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“eta’ evolutiva e sviluppo morfologico”




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“eta’ evolutiva e sviluppo morfologico”


“ETA’ EVOLUTIVA E SVILUPPO MORFOLOGICO” 1.1 - Fasi di maturazione



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ETA EVOLUTIVA E SVILUPPO MORFOLOGICO



1.1 - Fasi di maturazione nel passaggio da bambino ad adolescente

Le evolutiva viene considerata la fase più delicata della vita delluomo per le molte trasformazioni che essa comporta sia sotto il profilo dello sviluppo fisico che di quello psicologico.

Questa fase della vita dellindividuo è caratterizzata dalla quella che viene definita 'confusione e dispersione della propria identità'.

L'e evolutiva rappresenta quindi terreno fertile in ogni ambito (affettivo, psicologico e organico) suscettibile ad un qualsiasi condizionamento ambientale in correzione verso l'equilibrio fisiologico oppure verso altri equilibri patologici in ragione degli input e del grado elaborativo degli stessi.

Se prendiamo in considerazione il soggetto nelle diverse fasi della sua crescita possiamo meglio comprendere come la struttura corporea possa subire delle alterazioni anche importanti, soprattutto nelle compresa tra i 9 e 15 anni, periodo nel quale si ha un aumento staturale significativo rispetto a quello ponderale e come tutto ciò coincida con il delicato periodo peri- puberale e adolescenziale del soggetto. Dopo i tredici anni per i maschi e i dodici per le femmine, e per tutto il periodo dell'adolescenza, l'apparato scheletrico va verso una progressiva strutturazione mentre quello muscolare migliora la sua forza ed efficienza generale.

Stratz nel 1903 formulò una legge di fondamentale importanza per comprendere quanto accade durante la crescita organica dell' individuo determinando altresì le basi dell' intervento chinesiologico in armonia con il normale andamento staturo-ponderale: la legge della disarmonia staturo- ponderale.

In virtù degli studi di Stratz emerse come la crescita in e evolutiva non si esprima attraverso un procedere di pari passo tra accrescimento corporeo ed osseo, ma sia palese invece un loro alternarsi potendosi quasi affermare una sorta di susseguirsi di costruzione e fissazione sino ad una condizione (la


maturità) apparentemente stabile, quella che gli esperti considerano 'l'edell'armonia', riferendosi alle proporzioni somatiche ed alla funzionaligenerale dell'organismo.

La visione è quella di un insieme di strutture biologiche che dopo una fase di costruzione  spesso  esagerata,  si  concede  una  pausa  tesa  al consolidamento, per poi riprendere la corsa verso una nuova fase di crescita.

1.2 - Classificazione dell’età evolutiva

Pur non corrispondendo sempre le cronologica (anagrafica) con quella biologica (organica), per motivi pratici proponiamo una suddivisione delle fasi di crescita in fasce di età.  È evidente che questo ha un carattere puramente orientativo fermo restando che sullo sviluppo generale influiscono diversi fattori a carattere intrinseco (genetico: genitori, sesso, razza;

neuroendocrino : ghiandola ipofisi, tiroide, seminali, gonadi, pancreas) ed estrinseco (ambientale: valori biometrici caratteristici in relazione alle condizioni ambientali,socio-economico: ceto sociale, struttura del nucleo familiare, alimentare: quanti calorica e protidica giornaliera, attività fisica e sportiva: aumento della densità e del diametro delle ossa, volume e peso dei muscoli, aumento della massa magra…..).

1

PERIODO NEONATALE

(dal 1°- 15° giorno di vita)

2

PRIMA INFANZIA

(dal 16°giorno di vita al 2° anno di vita)

3

SECONDA INFANZIA O FANCIULLEZZA

(dai 2 ai 6 anni : turgor primus e proceritas prima)

4

TERZA INFANZIA

(dai 6-7 anni:proceritas prima, ai 8-11 anni:turgor secundus)

5

CRISI PUBERALE (spurt puberale)

(12-13 anni maschio, 10-12 anni femmine:proceritas secunda)

6

PUBERTÀ

(dai 13 ai 16 anni maschi, dai 12 ai 14 anni femmine)

7

ADOLESCENZA

(dai 15-17 anni fino al termine dell'accrescimento somatico:

21 anni per la femmina e 25 per il maschio: turgor tertius)

Classificazione dell'età evolutiva (da De Toni, Lo sport nell'età evolutiva) in Luccherini, Cervini T., Cervini C. (Eds.),

Medicina dello Sport, cap. XXX, Roma, Ed. SEU, 1960


Tralasciando in primi due anni di vita del bambino in cui sviluppo e accrescimento operano in  parallelo ai  fini di  un completamento di base, Stratz suddivise in alternanza periodi di aumento ponderale con modificazioni soprattutto a livello muscolare, adiposo (Turgor) e periodi di allungamento per lo più scheletrico (Proceritas):

-      Turgor primus: 2-4 anni

-      Proceritas prima: 5-7 anni

-      Turgor secundus: 8-11 anni

-      Proceritas secunda: periodo prepuberale

-      Turgor tertius: periodo postpuberale

In ragione di ulteriori studi tali periodi subirono nel tempo solo lievi modifiche specie nel periodo a cavallo della puber (lo spurt puberale: 12-14 aa. per le femmine, con casi anche a 8 anni; 13-15 aa. per i maschi, con casi anche aa

10 anni).

Da quanto appena scritto emerge dunque un quadro di crescita da cui si possono estrapolare periodi di maggior condizionamento rispetto altri di fissazione e controllo come esposto in precedenza.



La proceritas esprime una fase di accrescimento in lunghezza dove massimamente possono influire fattori esogeni quali il carico, la pressione, la contrazione muscolare…, determinando deviazioni patologiche o correzioni qualora l'intervento meccanico (e psicomotorio strutturale) sia mirato.

Il turgor invece rappresenta un momento delicatissimo di presa di coscienza psichica ed organica (aumento del peso corporeo) dove quanto raggiunto cerca una temporanea stabili con il rischio di trasformare un eventuale paramorfismo in dismorfismo strutturato specie se nel periodo che l'ha preceduto non si è intervenuti lasciando co liber a possibili deviazioni nella patologia.

Godin formulò anch'egli dei principi che poi furono sintetizzati  nella così conosciuta legge delle alternanze:

    L'accrescimento corporeo è per lo più staturale nei due semestri che precedono la puber e prevalentemente ponderale nei due che la seguono.


    L'accrescimento  scheletrico  è  prevalente  nel  periodo  prepubere, mentre quello muscolare in quello postpuberale

    Un      segmento       osseo       che      nel      periodo      prepubere        cresce

proporzionalmente più della statura, ritarda in quello successivo, e viceversa

    L'accrescimento staturale è dovuto prevalentemente all'allungamento degli arti inferiori nel periodo mentre in seguito è dovuto in maggior parte all'allungamento del tronco

    In ultima analisi gli  arti inferiori hanno spinte di  crescita separate

(eterometria transitoria)

A tal proposito G. Canepa e colleghi affermano:

'in generale l'accrescimento della ossa lunghe procede in senso opposto nei diversi  segmenti  corporei:  in  un  semestre  si  ha  l'allungamento  di  un segmento (la coscia) cui segue nel semestre successivo l'ingrossamento, mentre   l'altro   segmento   (gamba)   si    accresce   in    tempi    sfalsati'. A tal punto potremmo postulare un principio di riferimento per il quale la crescita  implica  una  susseguirsi  disarmonico  temporaneo  con  l'obiettivo finale dell'armonia.

Nel periodo della terza infanzia si assiste all’ accrescimento notevole della statura ed per contro alla riduzione del peso corporeo (proceritas prima).

La crescita in lunghezza avviene soprattutto a carico degli arti inferiori. Lossificazione è importante ma lo scheletro è plastico e facilmente alterabile dalle eccessive sollecitazioni. I legamenti articolari sono lassi. Anche lapparato muscolare è deficitario e risulta quantitativamente scarso e poco tonico.

La posizione delle costole ancora sollevate, fa assumere al torace una forma cilindrica che porta, come conseguenza, ad una modesta capacità vitale.

Il cuore presenta delle dimensioni ridotte rispetto alla massa totale del corpo, pertanto gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio rispondono allimpegno fisico col solo aumento della frequenza sia degli atti respiratori che delle pulsazioni cardiache.


La formazione fisica e psicologica deve ruotare intorno al gioco in tutte le sue forme: individuale, a coppie, collettivo. In questo modo si favorisce la strutturazione dello schema corporeo, ovvero la conoscenza del proprio corpo in tutte le situazioni statiche e dinamiche, nello spazio e nel tempo.

Attivi centrate  sulle  unità  di  base  del  comportamento motorio  come  il correre, saltare, rotolarsi, arrampicarsi, afferrare, lanciare, tirare, spingere, opporsi, equilibrarsi, ecc. sono utili per la ristrutturazione del rapporto tra e il mondo circostante e migliorano il bagaglio del proprio vissuto. Inoltre consolidano le capaci motorie e funzionali che consentono lesecuzione ottimale degli schemi motori di base:

    strutturazione dello schema corporeo;

    acquisizione  e  controllo  degli  equilibri  (statico,  statico-dinamico, dinamico);

    strutturazione e controllo della lateralità;

    coordinazione senso-motoria;

    organizzazione spazio-temporale;

    controllo posturale e coordinamento dinamico generale;

    adeguatezza degli schemi posturali motori;

    controllo della respirazione e capacità di rilassamento psico-somatico.

Dagli otto agli undici anni per i maschi e dagli otto ai nove per le femmine lapparato locomotore tende a consolidarsi grazie anche al rallentamento della precedente forte spinta in altezza e allaumento dei diametri trasversi del tronco (turgor secundus).

Labbassamento delle costole porta ad un aumento della capaci vitale e dellefficienza generale dellapparato respiratorio. Il cuore assume dimensioni più proporzionate rispetto alla massa corporea totale.

Grazie a ciò gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio rispondono allimpegno fisico  aumentando, il  primo  la  capacità di  riempimento delle cavi atrio - ventricolari, il secondo lampiezza degli atti respiratori.

La capaci di apprendimento motorio è nettamente superiore rispetto al periodo precedente. Il bambino è in grado di perfezionare le proprie abili ed


apprenderne altre più complesse, costruendo programmi motori sempre più adeguati e rispondenti ai compiti da assolvere. In questo è aiutato anche dalla maggiore capaci di concentrazione nei movimenti.

Intorno ai dodici - tredici anni per i maschi e ai dieci - dodici anni per le femmine lorganismo cresce notevolmente in altezza e il bambino vede il proprio corpo che si trasforma in pochissimo tempo e che, a causa del forte incremento in lunghezza degli arti rispetto al busto, spesso assume forme inconsuete (proceritas secunda prepuberale). Come conseguenza si determina una disarmonia morfocinetica legata essenzialmente alla dismetria tra sviluppo staturale e trofismo muscolare.




Lossificazione non si è ancora completata e alla notevole crescita delle ossa lunghe (arti superiori e inferiori) si contrappongono delle strutture articolari ancora in via di sviluppo.

Limpegno  fisico  vede  lapparato  cardiocircolatorio  e   respiratorio  non adeguati alla risposta, mentre lapparato muscolare, pur migliorando nel trofismo generale, non è ancora adattato al notevole sviluppo scheletrico.

È  questo  il  periodo  ove  gli  atteggiamenti  viziati  ed  i  paramorfismi  si presentano con frequenza.

Questa e è anche definita difficile in quanto non si è più bambini ma non si è neanche adulti.

Limmagine corporea subisce delle continue variazioni con influenze alterne sulla  forza  muscolare e  sulle  capaci coordinative che  non  riescono  a trovare punti solidi di riferimento.

Dopo i tredici anni per i maschi e i dodici per le femmine (fino ai 14-16 anni periodo della pubertà) e per tutto il periodo delladolescenza (dai 15-17 ai 21-

25 anni fino al termine dellaccrescimento somatico cioè del Turgor tertius postpuberale) lapparato scheletrico va verso una progressiva definizione mentre quello muscolare migliora la sua forza ed efficienza generale; quest’ultima inizia ad evidenziarsi soprattutto nei maschi.


Il cuore inizia ad aumentare nel peso, nel volume, negli orifizi, nella forza contrattile e nel calibro dei vasi sanguigni. Anche gli scambi gassosi cominciano a diventare più favorevoli.

È la prima fase di quella che gli esperti considerano le dellarmonia, riferendosi alle proporzioni somatiche ed alla funzionaligenerale dellorganismo.

Per completezza ricordiamo che la crescita dei sistemi corporei avviene secondo modali e ritmi differenti in base al sistema corporeo considerato.

L'apparato locomotore, lapparato respiratorio e digerente seguono le curve di crescita di peso ed altezza, mentre altri apparati come il sistema nervoso, linfatico e riproduttivo- seguono un ritmo a sé stante.

Un caso particolare è rappresentato dal timo, che inizia ad atrofizzarsi in coincidenza con lo scatto puberale

1.3 - Sviluppo ed accrescimento scheletrico: leggi biomeccaniche

Fondamentale risulta ora trattare i fattori e le regole che più giocano un ruolo di condizionamento nello sviluppo e nell accrescimento scheletrico.

Sappiamo come l'agire di una forza su un corpo possa generare variazione di moto, deformazione o entrambi in vir della maggiore o minore rigidità del corpo interessato. Ecco che un muscolo può contrarsi o allungarsi, un'articolazione subire variazione spaziali, un osso può fratturarsi

Ma cosa succede se la struttura interessata oltre che a considerarsi non rigida è anche in piena fase di crescita, per cui totalmente in balia degli input meccanici che fungono da binari per il suo sviluppo? E se la struttura non può assolutamente considerarsi un sistema isolato, ma facente parte di un catena organica costituita da coppie cinetiche interdipendenti?

Molti principi e molte leggi si sono succedute nel tempo completandosi e permettendo quindi una sempre migliore chiarificazione su quanto accade durante la crescita, su quanto può accadere in merito a fattori esogeni e


quindi sull' azione necessaria ad ogni singolo caso che richieda un intervento mirato di correzione.

Tra i fattori esterni che determinano forze (carichi) condizionanti quelli meccanici  e  quelli  nutrizionali  rappresentano i  maggiori  riferimenti d'intervento attivo affinché si realizzi un equilibrio armonico.

Per quanto riguarda la nutrizione un apporto di elementi completo ed equilibrato determina la presenza costante delle materie prime anaboliche (ricordiamo che il picco di densi ossea viene raggiunto attorno i 35 anni determinando un maggior o minor rischio osteoporotico).

Riguardo alle forze meccaniche (strumenti unici della chinesiologia assieme alla consapevolizzazione) la gravi e la forza muscolare rappresentano veri e  propri  binari  di  accrescimento attraverso innanzitutto un  effetto piezoelettrico stimolante il continuo rimodellamento scheletrico e cartilagineo nell'e evolutiva (e non solo).

Grazie a tali forze l'osso definitivo assume, nella disposizione trabecolare, forma e struttura più idonee al carico in esame. Ma tale stimolo accrescitivo si arresta qualora le pressioni divengano più che fisiologiche.

Delpech formulò una legge in cui quanto esposto viene chiarificato attraverso successivi studi e conferme:

'ovunque le cartilagini diartrodiali trasmettono una pressione anormalmente diminuita, la cartilagine di coniugazione entra in attivi e viceversa' per cui si assiste ad un rallentamento della crescita la dove il carico è maggiore ed un' accelerazione la dove il carico è minore.

Ancora Delpech afferma:

' ogni volta che un osso è messo in posizione abituale anormale, la sua crescita diventa anormale e tende a deformarlo … e quindi pressioni costanti e sproporzionate rallentano la crescita dell' osso stesso '.



Apparentemente in contrasto Roux affermò che:

' ogni aumento di forza pressoria costituisce una stimolazione per la formazione di nuovo tessuto osseo, mentre la diminuzione della forza applicata causa un esaurimento della produzione di tessuto osseo …'


Quest'ultima affermazione trova un completamento in Arnolt-Schulze che espresse la propria legge come segue:

' le ossa, come tutti i tessuti, se sottoposte a sollecitazione rispondono nel

seguente modo i deboli eccitamenti danno origine all'attività vitale, eccitamenti medi la stimolano, quelli forti la danneggiano, quelli violenti l'arrestano ' trovando accordo con quanto affermava Delpech.

Un approfondimento ulteriore provenne da Wolff che postulò il suo principio affermando:

'Data la forma di un osso, gli elementi ossei si dispongono o si spostano secondo la direzione delle forze ed aumentano o diminuiscono la loro massa proporzionalmente a tali forze'. Da c si deduce che la densità dell'osso corticale è uguale quando la pressione è identica; un'eccessiva pressione crea un addensamento trabecolare e corticale maggiore lì dove essa si esercita, in dipendenza della quale l'osso vivente risponde e si rimodella secondo  le  sollecitazioni  di  pressione  e  reazione  a  cui  è  sottoposto'. Infine risulta estremamente interessante enunciare il principio di Heuter- Volkmann sulle variazioni dei dischi epifisari di accrescimento secondo cui 'con una pressione uguale sui piatti epifisari l'epifisi cresce simmetricamente; se un'area è sottoposta ad una maggiore pressione non cresce tanto rapidamente o completamente quanto l'area sottoposta a pressione minore'. Dunque a pressione maggiore corrisponde un maggior addensamento trabecolare con calcificazione definitiva e modellamento in vir del carico. Si è fin qui evidenziato tra l'altro come l'accrescimento corporeo e quello scheletrico non procedano assolutamente di pari passo tanto da dover in sede di esame funzionale chinesiologico trattare un'e cronologica e un'eossea come fattori distinti seppur interdipendenti.

L'e cronologica diviene valore di riferimento del tutto insufficiente di fronte a condizioni  per  cui  l'evolutivi patologica  a  livello  osseo  sia  di  primo interesse. Si ricordi ad esempio come alcune bambine presentino il menarca anche a 10 anni palesando una maturità sessuale, e di conseguenza ormonale,  condizionante  sia  lo  sviluppo  che  l'accrescimento  nei  loro significati esposti sin dall'inizio, esistendo un forte correlazione tra menarca


ed e ossea: 'il menarca compare a 13 anni di età ossea, qualunque sia l'e cronologica, cioè due anni dopo le prime manifestazioni puberali'.

L'e   ossea   in   definitiva   determina   nell'ambito   chinesiologico   diversi parametri fondamentali per un qualsivoglia intervento:

permette di identificare l'evolutivi patologica, o fisiologica positiva grazie ad un intervento mirato;

permette maggior chiarezza nella prognosi coordinando tempi e mole di

lavoro necessari alla eventuale correzione.

1.4 - Leggi biomeccaniche e scoliosi

A completamento di questa prima analisi risulta indispensabile riportare il 'metodo dei fattori di crescita' di G. Duval-Béaupere esprimente il rischio evolutivo di una patologia rachidea in merito ai periodi di crescita considerati. Tale metodo dimostrò come l'evoluzione in peggioramento della scoliosi avesse picchi accelerativi coincidenti con i periodi di maggior accrescimento corporeo superiore (lo spurt puberale, o periodo postpubere).

F. Tribastone afferma a proposito dei paramorfismi e dismorfismi:

'il periodo più favorevole alla loro insorgenza è quello della prima infanzia (in cui però vengono occultati dal turgor primus), della seconda e terza infanzia e del periodo della crisi puberale; un periodo perciò che va dai 5 ai 7 anni e dagli 11 ai 17 anni'. (dal 'Compendio di ginnastica correttiva' di F. Tribastone).

Come si evince dagli studi di Duval-Béaupere, rappresentati dai grafici qui sotto, si enunciano le tre leggi di lui note:

1.  L'evolutivi della scoliosi, rappresentata dall'inclinazione del secondo segmento, è direttamente proporzionale a quella del primo (nel 50% dei casi 4 volte superiore);

2.  Quanto più il punto P è precoce, tanto maggiore sarà PR

3.  Quanto più l'evolutività puberale è grande, tanto più il punto P sarà tardivo



Riportiamo ancora un' ultima espressione di G. Canepa e colleghi per sottolineare l'importanza del prendere in considerazione la crescita quale elemento guida d'intervento chinesiologico:

'ogni scoliosi strutturale ha un suo coefficiente evolutivo. L'evoluzione si verifica  soprattutto  in  quei  periodi  ove  l'accrescimento  longitudinale  del tronco è maggiore: proceritas prima e lo spurt puberale (proceritas secunda). Tale potenziale evolutivo decade nel momento in cui il paziente raggiunge la maturazione scheletrica' che comunque, in ragione dell'enti'dismorfica' condiziona il continuo rimodellamento osseo e la statica corrispondente.

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