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Analisi del territorio




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Inquadramento geografico-storico-urbanistico


INQUADRAMENTO GEOGRAFICO-STORICO-URBANISTICO INTRODUZIONE - ubicazione

Analisi del territorio


ANALISI DEL TERRITORIO 1.1 INQUADARMENTO TERRITORIALE Camaiore



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ANALISI DEL TERRITORIO




1.1 INQUADARMENTO TERRITORIALE

Camaiore (34 mt  slm) è un comune di 31.221 abitanti situato in  Provincia di Lucca nella Regione

Toscana.

Le sue origini sono strettamente Romane e come indica il nome Camaiore→Campo Maggiore

→Campus Maior era uno dei più grandi “castrum” della zona contigua a Lucca .

Nel  suo  territorio,che  si  estende  per  84  kmq   il  più  vasto  comune  della  Versilia),  sono riconoscibili tipologie morfologiche nettamente distinte:

1.      Aree pianeggianti

2.      Aree collinari-montuose


Le are pianeggianti di maggior rilievo sono ubicate nel settore centrale e occidentale dellarea comunale ,esse sono rappresentate dalla conca di Camaiore e dalla piana costiera .

In particolare:

·    La pianura della conca di Camaiore,al centro del territorio comunale,si sviluppa lungo la parte terminale della valli del T.Lucese e del T.Lombricese. Poco dopo la loro confluenza

,ove ha origine il F.Camaiore , la piana si restringe e sbocca nell’ampia pianura costiera in

corrispondenza della strettoia del Ponte di Sasso.

·    La pianura costiera,si estende sulla fascia litoranea da Capezzano al Lido di Camaiore. A queste aree si può aggiungere la modesta porzione di fondo del T.Freddana.

Le tre aree sopra indicate sono caratterizzate da morfologie piatte(pianura costiera) o sub- pianeggianti,con deboli spiovenze verso gli impluvi principali. Le valli ad esse laterali sono spesso contraddistinte da pendenze assai più accentuate. Alcune tra le principali vallate secondarie,sono spesso contraddistinte dal fatto di essere state colmate ,per alluvionamenti successivi, da depositi di conoidi di deiezione che attualmente,allo sbocco nelle valli principali,si presentano reincisi e terrazzati;ne sono esempio tipico le grosse conoidi di deiezione laterali della valle del Lucese,le cui scarpate presentano rispetto al fondovalle principale,dislivelli talora superiori ai 20 mt. La fascia collinare-montuosa ,che lambisce o contorna le aree di pianura ,rappresenta la propaggine meridionale delle contigue Alpi Apuane ed  assume forme diverse nei rilievi che la costituiscono:

·    Forme più blande nel settore  centro-meridionale,con quote massime che si aggirano intorno ai 500-600 mt slm,con versanti a media-bassa acclività,raramente incisi da valli incassate e ripide;

·    Rilievi  con  asperità  più  accentuate  nel  settore  settentrionale,circostanti  la  conca  del capoluogo,culminanti in corrispondenza dei massicci prevalentemente carbonatici del M. Gabberi, del M. Prana e del M. Matanna (circa 1300 m slm). Laspetto morfologico di questi ultimi massicci è tipico del paesaggio apuano,con presenza di valli incassate  a “canyon caratterizzate da scarso sviluppo di spianate ampie  e piatte,con pendii dei versanti da mediamente acclivi a molto acclivi,con speroni rocciosi e doline,risultato di una evoluzione morfologica di tipo carsico.

I rilievi in questione sono incisi da due principali sistemi idrografici,separati dallo spartiacque della dorsale Montemagno-Gombitelli:


·    Un sistema avente direzione E-W , i cui assi di drenaggio sono costituiti dalle aste del T.Lucese e del T.Lombricese; il corso dacqua che si origina dalla loro confluenza prende il nome di T.Camaiore;

·    Un sistema avente direzione W-E ,rappresentato dal T.Freddana ,affluente di destra del

F.Serchio .

Tali corsi d’acqua sono molto importanti per il territorio poiché lo hanno caratterizzato conformando,sul proprio andamento,non solo la morfologia del territorio, ma anche quella degli insediamenti e delle infrastrutture antropiche. Esiste infatti una stretta dipendenza tra corso dacqua

,strada ed insediamenti umani. Le acque hanno storicamente messo in comunicazione il mare con l’entroterra e di conseguenza le vie di comunicazione si sono sviluppate seguendo queste direttrici principali.

Esempio tipico è la S.P.1 Lucca-Camaiore-Viareggio, di cui ci occupiamo nella presente tesi, il cui tracciato corre sull’argine destro del Fiume Camaiore dalla parte versiliese mentre costeggia il Torrente Freddana dalla parte lucchese come si vede in parte nella cartina sottostante .



1.2   INQUADRAMENTO URBANISTICO

Gli strumenti urbanistici cui facciamo riferimento, ai sensi della L.R.5 del 1995 della Regione Toscana , sono il Piano Strutturale del Comune di Camaiore ,approvato con delibera di C.C. n°130 del 6/12/1999, e il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del Bacino Regionale Toscana Nord approvato con D.G.R.T. n°767 del 2/8/2004 .

In questo paragrafo si vuole dare una breve spiegazione di che cosa siano, come si relazionino tra loro e come si inserisca al loro interno il nostro progetto .

Partiremo dal PS che si pone al livello più basso di pianificazione territoriale (con c si vuole intendere che essendo di ambito comunale le sue previsioni sono ad un livello di dettaglio molto elevato) per poi passare ad analizzare il PAI,che pur ponendosi ad un livello di pianificazione ben più alto (ha come ambito il Bacino idrografico in questo caso della zona settentrionale della Toscana), data la sua specificità , integra e completa le previsioni del PS in ambito idrico e geomorfologico.

Il Piano Strutturale  fa parte assieme al Regolamento Urbanistico e al Piano Integrato di Intervento (facoltativo) del Piano Regolatore Generale ed è lo strumento attraverso il quale le amministrazioni comunali esprimono e definiscono l’impianto generale ,a livello di inquadramento spaziale e temporale, delle scelte di organizzazione e di trasformazione del territorio, espresse dalla comunità locale e verificate in funzione dei vincoli programmatici ,dei vincoli e dei progetti esistenti o in corso di elaborazione, da parte degli enti sovraordinati (Regione , Provincia) .

Sulla base del Quadro Conoscitivo il territorio comunale è stato suddiviso,in sostituzione delle tradizionali zone omogenee (A,B, zona agricola,ecc..), in sistemi e sub-sistemi ambientali e unità territoriali organiche elementari (UTOE ).

Queste ultime sono interne ai sub-sistemi ambientali e rappresentano parti di territorio da valutare e pianificare organicamente e con progetti strategici secondo obbiettivi specifici di governo.

La divisione in sistemi e    sub-sistemi corrisponde ad un’idea geografica meno astratta di quella delle zone omogenee che tagliavano il territorio secondo logiche funzionali ma in parte estranee ad esso ed avviene sulla base di ricerche storico-culturali e socio-economiche.

I sistemi individuati nel Piano Strutturale del Comune di Camaiore sono due:

¾  Il Sistema Territoriale delle Città e del Fiume di Camaiore

¾  Il Sistema Territoriale del Bacino del Massaciuccoli

Due sono anche i sub-sistemi ambientali:

¾  il sub-sistema della pianura

¾  il sub-sistema della collina e della montagna


Per ogni sub-sistema sono state definite le invarianti strutturali,gli indirizzi programmatici, i criteri e la disciplina per la definizione degli assetti territoriali, il perimetro e l’articolazione delle diverse UTOE nonc gli elementi per la valutazione degli effetti ambientali. Le unità territoriali organiche elementari non coprono tutto il territorio.

Larea  interessata     dagli  interventi  che  costituiscono  il  presente  lavoro  ricade  nel  Sistema Territoriale delle Città e del Fiume di Camaiore nel sub-sistema della pianura, in una zona, indicata come Borghi ed Insediamenti Sparsi,non compresa in alcuna UTOE.

Tale zona si caratterizza per essere costituita da insediamenti storici ma soprattutto recenti che si sono formati in modo più o meno spontaneo ed oggi costituiscono un sistema insediativo diffuso da porre sotto controllo.

Il Piano Strutturale perimetra, sulla base delle cartografie storiche e di elementi fisici presenti sul territorio,tali insediamenti  regolamentando in questo modo l’edificabilità e gli interventi su di essi. All’interno   del   perimetro   il   Regolamento   Urbanistico   individua:   gli   edifici   di   interesse architettonico  da  tutelare,gli  edifici  di  interesse  tipologico  che  necessitano  di  ristrutturazione edilizia o ampliamento, le aree libere da destinare a pubblico utilizzo (parcheggi, attrezzature..), gli interventi necessari per la riorganizzazione delle reti infrastrutturali e dei servizi.

Si riporta di seguito un estratto del Regolamento Urbanistico relativo alle aree interessate dal nostro progetto



13

 


Il  Piano  di  Assetto  Idrogeologico,  PAI  ,del  Bacino  Regionale  Toscana  Nord  è  invece  uno strumento  urbanistico  finalizzato  a  garantire  il  mantenimento  e  il  ripristino  di  condizioni  di equilibrio naturale e conseguentemente a definire le condizioni di sicurezza per la collettiviche insiste sul bacino.

Esso detta un insieme di norme per un corretto uso del territorio in riferimento alla prevenzione dei rischi e alla disponibilità di risorse naturali.

Si tratta cioè di uno strumento attraverso il quale rendere controllabili gli effetti di trasformazione indotti sui cicli naturali da cause antropiche e naturali e quindi di rendere possibile l’individuazione di azioni e strumenti di prevenzione e mitigazione degli effetti negativi.

I contenuti del piano non sono altra cosa,o almeno non dovrebbero esserlo,da quelli g contenuti in altri strumenti di pianificazione territoriale, la differenza consiste da un lato nella specificità tematica, necessaria e motivata dal fatto che lanalisi prima e le soluzioni prospettate poi, hanno a che fare con il sistema territoriale di base comune a tutti gli altri strumenti di pianificazione, dallaltro  nel fatto che tali valutazioni sono possibili ed efficaci solo se riferite allambito fisico opportuno, il bacino idrografico, assolutamente indipendente dai limiti amministrativi.

Il piano produce quindi , analisi, valutazioni, proposte a scala di bacino per restituire quadri di riferimento corretti alle diverse scale territoriali/amministrative.

Da qui la necessi anche, di un soggetto dedicato (almeno fino  a quando tale logica non sa in tutto acquisita dai diversi livelli di gestione territoriale), LAutorità di Bacino (nel caso di bacini regionali come il nostro è la Regione), quale garante dell’obbiettivi dellazione e della sua sostenibilità anche in termini di condivisione.



Non si tratta infatti di un ente ma semmai di una sede di intesa e concertazione di strategie finalizzate alla sicurezza tra i diversi soggetti che con il  territorio e le sue trasformazioni hanno  a che fare.

Il PAI a partire dagli scenari di pericolosità, dalla loro analisi in termini di cause, di evoluzione attesa e possibili effetti negativi definisce logicamente gli interventi necessari e le relative priorità spazio temporali in funzione degli obbiettivi e della gradualidel loro raggiungimento.

Obbiettivi del piano sono :

a.  individuare le condizioni di sostenibili in termini di risorse e di prevenzione dei rischi naturali

b. definire le azioni necessarie al loro raggiungimento e al loro mantenimento attraverso interventi strutturali e non strutturali (regole di uso del territorio finalizzate al ripristino e mantenimento spazio-temporale di condizioni di equilibrio)

Sulle modalità con cui il presente lavoro si inserisca nel PAI si rimanda al paragrafo 1.4 .


1.3   I VINCOLI DI PIANO

I vincoli sovraordinati sono contenuti nelle tavole del Quadro Conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Camaiore e sono i seguenti :

·    I vincoli paesaggistici

·    I vincoli idrogeologici

·    Le aree protette

·    Le fasce di rispetto

Dalla  visione  degli  elaborati  si  apprende  che  l’area  dell’intervento  è  soggetta  a  vincoli

paesaggistici e a vincoli idrogeologici. I vincoli paesaggistici sono:

¾  quello  relativo  al  fiume  Camaiore   che  è  considerato,nel  tratto  immediatamente antecedente  a             ponte  alla  Gora,  corso  dacqua  di  interesse  paesaggistico  ai  sensi

dellart.142 comma 1 lett. “c del D.Lgs 42/2004, ex zone B e C della DCR296/88

Tale vincolo interessa la nuova viabili limitatamente nella   sua parte terminale dove si collega tramite un ponte alla strada Provinciale.

Per il superamento del vincolo è richiesta autorizzazione da parte dellente competente che nello

specifico è il Comune di Camaiore


¾  quello di aree boscate ai sensi dell’art. 142 ,comma1, lett. g del D.Lgs 42/2004

La figura  mette in evidenza la presenza di  aree boschive particolarmente estese sui colli in sinistra idrografica al Fiume Camaiore .Esse sono caratterizzate dalla presenza di vegetazione arborea ed arbustiva spontanea o impiantata dall’uomo,in grado di esercitare un’influenza sul clima ,sul regime


idrico, sulla flora e sulla fauna. Le aree boscate si distinguono in aree boschive e soprassuoli boschivi  e  non  costituiscono  solo  forme    paesaggistiche  di  pregio  ma  rappresentano  di  fatto elementi di salvaguardia dellassetto naturalistico e soprattutto idrogeologico.

Questo è un dato importante perché in quelle aree si sviluppa la quasi totalità del percorso della nuova viabilità.

Di conseguenza il vincolo in questione interessa in modo significativo il presente progetto tanto più che l’abbattimento di vaste porzioni di bosco incide sul territorio , come pocanzi ricordato , anche da un punto  idrogeologico poiché va a modificare il deflusso delle acque piovane e va a togliere al terreno leffetto stabilizzante offerto dagli impianti radicali delle piante.

Si capisce quindi come la trasformazione della zona boschiva abbia ripercussioni significative sul territorio.

Essa dovrà pertanto essere autorizzata dal Comune di Camaiore nel rispetto delle procedure di cui al D.Lgs  490  del  29/10/1999  con  parere  della  Soprintendenza  ai  beni  culturali  e  ambientali competente.

Analizziamo ora il vincolo idrogeologico (ai sensi dellart.38 L.R.39/2000 e del R.D. 3267 del

30/12/1923) .

Esso è riportato nella figura precedente in cui compare assieme al vincolo paesaggistico di area boscata. Quest’ultima,per quanto visto precedentemente, risulta essere anche soggetta a vincolo idrogeologico ai sensi dellart.37 della L.R. 39/2000 .

La nuova viabili sa quindi interamente sottoposta a vincolo idrogeologico, e al relativo ente competente, fatta esclusione per un breve tratto iniziale in prossimidella S.R.439 Sarzanese- Valdera.


1.4 PERICOLOSITÀ IDRAULICA E GEOMORFOLOGICA

Il   territorio   comunale   di   Camaiore   presenta   numerosi   contesti   di   dissesto   idraulico   e geomorfologico  conseguenza sia di fattori ambientali  sia di fattori di origine antropica quali : l’abbandono e l’incuria del territorio,lassenza di opere di regimazione delle acque superficiali,il cattivo intervento.

Per  analizzare  più  nello  specifico  questi  aspetti  si  fa  riferimento  al  PAI  (Piano  per  l’assetto

idrogeologico) del Bacino Toscana Nord.

Dalla Relazione Generale del PAI ,nel capitolo terzo,si apprende che  circa il 30%  della superficie territoriale del comune di Camaiore è area perimetrata con sigla PIME , PIE oppure PFME , PFE . Sempre in questo  capitolo si chiarisce cosa si intende con queste sigle.

Nel paragrafo 1.1 si indica che le aree PIME e PIE sono quelle in cui la pericolosità idraulica è rispettivamente molto elevata o elevata e sono state individuate riconducendo i perimetri delle aree allagate ad elementi riconoscibili sul terreno o in cartografia.

Nel paragrafo 1.2 si spiega invece che le aree PMFE e PFE sono quelle in cui la pericolosigeomorfologica è rispettivamente molto elevata o elevata.

In dettaglio:

pericolosi geomorfologica molto elevata (PMFE) : rientrano in questa categoria tutti i fenomeni franosi attivi e le relative aree di influenza nonché le aree che possono essere coinvolte dai suddetti fenomeni. Rientrano comunque negli ambiti a pericolosi geomorfologica molto elevata le aree che possono essere coinvolte in processi a cinematica rapida e veloce,quali quelle esposte a fenomeni di crollo,a  colate  rapide  di  detrito  o  di  terra  sui  versanti,a  voragini  per  accertati  fenomeni carsici,nonché quelle soggette alle ripercussioni di calate rapide di detrito incanalate.

pericolosi geomorfologica elevata (PME) : rientrano in questa categoria tutti i fenomeni franosi quiescenti,  le  relative  aree  di  influenza,nonc le  aree  con  indizi  di  instabilità  connessi  alla giacitura,all’acclività,alla  litologia,alla  presenza  di  acque  superficiali  e  sotterranee,nonc a fenomeni di carattere antropico,le aree soggette ad erosione accelerata,subsidenza,aree calanchive.In caso di nuove progettazioni queste zone dovrebbero essere evitate.

Purtroppo  nel  caso  presente   c non  è  stato  del  tutto  possibile  a  causa  della  considerevole estensione delle stesse e della particolare ubicazione del’intervento in oggetto.

Osserviamo ora in dettaglio la situazione utilizzando le carte tematiche contenute nel PAI sulle quali, per maggiore chiarezza, è stato riportato il nostro progetto .

Le carte utilizzate sono:

Carta della pericolosità geomorfologica


Carta della pericolosi Idraulica

Carta della tutela del territorio

Carta della pericolosiGeomorfologica


Quello che si può vedere da questa carta è che la nuova viabilità si sviluppa in una prima parte,all’incirca fino allacquedotto,in un area campita di bianco e quindi a bassa pericolosità;dopodiché il tracciato comincia a salire ed interessa aree a media pericolosi fino a raggiungere il fosso della Mela. Da qui in poi la strada attraversa dapprima un’ area PFE per passare poi nuovamente in un’area a pericolosi media ed intersecare infine il piede dellarea rossa, PFME , nelle vicinanze del depuratore.

Il tratto finale,al pari di quello iniziale il meno critico perc taglia zone a pericolosi media ed a pericolosità irrilevante.

Le aree PMFE e PFE non sono precluse a priori da  interventi diversi da quelli di messa in sicurezza,  ma,  in  tali  aree  è  consentita  la  realizzazione  di  nuove  opere  ed  infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico non diversamente localizzabili , alle seguenti condizioni:

·    non venga aumentato il rischio nelle aree adiacenti o venga pregiudicata la stabilità delle stesse previa realizzazione delle opere funzionali alla messa in sicurezza. Queste ultime dovranno essere supportate da idonei studi geologici,geotecnici ed idrogeologici

·    non venga limitata la possibilità di realizzare interventi definitivi di stabilizzazione e prevenzione dei fenomeni

·    sia consentita la manutenzione delle opere di messa in sicurezza


Carta della pericolosi Idraulica

Dalla carta si evince che ricadono  in area perimetrata soltanto la porzioni del nuovo tracciato che si trovano in pianura. In particolare larea PIME interessa il tratto iniziale in cui la nuova viabilità si collega alla Sarzanese ; l’area PIE riguarda invece il tratto finale del tracciato ,che dopo la  ex- Cartiera Viareggio scavalcando il Fiume Camaiore si ricollega alla Provinciale, ed il tratto compreso tra il Fosso Moneta e l’acquedotto.

Anche per queste aree vale quanto asserito per le precedenti e cioè che è consentita la realizzazione di nuove infrastrutture pubbliche o di interesse pubblico non diversamente localizzabili, purc siano realizzate in condizioni di sicurezza idraulica per tempi di ritorno di

200 anni, purché non precludano la possibilità di attenuare o eliminare le cause che determinano le condizioni di rischio e non concorrano ad aumentare il rischio in altre aree .

Lente competente preposto ad esprimere parere positivo o meno circa i progetti che interessono

tutte quante queste aree è l’Autorità di Bacino che nella fattispecie è la Regione Toscana.


Carta di tutela del territorio

Dalla carta di tutela del territorio si ha un quadro generale e riassuntivo di quanto affermato fino ad ora.

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