee ferroviarie. Fin dall'inizio c'era un incentivo alla fusione delle compagnie ma nel 1844 esistevano ben 104 società diverse. In Inghilterra si erano affermati 4 compagnie principali ciascuna faceva servizio in un determinato territorio. La storia delle ferrovie indiana è strettamente legata a quella delle ferrovie inglesi. Fu ROWALD MACDONALD STEPHENSON che concepì il primo progetto per le ferrovie indiane per collegare Bombay, Calcutta, Madras e Dheli. Era innanzitutto una misura militare, commerciale. Il problema era trattato “dall'alto” senza osservare le implicazioni che questo avrebbe causato sulla popolazione. Nel 1900 l'India aveva più di 40000 chilometri di binari.


LE NAVI

Con la scoperta del vapore si svilupparono anche le navi a vapore. Questo comportò massicci fenomeni di emigrazione sopratutto verso gli USA, la traversata dell'Atlantico era diventata molto più breve grazie alla forza del vapore. Fra il 1880 e il 1890 la forza del vapore cedeva il passo all'elettricità. L'elettricità comparve prima nelle strade che nelle case americane. Si stava trasformando anche il concetto di “ora”, più di quanto fosse accaduto tra la fine del 700 e l'inizio dell'800 con la standardizzazione dei fusi orari. Scomparvero le differenze fra ore locali. Nel 1884 si riunirono a Washington i rappresentanti di 25 paesi e dopo un lungo dibattito si adottò un sistema basato sul meridiano di Greenwich.


LA POSTA

Le ferrovie e le navi non portavano solo persone e merci ma anche lettere e alla fine del secolo portavano anche cartoline. Anche il francobollo inventato in UK nel 1840 fu una importante invenzione e rappresentava l'effigie della giovane regina Vittoria. Il francobollo era pre-pagato e il costo era uguale in tutto il paese indipendentemente dalla destinazione. I tassi di analfabetismo comunque fra il 1840 e il 1870 erano ancora molto elevati. Coloro che più beneficiarono della nuova tariffa postale fissa furono i ceti medi e la costante diminuzione dei tempi delle poste serviva a facilitare gli affari più che a soddisfare l'esigenza delle masse. . Le poste americane il cui personale era pagato da privati non avevano la stessa autorità delle poste europee che comunque determinavano anche la politica relativa alle ferrovie e ai telegrafi, ai telefoni   


IL TELEGRAFO

La telegrafia fu la prima grande svolta basata sull'elettricità. Se la ferrovia, la bicicletta, l'automobile, l'aeroplano sembrano appartenere alla storia dei mezzi di trasporto e la telegrafia, la telefonia, la radio e la televisione alla storia dei media, nei fatti questa separazione si dimostra artificioale. Lo sviluppo del telegrafo fu strettamente legato a quello della ferrovia, molti cavi del telegrafo seguivano le linee ferroviarie. L'avvento dei collegamenti via cavo ebbe una importanza enorme per l'Australia e la Nuova Zelanda. La cablatura terrestre e sottomarina attraversò l'Europa e l'Asia. All'inizio il servizio fu caro ma nel decennio 1880-1890 i costi si erano notevolmente ridotti. I benefici per i privati si videro solo con la telefonia. La posa dei cavi del telegrafo sottomarini, una grande e difficile impresa sarebbe stata impossibile senza il miglioramento e l'espansione delle navi a vapore transoceaniche. Un momento importante fu il TELEGRAPH ACT che assegnava alle poste inglesi la gestione del sistema telegrafico, prima in mano ad aziende private. Per far viaggiare le notizie attraverso le frontiere si crearono agenzie, la prima dei quali fu la HAVAS fondata a Parigi nel 1835. A Londra fu fondata nel 1850 la Reuter.

Nel campo della telegrafia le invenzioni principali furono concepite in paesi diversi in modo indipendente, con un processo cumulativo che non vide emergere un unico inventore. La teoria dell' elettromagnetismo fu assegnata a d AMPERE e OERSTED. In UK i primi soci ben assortiti nonostante le apparenze furono COOKE e WHEATSTONE: l'invenzione del telegrafo sarebbe stata associata principalmente ai loro nomi. Negli USA Morse concepì un codice a punti e linee che si poteva leggere alla velocità di 40 parole al minuto e fu adottato universalmente nella trasmissione telegrafica. Il primissimo messaggio telegrafico era stato britannico ad opera di COOKE verso WHEATSTONE. In campo militar e il telegrafo ebbe un ruolo importante nella guerra di Crimea quando venne posato nel Mar Nero un cavo lungo più di 500 chilometri e ancora di più nella guerra civile americana.

Con l'espansione dell'imprenditoria telegrafica si poneva continuamente il fondamentale problema dei ruoli rispettivi delle iniziative pubblica e privata, dello stato e del mercato. Si doveva considerare l'iniziativa telegrafica come come una funzione dello Stato tanto quanto come il recapito di lettere? Negli USA il Ministero delle poste pur riconoscendo che non fosse sicuro lasciare uno strumento del genere nelle mani di privati al di fuori del controllo della legge riconosceva di non poter garantire investimenti sufficienti. L'effetto negli USA di lasciare il telegrafo in mano ai privati fu la nascita della società WESTERN UNION. In Francia il monopolio era statale ma il ministro degli interni francese sosteneva che il telegrafo dovesse essere uno strumento politico e non commerciale. In UK per merito di SCUDAMORE le poste britanniche comprarono l'assunzione delle aziende telegrafiche. Il governo si impegnò a trattare i telegrafi come i servizi postali introducendo una tariffa uniforme qualunque fosse la distanza. Nel corso del secolo questo monopolio sarebbe andato in contro a problemi finanziari, infatti nonostante l'aumento dei messaggi trasmessi c'erano delle perdite sul traffico non remunerativo che era definito come “sovvenzione”. La stampa ad esempio che beneficiava di tariffe che non erano remunerative per le poste le difendevano. Col passaggio alla proprietà pubblica molti direttori di vecchie compagnie di telegrafi acquistarono pacchetti azionari di compagnie che si occupavano delle comunicazioni con l'estero e nel 1872 con una nuova grande fusione fu fondata la EASTERN TELEGRAPH COMPANY. Questa era una delle aziende su cui alla fine dell'800 si sarebbe bastato il dominio inglese sulla telegrafia internazionale.


I TELEFONI

La storia del telefono era cominciata nel 1876 quando BELL brevettò il suo telefono, il termine era stato coniato un secolo prima per indicare un metodo di comunicazione puramente acustico. A prima vista il brevetto di Bell presentava l'invenzione come un miglioramento della telegrafia, non faceva specificamente riferimento alla voce. Nella vicenda entrarono subito gli interessi economici . Non essendo riuscito a suscitare l'interesse di William Orton, il presidente della Western Union, Bell fondò nel 1877 un'azienda che sarebbe stata trasformata 3 anni dopo in una società per azioni. La National Bell. Orton si rese conto di aver commesso un errore e si rivolse all'inventore degli inventori Edison per un consiglio tecnico. Egli creò un efficiente trasmettitore al carbone. Bell prese in considerazione il ricorso ad un azione legale ma la vicenda si concluse al di fuori del tribunale con un accordo. Stabiliva che la WU sarebbe stata la sola fornitrice di materiale per gli apparecchi Bell, mente il sistema telefonico sarebbe stato gestito da una nuova National Bell Company che avrebbe potutto utilizzare tutti i brevetti pertinenti della WU. Nei primi anni molti vedevano il telefono non solo come uno strumento per la comunicazione ma anche come una forma di spettacolo. Puskas ad esempio inaugurò nel 1893 a Budapest il servizio Telefon Hirmondo che offriva in sostanza il primo sistema di radio diffusione del mondo. Fornendo a domicilio agli abbonati lunghi fili flessibili e due auricolari rotondi, garantiva un programma giornaliero di comunicazioni da ascoltare. Il governo inglese decise stando al Telegraph Act che il telefono fosse un telegrafo. Nel 1900 il giornalismo dei giornali di massa si basava più sulla corrispondenza telefonica che su quella telegrafica.


LA RADIOFONIA

I fondamenti scientifici della radiofonia avevano una lunga storia cominciata anche prima delle ricerche di Hertz. Fu lui a confermare sperimentalmente l'acuto lavoro teorico svolto una generazione prima dall'inglese Maxwell riguardo le equazioni matematiche fondamentali relative al campo elettromagnetico. Anche in altri paesi ci furono pionieri della radiofonia fra cui Marconi che attrasse la stampa per la sua giovane età, la sua nazionalità e il tentativo di sminuire ingiustamente ciò che gli era riuscito. Marconi aveva parlato con funzionari della marina e dell'esercito, Marconi condusse prove pratiche con la flotta britannica. La radio era vista semplicemente come un'alternativa alla telegrafia via cavo, come l'automobile una carrozza senza cavalli, si pensava che solo chi avesse una carrozza potesse desiderare un automobile. In Inghilterra Marconi cercava risultati rapidi e quando fondò la         WIRELESSE TELEGRAPH AND SIGNAL COMPANY si concentrò sopratutto sulla costruzione e vendita di apparecchi radio a grandi imprse. La “telegrafia senza fili” non poteva essere considerata alla pari del vecchio sistema. Il pubblicò invece si entusiasmò subito per come venivano trasmessi i messaggi di Marconi. Le potenzialità di questo mezzo divennero evidenti quando esso iniziò a entrare nelle case. La prima legge riguardante la radio uscì negli USA nel 1912 ed era il RADIO ACT, stabiliva che i messaggi dei radioamatori potevano utilizzare solo lunghezze d'onda limitate. Questo creò molte discussioni in quanto molti credevano che la proprietà dell'aria fosse di tutti e non in parte del governo. DAVID SARNOFF pensava ad una diffusione del suono, ancora non usava il termine broadcasting (che significa seminare a spaglio), però ipotizzava la disseminazione di radiofrequenze. Prevedeva anche l'inserimento della pubblicità nel futuro della radio. Per il finanziamento dei suoi programmi radiofonici si affidò a un potentissimo consorzio di fabbricanti e commercianti di radio present esu tutto il territorio nazionale. Ne nacque la BBC, un monopolio. Inizialmente trasse i suoi introiti dai diritti sulla vendita di apparecchi radio più che dalla pubblicità. Negli USA non si considerò neanche questo tipo di soluzione.


IL CINEMA E LA TELEVISIONE

All'origine del cinema e della televisione c'era l'apparecchio fotografico che aveva una lunga storia. La nuova macchina fotografica ottocentesca si sviluppò prima in Francia e in Gran Bretagna per poi essere rivoluzionata negli USA. Fu uno sperimentatore francese JOSEPH NICEPHORE NIEPCE a produrre con il metodo che chiamò eliografia la prima fotografia dal vero poco dopo la fine delle guerre napoleoniche. Il suo giovane socio DAGUERRE battezzò quelle immagini cono il nome di “dagherrotipi”. Lo stato francese acquisì i diritti sul loro lavoro ma subito dopo vi rinunciò dichiarando che la fotografia era libera per il mondo intero. TALBOT a Londra lavorava parallelamente a Daguerre utilizzando un procedimento diverso. Si serviva del nitrato d'argento e produceva “negativi” su carta. Si chiamavano “calotipi”. I primi dagherrotipi erano oggetti unici: erano visti come espressioni artistiche che non potevano essere riprodotte in molte copie. Successivamente il prezzo degli apparecchi fotografici calò notevolmente e un americano intraprendente GEORGE EASTMAN (un impiegato trasformatosi in imprenditore), colpito da quello che aveva visto all'Esposizione di Filadelfia nel 1876 creò uno degli oggetti più famosi del secolo: la macchina fotografica KODAK. Era utilizzabile da tutti e dovunque. Kodak era un nome che si poteva ricordare in qualsiasi lingua. Erano di qualità inferiore alle altre ma venivano vendute già cariche e una volta finito il rullino, lo si mandava a sviluppare e alla macchina fotografica veniva cambiato il rullino e rispedita al cliente nel giro di 10 giorni.

C'erano nuove tendenze sociali in seguito all'industrializzazione che aveva accresciuto notevolmente il tempo libero e il benessere.

Il fondamento tecnico della televisione è diverso da quello della trasmissione di immagini ferme, infatti comporta la scansione di un raggio luminoso per righe sequenziali con un movimento verticale dall'alto verso il basso e orizzontale da sinistra verso destra. Ciascun settore dell'immagine quando è colpito dalla luce produce segnali che vengono trasformai in impulsi elettrici forti o deboli. L'occhio umano può vederli come un immagine completa e in movimento su uno schermo grazie alla persistenza dell'immagine sulla retina. Sono possibili due tecniche di scansione: quella meccanica, con un disco e quella elettronica, con un fascio di elettroni. Fin dall'inizio furono le grandi organizzazioni e non i singoli inventori a beneficiare dei vantaggi commerciali. La EMI che era stata prodotta di recente era una di quelle società. Alcuni nomi importanti furono lo scozzese BEIRD che lavorava su un sistema televisivo meccanico, con le valvole ecc e che fece molto per pubblicizzare la televisione e anche Jenkins. Nel frattempo PHILO FARNSWORTH lavorava a un sistema televisivo elettrico. A metà degli anni 30 sia in Germania che in Inghilterra c'erano due sistemi televisivi contrapposti. Ma la tecnologia veramente avanzata era quella della EMI, lavorare negli studi di Baird era come adoperare il codice Morse sapendo che alla porta accanto avresti potuto telefonare. Baird viveva mentalmente alla fine dell'età meccanica e ragionava di rotelle, dentature e dispositivi rotanti. L'elettronica gli era davvero estranea. Però il suo merito è stato quello di riuscire a creare una domanda, a dimostrare che la televisione si poteva fare anche se non indicò il modo. . Negli altri paesi europei la televisione elettronica vinse più facilmente.


CAP. 5

INFORMARE, EDUCARE,INTRATTENERE

Nel flusso della storia l'industrializzazione ha accresciuto sia la ricchezza sia il tempo libero, ha dato nuovo significato a ciascun elemento della trinità informare, educare, intrattenere. Essa infatti esigeva una circolazione delle informazioni più consistente e affidabile sia per ragioni finanziarie sia per rendere possibile il controllo dei processi industriali e richiedeva inoltre un più ampio accesso pubblico all'istruzione, prima di tutto alla scuola. Sempre a lungo termine i progressi industriali hanno dato luogo a un aumento delle occasioni di relax. Col tempo si è arrivati a trattare il tempo libero, i viaggi e lo sport come settori di un'unica industria.

Il Times, l'organo di stampa principale di Londra era visto già di per sé come un quarto potere. Si dice che questa espressione (fourth estate) sia stata coniata dallo storico Macaulay anche se lui si riferiva alla tribuna della stampa in Parlamento e non al Times nel suo complesso. Il Times nel 1871 fu definito il più grande giornale mai visto al mondo, era un giornale costoso e perse in parte la propria posizione dominante con la comparsa della stampa da un penny. Lo Herald di New York era un giornale più innovatore e più completo. La stampa americana aveva una storia differente dalle altre stampe europee e mondiali proprio perchè era libera da legami politici di partito. Il primo emendamento incluso nel BILL OF RIGHTS stabiliva che il congresso non avrebbe fatto leggi che toccassero la religione o il suo libero esercizio ne leggi che limitassero la libertà di stampa e di parola. La posizione dei vari giornali inglesi e dei diversi settori della popolazione sulla abolizione delle tasse di bollo e sulla carta nonchè delle tasse sugli annunci pubblicitari ha un importanza strategica nella storia dei media del paese. Le tasse sulla carta erano state viste come una tassa sulla conoscenza, era necessario che fosse regolata da leggi di mercato. Per la Francia la pietra miliare nella storia della stampa fu il 1881 l'anno in cui dopo lunghi dibattiti passò una nuova legge che esordiva con le parole “la presse est libre”. Venivano rimosse le vecchie restrizioni compreso l'obbligo per i giornali di depositare una cauzione contro eventuali multe o reati. Nel 1848 anche in Germani erano state rimosse tutte le restrizioni ma 3 anni dopo erano state ripristinate. Comuqnue in tutti i paesi quali che fossero le leggi la stampa si era affermata entro il 1900 come una forza all'interno della società. Come aveva detto uno storico, TRAVELYAN l'arca dell'alleanza (ovvero la stampa) era caduta nelle mani dei filistei, ovvero tutto quell'insieme di individui che rientravano nel nuovo elettorato e che secondo i rappresentanti della cultura di elitè come ARNOLD non erano persone ragionevoli e che pensano in modo equilibrato e serio. Arnold fu il primo ad usare il termine di NUOVO GIORNALISMO per indicare quel modo fatuo di fare giornalismo che puntava ad attirare i nuovi elettori. Era un ispettore scolastico ed era pessimista sul fatto che la stampa riuscisse a svolgere in quel periodo una funzione pedagogica. Gli scrittori su posizioni “cristiano-sociali” erano invece ottimisti e sostenevano che i quotidiani e i periodici di poco prezzo non potevano essere considerati propriamente educativi ma avevano una forte influenza. A prescindere dalle molte pecche, l'operaio col suo foglio da un penny è sicuramente più informato di un operaio di 30 anni fa. La maggior parte dei nuovi elettori si rivolgeva alla stampa per svagarsi, molto più che per ottenere informazioni e conoscenze. REYNOLDS e HARMSWORTH fondano il cosidetto “nuovo” giornalismo. Nuovo era l'aggettivo sbagliato in quanto prima dll'ottocento l'intrattenimento aveva lo stesso spazio dell'informazione su molti giornali, specialmente su quelli che uscivano la domenica. Già prima dell 800 dunque prima che la diffusione dell'alfabetismo e l'avvento della ferrovia offrissero alla stampa occasioni senza percedenti per aumentare le tirature l'”arca dell'alleanza” era stata utilizzata per il trinomio informare,educare,intrattenere. Nel 1886 fu creata a BIRMINGHAM un' Associazione Nazionale dei Giornalisti che avrebbe poi acquisito uno statuto e perso il nome di Institute of Journalists. LA Nation Union of Journalist, un vero e proprio sindacato fu fondata nel 1907.



la concentrazione del potere mediatico nel 20 secolo suscitò preoccupazioni crescenti fra il 1961 e il 1981. non solo determinava un offuscamento della distinzione fra informazione e intrattenimento ma confondeva anche le linee di demarcazione tra gli stessi media. L'impero di Murdoch si estese dal cinema alla televisione.

L'ETA DEL BROADCASTING

bisogna partire dal broadcasting sonoro piuttosto che da quello televisivo. L'età del broadcasting comincia con la guerra e con tutte quelle istituzioni che se ne occupavano come ad esempio la NBC ela CBS oppure la BBC. Una grande importanza la ebbe REITH che fu per breve tempo ministro dell'informazione. Divenne poi amministratore generale della BBC (british broadcasting company). E' stato in larga misura l'ideatore del mutamento di struttura definito da uno statuto regio nel 1927 che stabiliva che la BBC doveva informare, educare, intrattenere. Al suo vertice ci sarebbe stato un consiglio di 5 governatori con un mandato di 5 anni. Sarebbero stati scelti consiglieri di amministrazione e non dirigenti perchè era opinione che la gestione del broadcasting dovesse essere affidata a gente del mestiere. Reith si sentiva investito di una missione, per lui utilizzare il broadcasting solo per intrattenere avrebbe significato prostituirlo. Non desiderava offrire alla gente soltanto ciò che essa voleva. Lo strumento naturale per realizzare la missione di Reith era il monopolio, anche brutale. Rifiutava la ricerca del minimo comune denominatore. Il rapporto fra radio e pubblicità era il punto su cui i diversi paesi differivano maggiormente. Il broadcasting non era manna dal cielo e c'era bisogno di finanziamenti o tramite il canone o tramite il sistema americano della pubblicità. Questo comportava l'accertamento dell'indice dei programmi sponsorizzati e la soppressione di quei programmi che non attiravano un numero sufficiente di ascoltatori. I sistemi britannico e americano dunque si svilupparono come due grandi modelli contrapposti. C'erano comunque molti ibridi come sempre nel campo delle telecomunicazioni. Negli USA da subito la radio era integrata nel sistema dell'imprenditoria e c'era una divisione tra autori e presentatori. Era inveitabile che si sviluppasse un sistema di rilevamento degli indici d'ascolto dei programmi che sarebbe diventato più sofisticato della programmazione stessa. La BBC di Reith evitava di basare la propria politica sugli indici di ascolto fino al 1937. Con l'avvento della tele visione e della radiolina atransistor e dell'autoradio, il menù di base del broadcasting radiofonico rimase la musica leggera. Le prospettive sarebbero mutate con la radio a modulazione di frequenza. L'FM ebbe giù successo nel 1939 ma l'entrata in guerra ne ritardò la diffusione. Come il servizio postale, la radio si pose la missione di raggiungere tutte le persone anche nei luoghi più sperduti, in questo operava in modo molto diverso da altri media come la stampa o il cinema. Oltre che a intrattenre, informare e istruire consolava. Analizzando la triad informazione, educazione e intrattenimento il carattere del primo era indubbiamente cambiato con l'arrivo nelle case delle trasmissioni sonore. Quanto alla cultura, il ruolo educativo delle trasmissioni radiofoniche come di quelle televisive andava al di la del ruolo pedagogico formale. La radiodiffusione svolgeva anche alcune delle funzioni indicate da Habermas per quanto riguarda la sfera pubblica.


L'ETA DELLA TELEVISIONE

a metà degli anni 30 in UK e USA cosi come in molte altre parti del mondo la radio aveva raggiunto molta stabilità tanto che era difficile comprendere come la televisione vi si sarebbe potuta inserire, inoltre la situazione economica generale non era favorevole a un suo rapido sviluppo. Alla fine della seconda guerra mondiale negli ambienti della radio e del cinema non c'era ancora un particolare entusiasmo per la televisione e anzi c'era apprensione , non esisteva nemmeno una pressione da parte di gruppi specifici, come quello dei radioamatori che avevano avuto un ruolo fondamentale nei primi anni della radio. Negli ambienti colti si aveva un idea sbagliata delle possibilità future della televisione. Si credeva che avrebbe attirato solo gruppi appartenenti alle fasce di reddito più alte. Negli anni 50 mente l'offerta di programmi era molto bassa ci fu una crescita della produzione dei televisori. Ora più di un terzo della popolazione americana ne possedeva uno. Le presenze settimanali medie nelle sale cinematografiche scesero dai 90 milioni del 1948 ai 47 milioni del 1956. alcune aziende cinematografiche mirarono a procurarsi alcune concessioni televisive: la 20 century fox tentò di acquistare la ABC. Un altra soluzione era vendere film alle aziende televisive ma si cominciò a farlo solo dalla metà degli anni 50. a quel punto nessuno parlava più di età del cinema e Hollywood fu duramente colpita dal senatore MCCharty che aveva richiesto una lista nera coi nomi dei cosidetti filocomunisti che apparivano in tv e al cinema. Sarà distrutto poi dal mezzo televisivo. All'inizio ebbe molto successo il teatro portato in televisione (come le scene di Broadway). In quella prima fase della storia della televisione c'era chi la vedeva unicamente come un mezzo culturale. I programmi di base della televisione americana erano molto più stereotipati. Comprendevano spettacoli e giochi a premi che avrebbero presto provocato dibattiti di carattere etico. La televisione stava andando nella stessa direzione della radio, ovvero quella dell'intrattenimento. Al di fuori dell'America non tutti i broadcasting volevano prendere quella direzione e di certo non intendevano farlo il più velocemente possibile. La BBC che operava in un paese dove non c'era il boom ma l'”austerity” adottò una strategia completamente diversa da quella americana quando si affidò a Geroge Barnes, un uomo colto della radio. I telespettatori in UK appartenevano negli anni 50 alle fasce di reddito basse. Un grande impulso venne nel 1953 dall'incoronazione della Regina Elisabetta “di fronte al popolo”, la guardarono circa 20 milioni di persone. Nel 1955 il Parlamento leva il monopolio alla BBC. Norman Collin creò nel 1953 una Popular Television Association che ottenne l'appoggio di “the economist”. C'era la paura di finire come il modello americano. L'avvento della televisione indipendente aveva dato nuovo slancio allo stile britannico di presentazione delle notizie. Nel 1992 la Bbc Supera gli USA introducendo la satira. In realtà dietro a la ITA (che divento IBA) e la BBC non vi erano molte differenze di programmazione, le uniche differenze erano nella pubblicità e nel finanziamento.

I giudizi e le critiche sulla tv sono sempre state presentate a livello globale piuttosto che a livello locale, si ignoravano le differenze sociali all'interno dei paesi che insieme alle strutture dell'istruzione hanno influenzato direttamente i modelli di controllo, la gamma dei contenuti e gli stili di presentazione. (questo discorso è riferito a Marshall McLuhan che introdusse il concetto di “villaggio globale” e fece i primi studi sui media). Le critiche più forti venivano dagli USA dove la televisione dei network davav spazio ad un intrattenimento stereotipato. Si aprirono i dibattiti sopratutto sul rapporto fra televisione, contenuti e adolescenti e bambini già a partire dagli anni 60 (in USA). La prima nota in positivo per l'utilizzo della tv nell'interesse generale dei bambini risale a 20 anni prima del CHILDREN TELELVISION ACT del 1990: si tratta del CHILDREN TELEVISION WORKSHOP. Fu proprio questo ente che ideò la serie “sesame street” ovvero un prodotto commerciale che voleva intrattenere e istruire al tempo stesso.

La ricerca empirica sulla televisione con la creazione di accademie e corsi alle università ha creato molte elaborazioni teoriche. Molte purtroppo erano molto lontane all'esperienza di chi lavora nei media stessi. HOGGART in UK fonda nel 1964 il centro per i “cultural studies”. Elgi insieme a Raymond Williams cambiò il modo di studiare i media e il loro ruolo nella società contemporanea. In Germania gli autori della Scuola di Francoforte avevano elaborato una teoria “critica” dei media , era di ispirazione marxista.

Per alcuni dei primi difensori della tv educare e non intrattene rimaneva la preoccupazione principale. L'educazione doveva essere considerata come una funzione separata o da tenere segregata in appositi canali?. Nel 1957 in Giappone si creò un canale interamente dedicato ai programmi istruttivi. La UK scelse una strada diversa incoroporandoli nella programmazione normale. Negli USA nel 1955 si riservarono più di 200 stazioni per i programmi educativi che però scarseggiavano di finanziamenti.

Pert quanto riguarda l'infromazione la prima forma di “economia dell'informazione”, ovvero l'infomazione trattata come una merce, creata e distribuita, la si vide negli USA. Il dibattito sull'informazione si sviluppò intorno agli anni 70 per quanto riguarda i cosidetti paesi del 3 mondo. Si temeva che la loro “finestra sul mondo” fosse filtrata da lenti scelte e adattate dai paesi sviluppati e industrializzati. L'Unesco fissò dei requisiti minimi e dei criteri per l'organizzazione dei media in questi paesi. Si rivendicava la sovranità culturale contro l'imperialismo culturale (concetto USA di Schiller).

(guardare la tesi della coabitazione di media)


CAP. 6

CONVERGENZA

La parola convergenza è una parola utile anche se abusata e dagli anni 80 è stata applicata di solito allo sviluppo della tecnologia digitale, all'integrazione di testo, numeri, immagini ,suono. Negli anni 70 veniva riferita alle “nozze celesti” tra i computer e le telecomunicazioni (secondo gli americani). Nel frattempo 20 anni prima (dal 1955 al 72) i dizionari avevano cambiato il significato stesso di comunicazione che da azione era diventata una vera e propria scienza. . Successivamente il termine convergenza è stato applicato anche alle organizzazioni oltre che ai processi come ad esempio l'incontro tra l'industria dei media e delle telecomunicazioni. BOORSTIN nel suo libro “the Repulic of Tecnology” usava la parola per indicare “la tendenza di ogni cosa a diventare più simile a ogni altra” precisando in primo luogo che la tecnologia “dissolve e diluisce l'ideologia” e che la “comunicazione una volta era un sostituto a livello inferiore del mezzo di trasporto, ora spesso gli viene preferita”. Al centro dei primi dibattiti c'erano 3 punti: l'abbondanza, la scelta, la crisi. Ben presto si cominciò a discutere anche di “interattività”, un termine che sarebbe stato usato ancor più frequentemente di “creatività”. L'abbondanza in origine non era applicata ai media elettronici che erano tenuti a freno all'inizio della loro storia dalla scarsità delle lunghezze d'onda. Ora che questa logica della scarsità era stata abbandonata. Nel frattempo gli ascoltatori iniziavano a essere visti come “clientela”. Per quanto riguarda la scelta le nuove tecnologie avrebbero offerto agli individui una scelta maggiore di cose da vedere e sentire e anche di tempi in cui vederle e sentirle. La categoria della crisi veniva applicata alle autorità nell'affronto di problemi finanziari: in particolare le poste. Fu proprio per la crisi delle poste statunitensi che negli anni 70 fu ideato il servizio di email e il fax. Fu introdotto il cavo che faceva concorrenza al tubo catodico e questa concorrenza dopo una selezione darwiniana avrebbe dato origine a una nuova età delle comunicazioni. La scelta di cablare i paese offriva la speranza di un ambiente televisivo molto più ampio di quello che c'era stato sino a quel momento. Questa era la speranza per uscire dalla crisi. Anche la stampa veniva spesso definita in crisi. La ssalvezza sembrò arrivare dal computer una volta vinte le resistenze dei tipografi e dei giornalisti come scrisse Antohny Smith nel suo “goodbye Gutemberg”. Le condizioni tecnologiche e culturali erano in continuo mutamento. Il volume curato da Robinson COMMUNICATIONS FOR TOMORROW sottolineava la pluralità dei media piu che la loro convergenza. Il broadcasting veniva inserito in un nuovo contesto tecnologico prima ancora che l'attenzione si concentrasse sulla digitalizzazione. Un evento importante fu lo smembramento della AT & T che avvene il 31 dicembre del 1983, era una delle piu grandi società telefoniche statunintensi. Prima dello smembramento dominava i quattro mercati principali della telefonia. Aveva una posizione di monopolio per questo fu smembrata. La soluzione fu trovata con un patteggiamento fuori dall'aula del tribunale che prevedeva la vendita volontaria di parti della società.


I COMPUTER

i computer da quando dopo gli anni 70 sono stati smessi di essere visti solo come macchine calcolatrici hanno reso possibile che i servizi di tutti i tipi, non solo nel campo delle comunicazioni, assumessero forme nuove. Prima di poter avere questa funzione sono dovuti diventare più piccoli e a buon mercato. I primi elaboratori erano stati ideati su entrambe le sponde dell'atlantico per applicazioni militari, guerra e guerra fredda. Il COLOSSUS, L'ENIAC E L'UNIVAC erano macchine gigantesche che funzionavano bene grazie a migliaia di valvole non sempre affidabili. Col passaggio delle valvole a transistor mutarono completamente forma. Il primo anno in cui si vendettero più transistor che valvole fu il 1959. con l'avvento del circuito integrato un chip di silicio di pochi millimetri contenente 2550 transitro miniaturizzati aveva la stessa potenza dell'Eniac che occupava una stanza intera. MARCIAN HOFF realizzò nel 1971 il primo microporcessore cioè qiello che più tardi sarebbe diventato il cuore dell'intero computer. Fu prodotto e immesso sul mercato dalla INTEL. Il chip di RAM immesso dalla INTEL introdotto nel 1970 ridusse il costo della memoria, da allora in poi ci sarebbero state le generazioni di computer. Nel 1961 la IBM vendeva sul mercato ben 7 linee diverse di computer ma nessuna di queste anticipava ciò che il microprocessore rese possibile: il personal computer. In Gran Bretagna la Ferranti produsse Atlas un computer che destò interesse ma non avevano come interlocutore l'esercito (come gli USA) ne il loro mercato nazionale. Il giappone nel frattempo era diventato non solo produttore di microchip ma anche un giocatore importante neel'intera partita delle comunicazioni dandosi alla produzione di microchip. La Sony invento il walkman uno stereo personale protatile. Era uno strumento mobile e la mobilità personale avrebbe contribuito a determinare la direzione di molti sviluppi tecnologici del futuro. Per quanto riguarda gli usi del computer, quello educativo non fu richiesto inizialmente dal mercato e questo costo al PDP8 (un minicomputer lanciato sul mercato da William Olsen) la scomparsa dal mercato. L'utenza didattica non avrebbe attecchito. Il divertimento sembrava più importante dei libri e degli usi educativi come comprese l'imprenditore Bushell che nel 1974 cominciò a vendere il videogioco PONG. C'era anche lo sconcerto sull'effetto dei videogiochi sui bambini.

Il primo modello commerciale fu disponibile a partire dal 1976 quando Steve Wozniak che aveva lavorato per Bushell e Jobs lanciarono l'APPLE I, già montato in fabbrica. Nello stesso anno seguì l'APPLE II. La Apple Machintosh divenne una società per azioni quotata in borsa. Nel 1984 la Apple produsse una grandiosa pubblicità diretta da Ridley Scott pagata 500.000 dollari che contrapponeva binariamente l'Apple all'Ibm annunciando il lancio di Macintosh. Invece l'Ibm per il lancio del nuovo sistema operativo si era rivolta ad una piccola azienda, la Microsoft. Nel frattempo nel 1992 il FINANCIAL TIME presentava un articolo in uci sottolineava la lenta ma inesorabile CONVERGENZA fra informatica e telecomunicazioni, l'informatica avrebbe costituito la nuova “forza motrice” per una “implosione delle nuove pratiche e tecnologie di elaborazione delle informazioni”. All'epoca il Giappone si faceva largo fra i produttori di microchip con la Toshiba e la Hitachi.


I SATELLITI ARTIFICIALI


IL CAVO

negli elenchi delle nuove tecnologie redatte durante gli anni '60, la televisione via cavo veniva molto dopo i satelliti. Dapprima le stazioni televisive via cavo erano unidirezionali e offrivano a tutti una scelta fino a 12 prograqmmi. La promessa di una ricezione migliore infatti valeva quanto un ampia scelta di programmi. Con lo sviluppo avvenuto nel corso degli anin 70 c'era un gruppo di persone entusiaste che credeva che questo fosse il nucleo di un imminente cambiamento nel mondo del broadcasting e delle telecomunicazioni. Un entusiasta era in USA RALPH SMITH che coniò il termine “nazione cablata” nel momento in cui si scoprì che il cavo poteva dare maggiori canali rispetto alla tv via etere. Lo sviluppo della tv via cavo pose importanti problemi politici. La FCC (commissione comunicazioni federali degli USA) aveva stabilito nel 1959 che la televisione via cavo non era di sua competenza dato che non si trattava né di una comunicazione universale né di trasmissioni via etere. Più tardi quando crebbe la paura che il cavo potesse scacciare la televisione gratuita la FCC intervenne direttamente ponendo alcune restrizioni. Dal punto di vista pratico la crescita dell'utenza americana della televisione via cavo era più importante delle argomentazioni giuridiche. Negli anni 70 la diffusione salì dal 2% al 20%. c'era una frammentazione del pubblico di massa e adesso esisteva uno spazio per canali con contenuti di nicchia.


L'INFORMAZIONE VIDEO

il teletext era un sistema di diffusione di informazioni (testi e grafica) sotto forma di pagine visualizzate sullo schermo del televisore grazie all'utilizzazione di righe libere e non impegnate in precedenza per le trasmissioni normali. Il videotex consentiva l'accesso a banche dati mediante la linea telefonica o il cavo mediante la visualizzazione delle informazioni sul televisore domestico o su uno speciale terminale videotex. La tecnologia su cui si basava erà però analogica e non digitale. Era tecnologia di oggi e non di domani. Si sperava che il videotex crescendo si sarebbe evoluto e avesse raggiunti un suo equilibrio. Questo equilibrio non si ragigunse. Ci fu invece un ulteriore ondata di tecnologie nuove come ad esempio la televisione in HD a cura dei Giapponesi, non sfondarono nemmeno l'olografia. Si puntava più che sulla qualità dell'immagine sulla quantità dei canali. Il televideo era un anticipazione di internet in quanto si affidava per i dati che offriva a provider che acquistavano pagine, non c'era una redazione centrale o un istanza di coordinamento dei contenuti. Anticipava internet sia per il linguaggio utilizzato sia per i contenuti.


INTERNET

la svolta avvenne tra il 1993 e il 1994 quando una rete fino a quel momento dedicata alla ricerca universitaria divenne una rete delle reti aperta a tutti. Nello stesso periodo l'accesso pubblico a un software per la navigazione (Mosaic) presentatao come la “prima finestra sul cyberspazio” rese possibile attirare utenti e provider e pionieri del software. Si paragonava internet alla frontiera dell selvaggio west delle telecomunicazioni. La rete originariamente era nata in ambito militare per meglio affrontare la guerra fredda nel 1968-69 con l'indispensabile sostegno finanziario del governo attraverso l'Arpa fondata nel quadro della risposta allo Sputnik. Una delle novità principali era che la rete poteva sopravvivere alla rimozione o alla distruzione di qualsiasi computer ne facesse parte, addirittura alla distruzione nucleare di tutte le infrastrutture delle comunicazioni. Questo era il punto di vista del Pentagono. La cosa che aveva un importanza fondamentale indipendentemente da dove la si considerasse era che aveva una struttura diversa dalla rete telfonica. Dovunque si trovasse un computer poteva attingere dalla rete dove le informazioni venivano scambiate in pacchetti. L'ecologia di una WORLD WIDE WEB era nata non da una base degli USA ma dal CERN, un istituto europeo di ricerca sulla fisica delle particelle in Svizzera. Qui un inglese TIM BERNERS LEE concepì la WORLD WIDE WEB nel 1989. voleva tessere la rete e voleva che essa restasse libera e senza proprietari. La rivista Time lo esaltà come l'unicao genitore della rete. Internet come la ferrovia avrebbe messo a contatto persone estranee. Come i media e per mezo dei media avrebbe offerto intrattenimento, istruzione e informazione. Ma diversamente dagli altri media sarebbe cresicuto dal basso senza una direzione data dai governi.




CONCLUSIONI

andando ad analizzare la trilogia: informazione, intrattenimento, educazione osserviamo che

INFROMAZIONE: è stata messa a repentaglio la veridicità del fatto come caratteristica fondamentale e fondante del giornalismo. Il piu delle volte si accetta come punto di vista e di partenza la descrizione fatta dai giornalisti dei fatti mentre essi accadono. Talvolta avvenimenti e problemi vengono volutamente sottoposti a una drammatizzazione con l'introduzione di elementi di fiction. Le linee di dmarcazione fra intrattenimento, educazione e informaizone si sono confuse più che mai.

EDUCAZIONE E INTRATTENIMENTO: l'educazione è stata spesso sotto esame ma era l'intrattenimento a dominare le strategie di pianificazione rimanendo sempre l'ingrediente di base dei media visivi. E' sempre sembrato che la convergenza digitale offrisse occasioni di istruzione senza pari ma in tutte le culutre e società si è temuto il “gap digitale” tra chi è alfabetizzato alla nuova tecnologia e chi non lo è o non lo sarà mai. Però non si è mai cercato di stabilir eun rapporto far il gap e le disuguaglianze economiche. La Open University inglese negli anni '60 si dette al coraggioso reclutamento di studenti che apprendevano a distanza. Con l'arrivo di internet si sono estese le possibilità di apprendere a distanza per tutto il corso della vita e ogni volta le esperienze lo richiedano.


CAP.7 MULTIMEDIA

il tema principale alle sogli del nuovo millennio fu il dibattito sul GLOBALIZZAZIONE. In alcune parti del mondo questo dibattito portò non solo reazioni negative ma spesso tendenti a a riaffermare posizioni fondamentaliste di matrice religiosa parte di ambienti intellettuali motlo diversi, accomunati spesso dall'idea che globalizzazione volesse dire americanizzazione. La globalizzazione poteva facilitare l'incontro fra popoli e nuove culture ma poteva anche renderlo meno proficuo perchè le singole culture tenderanno ad assomigliarsi sempre di più. Negli anni 90 il desiderio di frenare se non addirittura fermare la globalizzazione allo scopo di proteggere le culture nazionali aveva avuto un ruolo molto importante nelle strategie politiche (e ancor più nel linguaggio) dei media e dei personaggi pubblici. Le opinioni sulla globalizzazione cambiarono ulteriormente nel 2000 al 2004. per molti il vero inizio del millennio fu l'11 settembre del 2001. Era difficile comprendere non solo tutto ciò che le nuove tecnologie potevano comportare sui piani politico, economico e sociali ma anche trovare vie di fuga dai “labirinti morali” inseparabili dal loro sviluppo”. Un esempio dei dilemmi morali posti dalla televisione fu l'abolizione del v-chip, un sistema di controllo della qualità e della pertinenza dei programmi televisivi. Nel corso degli anni 90 i confini tra vecchi e nuovi media vennero abbattuti. Nelle celebrazioni del nuovo millennio la religione nonaveva uno spazio paragonabile a quello che aveva avuto nel 1900 per il nuovo secolo. La globalizzazione di cui ormai si parlava non comportava una uniformità religiosa e culturale. Negli anni 90 il desiderio di frenare e addirittura fermare la globalizzazione allo scopo di proteggere le culture nazionali aveva avuto un ruolo importante nelle strategie politiche dei media e dei personaggi pubblici. Tutti comunque riconoscevano che il pianeta era un luogo diverso dopo l'11 Settembre 2001. la reazione americana comportò la creazione del Patriot Act ovvero una legge che permetteva allo stato di scavalcare la privacy dei cittadini in previsione di maggiori controlli sul terrorismo, esso veniva visto come un sacrificio necessario per preservare la sicurezza del paese. Il dibattito sulla guerra in Iraq ebbe una dimensione mediatica in tutte le fasi del conflitto e anche dopo la sua fine e coinvolse sopratutto la BBC. Chi attaccava la Bbc la accusava di aver assunto una posizione contraria alla guerra già prima della diffusione della notizia che Downing Street avesse costruito un dossier per “fare colpo” lasciando intendere che Saddam fosse in grado di far entrare in azione nel giro di 45 minuti le “armi di distruzione di massa”



LO SPIRITO DEL TEMPO

CAP.1 UN TERZO PROBLEMA


All'inizio del 20 secolo il potere industriale ha esteso la sua sovranità sul pianeta. Vi è però la “seconda industrializzazione” che è quella dello spirito, che punta a penetrare nell'animo umano e a riversarvi merci culturali. Si fanno avanti i cosidetti TERZI PROBLEMI ovvero il terzo mondo, la i terzi poteri (burocrazia) la terza rivoluzione industriale (quella elettronica nucleare) e anche la TERZA CULTURA: la cultura di massa. DI MASSA: prodotta secondo le norme della fabbricazione di massa, divulgata secondo tecniche di promozione di massa, rivolta a una massa sociale cioè a un gigantesco agglomerato di individui. Si può definire la CULUTRA come un “corpo complesso di norme, simboli, miti, immagini che penetrano l'individuo nella sua intimità, ne strutturano gli istinti e le emozioni”. Tali immagini si polarizzano in dei miti. LA CULTURA DI MASSA è una cultura che si aggiunge a quella nazionale e a quella umanistica entrando in concorrenza con loro. Le società moderne sono POLICULTURALI hanno cioè focolai di culutre diverse fra loro. A tute queste diverse culture bisogna aggiungere quella di massa. Essa si fa contenere, controllare, censurare (dallo stato e dalla chiesa) e nello stesso tmepo tende a corrodere e disgregare le altre culture.

Gli intellettuali rigettano la cultura di massa negli inferi infra-culturali. La cultura di massa è considerata merce culturale di pessima qualità. D'altra parte questa cultura non è stata fatta dagli intellettuali. Gli intellettuali sono stai diciamo IMPIEGATI nell'industria culturale. La creazione del CM è desacralizzata e delocalizzata e gli intellettuali si trovano così spodestati. Li spiazza anche il fatto che la CM venga fiuta 24 ore su 24, ina maniera continua, no nisolandosi secondo la gerarchia del bello. L?esempio del juke box che passa pezzi di Armstrong e Dalida. Tutto sembra opprre l'alta cultura alla cultura di massa.

MORIN introduce il METODO AUTOCRITICO E IL METODO DELLA TOTALITA' (metodologie di approccio): con quello della TOATALITA' vuole cogliere un fenomeno nelle sue interdiepndenze e coinvolgere lo spettatore nel sistema delle relazioni. Con quello AUTOCRITICO rimuove il moralismo altezzoso.


CAP.2

L'INDUSTRIA CULTURALE

nei sistemi socialisit lo Stato è padrone assoluto; è censore,direttore,produttore. Negli USA lo stato non lascia l'industria culturale a se stessa ma si limita a svolgere una funzione di poliziotto. Tra lo STATO SOVRANO CULTURALE e lo STATO GENDARME esiste una serie di situazioni intermedie.

MODELLO INDUSTRIALE BUROCRATICO: la concentrazione tecno burocratica grava sulla produzione culturale di massa, questo porta alla spersonalizzazione della creazione, prevalenza dell'organizzazione razionale. Questa tendenza urta contro quella del consumo culturale che vuole un prodotto INDIVIDUALIZZATO e sempre NUOVO. Un film può essere concepito in funzione di alcuni standard ma deve avere la sua personalità. L'industria culturale deve costantememnte superare una contraddizione fondamentale tra le proprie strutture burocratizzate e l'originalità del prodotto che deve fornire. Qui si cra un PARADOSSO. La cultura deve avere una organizzazione burocratico industriale. Esistono tecniche standard di individualizzazione che unita a una certa dose di invenzione completa lo standard e l'originalità. Morin prende il film come esempio di idalogo gra standardizzazione e invenzione. Il film è un prodotto standardizzato a cui certo non manca la dose di invenzione. La dialettica fra questi 2 elementi si risolve nel divo che superindividualizza un film.


CAP. 3 IL GRANDE PUBBLICO

nemmeno l'industria culturale sfugge alla legge della massificazione dei consumi e della ricerca del profitto. Per questo si cerca un pubblico ampio. Per cercare un pubblico ampio si indaga su un denominatore comune. Si punta verso la VARIETA'. Sicretismo è il termine piu adatto per rendere la tendenza a omogeneizzare sotto un comne denominatore la diversità dei contenuti. Il cinema tende molto al sincretismo, alla conciliazione di tratit culturali. Così in un film d'avventura ci sarà dell'amore e del comico, tutto questo viene espresso nel film da un linguaggio omogeneizzato. Il sincretismo tende a unificare i settori dell'industria culturale. Un esempio di sincretismo è osservabile anche nella nascita di un pubblico nuovo, quais ibrido. Morin osserva come in questo secolo si siano sviluppate parecchio la stampa femminile e quella per l'infanzia. La stampa femminile non si oppone a quella maschile. Il fossato tra il mondo infantile e quello degli adulti tende a colmarsi: la grande stampa per adulti è imbevuta di contenuti infantili e ha moltiplicato l'impiego dell'immagine (un linguaggio immediatamente intellegibile), nello stesso tempo la stampa infantile è divenuta uno strumento di tirocinio per la cultura di massa. Il prodotto di questa cultura (il nuovo pubblico) è UN RAGAZZO DAI CARATTERI PRE ADULTI o un ADULTO INFANTILIZZATO? Le due risposte non si escludono necessariamente. Lo sviluppo ha cessato di esistere. Il bambino è adulto dal momento in cui sa camminare e l'adulto resta di norma stazionario. Ciò che rende omogeneo è che la cultura industriale è l'unico grande terreno di comunicazione tra le classi sociali e inoltre vi è un IDENTITA' DEI VALORI DI CONSUMO che vengono coinvolgiati dai mass media. Morin sostiene che la tendenza omogeneizzante sia allo stesso tempo una tendenza COSMOPOLITA che mira ad attenuare le differenziazioni culturali-nazionali a vantaggio di una cultura delle grandi aree trans nazionali. La cultura industriale adatta i temi folclorici locali e li trasforma in temi universali.


CAP.5

LA GRANDE ROTTURA

la cultura si democratizza mediante il libro a buon mercato, il disco, la riproduzione di massa. Questa democratizzazione della culutra è una delle correnti della cultura di massa. L'alta cultura non viene intaccata da questa democratizzazione in quanto manitene il feticismo dell'attualità e dell'originale. La riproduzione al punto di perfezione a cui è giunta avrebbe potutto annullare il valore dell'originale, invece l'alta cultura ne ha preservato la vita. Accanto alla democratizzzazione coesiste una VOLGARIZZAZIONE. I processi di semplificazione, manicheizzazione, attualizzazione modernizzazione contribuiscono a acclimatare le opere di alta cultura nella cultura di massa. (come la rielaborazione cinematografica di molte opere classiche).

La cultura di massa non è radicalmente in rottura con le culture letterarie precedenti.

ROMANZO BORGHESE: il romanzo del 17 secolo è diviso tra 2poli: il romanzo chimerico-evasivo e dall'altra quello robustamente realistico, ma non passerà molto che questi due poli opereranno una elettrolisi da cui uscirà il romanzo moderno. . I temi amorosi saranno sottratti ai romanzi cavallerschi per essere integrati nel romanzo borghese. Un momento chiave di questo processo è MADAME BOVARY, da qui nasce il bovarismo come identificazione tra il romanzesco e il reale e sarà massicciamente integrato nella cultura di massa a partire dal 1930. l'altra corrente del romanzo è quella POPOLARE che a differenza della borghese resta ferma su temi melodrammatici adattati al quadro urbano moderno. Lòa cultura industriale nascente investe la corrente dell'immaginario popolare. La cultura di massa si presenta come continuatrice dei valori delle società occidentali presenti in queste 2 correnti di romanzo.

ROTTURA FRA CULTURA ARCAICA E DI MASSA: la cultura di massa spezza l'unità della cultura arcaica in cui tutti partecipavano in uno stesso luogo sia come attori che come spettatori alla festa. Separa fisicamente spettatori e attori. La cultura arcaica inoltre separava i giorni festivi dalla vita quotidiana. La cultura di massa invece si espande in tutti gli interstizi della vita quotidiana. La cultura folclorica era una culutra dell' HINC E DEL NUNC. Le feste e gli usi locali erano radicati in un territorio e rigidamente situati nel calendario. La cultura industriale DISGREGA DEFINITIVAMENTE LA CULUTRE FOLCLORICHE DELL' HIC E DEL NUNC. Non è una radicale distruzione. Ma una disintegrazione accompagnata da integrazioni nuove. Certi temi folclorici sono assoriti dalla culutra di massa e vengono universalizzati. La culutra industriale non fabbrica i suoi prodotti dal nulla. Ma sceglie fra i vari raccolti. Il folclore viene disintegratio oer essere reintegrato nel NUOVO GRANDE SINCRETISMO.


CAP.6

UNA CULTURA DEL LOISIR


il consumo dell cultura di massa si icrive in gran parte nello svago moderno, nel LOISIR che non è soltanto l'accesso democratico a un tempo libero privilegio sinora delle classi dominanti ma è il frutto dell'organizzazione stessa del lavoro burocratico e industriale. Il tempo del lavoro inquadrato in orari fissi, permanenti, indipendenti dalle stagioni si è ristretto sotto la spinta del movimento sindacale e secondo la logica di un economia che inglobando lentamente i lavoratori nel proprio mercato si trova costretta a fornir loro non più soltanto un tmepo di riposo e di recupero ma un tempo di consumi. Il loisir è un tempo strappato al lavoro. Ma non è il tempo delle feste. L'unità complessa della grande famiglia si riduce al nucleo formato dai coniugi e dai figli, le poreccupazioni di investimento familiare si riducono, i lpeso dei lavori domestici si allevia, ciascun membro della famiglia acquista una propria autonomia. La CULTURA DI MASSA SI ESTENDE NELLA ZONA LASCIATA LIBERA DAL LAVORO, DALLA FAMIGLIA, DALLA FESTA. Il lavoro perde umanità e indivdualità e la personalità negata nel lavoro cerca di trovare riscatto in ambiti meno sterili di realizzarsi nel loisir delle attività in cui si sente individualmente interessata (hobby passioni). Il loisir moderno appare dunque come il tessuto stesso della vita personale, l'ambiente in cui si cerca di affermarsi in quanto individui privati. Il lisir include anche l'attività ludica che costituisce la componente attiva e quella di spettatore che è quella passiva. La tendenza ludica si esprime nelle vacanze che no sono soltanto intervalli di recupero e di riposo in ambienti naturali ma anche l'esercizio della ttività lufidche ancestrali. Si gioca a fare i contadini, i montanari, i pescatori, a lottare, a correre a nuotare.


MITOLOGIA MODERNA: Leo Bogart diceva che i mass media hanno divulgato nella coscienza popolare la consapevolezza di quella che è una “buona vita”. Rendendo familiare questa buona vita i mass media l'hanno fatta apparire tanto possibile quanto desiderabile per le masse. Per questo la cultura di mass diviene il più grande fornitore di MITI CONDUTTORI DEL LISIR, delal felicità, dell'amore, l'anima si muove dal reale verso l'immaginario ma anche dall'immaginario verso il reale.


CAP.8

SIMPATIA E HAPPY END

a partire dagli anni 30 vengono a precisarsi chiaramente le linee di forza che orinetano l'immaginario verso il realismo e stimolano l'identificazione dello spettatore con l'eroe. Dagli anni 40 nel cinema americano l'intrigo comincia a iscriversi in schemi plausibili. Lo scenario offre tutte le apparenze della realtà. L'attore non appare più come un mostro sacro nell'atto di compiere un rito ma come un “doppio” dello spettatore, legato ad esso tramite meccanismi di identificazione. Tra l'eroe simpatico e l'happy end viene a stabilirsi sempre piu una relazione stretta. L'happy end è la felicità ragginta dagli eroi simpatici al seguito di prove che avrebbero potuto condurre al fallimento. Nella tradizione millenaria l'eroe redentore o martire fissa su di sé il dolore. E' l'eroe che espia le colpe altrui e il peccato originale e placa con la sua morte la maledizione del fato. Invece il film termina con l'happy end, una specie di eterna primavera. L'HAPPY END NON E' RIPARAZIONE O ALLEVIAMENTO ma irruzzione della felicità. Il legame di immedesimazione dello spettore con il suo alter ego (eroe) è tale che chi guarda non sopporta più che il suo alter ego sia immolato. Al contrario ne attende il successo e la buona riuscita. L'happy end immortala il momento anninetnado passato e futuro nell'assoluto dell'istante supremo.


CAP.9

I VASI COMUNICANTI

un duplice settore viene a costituirsi nell'ambito dei mass media: accanto al grande film romanzesco, allo spettacolo cinematografico è riservata una parte di attualità, i programmi televisivi si distribuiscono secondo un'alternanza dell'informativo e dell'immaginario, del documentario e dello spettacolo. In altri termini la cultura di massa dagli nani 30 staripa dall'immaginario e conquista l'informazione. Così la manipolazione drammatica tende a prevalere sull'informazione propriamente detta. L'HUMAN TOUCH e l'HUMAN INTEREST tendono a mettere in risalto i personaggi più toccanti. La stampa di massa pone in risalto tutto ciò che può essere sensazionale, eccezionale e dunque tutto ciò che riguarda i divi. Così i temi fondamentali del cinema sono privilegiati nello stesso modo nell'ambito dell'informazione. La stessa politica specie in USA entra nel campo della culutra di massa. La competizione elettorale assume sempre di più l'aspetto di una competizione telelvisiva in cui le qualità personali del candidato divebgono possibilità politiche.

LEGAME PUBBLICITA' – CM: la pubblicità patrocina sia la cultura di massa che se stessa. La culutra di massa è il terreno in cui la pubblicita ottiene i più grandi risultatie inversament ei bilanci pubblicitari delle più grandi ditte creano trasmissioni, cioè un intero settore della cm.


CAP. 10

I DIVI

dove il reale incontra l'immaginario si pongono i personaggi in vista della grande stampa, i divi moderni. Il divismo può nascere dai ruoli interpretati nei film oppure dalla funzione sacra o dalle imprese eroiche o erotiche. Questo nuovo Olimpo è in effetti il prodotto più originale del nuovo corso della cultura di massa. Le star erano già in precedenza state promosse alla divinità: il nuovo corso le ha umanizzate e ha moltiplicato le relazioni umani con il pubblico. I nuovi divi sono calamitati sia SULL'IMMAGINARIO CHE SUL REALE: sono ideali inimitabili e al tempo stesso modelli imitabili: divi e dive sono superumani nel ruolo che impersonano e umani nell'esistenza privata che vivono. La stampa li investe di un ruolo mitologico e allo stesso tempo si cala nella loro vita privata per estrarne la sostanza umana che ne permette l'identificazione. Hanno una duplice natura: UMANA E SOVRAUMANA. I divi sono i condensatori energetici della cultura di massa. Così nel nuovo strato olimpico viene a costituirsi una nuova società più mitologica delle antiche società borghesi ma paradossalmente anche più vicina all'umanità mondana. Hanno poteri mitologici e poteri pratici. Come ogni cultura la cultura di massa produce i propri eroi ma è una mitologizzazione atrofizzata, gli eroi e i semidei partecipano all'esistenza empirica, inferma, mortale. Come ogni cultura la cultura di massa elabora dei modelli , delle norme ma non ci sono prescrizioni imposte nella cm bensì leggi di mercato. I modelli proposti e la loro efficacia si basa sul fatto che corrispondono a aspirazioni e bisogni che si sviluppano realmente.    



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