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Inquadramento geografico-storico-urbanistico




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Inquadramento geografico-storico-urbanistico


INQUADRAMENTO GEOGRAFICO-STORICO-URBANISTICO INTRODUZIONE - ubicazione



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INQUADRAMENTO GEOGRAFICO-STORICO-URBANISTICO



INTRODUZIONE - ubicazione dellopera di progetto

Il parcheggio interrato oggetto di studio,è situato nel centro urbano di Forte dei Marmi, piccola cittadina comunale della riviera tirrenica in provincia di Lucca, e precisamente, in Piazza Marconi, uno dei luoghi centrali di primo piano insieme a Piazza Giuseppe Garibaldi o del Fortino, alle vie centrali luogo delle passeggiate festive quali via Giosuè Carducci, via Giuseppe Mazzini, via Giovanni Montauti, via Roma che portano da un’estremità all’altra del centro attraversando la via d’asse centrale Antonio Spinetti, la quale attraversa in direzione mare-monti tutto il centro del Forte:dalla chiesa di S.Ermete all’altezza delle traverse via Trento e via Pietro Mascagni parallele al litorale, per poi passare in piazza del Fortino e giungere sul viale a mare diritta davanti al pontile.

Piazza Marconi si sviluppa secondo una pianta rettangolare i cui lati sono contornati  da  altrettante  strade  :  viale  a  mare  a  sud,  via  Marconi  verso Viareggio,via Vittorio Veneto verso Massa lungo la quale ha sede il Municipio all’angolo con via G.Carducci che delimita la piazza a nord  mentre al suo interno è circoscritta una corona circolare di raggio esterno 60m circa e larghezza che varia dai 12-13m.

figura 1 - rotonda Piazza Marconi


Tale  rotonda  nella  parte  a  sud  della  piazza  lascia  spazio  ad  un’area  verde

rettangolare che si protrae fino al viale a mare e alle due strade mare-monti laterali alla piazza già dette;tale area verde è adibita a parco-giochi permanente per i bambini di età da 0-10 anni;la rotonda invece è ad uso parcheggio pubblico libero con stalli non delimitati tutti i giorni feriali dalle 8-14 tranne il mercoledì in cui si tiene il mercato,mentre nei giorni festivi e tutti i pomeriggi dei giorni feriali è riservata ai soli pedoni ed in particolare nei pomeriggi dei giorni festivi è luogo d’intrattenimento  dei   ragazzini   che   qui   accompagnati  dai   genitori,possono divertirsi a guidare le macchinine a batteria o a cavalcare i poni lungo la rotonda stessa.

figura 2 - P.za Marconi-parco giochi

figura 3 - entrata rortonda P.Marconi


Piazza Marconi è infatti nota a tutti i bambini della Versilia come piazza delle

macchinine      e   dei   cavallini”,   i   quali   la   domenica   pomeriggio   pregano insistentemente i loro genitori per farcisi accompagnare.

La piazza è anche luogo di passeggiata,di svago e di riposo al fresco per le persone adulte e anziane che qui possono gustare una sensazione di relax grazie alla  tranquillità e  armonia  offerta: dalla  zona  pedonale  o  ZTL,dal verde  delle chiome degli alti pini che ombreggiano la parte interna della rotonda dandogli la fisionomia di piccola pineta e delle aiuole perimetrali ricche di fiori e piante da giardino,dal sapore marino che si sente intenso nell’aria grazie alla sua prossimità alla spiaggia e dalle voci allegre e promettenti di sottofondo dei bambini che qui si divertono.

Piazza Marconi è quindi un luogo simbolo della cittadina di Forte dei Marmi,come già lo si nota dalle cartografie di seguito riportate,dove risalta evidente a forma forma di anello tra gli edifici di contorno e il viale a mare,perciò ci siamo proposti sin dall’inizio di rispettare e salvaguardare tale scenografia e atmosfera per la piazza stessa, ripristinando sopra il parcheggio interrato un giardino pensile su cui trova nuovamente spazio e continuità il parco-giochi esistente.

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figura 4 - planimetria centro Forte


1.1  Inquadramento geografico-storico-urbanistico

La cittadina di Forte dei Marmi,così come tutto il suo comune e la Versilia in generale, rappresenta oggi una località turistica-balneare rinomata e apprezzata in tutta Europa e in tutto il mondo, per le sue spiccate caratteristiche di trovarsi in un fazzoletto di terra a cui fanno da cornice il mare e i monti.

Infatti nel raggio di 30-40km, Forte dei Marmi offre la possibilità di apprezzare le bellezze  naturali  della  sua  spiaggia  piatta  e  sabbiosa,della  piccola  fascia  di pianura  costiera  comprendente  le  cittadine  comunali  di  vecchia  data  quali Pietrasanta ”città d’arte , Camaiore,  Seravezza e più recenti  Viareggio, Massa, Carrara per arrivare da una parte fino a La Spezia con le sue famose Cinque terre a cui fanno da spola numerosi traghetti a partire da Viareggio e Forte e dall’altra Pisa  con  la  sua  celebre  torre,  infine  abbiamo  le  Alpi  Apuane  che  fanno  da spartiacque tra la fascia costiera della Versilia e la valle storica della Garfagnana con i suoi mitici “borghi medievali e il verde intenso e sfumato dei suoi prati e boschi, la quale ha le sue origini geografiche e storiche a partire dall’ancor più storica città di Lucca,capoluogo di provincia e caratteristica per le sue maestose mura di cinta medievali tutt’oggi ben conservate.

Forte dei  Marmi  rappresenta nell’ambito della  Versilia  (  Viareggio, Camaiore, Pietrasanta, Massa-Carrara) il centro turistico al “top per la qualità e tenore dei servizi che vengono offerti,infatti è risaputo che è da tempo residenza estiva di molti personaggi  di rilievo nell’ambito del lavoro,della politica e dello spettacolo. Tale vocazione turistica si può dire che Forte dei Marmi l’ha avuta sin dalle sue origini, anche se il motivo originario della sua nascita fu quello di creare un piccolo porto commerciale  per  il  trasporto via  mare  di  marmo,olio e  prodotti in  ferro lavorati nelle fucine locali.

I primi insediamenti abitativi risalgono agli inizi dell’800,i quali sorgevano pressappoco nella vicinanze del “Fortino il piccolo forte fatto costruire nel 1782 dal Granduca di To-scana Leopoldo I di Lorena per ospitare una ingente guarnigione di militari a difesa e controllo dei magazzini di deposito dei marmi e di tutti quei prodotti destinati al trasporto via mare e a difesa della popolazione locale dalle scorribande di pirati e corsari.


Da ciò trova motivazione il nome dato alla futura cittadina: Forte dei Marmi.

Sempre su iniziativa del Granduca Leopoldo I di Lorena,negli anni che vanno dal

1770 in poi,furono eseguiti i lavori di bonifica della pianura versiliese per dare un assetto idro-geologico-sanitario a queste terre dominate da ambienti palustri e bozzosi malsani; in questo modo furono recuperati diversi ettari di terreno da destinare all’insediamento abitativo e all’agricoltura,dando impulso ad una migrazione di persone che dai monti Alpi Apuane scendevano a prendere dimora in questi nuovi territori;infatti in pochi de- cenni il piccolo agglomerato di Forte dei Marmi  passa  da  305  abitanti del  1820  a  circa  1400  del  1880  e  a  3150  del

1910,fino agli attuali circa 4500 abitanti della zona centrale e immediate vicinanze,mentre tutto il comune conta oggi circa 10000 residenti fissi a cui in estate vanno ad aggiungersi i numerosi villeggianti che qui prendono residenza estiva e i turisti negli Hotel,per arrivare complessivamente ad una popolazione o presenze giornaliere di circa 50000 persone,il quintuplo di quella fissa.

Il Fortino è tutt’oggi esistente,anche se notevoli sono le modifiche che il forte ha subito  nel  tempo,così  da  perdere   la  sua  originaria  bellezza;infatti  con  il rialzamento della piazza circostante il basamento è stato sepolto e soprattutto nella parte superiore del tetto vi sono state le più vistose modifiche:non esistono più la torretta di avvistamento della guarnigione,la quale ospitava la campana per le segnalazioni di allarme,la casamatta e inoltre sono state modificate le aperture e la disposizione degli orrizzontamenti interni;è rimasta intatta la stanza adibita a cucina del castellano e il bastione della batteria con paramento in cotto e cornice e banchina in marmo,che anche oggi caratterizza la piazza centrale del Forte,Piazza Giuseppe Mazzini,evocando in essa limmagine marittima che la cittadina ha avuto sin dalla sua nascita,infatti il Fortino rappresenta l’unico edificio di carattere storico e inoltre il centro urbano si sviluppa intorno ad esso secondo una forma rettangolare con lati di 1000 metri parrallelamente alla costa e di 500 metri ortogonalmente ad essa a partire dal viale a mare,mentre esternamente a tale area si può dire che vi è la periferia di Forte dei Marmi che si estende a tutto il territorio  comunale  che  è  caratterizzato sulla  fascia  costiera  comprendente  il centro prevalentemente da Hotel e locali d’intrattenimento quali negozi,ristoranti, pizzeria,  caffè-gelateria,  pub  e  discoteche  e  da  villette  singole  e  bifamiliari


sull’interno, dove si nota una notevole presenza di attività commerciali-artigianali

ai lati della via Provinciale e della via di scorrimento Giovan Battista Vico e via

Emilia.

Anche   l’assetto   stradale   del   centro   e   dell’intero   comune   di   Forte   dei Marmi,costituito da un reticolo a maglia ortogonale con direzioni principali lungo mare e mare-monti,ha come asse di riferimanto la via Provinciale che dal lungo mare  via  della  Repubblica  e  viale  Italico  ,in  direzione  otogonale  a  questi attraversa diritto tutto il cento passando di fianco al Fortino e alla chiesa di S.Ermete proseguendo per circa 1,5Km fino alla rotatoria con via G.B.Vico e via Emilia trasversali ad essa;infatti parallelamente e simmetricamente alla via Provinciale  si  sviluppano  altre  3  vie  principali  di  penetrazione  mare-monti comprese come essa tra il viale a mare e la via di scorrimento via G.B.Vico e via Emilia, quali: via XX Settembre dalla parte di M.Pietrasanta,via Michelangelo Buonarroti e via Versilia dalla parte di Massa.

La via Provinciale ha origini storiche abbastanza lontane,dato che parte del tracciato corrisponde all’antica strada dei marmi che nel ‘500 fu fatta costruire da Papa leone a Michelangelo Buonarroti,per unire Seravezza e le cave di marmo delle Alpi Apuane al mare,così da poter permettere il trasporto,mediante carri trainati da buoi, dei blocchi di marmo e dei prodotti in ferro delle fucine locali al tempo presenti,sino al piccolo scalo marittimo che doveva trovarsi nei pressi dell’attuale pontile del Forte.

1.2   Sviluppo urbanistico di Forte dei Marmi nel corso del XIX e del XX secolo

In seguito alle bonifiche fatte eseguire sulla pianura versiliese dal Granduca di Toscana Leopoldo I di Lorena,in tali luoghi si vennero a creare territori adatti all’insediamento abitativo,alla coltivazione e alle attività artigiane di lavorazione varie.

L’attività connessa all’estrazione e al commercio del marmo era già presente nella zona   Apuo-versiliese a partire dal 1400-1500,come testimonia la già ricordata


“strada dei Marmi costruita da Michelangelo B.,e le numerose costruzioni di quei

periodi in molte città italiane,costruite con il marmo bianco o venato delle Alpi Apuane:si pensi al S.Pietro a Roma,al Duomo,Battistero e Torre di Pisa,al Duomo e battistero di Firenze,al  Duomo di Lucca,di Orvieto etc….

Nel corso dei secoli,soprattutto a partire dalla metà del ‘700,periodo in cui si ha l’inizio della rivoluzione industriale nei paesi più avanzati di cultura illuministica,la domanda del cosiddetto “oro bianco”delle Apuane aumentò in quanto era richiesto non solo in Italia ma in tutta Europa e anche in tutto il mondo grazie alla scoperta e attuazione di nuovi mezzi di trasporto quali navi e treni a vapore che permettevano di coprire grandi distanze in tempi ragionevoli e con un notevole quantitativo di merci.

Tutto ciò determinò anche a Forte dei Marmi un notevole sviluppo dell’attività di trasporto marittimo,infatti documentazioni storiche attestano che nel 1833 al Forte si trovavano circa 12 bastimenti che trasportavano marmi e olio ai porti maggiori di Livorno e Genova,dove venivano a loro volta imbarcati su navi più grandi alla rotta di località lontane.

Parallelamente a tale sviluppo commerciale-marittimo del Forte,si ha anche il suo sviluppo urbanistico,come attesta il “saggio storico-politico-agrario e commerciale dell’antica e moderna Versilia di Barbaccini,nel quale viene descritto il primo nucleo insediativo di Forte dei Marmi,costituito da 4 “quartieroni due a levante di Piazza Garibaldi e due a ponente tutti paralleli alla riviera.Sempre nella prima metà dell’800 furono edificate numerose costruzioni in ordine sparso che frazio- narono il territorio circostante la zona centrale,mediante la nascita di nuove strade d’isolato e della importante via Versilia che ancor oggi si chiama così e scorre parrallela alla via Provinciale e alla via Michelangelo B. dalla parte verso Massa.

In seguito allo sviluppo commerciale-marittimo del marmo,si rese indispensabile a Forte dei Marmi la costruzione di un pontile,che fu realizzato su iniziativa dell’agente   generale   del   Ministero   degli   Interni   francese   Jean   Alexandre Henraux,il quale contribuì notevolmente allo sviluppo dell’industria del marmo in Versilia,infatti egli fondò in questa zona un’azienda di estrazione e lavorazione primaria del marmo che porta il suo cognome Henraux”,ancora oggi presente con


diverse sedi e cave nel comune di Seravezza e Stazzema e conosciuta a livello

mondiale.

Il nuovo pontile fu realizzato su 108 file di pali in legno,per una lunghezza di circa

325m ed una larghezza variabile dai 5-7 metri;su tale pontile vennero montati 2 binari su cui scorrevano i carri da trasporto trainati dai buoi e venne installata una gru meccanizzata per il caricamento delle merci sui barconi.

Con la nascita sempre in questi anni degli stabilimenti balneari e quindi dell’attività turistica a Forte dei Marmi,il pontile ebbe involontariamente all’inizio anche la funzione di separare i bagni riservati da una parte agli uomini e   dall’altra alle donne.

Notevole impulso allo sviluppo commerciale del marmo e all’attività turistica- balneare fu dato al Forte dalla costruzione della linea ferroviaria che attraversa tutt’oggi la pianura versiliese e che al momento dell’inaugurazione 1862 collegava le città di La Spezia e Livorno;tutto ciò determinò la nascita delle prime stazioni balneari e delle colonie che già in quegli anni venivano raccomandate dai medici ai loro pazienti per le proprietà curative dei bagni di mare.

Questi primi stabilimenti balneari dopo pochi decenni in seguito al continuo arretramento del mare furono costretti ad essere demoliti perché si trovarono ad essere troppo distanti dalla riva e furono quindi sostituiti da nuovi stabilimenti nel corso degli anni ancor più numerosi.

Se da un lato la costruzione  della linea ferroviaria determinò lo sviluppo turistico del Forte e dell’attività estrattiva e commerciale del marmo della Versilia,dall’altro nel corso di pochi decenni determinò la fine dell’attività marittimo-commerciale del porticciolo di Forte dei Marmi,in quanto si venne a preferire il trasporto via treno,ancor più veloce ed efficace di quello via mare, per arrivare ai principali porti marittimi quali Livorno e Genova.Fu così che le aree occupate dai magazzini di deposito dei marmi e dei prodotti locali presso il porticciolo del Forte vennero dismessi per dare spazio a nuove case di civile abitazione,sempre più richieste dalle persone che venivano numerose in vacanza su tale spiaggia,e infine sempre su  tali  aree  recuperate  dai  magazzini  di  deposito  del  porticciolo  trovarono posizione nei primi anni del ‘900 le attuali Piazza Marconi e il Palazzo Comunale ad essa affacciato e la Piazza Dante su via G.Mazzini.




1.3   Nascita del comune di Forte dei Marmi-1914

Sino ai primi anni del 1900 il territorio di Forte dei Marmi si trovava sotto l’amminitrazione governativa del comune di Pietrasanta,ma in seguito alla crescita demografica della cittadina durante tutto l ‘800, dovuta inizialmente allo sviluppo dell’attività commerciale-marittimo del marmo seguito e poi sostituito da quello dell’attività turistico-balneare che ancor oggi la caraterrizza per il 90% dell’economia,nel giovane paese nascono sempre più numerose associazioni o organizzazioni locali di interesse sociale : nel 1871 nasce la “Società di mutuo Soccorso,costituita dalla bolrghesia locale a scopo di assistenza sociale come le cure mediche e l’educazione degli adulti e per la tutela dei diritti degli operai .Poco più tardi si instituì la SIPE: Società italiana prodotti esplodenti la cui sede si trovava a Vittoria Apuana ma con sede centrale a Spilamberto in provincia di Mo- dena; tale società era indispensabile per l’estrazione del marmo e contribuì allo sviluppo economico e politico del paese e alla nascita di un’altra associazione:la “Croce Verde con finalità di pronto soccorso ed assistenziali.

Nel 1908 si costituivano a Forte dei Marmi il partito socialista e la lega fra i lavoratori del mare.

Tutte queste rappresentazioni locali insieme alla crescita demografica che nei primi anni del ‘900 raggiunse le 3000 unità diede al paesotto le sembianze di una cittadina nella quale si faceva sempre più forte il desiderio di autonomia dal Comune di Pietrasanta,al quale ne fu fatta esplicita richiesta.

La scintilla che fece scoppiare la rottura definitiva con il Comune di Pietrasanta fu la “tassa di soggiorno ,che quest’ultimo voleva far pagare ai villeggianti nella stagione estiva;gli abitanti di Forte dei Marmi si mostrarono subito contrari a tale manovra politica  in quanto avrebbe comportato un calo delle presenze turistiche e quindi delle attività economiche ad esse correlate.Si formò quindi un comitato di protesta contro tale tassa e per la tutela degli interessi dellattività turistica del Forte,dato che questa rappresentava come oggi la base della sua economia a differenza di Pietrasanta che vantava anche di numerose attività artigiane del marmo e agricole.


Tutto questo accadde mentre era in corso la campagna elettorale per l’elezione

dei Deputati della Camera,tra i quali della Versilia vi era l’onorevole Giovanni Montauti che sostenne tale causa contro Pietrasanta per assicurarsi dei voti da parte di Forte dei Marmi;infatti quando fu rieletto presentò alla Camera la proposta di legge n°102 per la costituzione del Comune di Forte dei Marni la quale fu approvata con delibera della Camera il 26 Febbraio 1914 .

1.4  Politica urbanistica del Comune di Forte dei Marmi fino ad oggi

Fino al 1929 lo sviluppo urbanistico ed edilizio del nuovo Comune non ebbe una vera e propria regolamentazione,dato che l’amministrazione si limitò soltanto a dare dei ”con-sigli sulle scelte urbanistiche”.

Nel 1929 fu approvato il primo Regolamento edilizio,resosi sempre più necessario in seguito alla qualifica di stazione di cura e di soggiorno turistico ottenuta nel

1927 dalla cittadina;tale Regolamento edilizio  prescriveva  dei  limiti progettuali sulle aree fabbricabili e sull’altezza degli edifici.

Nel Giugno 1931 venne approvato il primo piano regolatore di Forte dei marmi,redatto dall’ingegnere comunale per disciplinare la costruzione degli edifici e la formazione di vie e piazze nella zona urbana;questo PRG però non fu mai attuato e nel 1936 fu ripreso lo studio di modifica di tale piano regolatore,il quale trovò approvazione e attuazione nel 1938 da parte del Ministero dell’Educazione Nazionale.

Nel 1940 in seguito ad un’analisi di miglioramento e integrazione di quest’ultimo PRG da parte parte dell’Ufficio Tecnico comunale,furono apportate ad esso varie modifiche,aventi come criterio di base quello di conservare il “carattere cittadino e rustico ad un tempo del comune e dall’altro attuare uno sviluppo urbanistico parallelo alla via del mare suddividendo il territorio in zone edilizie in modo da salvaguardare le pinete esistenti, a tal proposito si ricordano le seguenti disposizioni:

I lotti dovranno avere una lunghezza ortogonale al mare pari alla lunghezza di questa striscia(72 metri) e su di essa sarà consentita la costruzione di un solo fabbricato con una sola dipendenza;la distanza del fabbricato dai viali non potrà essere inferiore a 12 metri “ Inoltre su tale piano era previsto uno sviluppo stradale di circa 64Km e circa 61000  mq  di  terreno  destinato a  piazze,parchi e  giardini  oltre  ad  un  campo sportivo comunale di 18500 mq;tale PRG nonostante fosse stato adottato con Delibera Prefettizia n°225/41 non fu mai approvato per l’uscita della legge n°1150/42,che diverrà la “legge fondamentale dell’urbanistica moderna”.

Di nuovo nel 1948 dopo la seconda guerra mondiale  fu redatto un nuovo piano regola-tore,anch’esso mai attuato,che prevedeva la suddivisione del territorio in

16 zone tra cui la zona per il golf,la zona per le colonie marine,la zona per l’edilizia speciale,la zona industriale e la zona agricola,inoltre stabiliva un’assetto della rete stradale secondo un ordine gerarchico,differenziando il tipo di sezioni stradali e la loro destinazione.

Nel  1953  tutto  il  litorale tra  Viareggio  e  Massa,per una  fascia  larga  1Km  fu vincolato dalla legge n°1497/39 per la protezione delle bellezze naturali.

Ancora nel 1958 fu proposto e approvato dal Ministero dei Lavori Pubblici un nuovo PRG  che si prefiggeva come obbiettivi principali quelli di riordinare la rete stradale di penetrazione e di scorrimento con attenzione al traffico turistico e di servizio,attuare una zoning residenziale con la tutela degli arenili,valorizzare il carattere paesaggistico del territorio salvaguardando i cono visuali e la conservazione del verde,il tutto per permettere una crescita turistica del comune compatibile  con  il  paesaggio  naturale  del  territorio,in  modo  da  bloccare  le eventuali speculazioni edilizie che determinerebbero impatti ambientali negativi sulla zona.

Tale   PRG  fu   rielaborato  nel   1960   dal   Commissario   Prefettizio  con   atto n°117/60,con risultati completamente diversi da quelli inizialmente previsti e pertanto non fu approvato .

Sempre nel 1960 il PTP(Piano territoriale Paesistico)evidenziò l’importanza di dividere il territorio in zone ,di mantenere zone panoramiche con ampie visuali e di stabilire dei minimi urbanistici per le zone edilizie.


Nel  1966  con  la  proposta di  PRGC  redatto dall’Ufficio Tecnico Comunale  fu

incentivata una completa urbanizzazione del territorio con la conseguente compromissione della zona agricola.

Nel 1967 esce la legge n°765 nota come legge Pontela quale è importante perché introdusse per la prima volta una serie di standard urbanistici,rifacendosi al criterio di pianificazione a “zoning ,tra cui quelli relativi ai parcheggi privati,che dovevano essere considerati nella ragione di 1mq ogni 10mc di costruzione.

Il PRGC sopra proposto fu adottato nel 1973 e prevedeva un nuovo riordino dell’assetto viario con l’allontanamento del traffico dal viale a mare ed un’espansione   commisu-rata   alla   capacità   ricettiva   della   spiaggia:   i   dati riportavano la presenza di 13000 residenti e di 35000 ospiti nei periodi estivi.

Nel 1975 venne revocato il PRGC del 1973 perché tenuto conto dell’opinione pubblica e di suggerimenti posti da una opportuna Commissione,tale piano si proponeva di urbanizzare il territorio con la creazione di 12 zone IUP+IPP,con i soli parametri edilizi If  e Hmax .

Il Comune si adegua a quanto prescritto dalla R.T. e nel 1978 viene approvato il

1°Piano Regolatore Generale nella storia amministrativa del Comune;dopo tale data si succedono alcune varianti qui elencate nei loro aspetti essenziali:

1986 Variante relativa al campo da golf

1990 Variante relativa all’urbanizzazione di tutto il territorio comunale: in seguito alle polemiche suscitate tale variante venne revocata

1991 Variante generale di sbiancamento: con essa vengono bloccate le previsioni di nuove costruzioni contenute nel P.R.G. vigente.

1994 Conferma della variante relativa al blocco di nuove costruzioni

Oltre a tali varianti in questi  anni furono adottati e approvati i seguenti piani:

1990 Piano PEEP con tre localizzazioni ed adozione del piano relativo al centro e a Vittoria Apuana

1991 Piano Strutturale Turistico,con cui vengono tra l’altro catalogate 131 strutture alberghiere

1992 Piano IUP1/A relativo a Roma Imperiale e Piano Strutturale per il turismo balneare.


Con l’entrata in vigore dellla Legge Regionale n°5/95 si riordina le competenze

degli Enti territoriali(Regione,Provincia e Comuni)individuando gli strumenti urbanistici di competenza di ciascun Ente:

1 La Regione redige il Piano di Indirizzo Territoriale(P.I.T.)

2 La Provincia redige il Piano Territoriale di Coordinamento(P.T.C.)

3 Il Comune a sua volta ha il compito di redigere il Piano Regolatore(PRG) inteso come complesso degli atti di pianificazione territoriale con il quale il Comune disciplina l’uso e la trasformazione del territorio comunale e le relative risorse,secondo le “indicazioni strategiche derivanti dal PTC provinciale.

A partire dal 1995 il Comune cerca di adeguarsi alla legge regionale R.T. n°5/95, elaborando  il  Piano Strutturale del  PRG95 allora  vigente.Tale P.S. ebbe  una lunga e complessa procedura,trovando approvazione con un accordo di pianificazione tra Regione-Provincia e Comune ai sensi art.36-legge n°5/95 R.T. con delibera n°39 1/10/97 R.T. pubblicata sul B.U.R.T. ;  e nello stesso tempo il Comune di F.Marmi ha approvato il R.U. con delibera del Consiglio Comunale D.C.C.  n°108  1/10/97,  la  quale  ha  quindi  completato  e  dato  approvazione definitiva al nuovo P.R.G.97.

Il P.R.G.97 che è tuttoggi in vigore con successive varianti di cui poi parleremo, ed è costituito come previsto dalla L.R. 5/95 dai seguenti strumenti urbanistici:

 Piano Strutturale(P.S.) ai sensi art.24,25,26,27 L.R.5/95, approvato come il PRG con  D.C.C. 1/10/97, che ha validità dal momento della pubblicazione sul Bollet- tino  Ufficiale Regione Toscana(BURT).

Fra gli obbiettivi principali del P.S. si individuano i seguenti:

_ il recupero edilizio attraverso un’attenta riprogettazione delle aree edificate

_ la riqualificazione del territorio attraverso il recupero ambientale di aree inedificate

_ la valorizzazione e la tutela dei valori storici ed ambientali,un sistema di infrastrutture e di servizi

_ la tutela del sistema delle ville e dei parchi,soprattutto nella zona di Roma

Imperiale


_ il recupero del patrimonio edilizio alberghiero esistente.

Gli elaborati costituenti il P.S. comprendono sia elaborati cartografici che relazioni tecniche  (catasto   storico,standards   urbanistici   esistenti,reti   tecnologiche,suddivisione   del territorio in zone omogenee,carte dell’uso del suolo,carta dei valori storico-ambientali,carte della pericolosità e del rischio idraulico,etc..).Il territorio comunale,sulla base degli assetti insediativi,infrastrutturali,funzionali ed ambientali,atti a perseguire gli obbiettivi del piano,è stato suddiviso in 4 sub-sistemi:

_ A - sub-sistema insediativi costiero

_ B - sub-sistema insediativi della pianura

_ C - sub-sistema perturbano

_ D - sub-sistema agricolo e paesaggistico della pianura

Il sub-sistema insediativi costiero A,che ricopre quasi tutto il territorio comunale è suddiviso in zone(An°) o Unità Organiche Territoriali Elementari(U.T.O.E.)che possiedono caratteristiche di omogeneità e risultano essere in totale n° 17:


A1 : Arenile

A2 : Viale della Repubblica

A3 : Centro di Ponente

A4 : Viale Italico

A5 : Vittoria Apuana Ponente

A6 : Prima espansione

A7 : Seconda espansione

A8 : Centro Est

A9 : Roma Imperiale


A10 : Capanna

A11 : Zona di margine dell’Acqua

A12 : Zona di margine di Vittoria Apuana

A13 : Centro antico

A14 : tratto via Trento

A15 : tratto via dell’Acqua-via Emilia

A16 : Vittoria Apuana Centro

A17 : Vittoria Apuana zona scolastica


 Regolamento Urbanistico(R.U.), previsto dall’art.28 L.R.5/95 che a sua volta è

composto :

_ N.T.A. (Norme Tecniche d’Attuazione),le quali riportano i valori dei parametri o indici urbanistici(Rc=rapporto copertura,Sul=superficie utile lorda,Hmax=altezza max edifici, Np=n°piani,  Ip=indice  di  permeabilità,  distanze  dai  confini=5m)   con  cui  progettare  e intervenire sul territorio,relativamente alle varie U.T.O.E.

_ Cartografia del territorio comunale(in varie scale 1:2000 1:1000)


Programma Integrato di Intervento(P.I.I.),(Strumento Facoltativo di attuazione al

P.S.) previsto dall’art.29 della L.R.5/95,viene definito come lo strumento facoltativo con il  quale l’Amministrazione Comunale,in attuazione al “piano strutturale”,individua le trasformazioni del territorio da attuare nel periodo corrispondente al proprio mandato amministrativo.E il cosiddetto “Piano del Sindaco”,attraverso il quale l’amministrazione comunale si riserva di attuare proprie volontà e prevede interventi edificatori su  opportune aree(UTOE) considerate. La durata comunque si intende prorogata non oltre 18mesi dall’entrata in carica della nuova giunta.

Dal ’97 ad oggi si sono succeduti 2 P.I.I.:

_ P.I.I. “Interventi per il Recupero delle strutture Alberghiere dimesse”,approvato con  delibera del consiglio comunale D.C.C. n° 58 6/7/99.

_ P.I.I. “Programma Integrato di Intervento di Vittoria Apuana”,relativo alle nuove costruzioni di ville monofamiliari nelle UTOE A17(Vittoria Apuana zona scolastica) approvato con D.C.C n°105 4/12/04.

Inoltre il PRG97 del Comune di Forte dei Marmi, è dotato di un altro strumento urbanistico detto:

Piano del Settore Turistico Balneare(P.S.T.B.),l’ultimo dei quali è stato adottato con delibera di Consiglio Comunale D.C.C. n° 46 11/5/04,modificato e integrato a seguito accoglimento osservazioni e approvato definitivamente con D.C.C. n°124

20/12/04. Il P.S.T.B. è dotato di proprie N.T.A. (norme tecniche di attuazione) con cui disciplina l’UTOE A1 relativa agli “Arenili (fascia costiera di spiaggia)

Il PRG97 nel corso degli anni da dopo la sua approvazione è stato modificato da due varianti,le quali sono le seguenti:

_  Variante alle N.T.A. del R.U./PRG97 approvata con D.C.C. 78/01

_  Variante al R.U./PRG97 approvata con D.C.C. 81/04

Quindi oggi nel Comune di Forte dei Marmi si pianifica sul territorio mediante i 4 strumenti urbanistici sopra riportati: P.S. , R.U. , P.I.I. , P.S.T.B.

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