Appunti per Scuola e Università
Umanistiche
Appunti e tesine di tutte le materie per gli studenti delle scuole medie riguardanti le materie umanistiche: dall'italiano alla storia riguardanti le materie umanistiche: dall'italiano alla storia 
Scientifiche
Appunti, analisi, compresione per le scuole medie suddivisi per materie scientifiche, per ognuna troverai appunti, dispense, esercitazioni, tesi e riassunti in download.
Tecniche
Gli appunti, le tesine e riassunti di tecnica amministrativa, ingegneria tecnico, costruzione. Tutti gli appunti di AppuntiMania.com gratis!
Appunti
tecniche
Aeronautica Agricoltura agraria Architettura Automobile Costruzione
Demografia urbanistica Elettronica elettricita Forensics Ingegneria tecnico Vela


AppuntiMania.com » Tecniche » Appunti di Agricoltura agraria » Aria

Aria




Visite: 612Gradito: [ Medio appunti ]
Leggi anche appunti:

Suolo


SUOLO 1 INTRODUZIONE L’enciclopedia italiana “Treccani” riporta la

Aria


ARIA 1 INTRODUZIONE L'inquinamento atmosferico viene

Rifiuti


RIFIUTI 1 INTRODUZIONE I rifiuti possono essere definiti come sostanze o



Scarica gratis Aria

ARIA



1 INTRODUZIONE


L'inquinamento atmosferico viene definito come: 'ogni modificazione della normale composizione o stato fisico dell'aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di uno o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e  di salubrità dell'aria, da costituire pericolo ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell'uomo, da compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell'ambiente, da alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati'

Prima di vedere in dettaglio la normativa comunitaria e nazionale relativa all’inquinamento atmosferico vediamo alcune definizioni importanti:

aria ambiente : l´aria esterna presente nella troposfera, ad esclusione di quella presente nei luoghi di lavoro;

inquinante : qualsiasi sostanza immessa direttamente o indirettamente dall´uomo nell´aria ambiente  che  può  avere  effetti  dannosi  sulla  salute  umana  o  sull´ambiente  nel  suo complesso;

livello : concentrazione nell´aria ambiente di un inquinante o deposito di questo su una superficie in un dato periodo di tempo;

valutazione : impiego di metodologie per misurare, calcolare, prevedere o stimare il livello di un inquinante nell´aria ambiente

valore limite : livello fissato in base alle conoscenze scientifiche al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana o per l´ambiente nel suo complesso, tale livello deve essere raggiunto entro un dato termine e in seguito non superato;

valore obiettivo : livello fissato al fine di evitare, a lungo termine, ulteriori effetti dannosi per la salute umana o per l´ambiente nel suo complesso; tale livello deve essere raggiunto per quanto possibile nel corso di un dato periodo;

soglia di allarme : livello oltre il quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata e raggiunto il quale si deve immediatamente intervenire a norma del presente decreto;


margine di tolleranza : la percentuale del valore limite nella cui misura tale valore p essere superato alle condizioni stabilite dal presente decreto;

zona : parte del territorio nazionale delimitata ai fini del presente decreto;

agglomerato : zona con una popolazione superiore a 250.000 abitanti o, se la popolazione è pari o inferiore a 250.000 abitanti, con una densità di popolazione per km2  tale da rendere necessaria la valutazione e la gestione della qualità dell´aria ambiente a giudizio dell´autorità competente;

soglia di valutazione superiore : un livello al di sotto del quale le misurazioni possono essere combinate con le tecniche di modellizzazione al fine di valutare la qualità dell´aria ambiente;

soglia di valutazione inferiore : un livello al di sotto del quale è consentito ricorrere soltanto alle tecniche di modellizzazione o di stima oggettiva al fine di valutare la qualità dell´aria ambiente.


3 NORMATIVA COMUNITARIA DI RIFERIMENTO PER L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

La tutela della salute umana e dell'ambiente dall'inquinamento atmosferico di origine industriale è l'obiettivo che ha ispirato un ampio settore del sistema normativo comunitario quali ad esempio le direttive 80/779/CEE, 83/884/CEE, 84/360/CEE e 85/203/CEE.

In  particolare  la  Direttiva  96/62/CE  ha  espresso  le  politiche  generali  in  materia  di valutazione e di gestione della qualità dell'aria, individuando le azioni fondamentali che gli stati membri devono attuare per definire e stabilire obiettivi di qualità dell'aria finalizzati a prevenire  o   ridurre  effetti   nocivi   sulla   salute   e   sull'ambiente  nel   suo   complesso. Inoltre definisce i metodi di valutazione in base a criteri comuni, l'acquisizione di informazioni sulla qualità dell'aria da rendere accessibili alla popolazione e il mantenimento o il miglioramento della qualità dell'aria.

Per gli inquinanti quali: SO2 , NOx , particelle fini (anche PM10), particelle in sospensione, Pb, O3 , Benzene, CO, idrocarburi policiclici aromatici, Cd, As, Ni, Hg, la Commissione trasmette al Consiglio le proposte relative alla fissazione dei valori limite e delle soglie di allarme. Per la fissazione di questi valori limite si può tenere conto, a titolo di esempio, dei seguenti fattori: grado di esposizione delle popolazioni, condizioni climatiche, vulnerabilità della flora, della fauna e dell'habitat, patrimonio storico, fattibilità economica e tecnica e trasporto a lunga distanza degli inquinanti. Per quanto riguarda il caso specifico dell'ozono si attueranno misure particolari.

Gli inquinanti da prendere in considerazione sono selezionati in base a criteri che tengono conto di: probabilità, gravità e frequenza degli effetti relativamente alla salute con particolare attenzione agli effetti irreversibili; ubiquità e concentrazione elevata della sostanza inquinante;  trasformazioni  ambientali  o  alterazioni  metaboliche,  nel  caso  in  cui  tali alterazioni possano dar luogo alla produzione di sostanze chimiche di maggiore tossicità; persistenza nell'ambiente; impatto dell'inquinamento.

La misurazione è obbligatoria per gli agglomerati (zona con una popolazione superiore a

250000 abitanti o una densità abitativa per Km2 tale da rendere necessarie la valutazione e la gestione della  qualità dell'aria), le  zone  in  cui  i  livelli sono  superiori ai  valori limite. Quando gli inquinanti devono essere misurati, la misurazione deve avvenire in punti fissi e in maniera continua o per campionamento casuale.


Gli stati membri predispongono piani d'azione che indicano le misure da adottare a breve termine in caso di rischio di superamento delle soglie di limite e di allarme in maniera da ridurne la durata e al limite evitare l'accaduto. Devono anche elaborare l'elenco delle zone in cui i valori di alcuni inquinanti superano la soglia massima. In queste zone si deve procedere con un programma che abbia come scopo l'abbassamento del valore degli inquinanti al di sotto del valore limite entro il periodo stabilito.

In data 17.07.2000, il Parlamento europeo ed il Consiglio hanno adottato il regolamento

1655/2000 concernente lo strumento finanziario per l'ambiente (LIFE). Tale regolamento costituisce la nuova base giuridica per la terza fase dello strumento LIFE, dal 2000 al 2004. Il Testo Finale del Programma è stato pubblicato sulla G.U.C.E. e può essere definito come uno strumento che sostiene in modo specifico lo sviluppo e l'attuazione della politica ambientale della Comunità. Lo strumento finanziario per l'ambiente LIFE è diviso in tre settori tematici: LIFE-Natura, LIFE-Ambiente e LIFE-Paesi terzi.

Tutti e tre questi campi hanno come obiettivo il miglioramento dell'ambiente, ma ciascuno di essi ha proprie priorità specifiche:



    LIFE-Natura riguarda azioni finalizzate alla conservazione degli habitat naturali e della fauna e flora selvatiche di interesse per l'UE;

    LIFE-Ambiente riguarda azioni dimostrative innovative per le attività economiche e gli enti locali, nonché azioni preparatorie a sostegno della legislazione e delle politiche comunitarie;

 LIFE-Paesi terzi riguarda l'assistenza tecnica a paesi terzi che si affacciano sul mar

Mediterraneo e sul mar Baltico.

Un’altra azione intrapresa dalla comunità europea di concerto con tutti i paesi più industrializzati del mondo è il Protocollo di Kyoto, che si pone come obbiettivo quello di lottare contro i cambiamenti climatici con un'azione internazionale mirante a ridurre le emissioni di taluni gas  ad effetto serra responsabili del riscaldamento del pianeta. Il 4 febbraio 1991, il Consiglio ha autorizzato la Commissione a partecipare, in nome della Comunità europea, ai negoziati della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, adottata a New York il 9 maggio 1992. La Convenzione di New York è  stata  considerata  un  successo  ed  ha  permesso  di  sensibilizzare  i  cittadini,  a  livello mondiale, sui problemi connessi ai cambiamenti climatici. Tuttavia, l'obiettivo di stabilizzare


le concentrazioni dei gas ad effetto serra non è stato raggiunto, in particolare per quanto concerne le emissioni di biossido di carbonio. Le parti contraenti della Convenzione hanno quindi deciso, nella prima conferenza svoltasi a Berlino nel marzo 1995, di negoziare un protocollo contenente misure atte a ridurre le emissioni per il periodo successivo all'anno

2000 nei paesi industrializzati. In seguito ai lavori del gruppo ad hoc denominato 'Mandato di Berlino', il protocollo è stato adottato il 10 dicembre 1997 a Kyoto. Meno ambizioso degli obiettivi proposti dall'Unione europea di ridurre del 15% entro l'anno 2010 (con una tappa intermedia del 7,5% prima del 2005) le emissioni di biossido di carbonio, metano e ossido di azoto, questo protocollo rappresenta tuttavia un importante progresso nella lotta contro il riscaldamento del pianeta perché contiene obiettivi vincolanti e quantificati di limitazione e di riduzione dei gas ad effetto serra. Il protocollo di Kyoto concerne le emissioni di sei gas ad                                                               effetto                                                               serra: biossido  di  carbonio  (CO2),  metano  (CH4),  biossido  d'azoto  (NO2),  idrofluorocarburi (HFC), idrocarburo perfluorato (PFC), esafluoruro di zolfo (SF6).

Il nostro Paese appartiene al gruppo delle Nazioni incluse nell'Annesso B del Protocollo di Kyoto. L'obiettivo di riduzione dei gas serra indicato nel suddetto Protocollo è fissato ad una percentuale dell'8% (ovvero la stessa percentuale indicata per tutti i Paesi appartenenti all'Unione Europea). In sede comunitaria, nel Giugno 1998, sono state stabilite le percentuali di riduzione a carico dei diversi Paesi. Per l'Italia, è stata fissata una percentuale del 6.5% .


2 NORMATIVA NAZIONALE DI RIFERIMENTO PER L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

L´inquinamento atmosferico, è stato il primo tra i settori ambientali ad essere disciplinato da una legge quadro la 615/66, ormai superata. Attualmente  sono presenti un così elevato numero di norme che da più parti è stata manifestata l´esigenza di una nuova disciplina unitaria in materia.

Tale quadro è tutt´altro che stabile proprio a fronte del recepimento della normativa europea. Esso, infatti, è oggi in rapida evoluzione, sia sotto l´aspetto degli inquinanti da controllare, che sotto quello delle azioni tese al controllo, al risanamento ed al miglioramento della qualità dell´aria.

Il D.P.R. 203/1988, insieme ai decreti e ai regolamenti attuativi, disciplina:

 gli impianti che possono dar luogo ad emissioni in atmosfera;

 le caratteristiche merceologiche dei combustibili ed il loro impiego;

 i valori limite e i valori guida per gli inquinanti dell'aria nell'ambiente esterno;

 i metodi di campionamento, analisi e valutazione;

Più precisamente, la disciplina prevede l'obbligo di autorizzazione per gli impianti e il rispetto dei  valori limite di  emissione, definendo 'emissione' qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell'atmosfera proveniente da un impianto che possa produrre inquinamento atmosferico.

A disciplinare la materia delle emissioni in atmosfera di origine industriale, oltre al D.P.R.

203/1988 ed ai suoi decreti attuativi, è intervenuta la normativa riguardante l'inquinamento dell'aria prodotto dagli impianti di incenerimento dei rifiuti. In questo settore vigono attualmente il Dm del 19 novembre 1997 n°503 (che reca le norme per l'attuazione delle direttive comunitarie in materia di prevenzione dell'inquinamento atmosferico provocato da incenerimento di rifiuti, di rifiuti speciali non pericolosi, nonché di taluni rifiuti sanitari) e Dm 25 Febbraio 2000 n°124 che riguarda i valori limite di emissione e le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento dei rifiuti pericolosi.

Una disciplina specifica è prevista per i grandi impianti di combustione (di potenza termica o nominale pari a 50 MW) contenuta nel Dm 8 maggio 1989, nel Dpr 26 ottobre 2001, n. 416 e nell'allegato In del Dm 12 luglio 1990.


Il decreto legislativo 351 del 4 agosto 1999, ha recepito la Direttiva 96/62/CE con la quale l´Unione Europea ha espresso le politiche generali 'in materia di valutazione e di gestione della qualità dell´aria', individuando le azioni fondamentali che gli Stati Membri debbono attuare per definire e stabilire obiettivi di qualità dell´aria finalizzati a prevenire o ridurre effetti nocivi sulla salute e sull´ambiente nel suo complesso.

Il DL 351/99 si configura come un provvedimento programmatico, che definisce i principi base di una strategia per la qualità dell´aria ed affronta anche il non facile compito di avviare un processo dinamico di adeguamento della normativa nazionale con il sistema delle 'direttive figlie' cui è demandata la regolamentazione sia degli inquinanti atmosferici già normati (SO2, NO2, PTS, PM10, Pb, O3, Benzene, IPA e CO), che per i nuovi inquinanti: Cadmio (Cd), Arsenico (As), Nichel (Ni) e Mercurio (Hg). Inoltre tale decreto prevede l´aggiornamento della normativa nazionale, non solo relativamente ai nuovi valore limite e valori obiettivo fissati dalle 'direttive figlie', ma anche alla normativa tecnica comprensiva degli strumenti della pianificazione: le reti di monitoraggio, gli inventari delle emissioni, gli strumenti                           di                           analisi                           e                           stima. Il decreto legislativo non modifica, inoltre, la normativa italiana che ha, di fatto anticipato il recepimento della direttiva 96/62/CE: il Decreto 27 Marzo 1998 'Mobilità sostenibile nelle aree urbane' e il Decreto del 21 aprile 1999, 'Individuazione dei criteri ambientali e sanitari” in base ai quali i sindaci adottano le misure di limitazione della circolazione.




I due decreti agiscono entrambi, in via prioritaria, sulla fonte di generazione dell´inquinamento atmosferico più significativo: il traffico autoveicolare. Infatti, il primo (Decreto 27 Marzo 1998) obbliga le amministrazioni pubbliche e le aziende che prestano servizi pubblici a rinnovare il proprio parco autoveicolare con quote crescenti di mezzi elettrici o alimentati a gas. Il secondo (Decreto del 21 aprile 1999) impone, invece, il passaggio da misure temporanee, in caso di episodi acuti, alla definizione di un piano comunale di intervento in grado di garantire il rispetto dei valori medi annui dei vari inquinanti incidendo sulle diverse fonti di emissioni.  Il decreto di recepimento modifica, in attuazione ai principi stabiliti dalla direttiva 96/62/CE, la legislazione vigente in Italia sulla qualità dell´aria e ne prevede la progressiva abrogazione, in particolare, per quanto riguarda la     disciplina     dettata     dal     D.P.R.     203/88     e     dai     suoi     decreti     attuativi. Rimangono quindi in vigore fino all´emanazione dei decreti attuativi delle direttive figlie , i


valori limite, i valori guida, i livelli di attenzione e di allarme, gli obiettivi di qualità ed i livelli per la protezione della salute e della vegetazione previsti dalla normativa vigente. Il decreto legislativo prevede che le regioni e le province autonome, laddove non siano disponibili misure rappresentative dei livelli degli inquinanti, provvedano ad effettuare una valutazione della qualità dell´aria in modo da individuare le zone in cui i livelli sono più alti dei valori limite. Lo scopo di tale valutazione preliminare è quello di individuare zone che, in base al livello d´inquinamento rilevato, dovranno dotarsi per la valutazione della qualità dell´aria di una rete di monitoraggio oppure potranno avvalersi di metodi di stima. Per i nuovi valori limite, che verranno adottati in un prossimo futuro, il decreto prevede un margine di superamento da ridursi progressivamente entro un termine stabilito per ciascun inquinante. previsto, comunque, un piano di risanamento, per le zone e gli agglomerati in cui i livelli di uno o più inquinanti eccedono i valori limite oltre il margine di superamento. Sono inoltre, previsti piani d´azione, in caso di rischio di superamento delle soglie d´allarme e  dei valori limite. Il decreto legislativo, in linea con il dettato della direttiva, grande rilievo all´aspetto dell´informazione ed, al riguardo, prevede che le autorità competenti garantiscano a tutti i cittadini la disponibili di informazioni chiare, comprensibili ed accessibili.


4 RIEPILOGO RIFERIMENTI NORMATIVI

Nella  tabella  seguente  viene  riportato  un  elenco  delle  principali  norme  che  a  livello comunitario e nazionale sono applicate in campo di inquinamento atmosferico.

NORMATIVA COMUNITARIA

NORMATIVA NAZIONALE

DPCM 28/03/83*

Limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti dellaria e nell’ambiente esterno

DIR 80/779

Modalità di esercizio degli impianti esistenti. Valori limite per anidride solforosa e particelle in

sospensione

DPR 203/88 *

Attuazione Direttive n. 80/779, 82/884, 84/360, 85/203 concernenti norme in materia di qualità dellaria

relativamente a specifici agenti inquinanti e di

inquinamento prodotto dagli impianti industriali

DIR 82/884

Valori limite per il piombo contenuto nellatmosfera

DPCM 21/07/89

Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per l’attuazione e l’interpretazione del DPR 24/05/88, n. 203

DIR 84/360

Concernente la lotta contro linquinamento atmosferico provocato da impianti industriali

DM 12/07/90

Linee guida per il contenimento delle emissioni inquinanti degli impianti industriali e la fissazione dei valori minimi di emissione

DIR 85/203

Norme di qualità atmosferica per il biossido di azoto

DM 8/5/89

Limitazione delle emissioni nellatmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione

DIR 88/609

concernente la limitazione delle emissioni nellatmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione

DM n. 126 del 20/05/91*

Criteri per lelaborazione dei piani regionali per il risanamento e tutela della qualità dell’aria

DPR 25/07/91

Modifiche dell'atto di indirizzo e coordinamento in materia di emissioni poco significative e di attività a

ridotto inquinamento atmosferico, emanato con decreto

del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 luglio 1989.

DM 6 Maggio 1992

'Definizione del sistema finalizzato al controllo ed assicurazione di qualità dei dati di inquinamento

atmosferico ottenuti dalle reti di monitoraggio'

DMA 25/11/94

Livelli di attenzione e livelli di allarme per i contaminanti atmosferici nelle aree urbane e nelle zone individuate dalle Regioni ai sensi dell’art. 9 del DMA

20/05/91


DPCM 2/10/1995 – Recante la disciplina delle

caratteristiche merceologiche dei combustibili



DIR 89/369

Concernente la prevenzione dell'inquinamento atmosferico provocato dai nuovi impianti di incenerimento dei

rifiuti urbani

DM n. 503 del 19/11/1997

Regolamento recante norme per l'attuazione delleDIR 89/369/CEE e DIR 89/429/CEE concernenti

la prevenzione dell'inquinamento atmosferico

provocato dagli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani e la disciplina delle emissioni e delle condizioni di combustione degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, di rifiuti speciali non pericolosi, nonché di taluni rifiuti sanitari.

DIR 89/429

Concernente la riduzione dell'inquinamento atmosferico provocato dagli impianti esistenti di incenerimento dei rifiuti urbani

DIR 92/72

Inquinamento dell’aria provocato dall’ozono

DM n. 163 del 6/05/96*

Attivazione di un sistema di sorveglianza di inquinamento da ozono

DIR 94/67

Incenerimento dei rifiuti pericolosi rifiuti

Decreto n. 124 del 25/2/2000

Regolamento recante i valori limite di emissione e le norme tecniche riguardanti le caratteristiche e le condizioni di esercizio degli impianti di incenerimento e coincenerimento dei rifiuti pericolosi

DIR 96/62

in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria ambiente.

D. Lgs. n. 351 del 4/08/99

Attuazione della DIR 96/62/CEE in materia di valutazione e di gestione della qualità dell'aria

ambiente

DIR 99/30

Concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido dazoto, gli ossidi dazoto, le particelle e il piombo

DIR 2000/69

Concernente i valori limite per il benzene e il monossido di carbonio nell’aria ambiente

DM n. 60 2/4/2002

Recepimento della DIR 1999/30/CE del Consiglio concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo e della DIR 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità dell’aria ambiente per il benzene ed il monossido di carbonio.

DIR. 2000/76/CE

Sull’incenerimento dei rifiuti

Non ancora recepita

DIR 2001/77

Sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità

Non ancora recepita

DIR 2001/80

Concernente la limitazione delle emissioni nell'atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione

Non ancora recepita


DIR 2001/81

Relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici.

Non ancora recepita

DIR 2002/3

Relativa all'ozono nell'aria

Non ancora recepita

DPCM 8/03/2002

Disciplina delle caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico, nonché delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione.

L. n. 120 del 01/06/02

Ratifica del Protocollo di Kyoto

D.P.C.M. del 20/06/02

Modifica dell'allegato I del D.P.C.M. 08/03/2002, concernente disciplina delle caratteristiche merceologiche dei combustibili aventi rilevanza ai fini dell'inquinamento atmosferico, nonché delle caratteristiche tecnologiche degli impianti di combustione

DIR. 2002/51/CE del 19/07/2002

Riduzione del livello delle emissioni inquinanti dei veicoli a motore a due o tre ruote che modifica la DIR. 97/247/CE


Scarica gratis Aria
Appunti su:







Accedi al tuo account
Scarica 100% gratis e Invia appunti, tesine, riassunti

Registrati ora Password dimenticata?
  • Appunti superiori
  • In questa sezione troverai sunti esame, dispense, appunti universitari, esercitazioni e tesi, suddivisi per le principali facoltà.
  • Università
  • Appunti, dispense, esercitazioni, riassunti direttamente dalla tua aula Universitaria
  • all'Informatica
  • Introduzione all'Informatica, Information and Comunication Tecnology, componenti del computer, software, hardware ...

Appunti Economia Economia
    Tesine Finanza banche Finanza banche
      Lezioni Idrologia Idrologia