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La comunicazione - tesina




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La comunicazione - TESINA


La comunicazione Diritto: 1.   Art. 21 della Costituzione

“la comunicazione” - tesina


“LA COMUNICAZIONE” TESINA   INTRODUZIONE La

La comunicazione - tesina


La comunicazione Diritto: 1.   Art. 21 della Costituzione



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La comunicazione



Diritto:

1.   Art. 21 della Costituzione Italiana: libertà di pensiero attraverso qualsiasi mezzo.

«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.»

(Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)

Questo articolo della Costituzione italiana costituisce uno dei principi portati della tradizione degli stati liberal-democratici.

Dall’interpretazione dell’articolo si evince che è riferito a tutti i soggetti del diritto, cittadini e non cittadini dello stato italiano.

Questa norma costituzionale prevede che nessuno stato professi una verità ufficiale, quindi consente una libera circolazione delle opinioni di qualsiasi genere e contenuto. La conseguenza è rappresentata dal confronto e dalla discussione, elemento vitale per la società.

Questa situazione ha potuto consentire l’affermarsi del principio del pluralismo ideologico, cioè l’accettazione della molteplicità di idee diverse, e in alcuni casi discordanti.

Questo principio, di fondamentale importanza nelle società moderne, non è accettato in tutte le nazioni del mondo, anzi nei regimi totalitari è ancora in azione la repressione del dissenso, cioè l’azione di forza che mira a dominare le persone che sono contrarie o non accettano delle idee, in quanto considerato destabilizzante per lo stato. Per evitare questo vengono utilizzate anche dei sistemi violenti, come per esempio le torture, che ancora oggi sono molto diffuse, anche se vengono condannate da Organizzazioni come le Nazioni Unite o la Convenzione Europea per i Diritti Umani.

La libertà di manifestazione del pensiero non è illimitata, infatti la Costituzione vieta le pubblicazioni e tutte le manifestazioni contrarie al buon costume, cioè la sensibilità riguardo la sfera sessuale. Nonostante sia un argomento piuttosto chiaro, il criterio di applicazione non lo è allo stesso modo, infatti tocca al giudice valutare se l’oggetto in questione è da considerarsi contro il buon costume. Questo è il principale limite imposto dalla Legge.

Altri limiti imposti dalla Costituzione, ma non esplicitamente espressi riguardo questa libertà, esamina i diritti fondamentali della persona, che non possono essere lesi dalla manifestazione del pensiero. Questi sono identificati dal Codice Penale come reati d’opinione, che sono espressioni offensive:

·       Rivolte ai singoli (reati di ingiuria, diffamazione e calunnia).

·       Rivolte nei confronti delle istituzioni (reati di vilipendio).

·       Rivelazione di notizie che devono rimanere segrete per la sicurezza dello stato (segreto di stato) o per lo svolgimento delle indagini giudiziarie (segreto istruttorio).

·       Incitamento a commentare reati (istigazione a delinquere).

Dalla lettura dell’ultimo comma dell’articolo 21 è espressamente contemplato l’unico limite esplicito alla libera manifestazione del pensiero: il buon costume. Spetta alla

legge il compito di prevenire e reprimere le sue violazioni. Durante il periodo fascista erano presenti molte forme di censura e repressione per tutti i mezzi di comunicazione. Da ciò scaturì l’esigenza dei Costituenti di predisporre garanzie per il futuro ordinamento, ragionando sulle vicende del recente passato stabilendo nell’articolo 21 solo disposizioni riguardanti la stampa. L’art. 21 stabilisce che la stampa non può essere sottoposta ad autorizzazioni o censure ma unicamente ad interventi repressivi dopo la loro pubblicazione. Soltanto dopo la loro diffusione le pubblicazioni possono essere messe sotto sequestro, su ordine del giudice, (riserva giurisdizionale) e nei casi stabiliti dalla legge (riserva di legge), quindi quando si verifica un reato d’opinione oppure quando si tratta di “stampa clandestina”.

La minaccia alla libertà di stampa è data dalla concentrazione delle pubblicazioni ad alta diffusione, come i quotidiani. Per questo la Costituzione prevede un correttivo, il pluralismo delle stampe, cioè che nessun gruppo editoriale  possa assumere un numero di giornali che superi il 30% della tiratura nazionale. Questo fenomeno è curato da un’autorità indipendente, l’Autorità di garanzia per le comunicazioni.

A differenza della stampa, gli spettacoli cinematografici, invece, possono subire interventi preventivi o censori.

Oggi infatti sono predisposti dei commissari ministeriali che svolgono il compito di valutazione dei film, e possono apportare tagli oppure imporre divieto di visione ai minori. Per gli spettacoli teatrali, la censura fu bandita nel 1962.

Uno dei primi strumenti di comunicazione di massa fu la radio, e apparteneva esclusivamente alla RAI, un impresa pubblica a partecipazione statale. Questo regime di monopolio pubblico pareva in contrasto con l’art. 21, la corte costituzionale, inizialmente, dichiarò che la situazione era legittima, ma nel 1976 cambiò parere, valutando la situazione illegittima, e accettando la presenza di emittenti private, che si estese anche alla trasmissioni televisive, che portò alla fondazione dell’emittente privata Mediaste.

Per quanto riguarda la censura applicata alla libertà d’espressione in televisione, troviamo unicamente la possibilità di adottare misure “repressive”. La disciplina del sistema radiotelevisivo, a tutela degli utenti, garantisce la trasmissione di apposita rettifica, quando l'interessato si ritenga leso nei suoi interessi morali o materiali da trasmissioni o notizie contrarie a verità , purché tale rettifica non abbia contenuto che possa dare luogo a responsabilità penali o civili e non sia contraria al buon costume”.

Dal momento in cui parliamo di buon costume a proposito della libera manifestazione del pensiero nei mass media, definiamo anche il concetto di censura dove è il controllo, per lo più esercitato dai pubblici poteri, sulle pubblicazioni, sulla corrispondenza, sulle notizie, sulle opinioni, sulle espressioni del pensiero, sugli spettacoli (teatrali, cinematografici, televisivi) e su altre manifestazioni, diretto a impedire o limitare la diffusione di quanto venga ritenuto contrario all’interesse generale della collettività. La censura sugli spettacoli costituisce uno dei provvedimenti che l’art. 21 Cost. prevede al fine di prevenire le violazioni del buoncostume da parte di manifestazioni di pensiero diverse dalla stampa. L’art. 21, come già detto, pone il divieto assoluto di tutte le manifestazioni di pensiero contrarie al buon costume. E’obbligo del legislatore intervenire per prevenire e reprimere le violazioni, con piena discrezionalità nella

scelta dei provvedimenti adeguati allo scopo.

Nell'ultimo decennio del XX secolo l'avvento del world wide web ha segnato l'inizio di un'era in cui ogni individuo ha la possibilità di esporre il suo pensiero con una scala paragonabile a quella dei mass media. Per la prima volta chiunque abbia un sito web può indirizzare un pubblico globale, sebbene il costo associato ad alti livelli di traffico sia ancora alto.

Sebbene sia resa disponibile una gran quantità di informazioni, immagini e commenti, spesso è difficile determinare l'autenticità e l'affidabilità dell'informazione contenuta nelle pagine web. Alcuni sostengono però che internet rispecchi la contraddittorietà del mondo reale e che l'apparente maggiore affidabilità dell'informazione televisiva abbia dovuto al ristretto numero di canali informativi ed alla tendenza ad omologare l'informazione tradizionale su modelli comuni.

Internet, la rete di collegamento tra computer, consente la diffusione di notizie e informazioni in pochi minuti in tutto il globo, sostituendo spesso, grazie alla sua relativa economicità e facilità d'uso, i mezzi di comunicazione tradizionali (posta, telefono, fax).

Questo rapido sviluppo di comunicazione istantanea e decentrata porterà probabilmente a cambiamenti indicativi nella struttura dei mass media e nel loro rapporto con la società.

Storia:

2. Le leggi fascistissime.

Il punto di partenza per la trasformazione dell’organizzazione dello Stato liberale furono le leggi emanate a cavallo del 1925 e del 1926, dette “fascistissime”, in quanto consentirono a Mussolini di consolidare il regime fascista, trasformando l’Italia in un regno totalitario.

Le leggi eccezionali, dette anche 'leggi fascistissime', sancirono la soppressione della libertà di stampa, di parola e di pensiero, e lo scioglimento dei partiti politici e dei sindacati non fascisti. Fu approvata, inoltre, una nuova legge elettorale che prevedeva una lista unica governativa e furono sostituiti i sindaci con podestà di nomina regia. Fu introdotta la pena di morte e contro gli oppositori venne istituito il Tribunale speciale per la difesa dello stato, incaricato di reprimere qualsiasi forma di dissenso. La legislazione antiliberale ebbe come conseguenza un massiccio esodo di antifascisti all’estero e la carcerazione o il confino per migliaia di oppositori politici

La prima legge emanata aumentava i compiti del Capo del governo. Mussolini non era più responsabile di fronte al Parlamento, ma al re, che poteva nominare e revocare la carica di Capo del Governo, il quale era responsabile dell’indirizzo politico del Governo solo verso il re. Quindi il Parlamento era privato di ogni potere di discussione  delle leggi, senza un’autorizzazione da parte del Governo. Svolgeva solo un ruolo di pura rappresentanza. In conclusione il Governo assunse la facoltà di esercitare il potere esecutivo di emanare norme giuridiche.

La legge successiva, riguardava la stampa. Con questa legge dichiarava che tutti i giornali diretti, scritti, stampati erano sottoposti a censura, perché considerati illegali, tranne quelli che avevano un responsabile accettato dal prefetto, quindi dal governo. L’istigazione attraverso le notizie false, esagerate o tendenziose sulla situazione interna dello stato comportava una reclusione e la perdita della cittadinanza italiana. Fu introdotto l’obbligo a tutti i corpi collettivi operanti italiani di presentare gli statuti, gli atti costitutivi e i regolamenti interni alle autorità di pubblica sicurezza. In caso in cui questo non era eseguito il prefetto, quindi il governo, procedeva con lo scioglimento del corpo e con sanzioni detentive e pecuniarie. Non erano più ammessi sindacati come la CGL perché di sinistra e la CIL perché cattolica, e a tutti i sindacati fu proibito lo sciopero ed erano sottoposte al controllo della polizia. I funzionari pubblici erano obbligati a prestare fedeltà al regime, altrimenti erano allontanati dal loro lavoro. Queste leggi eccezionali, furono completate nel 1928 con una modifica della legge elettorale che prevedeva un unico partito: il Partito Fascista, caratterizzato da un'unica lista unica di 400 candidati scelti dal Grand Consiglio del Fascismo, presieduto da Mussolini in quanto capo del Governo, da sottoporre agli elettori per l’approvazione (elezioni plebiscitarie). Le leggi fascistissime, istituivano il confino di polizia per gli antifascisti, decretata senza un processo penale. L’istituzione di un Tribunale speciale per la difesa dello stato, che reprimeva il dissenso politico, perseguiva gli oppositori al regime. Aveva competenze riguardo i reati contro la sicurezza dello stato, per cui era prevista anche la pena di morte. Istituì anche l’OVRA, gruppo di polizia segreto che aveva lo scopo di impedire il dissenso e l’opposizione al regime. Nel 1929 Mussolini firmò con il Vaticano i Patti Lateranensi, con i quali il Regno d’Italia e Vaticano si riconoscevano reciprocamente e risolvevano la questione romana con una convenzione finanziaria versata dallo stato italiano alla Santa Sede, per risarcire le perdite di territori  nel 1870. Questo concordato prevedeva un obbligo di insegnamento della dottrina cattolica della scuola e la validità civile per il matrimonio religioso, e consentì al partito fascista di ottenere i voti dei cattolici e fu favorito anche nei rapporti internazionali.

Italiano:

3.Eugenio Montale, l’antifascista.

Eugenio Montale, poeta e critico letterario italiano, premio Nobel per la letteratura nel 1975.

Sviluppa il suo approccio alla letteratura, e la passione alle materie letterate da autodidatta. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale, come volontario, dove conobbe Solmi, che gli fece incontrare molti artisti del tempo, e gli diede la possibilità di pubblicare le sue prime opere nel suo giornale, il “primo tempo”. Si trasferisce a Firenze, dove è nominato direttore del Gabinetto di Viesseux, un notevole centro culturale e intellettuale. Ma questo suo incarico non fu duraturo. Lui non accettò di prendere la tessera del Partito fascista, e per questo fu costretto a dimettersi dal suo ruolo.

Questo evidenzia il suo rapporto complesso con la realtà del suo tempo. Si considera distante dal potere politico e dai regimi per scelta dichiarata, per denuncia e per amara rinuncia, non accettò, e non fu accettato, dal regime fascista. Questo viene anche sottolineato in una intervista radiofonica a Montale in cui lui dice: “Io non sono fascista e non elogio il fascismo, l’argomento della mia poesia è la condizione umana. Io non nego il fascismo e gli avvenimenti bellici avvenuti negli ultimi anni, anzi li accuso di essere la causa del mio malessere e della mia infelicità”.

La sua poetica, dovuta a questa situazione, è basata sul “male di vivere”, derivata dalla crisi dei principi del positivismo, il poeta vive sempre con frustrazione e angoscia l’incapacità di aderire alla realtà. Non essendoci il supporto della fede, il poeta considera come reazione alla sua situazione solo la divina indifferenza, cioè la capacità dell’uomo di porsi in modo oggettivo di fronte agli stati d’animo angosciosi e frustranti, cercando un varco di uscita che gli permetta di superare il suo dolore.

Un altro elemento della sua poetica è il correlativo oggettivo, ripreso dal simbolista Thomas Eliot. Si parla di “correlativo oggettivo” in quanto anche gli oggetti, le idee, le emozioni e le sensazioni più indefinite risultano correlate in oggetti ben definiti e concreti. Montale cerca una soluzione simbolica in cui la realtà dell'esperienza è assunta a testimonianza di vita.

La poesia assume dunque il valore di testimonianza e un preciso significato morale.

Spesso il male di vivere ho incontrato

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgoglia,

era l’incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigo

Che schiude la Divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

Questa lirica si può considerare come il manifesto della sua poetica: il manifesto del male di vivere. La poesia fa parte della raccolta di OSSI DI SEPPIA .

Un libro di gioventù strutturato sullo stile del canzoniere lirico, caratterizzata dal paesaggio della Liguria, terra aspra, brulla, arida, tutte immagini che infondono dolore e fatica. È caratterizzato dalla presenza di un linguaggio secco, basato sul recupero della tradizione classica.

 Il poeta con questa lirica esprime la propria negativa visione della vita : essa scaturisce dall'incontro con li male di vivere che nella prima strofa prende forma attraverso le tre immagini del 'rivo' , della 'foglia' e del 'cavallo' :Montale descrive in pochi versi il disagio esistenziale, il pessimismo radicato dovuto alla consapevolezza che il dolore, il male appunto,si scaglia sugli esseri viventi e sulle cose senza risparmiare nessuno. L'unica via di scampo va ricercata nella divina Indifferenza (espressa pure con tre immagini simboliche: la statua, la nuvola, e il falco); è grazie all'indifferenza che l'individuo può assumere un atteggiamento d’insensibile immobilità, di lontananza che cancella la coscienza del dolore.

L'abilità nell'inventare dei simboli ricorrendo a figure realistiche si traduce in versi per mezzo della tecnica del correlativo oggettivo, elemento della fondamentale nella sua poetica. Il realismo, il simbolismo, la razionalità e l’irrazionalità si fondono perfettamente. Egli esprime il male di vivere attraverso gli oggetti: il rivo strozzato, la foglia riarsa, il cavallo stramazzato. Questi costituiscono il dolore che colpisce tutto e tutti, rappresentati dal loro sofferente dinamismo. A loro si contrappongono immagini che lasciano intravedere una via d'uscita dal male in direzione del bene: si tratta d’oggetti staccati da terra, dotati d'imperturbabilità che l'uomo difficilmente raggiunge. La statua, la nuvola e il falco rappresentano i modi diversi dell'indifferenza, l'assenza d’ogni sentimento sia di gioia sia di dolore: l'impassibilità, la leggerezza e la lontananza. Queste immagini benefiche sono, invece, figure immobili perché il bene lo si trova solo in assenza di passioni e di movimento.

Anche le scelte linguistiche e retoriche pongono l’accento la radicale opposizione delle due quartine: nella prima sono presenti parole dal suono aspro (strozzato, gorgoglia, incartocciarsi, stramazzato), rilevate dalla presenza di un'anafora (era) e di un enjambement (foglia/ riarsa) che isola un aggettivo di rilevanza; nella seconda c'è una struttura discorsiva abbastanza simile che si conclude con un effetto di maggiore musicalità grazie alla ripetizione della congiunzione 'e' che lega le tre immagini affidate a parole più dolci e fluide.

Nella prima strofa è anche presente l’uso della prima persona singolare per sottolineare che il poeta ha subito il male di vivere, che poi viene trasferito sulla natura.

Economia Aziendale:

4.Bilancio, elemento informativo dell’impresa

Il bilancio d'esercizio di una società è uno strumento di informazione economica, finanziaria e patrimoniale, redatta annualmente dagli amministratori alla fine dell’esercizio, con lo scopo di presentare un documento veritiero e corretto che rappresenta la situazione della società e il risultato economico derivante dalla gestione.

In particolare: l’aspetto patrimoniale è rappresentato dalla stato patrimoniale, mentre l’aspetto reddituale dalla conto economico.

Il bilancio d’esercizio è caratterizzato da due basilari funzioni:

·       Funzione conoscitiva: offre informazioni sull’andamento economico della gestione e sugli elementi che compongono il patrimonio di funzionamento;

·       Funzione di controllo: rappresenta lo strumento attraverso il quale si può effettuare un controllo sull’operato degli amministratori.

I soggetti utilizzatori del bilancio d’esercizio sono:

  • I soggetti interni: i soggetti che hanno interessi diretti all’andamento dell’impresa che valutano il grado di redditività degli investimenti;
  • I soggetti esterni: i soggetti a cui servono delle informazioni per effettuare investimenti, o per valutare se concedere prestiti oppure a chi interessa sapere se l’impresa è solvibile.

I principi di redazione del bilancio sono contenuti negli articoli 2423, che enuncia il principio di correttezza e veridicità, e 2423 bis del Codice Civile, e sono:



  • Principio della continuità dell’attività aziendale: l’azienda deve essere considerata come un sistema duraturo nel tempo.
  • Principio di prudenza: la valutazione dei componenti del reddito e del patrimonio deve esser fatta con prudenza e con i criteri propri di una impresa in funzionamento; è obbligatorio indicare esclusivamente gli utili e le perdite realizzati alla fine dell’esercizio.
  • Principio di continuità: i componenti di patrimonio e di reddito devono essere valutati nella prospettiva della continuità dell’attività aziendale.
  • Principio di competenza: si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell’esercizio indipendentemente dalla data dell’incasso e del pagamento.
  • Principio di costanza: una volta applicato un criterio di valutazione, questo deve essere mantenuto in ogni esercizio, sia per consentire il confronto tra i dati di bilancio tra gli anni, sia per evitare variazioni a proprio piacimento che possano portare ad una valutazione non veritiera e corretta.
  • Principio della valutazione separata:i valori diversi devono essere valutati separatamente. Bisogna rispettare i criteri di valutazione e unire solo i valori  della stessa voce valutati con lo stesso criterio.

La normativa stabilisce dei vincoli rispetto la struttura, al contenuto e alle modalità di stesura del bilancio,che si compone di tre parti inseparabili tra loro:

  • Stato Patrimoniale (art. 2424)
  • Conto Economico (art. 2425)
  • Nota integrativa (art. 2427)

STATO PATRIMONIALE

Lo Stato Patrimoniale è il documento che definisce la situazione patrimoniale e finanziaria di una società in un determinato momento.

Viene redatto seguendo la forma contabile a sezioni contrapposte, attivo e passivo.

Nella sezione dare, nelle attivo, vengono inserite le voci relative alla destinazione delle risorse finanziarie. Sono: IMMOBILIZZAZIONI, immateriali, materiali e finanziarie, e l’ATTIVO CIRCOLANTE, rimanenze, crediti, attività finanziarie e disponibilità liquide. Infine ci sono i RATEI E I RISCONTI.

Nella sezione avere, nelle passivo, vengono inserite le voci relative al reperimento dei finanziamenti, necessario all’attività, cioè le fonti. Sono: il capitale proprio rappresentato dal PATRIMONIO NETTO, e il capitale di terzi, FONDI RISCHI E ONERI, DEBITI PER TFRL, DEBITI (sia a breve che a lungo termine) e i RATEI E I RISCONTI. Lo stato patrimoniale dovrà sempre risultare in pareggio.

ATTIVITO

N+1

N

PASSIVITO

N+1

N

A)   CREDITI VERSO SOCI

Indicano i crediti verso i soci per la parte di capitale sociale non ancora versato.

A)   PATRIMONIO NETTO

-       Capitale sociale;

-       Riserve;

-       Utili (perdite) a nuovo;

-       Utili (perdite) d’esercizio;

B)    ATTIVO IMMOBILIZZATO

       I.     Immateriali;

     II.     Materiali;

   III.     Finanziarie;

 B) FONDI RISCHIE  ONERI

C)   ATTIVO CIRCOLANTE

       I.     Rimanenze

     II.     Crediti

   III.     Attività finanziarie

  IV.     Disponibilità liquide

 C)TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

     LAVORO SUBORDINATO

D)   RATEI E RISCONTI, con separata

Indicazione del disaggio su prestiti

D)   DEBITI, con separata

     indicazione per ciascuna

          voce, degli importi

          esigibili entro l’esercizio

          successivo

E)    RATEI E RISCONTI,

on separata indicazione del disaggio su prestiti

TOTALE ATTIVO

TOTALE PASSIVO




CONTO ECONOMICO

Il Conto Economico è il documento di bilancio che, contrapponendo i costi ed i ricavi di competenza del periodo amministrativo, illustra il risultato economico della gestione del periodo considerato; misurando, in questo modo, l'incremento o il decremento che il capitale netto aziendale ha subito per effetto della gestione. Si redige in forma scalare (sezione unica) con lo scopo di evidenziare alcuni risultati intermedi:

  • la differenza tra valore della produzione e il costo della produzione, che corrisponde ai risultati della gestione caratteristica e della gestione accessoria;
  • il risultato prima delle imposte.

Sia i il C.E. che lo S.P. devono essere redatti a stati comparati, accostando ad ogni voce l’importo dell’esercizio e l’importo dell’esercizio precedente.

A.    VALORE DELLA PRODUZIONE

1.     Ricavi delle vendite e delle prestazioni

2.     Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti

3.     Variazione dei lavori in corso su ordinazione

4.     Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni

5.     Altri ricavi e proventi

TOTALE (A) valore della produzione

B.    COSTI DELLA PRODUZIONE

1.     Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

2.     Per servizi

3.     Per godimento di beni di terzi

4.     Per il personale

1.     salari e stipendi

2.     oneri sociali

3.     trattamento di fine rapporto

4.     trattamento di quiescenza e simili

5.     altri costi

5.     Ammortamenti e svalutazioni

1.     ammortamento delle immobilizzazioni immateriali

2.     ammortamento delle immobilizzazioni materiali

3.     altre svalutazioni delle immobilizzazioni

4.     svalutazioni dei crediti compresi nell'attivo circolante

6.     Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci

7.     Accantonamenti per rischi

8.     Altri accantonamenti

9.     Oneri diversi di gestione

TOTALE (B) Costi della produzione

DIFFERENZA TRA VALORI E COSTI DELLA PRODUZIONE (A-B)

C.    PROVENTI E ONERI FINANZIARI

1.     proventi da pertecipazioni, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti

2.     altri proventi finanziari

1.     da crediti iscritti nelle immobilizzazioni

2.     da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni

3.     da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

4.     proventi diversi dai precedenti, con separata indicazione di quelli da imprese controllate e collegate e di quelli da controllanti.

3.     interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti.

4.     utili e perdite su cambi

TOTALE (C) Proventi e oneri fiscali

D.    RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE

1.     Rivalutazioni

1.     di partecipazioni

2.     di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni

3.     di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

2.     Svalutazioni

1.     di partecipazioni

2.     di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni

3.     di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni

TOTALE (D) Rettifiche di valore di attività finanziarie

E.     PROVENTI E ONERI STRAORDINARI

1.     Proventi, con separata indicazione delle plusvalenze da alienazioni

2.     Oneri, con separata indicazione delle minusvalenze da alienazioni e delle imposte relative a esercizi precedenti

TOTALE (E) Partite Straordinarie

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+C+D+E)

3.     Imposte sul reddito di esercizio

4.     Risultato dell'esercizio

5.     Rettifiche di valore operate esclusivamente in applicazione di norme tributarie

6.     Accantonamenti operati esclusivamente in applicazione di norme tributarie

UTILE (PERDITA) DELL'ESERCIZIO

NOTA INTEGRATIVA

La nota integrativa è un documento che illustra le decisioni prese dagli amministratori dell’impresa nel redigere il bilancio, in modo da favorirne la leggibilità, spiegando dettagliatamente le voci inserite nello S.P. e nel C.E.

La nota integrativa svolge quindi:

  • Funzione descrittiva di voci iscritte nei documenti contabili del bilancio,
  • Funzione esplicativa delle decisioni assunte in sede di valutazioni,
  • Funzione informativa ed integrativa per quei dati che per la loro natura qualitativa ed extracontabile non fanno parte ne dell’ S.P. ne del C.E.

Scienza delle finanze:

5.Il bilancio dello stato.

Il bilancio dello stato è un documento giuridico contabile, ha forma di legge e contiene un elenco di tutte le entrate e di tutte le spese dello Stato, relative ad un certo periodo, denominato anno finanziario, che va dal 1/1 al 31/12.

La sua funzione primaria, oltre il controllo dell'andamento delle entrate e delle spese, per verificarne gli effetti sull'economia, è il controllo dell’attività del Governo da parte del Parlamento.

Il suo compito è quello di determinare le risorse necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati nel bilancio preventivo, e di determinare e documentare le spese effettuate e le entrate avvenute.

La funzione generale è quella di rappresentare in cifre il piano del Governo.

Le altre funzioni principali sono:

1.     Funzione giuridica: il bilancio ha forma di legge e vincola le parti ai suoi contenuti.

2.     Funzione contabile: consente di porre le basi per una gestione futura, in quanto da un quadro organico della situazione economica e finanziaria dello stato.

3.     Funzione politica: poiché consente agli elettori di conoscere le scelte degli organi politici dello stato, consente la valutazione della corrispondenza delle scelte effettuate rispetto la volontà popolare.

4.     Funzione economica: permette di individuare gli interventi, l’oggetto e l’importo corrispondente.

Il bilancio deve essere redatto rispettando i requisiti essenziali che sono denominati principi. Sono:

·       Annualità: il bilancio deve essere approvato ogni anno dalle camere. Questo rappresenta una garanzia di controllo sul lavoro del Governo da parte del Parlamento.

·       Universalità: il bilancio deve contenere tutte le entrate e le uscite dello Stato in modo che non sfuggano al parlamento.

·       Unità: tutte le entrate e le uscite devono affluire e defluire da un unico fondo.

·       Integrità: le entrate e le spese devono essere iscritte per intero senza operare nessuna detrazione.

·       Chiarezza: richiede l’elencazione dettagliata di tutte le entrate e di tutte le spese per poterne individuare i contenuti.

·       Specificazione: le voci devono essere specificate e tenute distinte con la massima precisione per renderlo più chiaro al Governo e al Parlamento.

·       Veridicità: il bilancio deve rappresentare la reale contraddizione della Pubblica Amministrazione, evitando di sopravvalutare o sottovalutare le spese o le entrate.

·       Pubblicità: il bilancio, approvato dal Parlamento deve essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per dare a ognuno la possibilità di controllare l’operato del Governo.



·       Bilancio in pareggio: si deve verificare il pareggio tra entrate e spese, evitando disavanzi e debiti pubblici.

Il bilancio dello stato può essere di diverso tipo, di diverse classificazioni, secondo al periodo cui si riferisce, può essere preventivo o consuntivo. Oppure può essere, secondo il contenuto può essere di competenza, cioè deve indicare tutte le entrate che si ha diritto a riscuotere e le spese che si è impegnati ad effettuare nel periodo di riferimento. Mentre di cassa significa che indica le entrate effettivamente riscosse e le spese effettivamente sostenute nell’esercizio finanziario di riferimento. Bisogna sempre ricordare la presenza di entrate accertate o riscosse ma non ancora versate danno origine ai residui attivi, cioè entrate che lo Stato deve ancora percepire, mentre le spese liquidate o ordinate, ma non ancora pagate danno origine ai residui passivi, cioè somme che lo Stato deve ancora versare concretamente.

Esistono anche altri e diversi tipi di bilancio.

  1. Bilancio di previsione, o bilancio preventivo. È un bilancio che si riferisce al periodo finanziario successivo a quello in cui è redatto e indica l’elenco delle entrate e delle spese che lo stato avrà diritto di realizzare l’anno successivo.

È redatto attraverso la Ragioneria Generale, dal Ministro dell’economia.

Prevede uno stato di previsione delle entrate, uno stato di previsione della spesa pubblica per ogni Ministero e per la Presidenza del Consiglio. Infine richiede un quadro riassuntivo generale, che saranno votati secondo questo ordine dal Parlamento.

  1. Bilancio consuntivo, espone i risultati della gestione relativa all’esercizio finanziario che si è appena concluso. È formato da due parti:

-       Il conto del bilancio, che indica i risultati della gestione finanziaria dell’anno di riferimento.

-       Il conto del patrimonio, che evidenzia la situazione patrimoniale dello Stato.

Questo bilancio è approvato dalla Ragioneria Generale dello Stato, che esercita un controllo interno preventivo di legittimità sugli atti di entrata e di uscita effettuati dai vari ministeri.

E’ poi sottoposto ad un controllo esterno effettuato dalla Corte dei Conti, che controlla la legittimità sulle spese, infine è inviato al Parlamento che esegue un controllo politico generale, attraverso l’attuazione del Rendiconto.

  1. Bilancio pluriennale, è approvato dal Parlamento in base alla proposta di legge presentata dal Governo. È redatto per competenze e copre un periodo di 3 anni e rappresenta uno strumento di analisi programmatica dell’attività finanziaria dello Stato, quindi è basato su stime e non su valori consunti. Non può contenere l’autorizzazione a provvedere alla riscossione delle entrate e al pagamento delle spese previste. È aggiornato anno per anno, valutando le differenze che si verificano.

Espone separatamente:

    • Previsione futura della finanza pubblica in base alla legislazione vigente nel periodo in cui è redatto.
    • Previsioni future delle entrate e delle spese tenendo conto dei correttivi legislativi che si effettueranno per realizzare gli interventi previsti nel DPEF (Documento di Programmazione Economico-Finanziario, un documento che delinea gli obiettivi politici che il Governo intende perseguire nell’ambito del periodo preso in considerazione dal bilancio pluriennale).

Una volta che il bilancio è stato controllato dalla Corte dei conti, è inviato al Ministro dell’Economia e delle Finanze che lo presenta il Parlamento entro il 30 giugno con uno specifico disegno di legge. A questo punto subisce un profondo controllo da parte del Parlamento per valutare se sia seguito l’obiettivo politico programmato dal Governo.

Il Parlamento è chiamato ad approvare sia il rendiconto generale sia il bilancio di previsione.

Informatica:

6.Internet, i suoi servizi, in particolare l’ E-commerce

Internet è percepita come la più grande rete telematica mondiale, e collega alcune centinaia di milioni di elaboratori per suo mezzo interconnessi. In realtà è nata nelle intenzioni dei suoi inventori come 'la' rete delle reti. Nell'arco di alcuni decenni è oggi divenuta la rete globale. Nata negli anni sessanta come progetto del Dipartimento della difesa statunitense per lo sviluppo di una rete telematica decentrata, alla fine della guerra fredda, è stata messa a disposizione di impieghi civili all'inizio degli anni novanta, collegando dapprima i principali centri universitari e raggiungendo poi, in modo ampio, l'utenza casalinga.I collegamenti a Internet vengono realizzati secondo standard e protocolli internazionali, sviluppati a partire dagli anni Settanta dalla DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency) e denominati TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol). Vengono effettuati mediante un processo di registrazione di reti che si avvale di fornitori pubblici dei servizi di accesso a Internet (provider).

Ogni singola rete inserita in Internet, denominata 'ospite Internet' (in inglese, host), è dotata di un indirizzo identificativo di Protocollo Internet (IP) composto da quattro numeri (ad esempio, 198.105.232.1), che individua quel determinato sistema di computer per il resto del mondo. A ogni indirizzo, per comodità mnemonica e maggiore chiarezza, è anche associato un identificativo di settore o di stato, corrispondente a domini di diverso livello e gestiti da un sistema chiamato DNS: il nome 'microsoft.com', ad esempio, è quello del settore assegnato alla Microsoft Corporation, dove il suffisso 'com' identifica un'organizzazione commerciale.

Le reti Internet sfruttano tutti i mezzi di trasmissione elettronica disponibili: fibre ottiche, linee in rame per telefoni, canali radio o a microonde e reti satellitari per telecomunicazioni. Tutti i computer e di sistemi operativi possono collegarsi a Internet, la cui gestione avviene in modo tale che gli utenti si 'autoinformino' delle reciproche capacità operative.

STORIA DI INTERNET:

·       ARPANET: costruita nel 1969, prevedeva il collegamento di quattro nodi, Los Angeles, Stanford, Santa Barbara, e Utah. L'ampiezza di banda era di 50 Kbps. Negli incontri per definire le caratteristiche della rete, vennero introdotti i fondamentali Request for Comments, tutt'ora i documenti fondamentali per tutto ciò che riguarda i protocolli informatici della rete. I primi nodi si basavano su un'architettura client/server, e non supportavano quindi connessioni dirette. La posta elettronica, servizio importante offerto da internet, fu inserito nel 1971.

·       Nel 1991 presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), un sistema che permette una lettura ipertestuale, non-sequenziale dei documenti, saltando da un punto all'altro mediante l'utilizzo di rimandi. Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, venne realizzato nel 1993. Esso rivoluzionò profondamente il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete. Nacque così il World Wide Web. Nel World Wide Web (WWW), le risorse disponibili sono organizzate secondo un sistema di librerie, o pagine, a cui si può accedere utilizzando appositi programmi detti browser con cui è possibile navigare visualizzando file, testi, ipertesti, suoni, immagini, animazioni, filmati. La facilità d'utilizzo connessa con l'HTTP e i browser, hanno aperto l'uso di Internet ad una massa di milioni di persone, anche al di fuori dell'ambito strettamente informatico, con una crescita in progressione esponenziale.

Internet offre molteplici servizi, i più importanti sono:

1.     Conferenze in rete (NewsGroup): 'Forum' di discussione elettronica fra persone che condividono comuni interessi o curiosità, aree di discussione pubblica che ricordano, come meccanismo di funzionamento, le bacheche di una università. I newsgroup su Internet sono fondamentalmente bacheche elettroniche, dedicate ciascuna a uno specifico argomento. Gli argomenti discussi sono i più vari e i newsgroup esistenti sono moltissimi.

2.     Chat testuali: sistema che permette agli utenti connessi in rete di sostenere conversazioni virtuali con altri utenti, attraverso lo scambio di messaggi scritti, mediante l'utilizzo di un computer. La conversazione che si instaura può essere pubblica: in questo caso i messaggi dei partecipanti a una sessione di chat possono essere letti da tutti gli utenti connessi. È anche possibile, però, creare conversazioni cui può partecipare solo un numero limitato di persone.

3.     Ftp: set di convenzioni che consentono un facile trasferimento di file tra computer ospiti. Rappresenta tuttora il servizio di Internet più usato, per la distribuzione del software.

4.     Telefonare con la rete, VOIP (Voice Over IP): la telefonia via Internet viene utilizzata da una fascia di utenti relativamente ristretta. Ma in futuro la sfida della telefonia digitale via rete al mercato telefonico tradizionale si farà sentire - e tenderà probabilmente a provocare sensibili riduzioni nelle tariffe telefoniche internazionali.

5.     E-mail: permette di trasmettere messaggi via computer in tempi brevissimi a uno o più destinatari contemporaneamente. Il sistema è strutturato secondo lo schema 'client/server'. Un'client program'permette all'utente di accedere al server dove risiede la sua posta e di scaricarla sul proprio computer; il client, inoltre, permette di leggere, rispondere, comporre, inoltrare e inviare i messaggi. Gli indirizzi e-mail di Internet hanno solitamente una forma del tipo 'ciao@libero.com', dove 'ciao' è il nome di identificazione (user id) di un utente del sistema di computer individuato nel nome del dominio, libero.com', dove si identifica inoltre il settore a cui appartiene l'utilizzatore. La posta elettronica può essere usata anche per costituire gruppi di collaborazione con l'uso di speciali gruppi di user, detti 'riflettori' o 'exploders', che ridistribuiscono automaticamente la posta spedita a quel indirizzo.

6.     Commercio Elettronico o E-commerce.

Il commercio elettronico o e-commerce consiste nella compravendita, nel marketing e nella fornitura di prodotti o servizi attraverso computer collegati in rete. Nell'industria delle telecomunicazioni si può intendere anche come l'insieme delle applicazioni dedicate alle transazioni commerciali. Il significato del termine 'commercio elettronico' è mutato col passare del tempo. All'inizio indicava il supporto alle transazioni commerciali in forma elettronica per inviare documenti commerciali come ordini d'acquisto o fatture in formato elettronico. In seguito vennero aggiunte delle funzioni che possono venire denominate in modo più accurato come 'e-commerce' l'acquisto di beni e servizi attraverso il World Wide Web ricorrendo a server sicuri (caratterizzati nell’URL HTTPS, un apposito protocollo che crittografa i dati sensibili dei clienti contenuti nell'ordine di acquisto allo scopo di tutelare il consumatore), con servizi di pagamento on-line, come le autorizzazioni per il pagamento con carta di credito.

Il commercio elettronico consente di effettuare transazione sulla rete. Le parti coinvolte in uno scambio sono:

·       L’acquirente, cioè il titolare della carta di credito,

·       Il venditore, cioè chi vende il bene o presta il servizio,

·       L’ente finanziario o banca d’appoggio,

·       Il gateway di pagamento, cioè il software che gestisce la transazione,

·       La società emittente della carta di credito,

·       Le Authority, competenti nel rilascio del certificato digitale.

Uno scambio si sviluppa:

·       Un soggetto entra in sito, effettua l’ordine e invia l’ordine di pagamento. A questo punto subentra il gateway di pagamento.

·       La società che riceve il pagamento deve contattare la banca d’appoggio, per valutare la sicurezza dello scambio.

·       L’ente trasmette la richiesta di autorizzazione nei circuiti internazionali gestiti dalla carta di credito, che comunicano l’esito della richiesta.

·       L’ente finanziario comunica l’esito sia all’acquirente che al venditore.

·       Lo scambio è concluso, inoltre è inviata la mail di conferma all’acquirente.

Una delle problematiche più sentite nel mondo dell' e-commerce è indubbiamente la sicurezza nelle modalità di pagamento. Ad oggi, le modalità più diffuse sono il bonifico bancario, il contrassegno e il pagamento con la carta di credito, sicuramente più interessato da questo problema. Inizialmente, il trasferimento delle informazioni e dei dati personali tra venditore e cliente avveniva in chiaro. Questo costituiva un enorme problema per la sicurezza, in quanto i dati trasferiti erano suscettibili di essere sviluppati e quindi utilizzati da terzi per operazioni al di fuori della pratica commerciale in atto. Oggi, questa pratica di trasferimento dei dati è stata abbandonata, a favore di pratiche più sicure che garantiscano una maggiore riservatezza delle informazioni personali e che quindi assicurino la correttezza delle transazioni.

Oltre al problema della sicurezza esistono altre regole fondamentali.

·       La fiducia dei consumatori: si riesce ad ottenere perseguendo affidabilità e trasparenza, utilizzando mezzi come l’informazione, l’educazione e la facilità d’uso.

·       Contenuti: devono essere caratterizzati da un bilanciamento tra libertà d’espressione e tutela dei minori caratterizzato da una personalizzazione dei contenuti di internet.

·       Responsabilità: è basato sul principio di responsabilità delle transazioni economiche.

·       Giurisdizione: è fondamentale che ci siano delle regole che consentano uno sviluppo regolare dello scambio, di fronte alle molteplici barriere legali.

·       Tassazione: i servizi forniti elettronicamente sono soggetti alle imposte.

·       Infrastrutture di comunicazione: è fondamentale che ci sia una rete di dati ad alta velocità, standardizzata.

·       Riservatezza: è un carattere fondamentale la protezione dei dati personali dei clienti per lo sviluppo della loro fiducia verso l’azienda che gestisce lo scambio.

·       Proprietà intellettuale: un apolitica che protegge i diritti di proprietà consente una crescita di contenuti di qualità e stimola gli scambi.

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