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Esercizi di Job Costing




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Esercizi di Job Costing


Esercizi di Job Costing 1 La schematizzazione del problema 1.1 Dati



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Esercizi di Job Costing

1 La schematizzazione del problema



1.1 Dati di partenza

I dati di partenza sono costituiti, generalmente,  dalle seguenti informazioni (non sempre tutte presenti):

-        tipologie delle commesse in lavorazione e numero di prodotti per ciascuna di esse;

-        numero e tipologia di reparti produttivi (centri di costo primari);

-        numero e tipologia di reparti non produttivi (centri di servizio ausiliari);

-        numero e tipologia di reparti di spese generali;

-        relazioni tra i centri e distribuzione dell'impiego delle risorse (costi) di periodo di ciascun centro da parte di tutti gli altri centri;

-        costi diretti di periodo relativi a ciascun centro;

-        quantità e valore delle rimanenze iniziali di materie prime e prodotti finiti;

-        tecnica contabile da utilizzare per la valorizzazione delle rimanenze finali di materie prime e prodotti finiti (costo medio, LIFO, FIFO);

-        metodo da utilizzare per la 'chiusura' dei centri di costo non produttivi (metodo diretto, metodo diretto a 2 fasi, metodo sequenziale, metodo matriciale);

-        difettosità normale (calcolata come % della produzione di periodo), scarti, eventuale valore della produzione scartata che può essere recuperata;

-        quantità e valore (fatturato) della produzione venduta nel periodo.

1.2 Fasi di svolgimento

Si procede nel seguente ordine;

-        'chiusura' dei centri di costo non produttivi;

-        ribaltamento dei costi dai centri non produttivi ai centri produttivi;

-        ribaltamento dei costi dai centri di costo produttivi alle commesse;

-        calcolo della eventuale difettosità eccezionale non recuperabile delle commesse;

-        calcolo del costo delle commesse, nel  periodo considerato;

-        calcolo del costo unitario di prodotto, per ciascuna commessa, nel periodo considerato;

-        Margine Lordo Industriale, ottenuto sottraendo al fatturato il costo del venduto e l'eventuale costo della difettosità eccezionale non recuperabile;

-        Margine Operativo Netto; ottenuto sottraendo al Margine Lordo Industriale i costi di periodo, amministrativi e generali.

2 Esercizi

Esercizio n. 1

Testo

L’Azienda Alfa realizza produzioni su commessa. Nel mese di dicembre 2005 viene realizzato l’intero ciclo produttivo del JobX (200 unità del prodotto x) e viene iniziata la produzione  del Job Y (400 unità del prodotto y).

Il layout dello stabilimento produttivo dell’azienda Alfa è caratterizzato da due reparti produttivi (P1 e P2), attraversati in sequenza da entrambi i Job, e da due centri di servizio (Manutenzione e Controllo Qualità).

I costi registrati nei due reparti  produttivi e nei centri di servizio nel mese di dicembre 2005 sono riassunti nella seguente tabella (i costi sono da intendersi in  Euro):

P1

P2

Manutenzione

Controllo Qualità

Materiali diretti

30000

25000

Lavoro diretto

22000

45000

Capo reparto

7000

9000

8000

9000

Ammortamenti

15000

18000

8000

7000

Energia

6000

8000

7000

4000

Il reparto Manutenzione impiega il 50% del suo tempo per il reparto P1, il 20% per il reparto P2, il 30% per il reparto Controllo Qualità; il Controllo Qualità, a sua volta, dedica il 40% delle sue risorse a P1, il 40% a P2 e il restante 20% al reparto Manutenzione.

I dati di costo relativi alle materie dirette e al lavoro diretto e registrati in P1 ed P2 possono essere così suddivisi tra le commesse:

Job X

Job Y

Materie dirette P1

20000

10000

Materie dirette P2

20000

5000

Lavoro diretto P1

15000

7000

Lavoro diretto P2

30000

15000

I costi indiretti localizzati nei reparti P1 e P2 ( compresi quelli derivanti dalla chiusura dei due centri di servizio) vanno ripartiti sui Job utilizzando una base di allocazione unica: il costo del lavoro diretto assorbito dai due Job.

Sapendo che:

-        l’azienda utilizza una tecnica di allocazione dei costi di tipo Job Costing e il metodo diretto a due fasi per la chiusura dei centri di servizio;

-        l’azienda utilizza la logica FIFO per la gestione del magazzino;

-        l’azienda ha acquistato all’inizio del periodo 150000 Euro di Materie Dirette;

-        all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 2000 Euro/unità;

-        si realizza un fatturato di 270000 Euro per la vendita di 100 x;

calcolare:

-        il costo pieno industriale unitario per i prodotti del JobX alla fine del periodo considerato;

-        il valore delle scorte a magazzino alla fine del periodo di Materie Dirette, WIP e Prodotti Finiti;

-        il Margine Lordo Industriale dell’azienda Alfa alla fine del periodo considerato (MLI).

Svolgimento

Al fine di rispondere ai tre quesiti formulati nel testo, occorre, innanzitutto, procedere alla chiusura dei centri di servizio: Manutenzione e Controllo Qualità.

Viene esplicitamente richiesto nel testo di utilizzare il metodo di chiusura dei centri di servizio noto come “metodo diretto a due fasi”. Tale metodo prevede, appunto, che si proceda in due fasi, la prima delle quali consiste nel ripartire progressivamente (secondo un ordine casuale) il costo dei centri di servizio su tutti gli altri centri di servizio e finali, per poi proseguire, nella seconda fase, con il metodo diretto.

Applicazione del metodo diretto a due fasi

I costi localizzati nei centri di servizio sono i seguenti:

Manutenzione: 23000 Euro

Controllo Qualità: 20000 Euro.

I fase

Scegliamo di partire, per la prima fase, con la chiusura di Manutenzione.

Utilizziamo, per la ripartizione dei costi del centro Manutenzione, le informazioni contenute nel testo: il reparto Manutenzione impiega il 50% del suo tempo per il reparto P1, il 20% per il reparto P2, il 30% per il reparto Controllo Qualità.

Secondo tali percentuali (che corrispondono a delle basi di allocazione), il procedimento di chiusura di Manutenzione conduce al seguente risultato:

Costo di Manutenzione su P1: 11500 Euro;

Costo di Manutenzione su P2: 4600 Euro;

Costo di Manutenzione su Controllo Qualità: 6900 Euro.

Una verifica della correttezza delle ripartizioni si può operare sommando le voci di costo risultanti dal ribaltamento e controllando che la somma sia pari a 23000 Euro.

A questo punto, il costo localizzato presso il centro di Servizio Controllo Qualità è pari a 20000 Euro con l’aggiunta di 6900 Euro, ovvero 26900 Euro; questo costo dovrà essere ripartito su tutti gli altri centri, di servizio e finali, secondo le percentuali indicate nel testo: il Controllo Qualità dedica il 40% delle sue risorse a P1, il 40% a P2 e il restante 20% al reparto Manutenzioni.

Il risultato di tale processo è sintetizzato nel seguito:

Costo di Controllo Qualità su P1: 10760 Euro;

Costo di Controllo Qualità su P2: 10760 Euro;

Costo di Controllo Qualità su Manutenzione: 5380 Euro.

La prima fase del procedimento di chiusura si può ritenere ultimata e si può passare alla seconda fase.

II fase

Nella seconda fase si procede con il metodo diretto, ovvero ripartendo i costi dei centri di servizio sui centri finali, trascurando gli scambi reciproci tra i centri di servizio.

L’unico centro di servizio che, alla fine della I fase, risulta ancora caratterizzato dalla presenza di costi è Manutenzione, presso il quale sono localizzati 5380 Euro.

Tale costo va ripartito tra i due centri finali, utilizzando quali basi di allocazione le percentuali iniziali, opportunamente normalizzate tenendo conto che Controllo Qualità si è completamente svuotato e non va più considerato nella procedura di ripartizione dei costi ancora presenti in Manutenzione. In sintesi, le nuove percentuali dovranno essere tali che la loro somma sia pari al 100% (in modo tale che l’intero ammontare dei costi localizzati in Manutenzione venga effettivamente ripartito tra i centri finali) e il loro rapporto sia perfettamente uguale al rapporto tra le percentuali iniziali.

Se indichiamo con a il nuovo coefficiente di ripartizione su P1 e con b il nuovo coefficiente relativo a P2, dovranno essere soddisfatte le seguenti condizioni:

a+b = 1;

a/b= 5/

Dalla risoluzione di questo semplice sistema di equazioni si ottengono i seguenti risultati:

a=71%;

b=29%.

A questo punto, i 5380 Euro localizzati presso Manutenzione saranno ripartiti sui Centri Finali producendo i seguenti risultati:

Costo di Manutenzione su P1: 3819,8 Euro;

Costo di Manutenzione su P2: 1560,2 Euro.

Alla fine delle due fasi del procedimento i costi di Manutenzione e Controllo Qualità saranno completamente ribaltati sui centri finali secondo il seguente schema:

Costo di Manutenzione+Costo di Controllo Qualità su P1: 3819,8+11500+10760= 26079,8 Euro;

Costo di Manutenzione+Costo di Controllo Qualità su P2: 1560,2+4600+10760= 16920,2 Euro.

Per effettuare una verifica occorre sommare i due risultati e verificare che la somma corrisponda alla somma dei costi originariamente localizzati presso i due centri di servizio:

Costo di Manutenzione+Costo di Controllo Qualità= 20000+ 23000 = 43000 Euro

Costi ribaltati su P1+Costi ribaltati su P2= 26079,8+16920,8 = 43000 Euro.

Il ribaltamento dei costi indiretti

Chiusi i centri di servizio bisogna procedere con il ribaltamento dei costi indiretti localizzati nei centri finali sui Job.

L’esercizio richiede di procedere attraverso una base unica aziendale (in questo caso il costo del lavoro diretto assorbito dai due Job nei reparti).

 

Avviamo il processo considerando P1; i costi indiretti localizzati in P1 sono quelli del Capo Reparto, degli Ammortamenti e dell’Energia, in aggiunta a quelli ribaltati dai centri di servizio.

Costi indiretti localizzati in P1= 7000+15000+6000+26079,8 = 54079,8 Euro.

La base di allocazione è rappresentata dalla somma dei costi del lavoro diretto assorbito dai Job in P1.

Base di allocazione P1: 22000 Euro.

Il coefficiente di allocazione in P1 dei costi indiretti è pari a: 54079,8 Euro/22000 Euro= 2,46.

Per ottenere la quota dei costi indiretti di P1 sui due Job occorrerà moltiplicare il coefficiente  di allocazione per il costo del lavoro diretto assorbito singolarmente da ciascun Job in P1:

costi indiretto di P1 su JobX= 2,46*15000= 36900 Euro;

costi indiretto di P1 su JobY= 2,46*7000= 17220 Euro.

La somma di questi risultati dovrebbe dare luogo al valore di 54079,8; nella realtà si ottiene un valore di 54120 Euro, in conseguenza del fatto che il coefficiente di allocazione è stato ottenuto da un arrotondamento alla seconda cifra decimale.

Analogo procedimento si ripete per il ribaltamento dei costi indiretti di P

Costi indiretti localizzati in P2: 9000+18000+8000+16920,2= 51920,2 Euro

Coefficiente di allocazione in P2 dei costi indiretti: 51920,2 Euro/45000 Euro= 1,15

Costi indiretti di P2 su JobX= 1,15*30000= 34500 Euro;

costi indiretti di P2 su JobY= 1,15*15000= 17250Euro.

In sintesi il costo dei due Job, ottenuto dalla somma dei costi diretti e di quelli indiretti, al termine del percorso nei due reparti è pari a:

Costo finale JobX: 20000+20000+15000+30000+ 36900+34500 = 156400 Euro;

Costo finale JobY: 10000+5000+7000+15000+17220+17250 = 71470 Euro.

 

Risposta ai quesiti

E’ possibile, a questo punto, rispondere ai quesiti proposti dall’esercizio.

Quesito 1

Il costo pieno industriale dei prodotti del JobX si ottiene dividendo il costo finale del JobX per il numero di pezzi che lo compongono all’uscita dal secondo reparto:

costo pieno industriale unitario prodotti x: 156400/200= 782 Euro/unità.

Si ricorda che il costo pieno industriale di un oggetto di costo è dato dalla somma dei costi diretti e della quota dei costi indiretti industriali ribaltati sull’oggetto di costo stesso.

Quesito 2

Per quel che riguarda le scorte di Materie Dirette, va considerato che la gestione del magazzino avviene secondo una logica FIFO.

All’inizio del periodo vengono acquistate Materie Dirette per un valore pari a 150000 Euro; vengono prelevate dal magazzino Materie Dirette per la lavorazione dei Job pari a 55000 Euro.

Il valore delle scorte a magazzino di Materie Dirette è quindi calcolabile come differenza tra questi due valori:

150000-55000= 95000 Euro

Per quanto riguarda il Wip, le scorte corrispondono con il JobY che, alla fine di dicembre 2005 non viene completato.

Il valore delle scorte di Wip è quindi uguale al Costo Finale del JobY alla fine del secondo reparto e alla fine del periodo considerato.

Scorte Wip =   71470 Euro

Infine, per quanto riguarda i Prodotti Finiti, va considerato che la gestione del magazzino avviene secondo una logica FIFO; all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 2000 Euro ad unità. Alla fine di dicembre 2005 vengono prodotti 200 x ad un costo pieno industriale di 782 Euro/unità e si vendono 100 prodotti x. Secondo la logica FIFO rimangono a magazzino i 200 prodotti x realizzati nel periodo e, quindi, il valore delle scorte è pari a :

Scorte Prodotti Finiti: 200*782 = 156400 Euro.

Quesito 3

Il Margine Lordo Industriale è dato dalla differenza del fatturato del periodo e del costo del venduto (sono venduti i 100 prodotti x inizialmente in magazzino):

MLI= 270000 Euro – 100*2000Euro= 70000 Euro.

Si osservi che il MLI è in genere ottenuto sottraendo al fatturato anche il costo della difettosità eccezionale non recuperabile, che, in questo caso, è assente.

Esercizio n. 2

Testo

L’Azienda Beta realizza produzioni su commessa. Nel mese di gennaio 2006 viene realizzato l’intero ciclo produttivo del JobX (300 unità del prodotto x) e viene iniziata la produzione  del Job Y (400 unità del prodotto y).

Il layout dello stabilimento dell’azienda Beta è caratterizzato da due reparti produttivi P1 e P2, attraversati in sequenza da entrambi i Job, e da due centri di servizio, Manutenzione e Centrale di Vapore.

I costi  e i dati tecnici registrati nei due reparti produttivi e nei due centri di servizio nel mese di gennaio 2006 sono riassunti nella seguente tabella (i costi sono da intendersi in  Euro):

P1

P2

Manutenzione

Centrale di Vapore

Materiali diretti

30000

25000

Lavoro diretto

22000

45000

Capo reparto

7000

9000

8000

9000

Ammortamenti

15000

18000

8000

7000

Energia

6000

9000

7000

4000

Ore macchina JobX

60 h

80 h

Ore macchina JobY

80 h

80 h

Il reparto Manutenzione impiega il 50% del suo tempo per il reparto P1, il 20% per il reparto P2, il 30% per il reparto Centrale di Vapore; la Centrale di Vapore, a sua volta, dedica il 40% delle sue risorse a P1, il 40% a P2 e il restante 20% al reparto Manutenzione.

I dati di costo relativi alle materie dirette e al lavoro diretto e registrati in P1 e P2  possono essere così suddivisi tra le commesse:

Job X

Job Y

Materie dirette P1

20000

10000

Materie dirette P2

20000

5000

Lavoro diretto P1

15000

7000



Lavoro diretto P2

30000

15000

I costi indiretti localizzati nei reparti P1 e P2 in seguito alla chiusura dei centri di servizio vanno ripartiti tra le commesse utilizzando le seguenti basi di allocazione: i costi provenienti dalla chiusura della Manutenzione vanno ripartiti in base alle ore macchina assorbite dai Job nei due reparti; i costi provenienti dalla chiusura della Centrale di Vapore vanno ripartiti sui Job in base alla numerosità dei lotti. Gli altri costi indiretti localizzati in P1 e P2 vanno ripartiti scegliendo, per ciascuna categoria, la base di allocazione ritenuta più adeguata, tenendo conto dei dati tecnici e di costo registrati nelle tabelle precedenti. 

Sapendo che:

-        l’azienda utilizza una tecnica di allocazione dei costi di tipo Job Costing e il metodo sequenziale per la chiusura dei centri di servizio;

-        l’azienda utilizza la logica LIFO per la gestione del magazzino;

-        all’inizio del mese di gennaio 2006 sono presenti a magazzino 150000 Euro di Materie Dirette. Vengono acquistate, sempre all’inizio del periodo, Materie Dirette per 60000 Euro;

-        all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 1000 Euro ad unità;

-        si realizza un fatturato di 270000 Euro per la vendita di 100 x;

calcolare:

-        il costo pieno industriale unitario per i prodotti del JobX;

-        il valore delle scorte a magazzino alla fine del periodo di Materie Dirette, WIP e Prodotti Finiti;

-        il Margine Lordo Industriale realizzato dall’azienda Beta alla fine del mese di gennaio 2006 (MLI).

Svolgimento

Al fine di rispondere ai tre quesiti formulati nel testo, occorre, innanzitutto, procedere alla chiusura dei centri di servizio: Manutenzione e Centrale di Vapore.

Viene esplicitamente richiesto nel testo di utilizzare il metodo di chiusura dei centri di servizio noto come “metodo sequenziale”. Tale metodo prevede che si proceda identificando via via il centro di servizio con interscambio netto maggiore.

Applicazione del metodo sequenziale

I costi localizzati nei centri di servizio sono i seguenti:

Manutenzione: 23000 Euro

Centrale di Vapore: 20000 Euro.

L’interscambio è la differenza fra quanto ciascun centro di servizio fornisce agli altri centri, in termini di servizi erogati, e quanto riceve dagli altri centri stessi.

Calcoliamo l’interscambio netto per i due centri di servizio in esame, utilizzando le informazioni sui servizi scambiati contenute nel testo dell’esercizio:

Int (Manutenzione): 23000*(0,30) -20000 *(0,20)= 2900 Euro

Int (Centrale di Vapore): 20000*(0,20)-23000*(0,30)= -2900 Euro.

Il centro di servizio con interscambio netto maggiore è Manutenzione; si procederà, quindi, chiudendo per primo Manutenzione e poi ribaltando il centro Centrale di Vapore sui due centri finali P1 e P

Il ribaltamento dei costi localizzati in Manutenzione avviene utilizzando le informazioni indicate nel testo (Il reparto Manutenzione impiega il 50% del suo tempo per il reparto P1, il 20% per il reparto P2, il 30% per il reparto Centrale di Vapore).

Costo di Manutenzione su P1: 11500 Euro;

Costo di Manutenzione su P2: 4600 Euro;

Costo di Manutenzione su Centrale di Vapore: 6900 Euro.

Una verifica della correttezza delle ripartizioni si può operare sommando le voci di costo risultanti dal ribaltamento e controllando che la somma sia pari a 23000 Euro.

A questo punto, il costo localizzato presso il centro di servizio Centrale di Vapore è pari a 20000 Euro più 6900 Euro, ovvero 26900 Euro; questo costo dovrà essere ripartito sui centri finali, secondo nuove percentuali che saranno ottenute dalle percentuali iniziali, opportunamente normalizzate tenendo conto del fatto che Manutenzione è stato completamente chiuso e non rientrerà più nel processo di ripartizione dei costi localizzati presso la Centrale di Vapore.

In sintesi, le nuove percentuali dovranno essere tali che la loro somma sia pari al 100% e il loro rapporto sia perfettamente corrispondente al rapporto tra le due percentuali iniziali.

Se indichiamo con a il nuovo coefficiente di ripartizione su P1 e con b quello relativo a P2, dovranno essere soddisfatte le seguenti condizioni:

a+b = 1;

a/b= 0,4/0,4 =1.

Dalla risoluzione di questo semplice sistema di equazioni si ottengono i seguenti risultati:

a=50%;

b=50%.

A questo punto, i 26900 Euro localizzati presso la Centrale di Vapore risulteranno così ripartiti su P1 e P2

Costo di Centrale di Vapore su P1: 13450 Euro;

Costo di Centrale di Vapore su P2: 13450 Euro.

A questo punto, i centri di servizio sono stati chiusi e occorre procedere  alla ripartizione sui Job dei costi indiretti localizzati nei centri finali.

Il ribaltamento dei costi indiretti

L’esercizio richiede di procedere attraverso un procedimento di ripartizione su basi multiple; il testo fornisce esplicite indicazioni sulle basi da utilizzare per il ribaltamento dei costi indiretti provenienti da Manutenzione e Centrale di Vapore. I primi vanno ripartiti usando come base di allocazione le ore macchina assorbite dai Job in ciascun reparto produttivo; i secondi utilizzando come base la numerosità dei lotti. Per gli altri costi indiretti possiamo scegliere di volta in volta la base ritenuta da noi più adeguata.

Ribaltamento costi indiretti P1

Costi indiretti di Manutenzione : 11500 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina assorbite dai Job in P1): 140 h

Coefficiente di allocazione: 11500/140= 82,14 Euro/h macchina

Quota dei costi di Manutenzione su JobX= 4928,4 Euro

Quota dei costi di Manutenzione su JobY= 6571,2 Euro

Costi indiretti di Centrale di Vapore : 13450 Euro

Valore della base di allocazione (numerosità lotti in P1): 700 unità

Coefficiente di allocazione: 13450/700= 19,21 Euro/unità

Quota dei costi di Centrale di Vapore su JobX= 5763 Euro

Quota dei costi di Centrale di Vapore su JobY= 7684 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto di Capo Reparto è il costo del lavoro diretto assorbito dai Job in P1.

Costi indiretti di Capo Reparto : 7000 Euro

Valore della base di allocazione (costo del lavoro diretto in P1): 22000 Euro

Coefficiente di allocazione: 7000/22000= 0,32

Quota dei costi di Capo Reparto su JobX= 4800 Euro

Quota dei costi di Capo Reparto su JobY= 2240 Euro

 

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto degli Ammortamenti è la somma delle ore macchina assorbite dai Job in P1.

Costi indiretti di Ammortamenti: 15000 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina in P1): 140 h

Coefficiente di allocazione: 15000/140= 107,14 Euro/h

Quota dei costi di Ammortamenti su JobX= 6428,4 Euro

Quota dei costi di Ammortamenti su JobY= 8571,2 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto dell’Energia è la somma delle ore macchina assorbite dai Job in P1.

Costi indiretti di Energia: 6000 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina in P1): 140 h

Coefficiente di allocazione: 6000/140= 42,86 Euro/h

Quota dei costi di Energia su JobX= 2571,6 Euro

Quota dei costi di Energia su JobY= 3428,8 Euro

Ribaltamento costi indiretti P2

Ripetiamo il procedimento appena seguito per ribaltare i costi indiretti localizzati in P

Costi indiretti di Manutenzione : 4600 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina assorbite dai Job in P2): 160 h

Coefficiente di allocazione: 4600/160= 28,75 Euro/h macchina

Quota dei costi di Manutenzione su JobX= 2300 Euro

Quota dei costi di Manutenzione su JobY= 2300 Euro

Costi indiretti di Centrale di Vapore : 13450 Euro

Valore della base di allocazione (numerosità lotti in P2): 700 unità

Coefficiente di allocazione: 13450/700= 19,21 Euro/unità

Quota dei costi di Centrale di Vapore su JobX= 5763 Euro

Quota dei costi di Centrale di Vapore su JobY= 7684 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto di Capo Reparto è il costo del lavoro diretto assorbito dai Job in P

Costi indiretti di Capo Reparto : 9000 Euro

Valore della base di allocazione (costo del lavoro diretto in P2): 45000 Euro

Coefficiente di allocazione: 9000/45000= 0, 2

Quota dei costi di Capo Reparto su JobX= 6000 Euro

Quota dei costi di Manutenzione su JobY= 3000 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto degli Ammortamenti è la somma delle ore macchina assorbite dai Job in P

Costi indiretti di Ammortamenti: 18000 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina in P2): 160 h

Coefficiente di allocazione: 18000/160= 112,5 Euro/h

Quota dei costi di Ammortamenti su JobX= 9000 Euro

Quota dei costi di Ammortamenti su JobY= 9000 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto dell’Energia è la somma delle ore macchina assorbite dai Job in P

Costi indiretti di Energia: 9000 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina in P2): 160 h

Coefficiente di allocazione: 9000/160= 56,25 Euro/h

Quota dei costi di Energia su JobX= 4500 Euro

Quota dei costi di Energia su JobY= 4500 Euro

In sintesi il costo dei due Job, ottenuto dalla somma dei costi diretti e di quelli indiretti, al termine del percorso nei due reparti è pari a:

Costo finale JobX:

20000+20000+15000+30000+4928,4+5763+4800+6428,4+2571,6+2300+5763+6000+

9000+4500= 137054,4 Euro;

Costo finale JobY:

 10000+5000+7000+15000+6571,2+7684+2240+8571,2+3428,8+2300+7684+3000+9000+4500= 91979,2Euro.

 

Risposta ai quesiti

E’ possibile, a questo punto, rispondere ai quesiti proposti dall’esercizio.

Quesito 1

Il costo pieno industriale dei prodotti del JobX si ottiene dividendo il costo finale del JobX per il numero di pezzi che lo compongono:

costo pieno industriale unitario prodotti x: 137054,4/300= 456,85 Euro/unità.

Si ricorda che il costo pieno industriale di un oggetto di costo è dato dalla somma dei costi diretti e della quota dei costi indiretti industriali ribaltati sull’oggetto di costo stesso.

Quesito 2

Per quel che riguarda le scorte di Materie Dirette, va considerato che la gestione del magazzino avviene secondo una logica LIFO.

All’inizio del periodo sono presenti in magazzino Materie Dirette per un valore pari a 150000 Euro; vengono prelevate dal magazzino Materie Dirette per la lavorazione dei Job pari a 55000 Euro. Questi 55000 Euro vengono detratti dai 60000 Euro di Materie acquistate all’inizio di gennaio 2006.

Il valore delle scorte a magazzino di Materie Dirette è quindi calcolabile nel modo seguente:

60000-55000+150000 = 155000 Euro

Per quanto riguarda il Wip, le scorte sono rappresentate dai prodotti del JobY che, alla fine di gennaio 2006 non viene completato.

Il valore delle scorte di Wip è quindi uguale al Costo Finale del JobY.

Scorte Wip=   91979,2 Euro.

Infine, per quanto riguarda i Prodotti Finiti, va considerato che all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 1000 Euro. Alla fine di gennaio 2006 vengono prodotti 300 x ad un costo pieno industriale di 456,85 Euro/unità e si vendono 100 prodotti x. Secondo la logica LIFO rimangono a magazzino i 100 prodotti x inizialmente presenti a magazzino più 200 prodotti x realizzati nel periodo :

Scorte Prodotti Finiti: 200*456,85+100*1000 = 191370 Euro.

Quesito 3

Il Margine Lordo Industriale è dato dalla differenza del fatturato del periodo e del costo del venduto (sono venduti i 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 456,85 Euro/unità):

MLI= 270000 Euro – 100*456,85 Euro= 224315 Euro.

Si osservi che il MLI è in genere ottenuto sottraendo al fatturato anche il costo della difettosità eccezionale non recuperabile, che, in questo caso, è assente.

Esercizio n. 3

Testo

L’Azienda Gamma realizza produzioni su commessa. Nel mese di febbraio 2006 viene realizzato l’intero ciclo produttivo del JobX (300 unità del prodotto x) e  del Job Y (400 unità del prodotto y).

Il layout dello stabilimento dell’azienda Gamma è caratterizzato da due reparti produttivi P1 e P2, attraversati in sequenza da entrambi i Job, e da due centri di servizio, Manutenzione e Controllo Qualità.

I costi  e i dati tecnici registrati nei due reparti produttivi e nei due centri di servizio nel mese di febbraio 2006 sono riassunti nella seguente tabella (i costi sono da intendersi in  Euro):

P1

P2

Manutenzione

Controllo Qualità

Materiali diretti

30000

25000

Lavoro diretto

22000

45000

Capo reparto

7000

9000

8000

9000

Ammortamenti

15000

18000

8000

7000

Materiali di consumo ausiliari

6000

8000

7000

4000

Ore macchina JobX

60 h

80 h

Ore macchina JobY

80 h

80 h

Il reparto Manutenzione impiega il 50% del suo tempo per il reparto P1, il 20% per il reparto P2, il 30% per il reparto Controllo Qualità; il Controllo Qualità, a sua volta, dedica il 40% delle sue risorse a P1, il 40% a P2 e il restante 20% al reparto Manutenzione.

I dati di costo relativi alle materie dirette e al lavoro diretto  e registrati nei due reparti produttivi possono essere così suddivisi tra le commesse:

Job X

Job Y

Materie dirette P1

20000

10000

Materie dirette P2

20000

5000

Lavoro diretto P1

15000

7000

Lavoro diretto P2

30000

15000

I costi indiretti localizzati nei reparti P1 e P2 in seguito alla chiusura dei centri di servizio vanno ripartiti tra le commesse utilizzando le seguenti basi di allocazione: i costi provenienti dalla chiusura della Manutenzione vanno ripartiti in base alle ore macchina assorbite dai Job nei due reparti; i costi provenienti dalla chiusura del Controllo Qualità vanno ripartiti sui Job in base alla numerosità dei lotti. Gli altri costi indiretti localizzati in P1 e P2 vanno ripartiti scegliendo, per ciascuna categoria, la base di allocazione ritenuta più adeguata, tenendo conto dei dati tecnici e di costo registrati nelle tabelle precedenti.

Alla fine del reparto P2 è posizionato un punto di controllo qualità di tipo on/off. Vengono scartati 50 pezzi del JobX e 70 pezzi del JobY. La Difettosità normale è, per entrambi i Job, pari al 10% della numerosità dei lotti calcolata a monte del punto di controllo.

Sapendo che:

-        l’azienda utilizza una tecnica di allocazione dei costi di tipo Job Costing e il metodo sequenziale per la chiusura dei centri di servizio;

-        l’azienda utilizza la logica FIFO per la gestione del magazzino;

-        all’inizio del mese di febbraio 2006 sono presenti a magazzino 150000 Euro di Materie Dirette;

-        all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 1000 Euro e 200 y ad un costo pieno industriale unitario di 640 Euro;

-        si realizza un fatturato di 340000 Euro per la vendita di 80 x e di 100 y;

calcolare:

-        il costo pieno industriale unitario per i prodotti del JobX e del JobY;

-        il valore delle scorte a magazzino alla fine del periodo di Materie Dirette, WIP e Prodotti Finiti;

-        il Margine Lordo Industriale realizzato dall’azienda Gamma alla fine di febbraio 2006 (MLI).

Svolgimento

Al fine di rispondere ai tre quesiti formulati nel testo, occorre, innanzitutto, procedere alla chiusura dei centri di servizio: Manutenzione e Controllo Qualità.

Viene esplicitamente richiesto nel testo di utilizzare il metodo di chiusura dei centri di servizio noto come “metodo sequenziale”. Tale metodo prevede che si proceda identificando via via il centro di servizio con interscambio netto maggiore.

Applicazione del metodo sequenziale

I costi localizzati nei centri di servizio sono i seguenti:

Manutenzione: 23000 Euro

Controllo Qualità: 20000 Euro.

Calcoliamo l’interscambio netto per i due centri di servizio in esame, utilizzando le informazione sui servizi scambiati contenuti nel testo dell’esercizio:

Int (Manutenzione): 23000*(0,30)-20000*(0,20)= 2900 Euro

Int (Controllo Qualità): 20000*(0,20)-23000*(0,30)= -2900 Euro.

Il centro di servizio con interscambio netto maggiore è Manutenzione; si procederà, quindi, chiudendo per primo Manutenzione e poi ribaltando il centro Controllo Qualità sui due centri finali P1 e P

Il ribaltamento dei costi localizzati in Manutenzione avviene utilizzando le informazioni contenute nel testo (Il reparto Manutenzione impiega il 50% del suo tempo per il reparto P1, il 20% per il reparto P2, il 30% per il reparto Controllo Qualità).

Costo di Manutenzione su P1: 11500 Euro;

Costo di Manutenzione su P2: 4600 Euro;

Costo di Manutenzione su Controllo Qualità: 6900 Euro.

Una verifica della correttezza delle ripartizioni si può operare sommando le voci di costo risultanti dal ribaltamento e controllando che la somma sia pari a 23000 Euro.

A questo punto, il costo localizzato presso il centro di servizio Controllo Qualità è pari a 20000 Euro più 6900 Euro, ovvero 26900 Euro; questo costo dovrà essere ripartito sui centri finali, secondo nuove percentuali che saranno ottenute dalle percentuali iniziali, opportunamente normalizzate tenendo conto del fatto che Manutenzione è stato completamente chiuso e non rientrerà più nel processo di ripartizione dei costi localizzati presso il Controllo Qualità.

In sintesi, le nuove percentuali dovranno essere tali che la loro somma sia pari al 100% e il loro rapporto sia perfettamente corrispondente al rapporto tra le due percentuali iniziali.

Se indichiamo con a il nuovo coefficiente di ripartizione su P1 e con b quello relativo a P2, dovranno essere soddisfatte le seguenti condizioni:

a+b = 1;

a/b= 1.

Dalla risoluzione di questo semplice sistema di equazioni si ottengono i seguenti risultati:

a=50%;

b=50%.

A questo punto, i 26900 Euro localizzati presso il Controllo Qualità risulteranno così ripartiti su P1 e P2

Costo di Controllo Qualità su P1: 13450 Euro;

Costo di Controllo Qualità su P2: 13450 Euro.

A questo punto, i centri di servizio sono stati chiusi e occorre procedere  alla ripartizione sui Job dei costi indiretti localizzati nei centri finali.

Il ribaltamento dei costi indiretti

L’esercizio richiede di procedere attraverso un procedimento di ripartizione su basi multiple; il testo fornisce esplicite indicazioni sulle basi da utilizzare per il ribaltamento dei costi indiretti provenienti da Manutenzione e Controllo Qualità. I primi vanno ripartiti usando come base di allocazione le ore macchina assorbite dai Job in ciascun reparto produttivo; i secondi utilizzando come base la numerosità dei lotti. Per gli altri costi indiretti possiamo scegliere di volta in volta la base ritenuta da noi più adeguata.

Ribaltamento costi indiretti P1

Costi indiretti di Manutenzione : 11500 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina assorbite dai Job in P1): 140 h

Coefficiente di allocazione: 11500/140= 82,14 Euro/h macchina

Quota dei costi di Manutenzione su JobX= 4928,4 Euro

Quota dei costi di Manutenzione su JobY= 6571,2 Euro

Costi indiretti di Controllo Qualità : 13450 Euro

Valore della base di allocazione (numerosità lotti in P1): 700 unità




Coefficiente di allocazione: 13450/700= 19,21 Euro/unità

Quota dei costi di Controllo Qualità su JobX= 5763 Euro

Quota dei costi di Controllo Qualità su JobY= 7684 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto di Capo Reparto è il costo del lavoro diretto assorbito dai Job in P1.

Costi indiretti di Capo Reparto : 7000 Euro

Valore della base di allocazione (costo del lavoro diretto in P1): 22000 Euro

Coefficiente di allocazione: 7000/22000= 0,32

Quota dei costi di Capo Reparto su JobX= 4800 Euro

Quota dei costi di Capo Reparto su JobY= 2240 Euro

 

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto degli Ammortamenti è la somma delle ore macchina assorbite dai Job in P1.

Costi indiretti di Ammortamenti: 15000 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina in P1): 140 h

Coefficiente di allocazione: 15000/140= 107,14 Euro/h

Quota dei costi di Ammortamenti su JobX= 6428,4 Euro

Quota dei costi di Ammortamenti su JobY= 8571,2 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto dei Materiali di consumo ausiliari è la somma del costo delle materie dirette assorbite dai Job in P1

Costi indiretti di Materiali di consumo ausiliari: 6000 Euro

Valore della base di allocazione (costo materiali diretti in P1): 30000 Euro

Coefficiente di allocazione: 6000/30000= 0,2

Quota dei costi di Energia su JobX= 4000 Euro

Quota dei costi di Energia su JobY= 2000 Euro

Ribaltamento costi indiretti P2

Ripetiamo il procedimento appena seguito per ribaltare i costi indiretti di P

Costi indiretti di Manutenzione : 4600 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina assorbite dai Job in P2): 160 h

Coefficiente di allocazione: 4600/160= 28,75 Euro/h macchina

Quota dei costi di Manutenzione su JobX= 2300 Euro

Quota dei costi di Manutenzione su JobY= 2300 Euro

Costi indiretti di Controllo Qualità : 13450 Euro

Valore della base di allocazione (numerosità lotti in P2): 700 unità

Coefficiente di allocazione: 13450/700= 19,21 Euro/unità

Quota dei costi di Controllo Qualità su JobX= 5763 Euro

Quota dei costi di Controllo Qualità su JobY= 7684 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto di Capo Reparto è il costo del lavoro diretto assorbito dai Job in P

Costi indiretti di Capo Reparto : 9000 Euro

Valore della base di allocazione (costo del lavoro diretto in P2): 45000 Euro

Coefficiente di allocazione: 9000/45000= 0, 2

Quota dei costi di Capo Reparto su JobX= 6000 Euro

Quota dei costi di Manutenzione su JobY= 3000 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto degli Ammortamenti è la somma delle ore macchina assorbite dai Job in P

Costi indiretti di Ammortamenti: 18000 Euro

Valore della base di allocazione (h macchina in P2): 160 h

Coefficiente di allocazione: 18000/160= 112,5 Euro/h

Quota dei costi di Ammortamenti su JobX= 9000 Euro

Quota dei costi di Ammortamenti su JobY= 9000 Euro

La base di allocazione più consona a ripartire il costo indiretto dei Materiali di consumo ausiliari è la somma del costo delle materie dirette assorbite dai Job in P

Costi indiretti di Materiali di consumo ausiliari: 8000 Euro

Valore della base di allocazione (costo materie dirette  in P2): 25000 Euro

Coefficiente di allocazione: 8000/25000= 0,32

Quota dei costi di Materiali di consumo ausiliari su JobX= 6400 Euro

Quota dei costi di Materiali di consumo ausiliari su JobY= 1600 Euro

In sintesi il costo dei due Job, ottenuto dalla somma dei costi diretti e di quelli indiretti, al termine del percorso nei due reparti e prima di giungere al punto di controllo è pari a:

Costo finale JobX:

20000+20000+15000+30000+4928,4+5763+4800+6428,4+4000+2300+5763+6000+

9000+6400= 140382,8 Euro;

Costo finale JobY:

10000+5000+7000+15000+6571,2+7684+2240+8571,2+2000+2300+7684+3000+9000+1600= 87650,4 Euro.

 

A questo punto bisogna analizzare il problema degli scarti.

Analisi della difettosità

Dal testo dell’esercizio si evince che la difettosità normale per entrambi i Job è pari al 10% della numerosità dei lotti calcolata prima (a monte) del punto di controllo. Ciò significa, nel caso specifico, che la difettosità attesa (normale) per il JobX  è di 30 unità , mentre per il JobY è di 40 unità.

dn JobX: 10%(300)= 30 unità;

dn JobY: 10%(400)= 40 unità.

Lo scarto effettivo è di 50 unità per il JobX e di 70 unità per il JobY.

Ciò significa che ciascun Job presenta una difettosità eccezionale che andrà opportunamente sottratta dal costo di ciascuna commessa (in quanto costo di periodo che non va ad integrare il costo pieno industriale di ciascun Job).

de JobX: 50-30= 20 unità;

de JobY: 70-40= 30 unità.

In pratica, dal costo di ciascun Job calcolato prima del punto di controllo andrà sottratto il costo dei pezzi di difettosità eccezionale.

Il costo di ciascuna unità scartata è ottenuto dividendo il costo di ciascun Job, calcolato prima del punto di controllo, per il numero dei pezzi inizialmente presenti nel Job:

Costo unitario x prima del punto di controllo: 140382,8 Euro/300 unità = 467,94 Euro/unità;

Costo unitario y prima del punto di controllo: 87650,4 Euro/400 unità = 219,26 Euro/unità.

I costi unitari appena calcolati sono i costi unitari prima del punto di controllo e, quindi, i costi dei pezzi scartati.

Per ottenere il costo pieno industriale dei Job dopo il punto di controllo occorre sottrarre al costo calcolato prima del punto di controllo il costo della difettosità eccezionale:

Costo JobX dopo il punto di controllo: 140382,8 - (20)*(467,94) = 131024 Euro;

Costo JobY dopo il punto di controllo: 87650,4 - (30)*(219,26) = 81072,6 Euro.

Risposta ai quesiti

E’ possibile, a questo punto, rispondere ai quesiti proposti dall’esercizio.

Quesito 1

Il costo pieno industriale dei prodotti del JobX si ottiene dividendo il costo finale del JobX per il numero di pezzi che lo compongono (esclusi, quindi, tutti i pezzi scartati, sia quelli di difettosità normale che quelli di difettosità eccezionale); analogamente si procederà per il JobY:

costo pieno industriale unitario prodotti x: 131024 Euro / (300-50) unità = 524, 1 Euro/unità;

costo pieno industriale unitario prodotti y: 81072,6 Euro/ (300-70) unità =  352,49 Euro/unità.

Quesito 2

Per quel che riguarda le scorte di Materie Dirette, va considerato che la gestione del magazzino avviene secondo una logica FIFO.

All’inizio del periodo sono presenti in magazzino Materie Dirette per un valore pari a 150000 Euro; vengono prelevate dal magazzino Materie Dirette per la lavorazione dei Job pari a 55000 Euro. Questi 55000 Euro vengono detratti dai 150000 Euro.

Il valore delle scorte a magazzino di Materie Dirette è quindi calcolabile nel modo seguente:

150000-55000 = 95000 Euro

Per quanto riguarda il Wip, alla fine del periodo entrambi i Job in lavorazione vengono completati:

Scorte Wip=  0 Euro.

Infine, per quanto riguarda i Prodotti Finiti, va considerato che all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 1000 Euro e 200 y ad un costo pieno industriale unitario di 640 Euro. Alla fine di febbraio 2006 vengono prodotti 250 x ad un costo pieno industriale di 524, 1 Euro/unità e si vendono 80 prodotti x. Secondo la logica FIFO rimangono a magazzino i 250 prodotti x realizzati nel periodo più 20 x inizialmente stoccati in magazzino:

Scorte Prodotti Finiti x: 250*524,1 + 20*1000 = 151025 Euro.

Per quanto riguarda i Prodotti Finiti y, va considerato che all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 200 y ad un costo pieno industriale unitario di 640 Euro; sono prodotti, alla fine di febbraio 2006, 230 unità di y e sono vendute 100 unità. Le scorte di Prodotti Finiti y è pari alla somma del costo delle 230 unità prodotte nel periodo e delle 100 unità rimaste dalle unità inizialmente presenti a magazzino:

Scorte Prodotti Finiti y : 230* 352,49 + 100*640= 145072,7 Euro.

In sintesi, le scorte di Prodotti Finiti sono pari a:

Scorte Prodotti Finiti: 151025 + 145072,7 = 296097,7 Euro.

Quesito 3

Il Margine Lordo Industriale è dato dalla differenza del fatturato del periodo e del costo del venduto (sono venduti  80 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 1000 Euro e 100 y ad un costo pieno industriale uniatrio di 640 Euro). A questo valore bisogna sottrarre il costo della difettosità eccezionale non recuperabile (in questo caso tutta la difettosità eccezionale è non recuperabile):

MLI= 340000 – (80)*(1000)- (100)*(640) – (20)*( 467,94) – (30)*( 219,26) = 180063,4 Euro.

Esercizio n. 4

Testo

L’Azienda Delta realizza produzioni su commessa. Nel mese di marzo 2006 viene realizzato l’intero ciclo produttivo del JobX (200 unità del prodotto x) e viene iniziata la produzione  del Job Y (300 unità del prodotto y).

Il layout dello stabilimento dell’azienda Delta è caratterizzato da due reparti produttivi P1 e P2, attraversati in sequenza da entrambi i Job, e da tre centri di servizio, Manutenzione, Controllo Qualità e Centrale Elettrica.

I costi registrati nei due reparti produttivi e nei centri di servizio nel mese di marzo 2006 sono riassunti nella seguente tabella (i costi sono da intendersi in  Euro):

P1

P2

Manutenzione

Controllo Qualità

Centrale Elettrica

Materiali diretti

30000

25000

Lavoro diretto

22000

45000

Capo reparto

7000

9000

8000

9000

7000

Ammortamenti

15000

18000

8000

7000

12000

Materiali di consumo ausiliari

6000

8000

7000

4000

5000

Il reparto Manutenzione impiega il 30% delle sue risorse per il reparto P1, il 20% per il reparto P2, il 30% per il reparto Controllo Qualità, il 20% per la Centrale Elettrica; il Controllo Qualità, a sua volta, dedica il 40% delle sue risorse a P1, il 40% a P2 e il restante 20% al reparto Manutenzione; infine, la Centrale Elettrica dedica il 40% delle sue risorse a P1, il 30% a P2, il 20%  a Manutenzione e il 10% a Controllo Qualità. 

I dati di costo relativi alle materie dirette e al lavoro diretto registrati nei reparti produttivi possono essere così suddivisi tra le commesse:

Job X

Job Y

Materie dirette P1

20000

10000

Materie dirette P2

20000

5000

Lavoro diretto P1

15000

7000

Lavoro diretto P2

30000

15000

I costi indiretti localizzati nei reparti P1 e P2 ( compresi quelli derivanti dalla chiusura dei tre centri di servizio) vanno ripartiti sui Job utilizzando una base di allocazione unica: il costo del lavoro diretto assorbito dai due Job.

Alla fine del reparto P2 è posto un punto di controllo qualità di tipo on/off. Dopo il controllo vengono scartati per non conformità 60 pezzi del JobX e 30 pezzi del JobY. La difettosità normale è, per entrambi i Job, pari al 10% della numerosità dei lotti a monte del punto di controllo; si recupera, inoltre, il 2% dello scarto sotto forma di materiali riciclati utilizzabili nel corso della produzione.

Sapendo che:

-        l’azienda utilizza una tecnica di allocazione dei costi di tipo Job Costing e il metodo sequenziale per la chiusura dei centri di servizio;

-        l’azienda utilizza la logica FIFO per la gestione del magazzino;

-        l’azienda ha acquistato all’inizio del periodo 150000 Euro di Materie Dirette;

-        all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 1000 Euro;

-        si realizza un fatturato di 270000 Euro per la vendita di 100 x;

calcolare:

-        il costo pieno industriale unitario per i prodotti del JobX;

-        il valore delle scorte a magazzino alla fine del periodo di Materie Dirette, WIP e Prodotti Finiti;

-        il Margine Lordo Industriale dell’azienda Alfa alla fine del periodo considerato (MLI).

Svolgimento

Al fine di rispondere ai tre quesiti formulati nel testo, occorre, innanzitutto, procedere alla chiusura dei centri di servizio: Manutenzione, Controllo Qualità, Centrale Elettrica.

Viene esplicitamente richiesto nel testo di utilizzare il metodo di chiusura dei centri di servizio noto come “metodo sequenziale”. Tale metodo prevede che si proceda individuando, di volta in volta, il centro di servizio con interscambio netto maggiore e che si provveda alla sua chiusura.

Applicazione del metodo sequenziale

I costi localizzati nei centri di servizio sono i seguenti:

Manutenzione: 23000 Euro;

Controllo Qualità: 20000 Euro;

Centrale Elettrica: 24000 Euro.

Gli interscambi netti sono calcolabili nel modo seguente:

Int (Manutenzione) : 30% (23000)+20% (23000)- 20% (20000)-20% (24000)= 2700 Euro;

Int (Controllo Qualità): 20% (20000)- 30% (23000)- 10% (24000)= -5300 Euro;

Int (Centrale Elettrica): 20% (24000)+10% (24000)- 20%(23000)= 2600 Euro.

Il centro di servizio con interscambio netto maggiore è Manutenzione; procediamo, quindi, chiudendo per primo il centro di servizio Manutenzione.

Costo di Manutenzione su P1: 6900 Euro;

Costo di Manutenzione su P2: 4600 Euro;

Costo di Manutenzione su Controllo Qualità: 6900 Euro;

Costo di manutenzione su Centrale Elettrica: 4600.

Chiuso il centro di servizio Manutenzione, i costi localizzati in Controllo Qualità diventano pari a 26900 Euro e quelli localizzati in Centrale Elettrica diventano pari a 28600 Euro.

A questo punto occorre normalizzare le basi di allocazione (le percentuali di ripartizione) relative a  Controllo Qualità e Centrale Elettrica.

Per quanto riguarda Controllo Qualità, indicando con a e b le nuove percentuali di ripartizione su P1 e P2 (Manutenzione è stato chiuso ed eliminato dal processo di ripartizione), occorrerà risolvere il seguente sistema di equazioni:

a+b=1;

a/b=1.

La risoluzione del sistema produce i seguenti risultati:

a = 50%;

b = 50%.

Analogo ragionamento si dovrà ripetere per normalizzare le percentuali di ripartizione relative e Centrale Elettrica su P1, P2 e su Controllo Qualità.

Indicando con c, d, e le nuove percentuali, esse dovranno soddisfare il seguente sistema di equazioni:

c+d+e =1;

c/d =4/3;

c/e =4.

La risoluzione del sistema di equazioni produce i seguenti risultati:

c = 50%;

d =37,5%;

e =12,5%.

 

E’ possibile, a questo punto, ricalcolare gli interscambi netti dei due centri di servizio, al fine di stabilire quale chiudere nella successiva fase del procedimento.

Int (Controllo Qualità)= 0-12,5%(28600)= -3575 Euro;

Int (Centrale Elettrica)= 12,5%(28600)-0= 3575 Euro.

Il centro di servizio da cui partire è quindi Centrale Elettrica.

Costo di Centrale Elettrica su P1= 14300 Euro;

Costo di Centrale Elettrica su P2= 10725 Euro;

Costo di Centrale Elettrica su Controllo Qualità = 3575 Euro.

I costi localizzati in Controllo Qualità diventano pari a 30475 Euro (26900 + 3575); tali costi andranno ripartiti, secondo le percentuali normalizzate, su P1 e P La normalizzazione, in realtà, in questo caso non serve, in quanto Controllo Qualità non presta alcun servizio a Centrale Elettrica e, quindi, la chiusura di Centrale Elettrica non modifica l’assetto delle basi di allocazione di Controllo Qualità.

La chiusura di Controllo Qualità produce i seguenti risultati:

Costo di Controllo Qualità su P1= 15237,5 Euro;

Costo di Controllo Qualità su P2= 15237,5 Euro.

I costi indiretti localizzati in P1 dopo la chiusura dei centri di servizio sono pari a 64437,5 Euro (7000+15000+6000+6900+14300+15237,5); i costi indiretti localizzati in P2 sono pari a 65562,5 Euro (9000+18000+8000+4600+10725+15237,5).

Il ribaltamento dei costi indiretti

Chiusi i centri di servizio bisogna procedere con il ribaltamento sui Job dei costi indiretti localizzati nei centri finali.

L’esercizio richiede di procedere attraverso una base unica aziendale (in questo caso il costo del lavoro diretto assorbito dai due Job nei reparti).

 

Avviamo il processo considerando P1; i costi indiretti localizzati in P1 sono quelli del Capo Reparto, degli Ammortamenti e dell’Energia, in aggiunta a quelli ribaltati dai centri di servizio.

Costi indiretti localizzati in P1= 64437,5 Euro.

La base di allocazione è rappresentata dalla somma dei costi del lavoro diretto assorbito dai Job in P1.

Base di allocazione P1: 22000 Euro.

Il coefficiente di allocazione in P1 dei costi indiretti è pari a: 64437,5 Euro/22000 Euro = 2,93.

Per ottenere la quota dei costi indiretti di P1 sui due Job occorrerà moltiplicare il coefficiente di allocazione per il costo del lavoro diretto assorbito singolarmente da ciascun Job in P1:

costi indiretti di P1 su JobX= 2,93*15000= 43950 Euro;

costi indiretti di P1 su JobY= 2,93*7000= 20510 Euro.

Analogo procedimento si ripete per il ribaltamento dei costi indiretti di P

Costi indiretti localizzati in P2: 65562,5Euro

Coefficiente di allocazione in P2 dei costi indiretti: 65562,5 Euro/45000 Euro = 1,46

Costi indiretti di P2 su JobX= 1,46*30000= 43800 Euro;

costi indiretti di P2 su JobY= 1,46*15000= 21900 Euro.

In sintesi il costo dei due Job, ottenuto dalla somma dei costi diretti e di quelli indiretti, al termine del percorso nei due reparti  e prima del punto di controllo è pari a:

Costo JobX prima del punto di controllo: 20000+20000+15000+30000+ 43950+43800= 172750 Euro;

Costo JobY prima del punto di controllo: 10000+5000+7000+15000+20510+21900= 79410 Euro.

 

Analisi difettosità

Per rispondere ai quesiti del testo è necessario effettuare il calcolo dei costi dei Job dopo il punto di controllo qualità.

L’analisi della difettosità produce i seguenti risultati:

dn JobX = 20 unità;

scarto effettivo = 60 unità;

de JobX = 40 unità.

dn JobY = 30 unità;

scarto effettivo JobY = 30 unità;

de JobY = 0.

Il costo pieno industriale unitario dei Job prima del punto di controllo è pari a:

costo pieno industriale unitario JobX prima del punto di controllo = 172750 Euro/200 unità = 863,75 Euro/unità;

costo pieno industriale unitario JobY prima del punto di controllo = 79410 Euro /300 unità = 264,7 Euro/unità.

Questi costi sono quelli delle unità scartate rispettivamente dal JobX e dal JobY.

Il costo pieno industriale dei due Job, dopo il punto di controllo, si ottiene sottraendo al costo dei Job prima del punto di controllo il costo della difettosità eccezionale e il valore/costo della difettosità normale recuperabile:

Costo pieno industriale JobX dopo il punto di controllo = 172750 - (863,75)*(40) - (863,75)*(0,02)*(20) = 137854,5 Euro;

Costo pieno industriale JobY dopo il punto di controllo = 79410 - (264,7)*(0) - (264,7)*(0,02)*(30) = 79251,18  Euro.



E’ possibile, a questo punto, rispondere ai quesiti proposti dall’esercizio.

Quesito 1

Il costo pieno industriale dei prodotti del JobX si ottiene dividendo il costo finale del JobX per il numero di pezzi che lo compongono (sottratte, quindi, le unità di scarto effettivo) :

costo pieno industriale unitario prodotti x: 137854,5/140= 984,68 Euro/unità.

Quesito 2

Per quel che riguarda le scorte di Materie Dirette, va considerato che la gestione del magazzino avviene secondo una logica FIFO.

All’inizio del periodo vengono acquistate Materie Dirette per un valore pari a 150000 Euro; vengono prelevate dal magazzino Materie Dirette per la lavorazione dei Job pari a 55000 Euro.

Il valore delle scorte a magazzino di Materie Dirette è quindi calcolabile come differenza tra questi due valori:

Scorte Materie Dirette = 150000-55000= 95000 Euro

Per quanto riguarda il Wip, le scorte sono pari al JobY che, alla fine di marzo 2006 non viene completato.

Il valore delle scorte di Wip è quindi uguale al Costo Finale del JobY:

Scorte Wip =   79251,18 Euro

Infine, per quanto riguarda i Prodotti Finiti, va considerato che la gestione del magazzino avviene secondo una logica FIFO; all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 1000 Euro. Alla fine di marzo 2006 vengono prodotti 140 x ad un costo pieno industriale di 984,68 Euro/unità e si vendono 100 prodotti x. Secondo la logica FIFO rimangono a magazzino i 140 prodotti x realizzati nel periodo e, quindi, il valore delle scorte è pari a :

Scorte Prodotti Finiti: 140*984,68 = 137854,5 Euro.

Quesito 3

Il Margine Lordo Industriale è dato dalla differenza del fatturato del periodo, del costo del venduto e della difettosità eccezionale non recuperabile.

MLI = 270000 - 100*1000 – (863,75)*(0,98)*(40) = 136141 Euro.

Esercizio n. 5

Testo

L’Azienda Zeta realizza produzioni su commessa. Nel mese di aprile 2006 viene realizzato l’intero ciclo produttivo del JobX (200 unità del prodotto x) e viene iniziata la produzione  del Job Y (300 unità del prodotto y).

Il layout dello stabilimento produttivo dell’azienda Zeta è caratterizzato da due reparti produttivi P1 e P2, attraversati in sequenza da entrambi i Job, e da tre centri di servizio, Manutenzione, Controllo Qualità e Centrale Elettrica.

I costi registrati nei due reparti produttivi e nei due centri di servizio nel mese di aprile 2006 sono riassunti nella seguente tabella (i costi sono da intendersi in  Euro):

P1

P2

Manutenzione

Controllo Qualità

Centrale Elettrica

Materiali diretti

30000

25000

Lavoro diretto

22000

45000

Capo reparto

7000

9000

8000

9000

7000

Ammortamenti

15000

18000

8000

7000

12000

Materiali di consumo ausiliari

6000

8000

7000

4000

5000

Ore macchina JobX

60h

70h

Ore macchina JobY

50h

80h

Il reparto Manutenzione impiega il 30% delle sue risorse per il reparto P1, il 20% per il reparto P2, il 30% per il reparto Controllo Qualità, il 20% per la Centrale Elettrica; il Controllo Qualità, a sua volta, dedica il 40% delle sue risorse a P1, il 40% a P2 e il restante 20% al reparto Manutenzione; infine, la Centrale Elettrica dedica il 40% delle sue risorse a P1, il 30% a P2, il 20%  a Manutenzione e il 10% a Controllo Qualità. 

I dati di costo relativi alle materie dirette e al lavoro diretto registrati in P1 e P2 possono essere così suddivisi tra le commesse:

Job X

Job Y

Materie dirette P1

20000

10000

Materie dirette P2

20000

5000

Lavoro diretto P1

15000

7000

Lavoro diretto P2

30000

15000

I costi indiretti localizzati nei reparti P1 e P2 e provenienti dalla ripartizione dei centri di servizio vanno ripartiti sui Job utilizzando le seguenti basi di allocazione:

- ore macchina per i costi provenienti dalla Manutenzione;

- numerosità dei lotti per i costi provenienti dal Controllo Qualità;

- ore macchina per i costi provenienti dalla Centrale Elettrica.

Gli altri costi indiretti vanno ripartiti sui Job seguendo un procedimento di ripartizione su basi multiple e scegliendo, per ciascuna categoria di costo, la base di allocazione ritenuta più adeguata, considerando le informazioni contenute nelle precedenti tabelle.

Alla fine del reparto P2 è posto un punto di controllo qualità di tipo on/off. Dopo il controllo vengono scartati per non conformità 22 pezzi del JobX e 30 pezzi del JobY. La difettosità normale è, per entrambi i Job, pari al 10% della numerosità dei lotti a monte del punto di controllo; si recupera, inoltre, il 2% dello scarto sotto forma di materiali riciclati utilizzabili nel corso della produzione.

Sapendo che:

-        l’azienda utilizza una tecnica di allocazione dei costi di tipo Job Costing e il metodo sequenziale per la chiusura dei centri di servizio;

-        l’azienda utilizza la logica LIFO per la gestione del magazzino;

-        l’azienda ha acquistato all’inizio del periodo 170000 Euro di Materie Dirette;

-        all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 823 Euro;

-        si realizza un fatturato di 200000 Euro per la vendita di 100 x;

-        l’azienda registra nel mese di aprile 2006 costi amministrativi e di vendita pari a 30000 Euro

calcolare:

-        il costo pieno industriale unitario per i prodotti del JobX;

-        il valore delle scorte a magazzino alla fine del periodo di Materie Dirette, WIP e Prodotti Finiti;

-        il Margine Lordo Industriale dell’azienda Alfa alla fine del periodo considerato (MLI) e il Margine Operativo Netto (MON).

Svolgimento

Al fine di rispondere ai tre quesiti formulati nel testo, occorre, innanzitutto, procedere alla chiusura dei centri di servizio: Manutenzione, Controllo Qualità, Centrale Elettrica.

Viene esplicitamente richiesto nel testo di utilizzare il metodo di chiusura dei centri di servizio noto come “metodo sequenziale”. Tale metodo prevede che si proceda individuando, di volta in volta, il centro di servizio con interscambio netto maggiore e che si provveda alla sua chiusura.

Applicazione del metodo sequenziale

I costi localizzati nei centri di servizio sono i seguenti:

Manutenzione: 23000 Euro;

Controllo Qualità: 20000 Euro;

Centrale Elettrica: 24000 Euro.

Gli interscambi netti sono calcolabili nel modo seguente:

Int (Manutenzione) : 30% (23000)+20%(23000)- 20%(20000)-20% (24000)= 2700 Euro;

Int (Controllo Qualità): 20% (20000)- 30% (23000)- 10% (24000)= -5300 Euro;

Int (Centrale Elettrica): 20% (24000)+10% (24000)- 20%(23000)= 2600 Euro.

Il centro di servizio con interscambio netto maggiore è Manutenzione; procediamo, quindi, chiudendo per primo il centro di servizio Manutenzione.

Costo di Manutenzione su P1: 6900 Euro;

Costo di Manutenzione su P2: 4600 Euro;

Costo di Manutenzione su Controllo Qualità: 6900 Euro;

Costo di manutenzione su Centrale Elettrica: 4600.

Chiuso il centro di servizio Manutenzione, i costi localizzati in Controllo Qualità diventano pari a 26900 Euro e quelli localizzati in Centrale Elettrica diventano pari a 28600 Euro.

A questo punto occorre normalizzare le basi di allocazione (le percentuali di ripartizione) relative ai servizi resi da Controllo Qualità e Centrale Elettrica.

Per quanto riguarda Controllo Qualità, indicando con a e b le nuove percentuali di ripartizione su P1 e P2 (Manutenzione è stato chiuso ed eliminato dal processo di ripartizione), occorrerà risolvere il seguente sistema di equazioni:

a+b=1;

a/b=1.

La risoluzione del sistema produce i seguenti risultati:

a = 50%;

b = 50%.

Analogo ragionamento si dovrà ripetere per normalizzare le percentuali di ripartizione relative e Centrale Elettrica su P1, P2 e su Controllo Qualità.

Indicando con c, d, e le nuove percentuali, esse dovranno soddisfare il seguente sistema di equazioni:

c+d+e =1;

c/d =4/3;

c/e =4.

La risoluzione del sistema di equazioni produce i seguenti risultati:

c = 50%;

d =37,5%;

e =12,5%.

 

E’ possibile, a questo punto, ricalcolare gli interscambi netti dei due centri di servizio, al fine di stabilire quale chiudere nella successiva fase del procedimento.

Int (Controllo Qualità)= 0-12,5%(28600)= -3575 Euro;

Int (Centrale Elettrica)= 12,5%(28600)-0= 3575 Euro.

Il centro di servizio da cui partire è quindi Centrale Elettrica.

Costo di Centrale Elettrica su P1= 14300 Euro;

Costo di Centrale Elettrica su P2= 10725 Euro;

Costo di Centrale Elettrica su Controllo Qualità = 3575 Euro.

I costi localizzati in Controllo Qualità diventano pari a 30475 Euro (26900 + 3575); tali costi andranno ripartiti, secondo le percentuali normalizzate, su P1 e P La normalizzazione, in realtà, in questo caso non serve, in quanto Controllo Qualità non presta alcun servizio a Centrale Elettrica e, quindi, la chiusura di Centrale Elettrica non modifica l’assetto delle basi di allocazione di Controllo Qualità.

La chiusura di Controllo Qualità produce i seguenti risultati:

Costo di Controllo Qualità su P1= 15237,5 Euro;

Costo di Controllo Qualità su P2= 15237,5 Euro.

Il ribaltamento dei costi indiretti

Chiusi i centri di servizio bisogna procedere con il ribaltamento sui Job dei costi indiretti localizzati nei centri finali, attraverso un procedimento su basi multiple.

Il testo dell’esercizio indica già le basi da utilizzare per ripartire i costi indiretti provenienti dai centri di servizio.

Per gli altri costi indiretti sceglieremo le basi ritenute da noi più adeguate, considerando le informazioni contenute nel testo dell’esercizio.

Cominciamo il procedimento considerando P1

Costi indiretti di Manutenzione in P1 = 6900 Euro.

Base di allocazione (ore macchina in P1) = 110 h

Coefficiente di allocazione = 6900/110= 62,73 Euro/h

Costi indiretti di Manutenzione su JobX= 62,73*60= 3763,8 Euro

Costi indiretti di Manutenzione su JobY= 62,73*50= 3136,5 Euro

Costi indiretti di Controllo Qualità in P1 = 15237,5 Euro.

Base di allocazione (numerosità lotti in P1) = 500 unità

Coefficiente di allocazione = 15237,5/500= 30,48 Euro/unità

Costi indiretti di Controllo Qualità su JobX= 30,48*200= 6096 Euro

Costi indiretti di Controllo Qualità su JobY= 30,48*300= 9144 Euro

Costi indiretti di Centrale Elettrica in P1 = 14300 Euro.

Base di allocazione (ore macchina in P1) = 110 h

Coefficiente di allocazione = 14300/110= 130 Euro/h

Costi indiretti di Centrale Elettrica su JobX= 130*60= 7800 Euro

Costi indiretti di Centrale Elettrica su JobY= 130*50= 6500 Euro

Costi indiretti di Capo Reparto in P1 = 7000 Euro.

Base di allocazione (costo lavoro diretto in P1) = 22000 Euro

Coefficiente di allocazione = 7000/22000= 0,32

Costi indiretti di Centrale Elettrica su JobX= 0,32*15000= 4800 Euro

Costi indiretti di Centrale Elettrica su JobY= 0,32*7000= 2240 Euro

Costi indiretti di Ammortamenti in P1 = 15000 Euro.

Base di allocazione (ore macchina in P1) = 110 h

Coefficiente di allocazione = 15000/110= 136,36 Euro/h

Costi indiretti di Ammortamenti su JobX= 136,36*60= 8181,6 Euro

Costi indiretti di Ammortamenti su JobY= 136,36*50= 6818 Euro

Costi indiretti di Materiali di Consumo in P1 = 6000 Euro.

Base di allocazione (costo di Materiali Diretti in P1) = 30000 Euro

Coefficiente di allocazione =6000/30000= 0,2

Costi indiretti di Materiali di Consumo su JobX= 0,2*20000= 4000 Euro

Costi indiretti di Materiali di Consumo su JobY= 0,2*10000= 2000 Euro

Ripetiamo lo stesso procedimento per ribaltare i costi indiretti in P

Costi indiretti di Manutenzione in P2 = 4600 Euro.

Base di allocazione (ore macchina in P2) = 150 h

Coefficiente di allocazione = 4600/150= 30,67 Euro/h

Costi indiretti di Manutenzione su JobX= 30,67*70= 2146,9 Euro

Costi indiretti di Manutenzione su JobY= 30,67*80= 2453,6 Euro

Costi indiretti di Controllo Qualità in P2 = 15237,5 Euro.

Base di allocazione (numerosità lotti in P2) = 500 unità

Coefficiente di allocazione = 15237,5/500= 30,48 Euro/unità

Costi indiretti di Controllo Qualità su JobX= 30,48*200= 6096 Euro

Costi indiretti di Controllo Qualità su JobY= 30,48*300= 9144 Euro

Costi indiretti di Centrale Elettrica in P2 = 10725Euro.

Base di allocazione (ore macchina in P2) = 150 h

Coefficiente di allocazione = 10725/150= 71,5 Euro/h

Costi indiretti di Centrale Elettrica su JobX= 71,5*70= 5005 Euro

Costi indiretti di Centrale Elettrica su JobY= 71,5*80= 5720 Euro

Costi indiretti di Capo Reparto in P2 = 9000 Euro.

Base di allocazione (costo lavoro diretto in P2) = 45000 Euro

Coefficiente di allocazione = 9000/45000= 0,2

Costi indiretti di Centrale Elettrica su JobX= 0,2*30000= 6000Euro

Costi indiretti di Centrale Elettrica su JobY= 0,2*15000= 3000 Euro

Costi indiretti di Ammortamenti in P2 = 18000 Euro.

Base di allocazione (ore macchina in P2) = 150 h

Coefficiente di allocazione = 18000/150= 120 Euro/h

Costi indiretti di Ammortamenti su JobX= 120*70= 8400Euro

Costi indiretti di Ammortamenti su JobY= 120*80= 9600 Euro

Costi indiretti di Materiali di Consumo in P2 = 8000 Euro.

Base di allocazione (costo di Materiali Diretti in P2) = 25000 Euro

Coefficiente di allocazione =8000/25000= 0,32

Costi indiretti di Materiali di Consumo su JobX= 0,32*20000= 6400 Euro

Costi indiretti di Materiali di Consumo su JobY= 0,32*5000= 1600 Euro

A questo punto, sommando i costi diretti e indiretti ribaltati sui Job, si ottiene il costo dei Job prima del punto di controllo.

Costo JobX prima del punto di controllo = 20000+20000+15000+30000+3763,8+7800+6096+4800+8181,6+4000+2146,9+6096+5005+6000+8400+6400= 153689,3 Euro

Costo JobY prima del punto di controllo =

10000+5000+7000+15000+3136,5+6500+9144+2240+6818+2000+2453,6+9144+5720+3000+9600+1600=

98356,1 Euro

Analisi difettosità

Per rispondere ai quesiti del testo è necessario effettuare il calcolo dei costi dei Job dopo il punto di controllo qualità.

L’analisi della difettosità produce i seguenti risultati:

dn JobX = 20 unità;

scarto effettivo = 22 unità;

de JobX = 2 unità.

dn JobY = 30 unità;

scarto effettivo JobY = 30 unità;

de JobY = 0.

Il costo pieno industriale unitario dei Job prima del punto di controllo è pari a:

costo pieno industriale unitario JobX prima del punto di controllo =

153689,3 Euro/200 unità = 768,45 Euro/unità;

costo pieno industriale unitario JobY prima del punto di controllo =

98356,1 Euro/300 unità = 327,85 Euro/unità.

Questi costi sono quelli delle unità scartate rispettivamente dal JobX e dal JobY.

Il costo pieno industriale dei due Job, dopo il punto di controllo, si ottiene sottraendo al costo dei Job prima del punto di controllo il costo della difettosità eccezionale e il valore/costo della difettosità normale recuperabile:

Costo pieno industriale JobX dopo il punto di controllo = 153689,3 - (768,45)*(2)- (768,45)*(0,02)*(20) =

151845 Euro;

Costo pieno industriale JobY dopo il punto di controllo = 98356,1 - (327,85)*(0) - (327,85)*(0,02)*(30) =

98159,39 Euro.

E’ possibile, a questo punto, rispondere ai quesiti proposti dall’esercizio.

Quesito 1

Il costo pieno industriale dei prodotti del JobX si ottiene dividendo il costo finale del JobX per il numero di pezzi che lo compongono (sottratte, quindi, le unità di scarto effettivo) :

costo pieno industriale unitario prodotti x: 151845/178= 853,06 Euro/unità.

Quesito 2

Per quel che riguarda le scorte di Materie Dirette, va considerato che la gestione del magazzino avviene secondo una logica LIFO.

All’inizio del periodo vengono acquistate Materie Dirette per un valore pari a 170000 Euro; vengono prelevate dal magazzino Materie Dirette per la lavorazione dei Job pari a 55000 Euro.

Il valore delle scorte a magazzino di Materie Dirette è quindi calcolabile come differenza tra questi due valori:

Scorte Materie Dirette = 170000-55000= 115000 Euro

Per quanto riguarda il Wip, le scorte sono pari al JobY che, alla fine di aprile 2006 non viene completato.

Il valore delle scorte di Wip è quindi uguale al Costo Finale del JobY:

Scorte Wip =   98159,39 Euro.

Infine, per quanto riguarda i Prodotti Finiti, va considerato che la gestione del magazzino avviene secondo una logica LIFO; all’inizio del periodo sono presenti a magazzino 100 prodotti x ad un costo pieno industriale unitario di 823 Euro. Alla fine di aprile 2006 vengono prodotti 178 x ad un costo pieno industriale di 853,06 Euro/unità e si vendono 100 prodotti x. Secondo la logica LIFO rimangono a magazzino 78 x prodotti nel periodo e i 100 x inizialmente presenti a magazzino; quindi, il valore delle scorte è pari a :

Scorte Prodotti Finiti: 78*853,06 + 100*823= 148838,7 Euro.

Quesito 3

Il Margine Lordo Industriale è dato dalla differenza del fatturato del periodo, del costo del venduto e della difettosità eccezionale non recuperabile.

MLI = 200000 – (100)*(853,06) – (853,06)*(0,98)*(2) = 113022 Euro.

Il MON è dato dalla differenza dell’MLI e dei costi di periodo a carattere non industriale (costi amministrativi e di vendita):

MON = 113022 Euro-30000 Euro = 83022 Euro

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